REGIONE PUGLIA, ON LINE REDDITI E SPESE ELETTORALI DEI CONSIGLIERI

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Meno della metà dei cinquanta consiglieri regionali rivela le spese sostenute per la propaganda elettorale, orchestrata in vista della consultazione di maggio 2015. Si tratta di un drappello di ventitré parlamentari locali. Mentre sono dieci quelli che ancora non rispettano la legge del 2013: impone ai “titolari di incarichi politici” di fare sapere quanto guadagnano “entro tre mesi dalla elezione”. Il rischio per gli “inadempienti”, è quello di beccarsi una sanzione pecuniaria da 500 a 10mila euro con l’accusa di “mancata comunicazione”.
La campagna elettorale, innanzi tutto. È il dem Mario Loizzo a proclamare di avere scucito più di tutti quanti gli altri: 41mila euro. Il secondo e il terzo gradino del podio, lo conquistano altri due esponenti del Pd: Loredana Capone (40mila euro) e Michele Mazzarano (39mila euro). Il paladino della pubblicità low cost è invece, il pentastellato Gianluca Bozzetti, di Mesagne: mette mano al portafoglio per tirare fuori appena 523 euro. C’è poi il caso del riformista Gianni Giannini: figura tra i pochi – anzi, tra i pochissimi – che ricevono contributi in denaro. I versamenti più cospicui, il titolare dei Trasporti nella giunta di lungomare Nazario Sauro li riceve dall’imprenditore della pasta Enzo Divella, ex presidente della Provincia di Bari (5mila euro), e dalla “signora del caffè” Simonetta Lorusso, assessore comunale ai Lavori pubblici quando Michele Emiliano era sindaco del capoluogo pugliese (altri 5mila euro). Così come la Capone dei 39mila 757 euro impiegati per reclamizzare se stessa, è l’unica che riserva la parte più rilevante di questa cifra al personale del comitato: 12mila 970 euro. Nonostante, alla fine, l’avvocato salentino pur essendo tra i più votati, non ce la fa a impadronirsi del seggio. Ma Emiliano la richiama in campo nei panni di assessore esterno.

Già, Emiliano. Non c’è traccia dell’investimento fatto dal Gladiatore perché riuscisse a salire sugli scudi come successore di Nichi Vendola a capo della coalizione di centrosinistra. Del magistrato prestato alla politica si conosce il reddito (del 2014) e basta: 55mila euro, la retribuzione del primo cittadino all’ombra di san Nicola.
Si riferiscono sempre al 2014, anche le dichiarazioni dei quaranta membri dell’assemblea di via Capruzzi. Gli altri dieci (ricordate?) per ora voltano le spalle alla regola del gioco: Ernesto Abaterusso e Paolo Campo, del Pd; Antonella Laricchia e Rosa Barone, del M5S; Mino Borraccino, di Noi a sinistra; Salvatore “Totò” Negro, dei Popolari; Giovanni Stea, di Area popolare; Alfonso Pisicchio e Peppe Turco, della civica La Puglia con Emiliano; la “esterna” Annamaria Curcuruto, responsabile dell’Urbanistica. I Paperoni sono entrambi vicepresidenti del consiglio regionale: Peppino Longo (Popolari), imprenditore edile a Modugno, dove è proprietario o comproprietario di quarantatré fabbricati, risulta a quota 464mila euro; l’avvocato di Manfredonia Diego Gatta (Forza Italia), lo incalza con 396mila euro. La medaglia di bronzo è al collo del vicepresidente della Regione, l’ex prefetto Antonio “Tonino” Nunziante: 197mila euro. Nei primi cinque ci sono pure Paolo Pellegrino, capogruppo di Puglia con Emiliano (183mila euro) e Giannini (148mila euro). Tra i magnifici dieci ci sono Giovanni De Leonardis (Area popolare, 147mila), Sabino Zinni (Sindaco di Puglia, 143mila), Ignazio Zullo (Cor, 138mila), Loizzo (Pd, 122mila), Capone (Pd, 113mila euro). (lello parisi-larepubblica)