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LA SETTIMANA SANTA A SAN NICANDRO GARGANICO…QUANDO NON C’ERA IL COVID-19

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La Settimana Santa di San Nicandro Garganico, cittadina collinare in provincia di Foggia, ha certamente tutti i connotati caratteristici della pietà popolare che il mondo cristiano ha adottato per rievocare i momenti più significativi della passione umana di Cristo. Preludio alla Settimana Santa è la Quaresima, il periodo dell’anno più ricco di simbologie e di sacralità che inizia il giorno del Mercoledì delle Ceneri e termina all’ ora nona del Giovedì Santo.

Durante il tempo quaresimale, ogni venerdì, in tutte le Parrocchie ed in alcune Rettorie della nostra città viene celebrato il pio esercizio della Via Crucis la cui forma è rimasta inalterata nel tempo, officiata da una terna di confratelli in abito di rito che sosta davanti ad ognuna delle quattordici stazioni; il confratello che si trova al centro regge la tradizionale Croce dei Misteri mentre i due confratelli ai lati portano in mano una candela. La Quaresima è scandita dallo scorrere delle cinque settimane che la compongono ed ogni pomeriggio, le donne della nostra comunità si recano alle 15.00 nella Chiesa dell’Addolorata per recitare l’antico e tradizionale Rosario cantato. Un importante rilievo storico assume, nel periodo Quaresimale, laIV Domenica di Quaresima (detta “della predica dei morti”) con la quale i nostri avi volevano sottolineare il mistero della morte ed il ricordo dei cari defunti.

Oggi, l’ Arciconfraternita del SS. Rosario e la Confraternita di Maria SS. di Costantinopoli, per non far perdere quel significato originale, si recano in processione al cimitero della città per celebrare, all’interno di quest’ultimo, la Via Crucis e la Santa Messa. Potremmo dire che la Quaresima sannicandrese culmina nei tre giorni di esercizi spirituali che precedono la Settimana Santa celebrati nella Chiesa del Carmine. E’ un rito religioso secolare nella nostra cittadina che nel corso del tempo ha subito alcune modifiche ma non ha mutato il suo significato. Fino al 1961 la Statua della Vergine del Carmine veniva trasferita presso la Chiesa Madre il mercoledì che precede la domenica delle “Croci Velate” perchè le due comunità parrocchiali si riunivano nella tarda quaresima per pregare insieme 8 giorni svolgendo gli esercizi spirituali, curati da predicatori che meditavano sui dolori di Maria (l’attuale via Matris) e le sofferenze di Gesù.

Trascorsi gli 8 giorni di esercizi spirituali, al termine della cerimonia religiosa, il Simulacro veniva ritrasferito nel suo Tempio titolare, percorrendo le stesse strade della processione del Venerdì Santo, quasi a voler anticipare lo stesso percorso che di lì a poco la Madonna avrebbe rifatto nelle vesti di Addolorata. Dal 1962 la Statua della Madonna non è più stata trasferita nella Parrocchia Matrice di Santa Maria del Borgo e nel 1997, il neo parroco Don Giancarlo Borrelli, d’intesa con il Terz’Ordine Carmelitano e l’Arciconfraternita del SS Sacramento ha ridotto gli esercizi spirituali in 3 giorni, le meditazioni sono tenute da Padri Carmelitani e l’ultimo giorno è riservato alla predicazione del Vescovo. La breve processione del mercoledì delle palme si svolge sulle note della Via Matris, conservando in questo modo il suo significato secolare della Mamma che esce a chiamare tutti i suoi figlioli a fare Pasqua con Gesù, anticipando il suo titolo di Addolorata che assumerà di lì a poco.

Giungiamo così alla Domenica delle Palme nella quale si celebra l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, acclamato come Messia e figlio di Davide ed in tutte le Parrocchie di San Nicandro Garganico si da lettura del Passio, ovvero il racconto della Passione di Gesù, preceduta dalla suggestiva e breve processione animata dalle Confraternite del SS. Sacramento e della Pietà o Morte durante la quale, sul sagrato della Chiesa dell’Addolorata, viene impartita la solenne benedizione dei rami d’ulivo. Sin dalle prime luci dell’alba della settimana più importante per i cattolici sannicandresi, nell’aria della cittadina garganica, si può già respirare il profumo dei fiori che presto orneranno gli altari delle Sette Chiese nelle celebrazioni eucaristiche delLunedì e Martedì Santo, mentre alcune anziane signore controllano, con dovizia di particolari, che il grano messo a germogliare in piccoli vasi decorativi, all’interno delle sacrestie, sia pronto per addobbare i sepolcri. Le Quattro Confraternite della città stanno per iniziare a vivere con grande fermento spirituale gli eventi del Triduo Pasquale(le processioni di Mercoledì, Giovedì e Venerdì Santo). Sarà loro compito fare in modo che tutto si svolga lasciando intatta la tradizione secolare dei nostri riti a partire dalla conservazione dei canti solenni legati alla Settimana Santa tra i quali vanno menzionati senz’altro il “Miserere”, “Oh Fieri Flagelli”, “Gesù mio con dure funi”, “Ti saluto Croce Santa” ed “Ai tuoi piedi bella Madre”.

Associazione Culturale Settimana Santa San Nicandro Garganico

CAPOIALE E FOCE VARANO NELLE IMMAGINI DI RODOLFO LONGO

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CAPOIALE E FOCE VARANO NELLE IMMAGINI DI RODOLFO LONGO

 

La “misteriosa” fotografia di Rodolfo Longo pubblicata nel primo post

È stata scattata a Capoiale la “misteriosa” foto di Rodolfo Longo facente parte della collezione Loiodice, e non attribuita ad alcuna location, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa su Lettere Meridiane. Lo affermano i nostri lettori e lo si ricava da una più approfondita indagine tra le fotografie della collezione, in cui si trovano numerose foto del cantiere che si notava della prima, “misteriosa” foto: è quello che venne aperto per la costruzione del porto di Capoiale, come si vede dalle immagini che illustrano il post. Pur essendo anonimi, è verosimile supporre che gli scatti siano dello stesso Rodolfo Longo, cui dovette essere probabilmente affidato il compito di documentare attraverso le fotografie la realizzazione dell’importante opera.

Ne vediamo solo alcune, con la promessa, nei prossimi giorni, di collazionarle tutte in una galleria e pubblicarla sul blog. La foto che illustra il post era originariamente in bianco e nero, ed è stata colorizzata utilizzando gli algoritmi di intelligenza artificiale messi a punto da Jason Antic.

Alle stesse conclusioni erano approdati anche i lettori intervenuti nella discussione (il primo è stato Antonio Dembech, che ha anche allegato la foto dell’attuale stato dei luoghi e la mappa). D’accordo sulla tesi di Capoiale quasi tutti i lettori, ad eccezione di qualcuno che ha invece indicato la località fotografata in Foce Varano. La disputa è però a mio avviso soltanto nominalistica. Capoiale sorge, infatti, su una delle due foci della laguna di Varano (quella più vicina a Lesina). Ma il toponimo di Foce Varano viene attribuito all’altra foce (quella più vicina a Rodi Garganico).

Di seguito gli interventi, alcuni dei quali, come quelli di Carmine de Leo e Salvatore Primiano Cavallo, cultori di storia locale, non si sono limitati ad indicare la località della foto, ma hanno sviluppato un ragionamento più ampio. Grazie a tutti per il contributo, che ritengo confermi l’importanza del social come strumento di conoscenza condivisa e di public history.

Marcello Milone: Dalla prospettiva e dalle palificazioni in cemento si può desumere che si tratti della realizzazione delle sponde del canale di Foce Varano. Gli stessi pali fanno parte del vecchio molo che si può ancora intravedere sotto il cemento di quello nuovo.

Michele Coccia: È il molo di Capojale

Giuseppe Laganella: La collina che è probabilmente Monte Elio. Così vicina è visibile solo da Capoiale, e non da Foce Varano.

La foto “colorizzata” dei lavori di costruzione del porto di Capoiale. Sullo sfondo, il lago di Varano

Salvatore Primiano Cavallo: Dovrebbe trattarsi della realizzazione delle sponde del canale di Capoiale, avvenuta nella seconda metà degli anni Venti del Novecento ad opera della ditta Pietro Cidonio di Roma. I pali (pre confezionati), per la costruzione delle sponde del canale che si vedono nella foto, dovrebbero essere in cemento armato. I carrelli, per il carico e lo scarico del materiale, “viaggiavano”su un binario a scartamento ridotto, detto Decauville. Attualmente tale termine identifica tutte le ferrovie industriali o turistiche a scartamento ridotto.

Carmine de Leo: a destra in fondo, la disposizione delle fabbriche è la stessa di quelle del porticciolo militare collegato all’ex base segreta di idrovolanti San Nicola Imbuto. Posti magnifici, quasi un piccolo paradiso quella striscia di terra chiamata l’isola con spiagge ancora deserte e la vicina chiesa della Madonna d’Elio il cui panorama meraviglioso ti lascia senza fiato e le grotte di San Michele, l’una, scendendo dal monte Devia verso il mare, si affaccia sulla costa e l’altra, la chiesa di San Michele nei pressi di Cagnano, ricca di tanta suggestione e la non lontana chiesa del Crocifisso Varano, con gli attigui scavi archeologici, per non parlare delle torri costiere di Mileto, Calarossa, ecc. In un’area di pochi chilometri vi sono tante bellezze naturali e monumentali e la storia palpita in panorami meravigliosi mentre, incorniciate dall’azzurro del mare, che all’orizzonte si bacia con quello di un cielo sempre sereno, ecco le isole Tremiti che ti fanno l’occhiolino, come dire… hai visto che bello il nostro GARGANO!

Franco Onorati: sono le caserme militari in riva al mare i cui ruderi sono ancora esistenti! D’estate è una piccola spiaggia frequentatissima!

L’originale in bianco e nero della stessa foto

(lettere meridiane)

IL VESCOVO CHECCHINATO DA’ INDICAZIONE SULLO SVOLGIMENTO DEI RITI PASQUALI

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Cari confratelli, religiosi e religiose, famiglie, e fedeli tutti della Diocesi di San Severo,

avvicinandosi i giorni santi della Pasqua e permanendo in essere la grave situazione legata all’emergenza Covid-19, vengo a rinnovare il mio invito perché continuiamo a pregare per chiedere al Signore quanto papa Francesco ha già chiesto per ognuno di noi nella preghiera del 27 marzo scorso: “Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).
In maniera particolare chiedo di attenervi a quanto la CEI ha suggerito per le celebrazioni della Settimana Santa.
I fedeli vivranno il Triduo nella loro chiesa domestica che è la casa, con la preghiera della Liturgia delle Ore (soprattutto Lodi e Vespri), la lettura del Vangelo del giorno, il Santo Rosario, il pio esercizio della Via Crucis, con la preghiera e benedizione della mensa nel giorno di Pasqua. Sarà loro possibile collegarsi via streaming con le celebrazioni delle loro parrocchie, laddove questo collegamento è realizzabile. I media della CEI (a partire da TV2000) copriranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre; ma si potrà seguire anche attraverso i canali Rai.

Attingendo dal sito https://chiciseparera.chiesacattolica.it/, si potranno avere i testi per vivere la preghiera in famiglia.

Dopo una e laboriosa interlocuzione con il Ministero dell’Interno della Repubblica Italiana, sono state offerte risposte ad alcuni quesiti che la Presidenza della CEI aveva posto rispetto all’apertura/chiusura delle chiese e alla possibilità di avere alcuni ministri durante la celebrazione. In maniera particolare l’interpretazione “stretta” che veniva data ai Decreti del Capo del Governo da parte della Presidenza della CEI (“Di questa responsabilità può essere espressione anche la decisione di chiudere le chiese”, in “Una chiesa di terra e di cielo” del 12 marzo 2020) trova un’autorevole interpretazione chiarificante nella nota del Ministero:

“Innanzitutto, appare opportuno sottolineare che, salvo eventuale autonoma diversa decisione dell’autorità ecclesiastica, non è prevista la chiusura delle chiese”. I parroci che possono responsabilmente garantire una adeguata vigilanza e il rispetto delle norme che proibiscono gli assembramenti, possono aprire le chiese. Rimane comunque ancora sospesa la celebrazione della messa con concorso di popolo.

Al quesito relativo alla possibilità per il fedele di uscire di casa, munito di autocertificazione, per recarsi a pregare in chiesa, la Nota indica che “è necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative, ovvero per situazione di necessità e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle Forze di polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi”.

La diocesi trasmetterà attraverso il Canale Youtube del sito diocesano le celebrazioni che avverranno nella cattedrale di San Severo.

Nello specifico:

La domenica delle Palme, il 5 aprile, alle ore 11.00.

La messa “nella Cena del Signore”, il Giovedì Santo, 9 aprile alle ore 19.00.

La Celebrazione della Passione del Signore, Venerdì Santo, 10 aprile alle ore 16.00.

La veglia Pasquale, il Sabato santo, 11 aprile, alle ore 21.00.

La messa nel giorno di Pasqua, Domenica 12 aprile alle ore 11.00.

La fede in Cristo risorto ci permette di alzare il nostro sguardo e di “cercare le cose di lassù”. «A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli».

Invoco su tutti voi la benedizione del Signore!

COVID-19: VENDITA DI GENERI ALIMENTARI, MAGGIORE ATTENZIONE ALLA IGIENE

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Si riporta integralmente la seguente mail firmata inviata a Civico.

Buongiorno, vi scrivo per rendervi noto di alcuni atteggiamenti da parte di alcuni commercianti alimentari di San Nicandro garganico. Mi riferisco a esercizi alimentari piccoli come forni e botteghe: muniti di guanti toccano pane e affettati e sempre con gli stessi guanti maneggiano soldi.

Comportamenti assolutamente sbagliati già “in tempo di pace figuriamoci in tempi di guerra”.

Chiedo a chi di dovere di prendere seri provvedimenti.

Grazie

BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO REGIONE PUGLIA 5 APRILE

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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi domenica 5 aprile, in Puglia, sono stati registrati 1.103 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 77 casi, così suddivisi:

28 nella Provincia di Bari;

9 nella Provincia Bat;

12 nella Provincia di Brindisi;

18 nella Provincia di Foggia;

6 nella Provincia di Lecce;

2 nella Provincia di Taranto;

1 fuori regione

(1 caso non attribuito ieri è stato attribuito oggi alla relativa provincia di appartenenza).

Sono stati registrati oggi 9 decessi: 5 in provincia di Foggia, 3 in provincia di Lecce, 1 in provincia BAT.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 20.080 test.

Sono 113 i pazienti guariti.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 2.317 così divisi:

790 nella Provincia di Bari;

138 nella Provincia di Bat;

246 nella Provincia di Brindisi;

564 nella Provincia di Foggia;

368 nella Provincia di Lecce;

182 nella Provincia di Taranto;

24 attribuiti a residenti fuori regione;

5 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

 

SFRUTTAMENTO ALLA PROSTITUZIONE DI DONNE STRANIERE, ARRESTATI DUE AGUZZINI

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Anche in tempo di “Coronavirus”, il mestiere più antico del mondo continua a essere esercitato, come se le “operatrici” e i clienti, diversamente dalle restrizioni imposte dal Governo e dalle Regioni per la salvaguardia della salute di tutti, non corrano gravi rischi per la loro incolumità. Ma i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia e la Procura della Repubblica proseguono, senza sosta e con massima attenzione, i controlli sullo specifico settore illecito.

Qualche giorno fa, i Carabinieri di San Severo, hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di due cittadini bulgari, marito e moglie, accusati di aver costretto alcune loro connazionali a prostituirsi. Gli accertamenti che hanno portato alla emissione dei provvedimenti, i cui esiti sono stati pienamente condivisi dall’Autorità Giudiziaria, sono scattati dopo che una giovane donna bulgara, costretta a vendere il proprio corpo in strada, con grande coraggio, ha denunciato i propri aguzzini. Il territorio in cui sono state accertate le condotte si estende tra il comune di San Severo, i quartieri di “San Berardino” e “Siberia” e la Strada Statale 16 bis, luogo in cui si radunavano diverse donne per esercitare l’attività di meretricio.

Nel corso delle attività, oltre all’escussione testimoniale di alcuni soggetti e a numerosi servizi di osservazione e pedinamento, sono state avviate anche indagini di tipo tecnico sulle vittime e sui carnefici, con un monitoraggio ininterrotto degli spostamenti degli indagati. L’esito delle verifiche ha consentito di accertare numerosi episodi di sfruttamento della prostituzione, al limite con la “riduzione in schiavitù” delle vittime. Sono state registrate anche numerose conversazioni dalle quali si è compreso, in modo chiaro, che le donne venivano instradate alla prostituzione con minacce palesi e ricatti, che alle stesse venivano sottratti, sistematicamente, quasi tutti i proventi dell’attività di meretricio e che, spesso, non gli veniva data neanche la possibilità di fruire del pasto.

Dalle attività, sono emerse delle situazioni sconcertanti che hanno consentito di dimostrare come le vittime siano state costrette più volte a prostituirsi anche quando vi erano condizioni meteo avverse, pioggia e temperature molto rigide, tanto che le vittime erano costrette a supplicare i carnefici per ottenere un po’ di legna e pneumatici da incendiare per riscaldarsi. Un particolare ancor più agghiacciante, emerso sempre nel corso delle investigazioni, è che una delle donne sfruttate era stata più volte costretta ad effettuare aborti, almeno sette, a seguito dei quali la stessa aveva avuto gravi complicazioni di tipo ginecologico. A nulla sono valse le sommesse lamentele delle malcapitate ai propri sfruttatori per quanto stavano vivendo, poiché con cinismo e mostruosa cattiveria i loro aguzzini imponevano loro di continuare a stare per strada, per ore ed ore, fino a quando non avessero guadagnato le somme ritenute sufficienti per quella “giornata di lavoro”, conseguenza del mancato guadagno, minacce e percosse. Gli arrestati sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il lavoro della Procura della Repubblica di Foggia e degli investigatori continuerà senza sosta nella lotta sullo specifico fenomeno con lo scopo di verificare e perseguire eventuali ulteriori sodali responsabili della rete dedita allo sfruttamento delle giovani donne.

EDITORIALE DELLA DOMENICA. COME VIVE SAN NICANDRO L’EMERGENZA COVID-19

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Non sono giornate facili. Una situazione che ha colto tutti di sorpresa e che si cerca di gestire al meglio con i mezzi che si hanno a disposizione.

Dopo i primi giorni durante i quali tutta la cittadinanza era in panico soprattutto per i casi verificatisi a San Nicandro e che hanno poi avuto risvolti drammatici, ora la situazione sembra attestarsi ad una minore preoccupazione e la si vive con maggior senso di responsabilità e di maturità ben sapendo che il ritorno alla normalità è, purtroppo, ancora lontano.

Le difficoltà, comunque, continuano ad essere tante ma, grazie ai volontari dell’Avers, della Croce Rossa e tanto altri incogniti volontari, si sta riuscendo a dare una risposta a tutto. Purtroppo le attività produttive ed artigianali sono per la maggior parte bloccate ed occorrerà ancora del tempo per farle ripartire. Le forze dell’ordine continuano a sorvegliare il territorio sanzionando chi non rispetta le regole imposte. I supermercati sono aperti e quindi i rifornimenti sono assicurati a tutti anche con consegne a domicilio. Le farmacie hanno i loro regolari turni di apertura e gli uffici pubblici, sia pure con orari limitati, garantiscono la loro attività

La città è quasi deserta a causa delle restrizioni imposte. Le scuole sono chiuse e si cerca, nei limiti del possibile, di utilizzare la didattica on line. Si cerca di far sentire la propria vicinanza anche alle persone sole e disagiate.

Fortunatamente, anche se San Nicandro continua ad essere in zona amaranto nella mappatura regionale dell’emergenza Covid-19 e cioè ad un passo dalla zona rossa, la situazione sanitaria sembra essersi stabilizzata a differenza della prima fare dell’emergenza in cui il panico imperversava dappertutto. Ci sono ancora persone in quarantena ma viene assicurato che sono solo precauzioni necessarie per evitare eventuali contagi.

Il sindaco segue attentamente ogni evoluzione normativa e sanitaria e, quotidianamente, informa la popolazione. Intanto, stanno arrivando dallo Stato i primi concreti aiuti alle famiglie bisognose ed altri enti, come la Regione Puglia e il Parco del Gargano, hanno messo in cantiere misure per i meno abbienti e per le attività agricole e commerciali,

Tutto questo mentre arriva la Pasqua e le altre misure che, almeno dalle prime indiscrezioni, verranno prorogate ancora fino agli inizi del mese di maggio. Poi, se i dati sanitari continueranno la loro tendenza anche per una timida discesa, si cercherà di alleggerire queste prescrizioni ed allargare pian piano le maglie per piccoli spiragli di ritorno graduale verso la normalità perduta.

Intanto, teniamo fuori il virus restando chiusi in casa.

Il Direttore

LA BENEDIZIONE DELLE PALME, LE ORIGINI STORICHE DEL RITUALE

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La benedizione delle palme e dei ramoscelli d’ulivo viene fatta in ricordo di quelli utilizzati dal popolo di Gerusalemme per onorare l’entrata trionfale di Gesù. Questa tradizione cominciò presto in Oriente, probabilmente dalla pace della Chiesa a Gerusalemme. Nel IV secolo, San Cirillo, Vescovo di quella città, pensava che ancora esistesse nella Valle dl Cedron, il palmizio che fornì i rami al popolo che andò incontro a Gesù … da lì fu breve il passo per l’istituzione di una commemorazione anniversaria di questo avvenimento. Nel secolo successivo la cerimonia fu fissata non solo nelle Chiese d’Oriente ma anche nei monasteri di Siria ed Egitto. In Occidente, invece, il rito si stabilì diverso tempo dopo. Le prime tracce compaiono nel Sacramentario di San Gregorio, alla fine del VI secolo-inizi del VII. Man mano che la fede si propagava verso nord, non era più possibile solennizzare tale cerimonia in tutta la sua integrità dato che in quei climi non crescevano né palme né ulivi. Fu così che vennero sostituiti dai rami di altri alberi.

La palma è simbolo di vittoria, ascesa, rinascita, immortalità. La simbologia cristiana, presente sin dall’epoca paleocristiana, è legata ad un passo dei Salmi dove si dice: “Come fiorirà la palma così fiorirà il giusto”. La palma, infatti, produce un’infiorescenza proprio quando sembra ormai morta. Per similitudine, i martiri saranno ricompensati in Paradiso. La simbologia rimanda quindi all’entrata trionfale di Gesù Cristo a Gerusalemme, prefigurando la Resurrezione dopo la morte o anche come simbolo della Resurrezione dei martiri, così come citato nell’Apocalisse. Il ramoscello di ulivo, invece, è simbolo di pace. Le origini si fanno risalire all’episodio biblico dl Diluvio Universale. Quando il diluvio cessò, Noè fece volare prima un corvo, per vedere se si fossero ritirare le acque dalla terra; poi una colomba, ma entrambi, non trovando dove posare la pianta del piede, tornarono a lui nell’arca perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra.

Dopo una settimana, Noè ritentò, inviando la colomba che tornò a lui sul far della sera. Essa aveva nel becco un ramoscello d’ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Il ramoscello d’ulivo è il simbolo di pace perché Dio stesso, a conclusione del diluvio, promette nella Genesi: “Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra”. A proposito di Palme, a Sorrento e nella Penisola Sorrentina, nel giorno della Domenica delle Palme, è tradizione benedire le cd palme di confetti”, rappresentanti rami fioriti, cestiti di fiori o alberelli, realizzati con confetti di diverse misure e colori. In genere i cestini e gli alberelli spettano ai più piccoli mentre i rami ai giovani e agli adulti. Ma a quando risale questa tradizione? Si narra che una mattina del lontano aprile 1551, mentre i Sorrentini erano indaffarati nelle loro attività quotidiane, le campane delle chiese della Penisola cominciarono a suonare a martello (segnale questo, di pericolo). Infatti erano state avvistate molte imbarcazioni turche che veleggiavano verso la costa.

La paura fu tanta, nonostante i Sorrentini fossero abituati alle incursioni saracene e avessero predisposto torri di avvistamento e mura fortificate per difendersi. Ma in quell’occasione la fortuna fu dalla loro parte: si alzò un vento fortissimo, il mare si agitò e le navi nemiche si inabissarono. Solo una giovane schiava si salvò da quel naufragio e fu trovata sulla spiaggia da un pescatore che la condusse in chiesa dove si stava celebrando la mesa in occasione della Domenica delle Palme. La fanciulla si gettò ai piedi dell’altare e per ringraziamento offrì loro un sacchetto di confetti che a quei tempi non erano conosciuti nella Penisola, destando la curiosità di tutti. Furono distribuiti ai presenti e da allora la giovane saracena insegnò come preparare le palme di confetti. In Sardegna, invece, l’intreccio di vegetali è una delle tecniche più adoperate dall’uomo. Nel 1570 il Messale Romano fissò la statio per la Domenica delle Palme, con la concessione di tenere in mano rami di palma ed ulivo durante la processione e la messa.

Nacque così la pratica dell’intreccio delle palme per uso religioso, la cd “filadura de pramma” o “tessidura de pramma”, che ci ha lasciato “pramas pintadas”, palme artistiche, autentiche espressioni della cultura popolare, dettata dal bisogno umano di rinvenire le ragioni dell’esistenza in un’entità ultraterrena. Tante sono le tecniche impiegate: dalle più semplici (ad annodatura, a raggiera, ad avvolgimento, a intreccio diagonale e perpendicolare, a incastro), sino alle più complesse (a incrocio tubolare, a raggiera bifrontale, a mezza foglia, a treccia, a mazzetti, ad avvolgimento a spirale o triangolare, a ripiegamento).

Caterina Lenti

LE CARTOLINE DI SAN NICANDRO

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Continua la pubblicazione delle “100 cartoline di San Nicandro” del prof. Pasquale Colella che lo studioso Emanuele Petrucci ha messo gentilmente a disposizione di Civico 93.

La nona cartolina porta la seguente didascalia: “Zona Centrale – Chiesa di San Giovanni – Si venerano Il Battesimo di Gesù, la Madonna del Rosario, l’Incoronata, San Domenico, Santa Rosa, San Ciro, Santa Lucia, San Matteo, San Nazario, Santa Teresa”.

Dalla pubblicazione di questa cartolina viene omessa, causa coronavirus, la corrispondente foto attuale della località

RIORGANIZZAZIONE ASSISTENZIALE OSPEDALIERA: ACCORPAMENTI E NON CHIUSURE

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Le misure adottate, urgenti, necessarie e temporanee, dureranno sino al 30 aprile

Il Direttore Generale della ASL Foggia Vito Piazzolla interviene in merito alle notizie allarmistiche divulgate a mezzo stampa, relative alla riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera all’interno dei Presidi aziendali.

Le misure adottate – spiega Piazzolla – hanno riguardato l’accorpamento funzionale di alcuni reparti per garantire l’eventuale attivazione di posti letto nella rete Covid e, nel contempo, potenziare le attività di consulenza presso i Pronto Soccorso. Si tratta di una riorganizzazione dal carattere assolutamente straordinario, urgente e temporaneo la cui durata è fissata sino al 30 aprile.

Non si stanno chiudendo reparti. Si tratta di “accorpamenti funzionali”; le Unità Operative continueranno, infatti, ad operare in emergenza. Questo periodo sarà utile per superare la fase critica e per permetterci di arruolare nuovo personale, anche per via delle ultime disposizioni nazionali e regionali che ci concedono questa facoltà”.

La riorganizzazione fa seguito alle direttive ministeriali e regionali che hanno previsto in tutta Italia la sospensione di: ricoveri programmati non urgenti; visite ambulatoriali; esami strumentali diagnostici e/o operativi; Day service; diagnostica di laboratorio.

Misure urgenti e straordinarie di riorganizzazione del sistema sanitario che è stato necessario adattare alle esigenze, a dir poco uniche, sopraggiunte con la pandemia. Il tutto, per limitare il contagio da un lato e per garantire, in sicurezza, la migliore assistenza possibile dall’altro.

La Direzione Generale ha dato mandato alla Direzione medica del Presidio di Cerignola, unica Direzione di ruolo, di coordinare le attività insieme alle altre Direzioni Mediche di Presidio e ai responsabili delle Strutture accorpate. È già pronto un protocollo operativo per disciplinare nel dettaglio questa organizzazione funzionale, condiviso con i responsabili delle Strutture operative.

Obiettivo generale della riorganizzazione è anche quello di prevedere e gestire percorsi sicuri per garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti. Per questo serve concentrare, il più possibile, le risorse disponibili nell’ambito del contrasto alla diffusione del contagio.

Voglio esprimere – conclude il Direttore Generale – il mio più sentito ringraziamento a tutti gli operatori che, con grande senso di responsabilità e spirito di servizio, si stanno opponendo al propagarsi del contagio. In questo momento chiediamo a tutti senso di responsabilità e nervi saldi per governare al meglio la situazione”.

 

“ECCOMI PUGLIA. UNITI CONTRO IL COVID-19”: CAMPAGNA DI DONAZIONI CON TESTIMONIAL D’ECCEZIONE

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C’è Bianca Guaccero e c’è Giuliano Sangiorgi; c’è Michele Riondino ed Ermal Meta; Mietta e Nicola Ventola, c’è Mariella Nava e Alessandro Greco. In tanti stanno condividendo sui social la campagna a sostegno del sistema sanitario pugliese: in pochissimo tempo “Eccomi Puglia. Uniti contro il Covid19”, avviata da Regione Puglia e Protezione civile regionale, ha già tanti testimonial d’eccezione che hanno aderito con grande spontaneità e motivazione.

Un invito a donare per sostenere il sistema sanitario e di protezione civile, per far sentire tutto il sostegno possibile a medici, infermieri e operatori sanitari, per rafforzare le terapie intensive, acquistare i DPI, i dispositivi di protezione individuali fondamentali per garantire la sicurezza del personale medico e paramedico nello svolgimento del loro lavoro. E poi ancora un invito a donare per acquistare i ventilatori polmonari, anche questi indispensabili per governare l’emergenza Coronavirus. Si ricorda che la raccolta fondi è nata dal basso, spontaneamente, e ha già superato il traguardo di 2 milioni di euro raccolti, attraverso donazioni che vanno da 1,50 euro a 400mila euro, fatte non solo dai pugliesi ma anche dagli amici della Puglia nel mondo.

Tutti i video sono disponibili sulla pagina Instagram della Regione Puglia https://www.instagram.com/regionepuglia/.

Ricordiamo inoltre che chiunque vorrà sostenere la campagna della Regione Puglia e della Protezione civile regionale, potrà effettuare una donazione attraverso versamento su conto corrente, con queste coordinate bancarie:

IBAN:  IT51 C030 6904 0131 0000 0046 029

SWIFT / BIC CODE: BCITITMM

Intestato a REGIONE PUGLIA

Causale DONAZIONI CORONAVIRUS REGIONE PUGLIA

Ed è possibile donare utilizzando PAYPAL, con carta di credito, attraverso questo link:

https://protezionecivile.puglia.it/donazioni/

BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO REGIONE PUGLIA 4 APRILE

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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi sabato 4 aprile, in Puglia, sono stati registrati 1.053 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 58 casi, così suddivisi:

21 nella Provincia di Bari;

0 nella Provincia Bat;

16 nella Provincia di Brindisi;

19 nella Provincia di Foggia;

3 nella Provincia di Lecce;

2 nella Provincia di Taranto;

3 casi di residenti fuori regione risalenti a ieri sono stati registrati oggi.

Sono stati registrati oggi 9 decessi: 6 in provincia di Bari, 2 in provincia di Brindisi, 1 in provincia di Lecce.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 18.977 test.

Sono 94 i pazienti guariti clinicamente.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 2.240 così divisi:

762 nella Provincia di Bari;

129 nella Provincia di Bat;

234 nella Provincia di Brindisi;

546 nella Provincia di Foggia;

362 nella Provincia di Lecce;

180 nella Provincia di Taranto;

23 attribuiti a residenti fuori regione;

4 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

COVID-19, IL GRANDE GESTO DELLA BENEFICENZA COLLETTIVA

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Come già comunicato dall’amministrazione comunale, la presentazione delle istanze per i buoni spesa devono essere trasmesse entro lunedì 6 aprile. Intanto continuano le manifestazioni generose della comunità sannicandrese per la raccolta di generi di prima necessità da destinare alle famiglie più bisognose.

Continuano, intanto, raccolte da parte di varie associazioni coordinate soprattutto dalla Protezione Civile locale a cui va sempre il dovuto ringraziamento per l’opera meritoria che sta svolgendo.

In altre realtà locali come Mandredonia e non solo, oltre alle raccolte fondi, si è mossa anche l’amministrazione comunale intervenendo in prima persona per i bisogni delle famiglie indigenti con i fondi già assegnati ai singoli comuni comprando direttamente, come anche previsto dal decreto, generi di prima necessità in alternativa alle manifestazioni di volontariato di raccolta.

Insomma un esempio di solidarietà totale che parte dell’amministrazione comunale che gestisce direttamente una parte del contributo da destinare ai poveri fino alle tante associazioni per la raccolta e la distribuzione dei beni di prima necessità

CONTROLLI ANTI-CORONAVIRUS, TRE ARRESTI PER RESISTENZA

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Continuano incessanti i controlli dei Carabinieri di Cerignola sul rispetto delle misure per il contenimento del Covid-19. Negli ultimi giorni, in quattro distinte situazioni, la reazione delle persone controllate è stata tale da portare in tutti i casi all’arresto per resistenza a Pubblico Ufficiale.

Il primo caso si è verificato a Cerignola, quando un cittadino del posto, già noto alle forze di polizia, è stato fermato mentre passeggiava per le strade del centro senza alcun valido motivo. Alla contestazione dei militari della prevista sanzione ai sensi del D.L. del 25 Marzo 2020, l’uomo si è scagliato contro i militari, spintonandoli e insultandoli verbalmente. Immediatamente bloccato, è stato condotto presso gli uffici della locale Stazione Carabinieri dove è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari, come disposto dalla Procura della Repubblica di Foggia.

Altri due episodi di resistenza si sono verificati pochi giorni dopo sempre a Cerignola. Nel primo caso, i Carabinieri hanno arrestato un cittadino di origine rumena. Alla guida di una autovettura poi risultata priva di copertura assicurativa e con telaio abbinato a targhe di un veicolo che risultava cessato dalla circolazione, insieme ad altri due connazionali, l’uomo non si è fermato all’alt intimatogli dai militari dandosi alla fuga, scatenando un pericoloso inseguimento per le vie della città. Raggiunto poco dopo, è stato bloccato dai militari, identificato e dichiarato in stato di arresto per resistenza a Pubblico Ufficiale. Per lui e per i due passeggeri che si trovavano a bordo dell’auto è scattata la sanzione amministrativa, aumentata fino a un terzo, perché si trovavano in giro senza alcuna comprovata motivazione.

Nel corso di un altro controllo, altri due cittadini, anche loro di origine rumena, sono stati arrestati in una situazione analoga. I due, alla guida di una Fiat Stilo già sottoposta a fermo amministrativo, per eludere i controlli dei Carabinieri, si sono dati alla fuga in pieno giorno per le vie del centro cittadino, creando non pochi pericoli. A un certo punto hanno abbandonato il veicolo e si sono dileguati a piedi a gambe levate in due direzioni diverse ma sono stati comunque bloccati dai due militari che li hanno inseguiti a piedi, raggiungendoli. L’autista è stato anche denunciato per guida reiterata senza patente. Entrambi sanzionati perché in giro in auto senza comprovati motivi di alcun tipo, sono stati arrestati per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L’autista è stato sottoposto agli arresti domiciliari nella sua abitazione mentre il suo compagno, in Italia senza fissa dimora, è stato associato alla Casa Circondariale di Foggia.

L’ultimo episodio di resistenza, in ordine di tempo, si è verificato ad Ascoli Satriano. Alcuni giorni fa, i Carabinieri hanno tratto in arresto un cittadino del posto. Sorpreso alla guida della propria autovettura, che risultava essere già sottoposta a fermo amministrativo, al momento della relativa contestazione da parte dei militari, l’uomo ha perso le staffe e si è scagliato contro questi ultimi. Anche per lui è scattata la sanzione amministrativa ai sensi del D.L. del 25 Marzo 2020, poiché privo di alcuna motivazione che giustificasse l’uscita dalla propria abitazione. Dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Dal 26 marzo, i Carabinieri della Compagnia di Cerignola, durante i servizi di monitoraggio sul rispetto delle misure di contenimento del nuovo coronavirus, hanno controllato oltre 1300 persone, la maggior parte delle quali munite di autocertificazione e di un giustificato motivo per spostarsi sul territorio. Circa 200 persone, invece, sono state sanzionate ai sensi del D.L. 25 marzo 2020, n. 19, perché erano in giro senza una valida e comprovata motivazione sanitaria, lavorativa o di necessità.

 

DONAZIONE DELL’AVIS SAN NICANDRO ALLA PROTEZIONE CIVILE

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Questo periodo prepasquale è stato da sempre ricco di iniziative non solo per l’organizzazione delle donazioni ma anche per la consegna dei doni (colombe o uova pasquali) ai nostri soci.

Purtroppo, come già annunciato, l’emergenza pandemica ci costringerà a riprendere l’attività nella seconda metà di Aprile mentre per i regali ai soci, il Consiglio Direttivo anche in rispetto alle norme in vigore che limitano la mobilità delle persone, ha deciso di devolvere l’intera somma a disposizione alla Protezione Civile per aiutare la stessa a far fronte all’emergenza in atto, sia con pacchi di generi alimentari per le famiglie in difficoltà sia per l’acquisto di tutti i dispositivi sanitari necessari a garantire le operazioni di soccorso in condizione di sicurezza per gli operatori e i volontari.

Con questa decisione vogliamo mettere anche l’AVIS di San Nicandro Garganico al servizio della città, dei suoi bisogni e delle sue necessità in un momento particolare nel quale tutti sono chiamati a dare il proprio contributo di impegno e solidarietà.

Il Consiglio Direttivo

Avis Comunale

San Nicandro Garganico (FG)

IN ITALIA MANCA UN UNICO SISTEMA SANITARIO NAZIONALE, NON GARANTITA QUALITA’ CERTIFICATA

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Nell’Italia del Sistema Sanitario Nazionale manca un sistema unico e quindi  troviamo nelle  Regioni  diverse sigle : ATS,  ASL, AUSL , ASP , che non garantisco  un grado di qualità certificata-

Caro direttore,

In questi giorni, dai social network ai media tradizionali, vengono continuamente diramati ed aggiornati i   dati inerenti la pandemia epidemiologica in atto nelle diverse Regioni Italiane, in Europa, nel Mondo chiamata   “ covid-19 o semplicemente coronavirus ”.    Questo nome finora sconosciuto lo hanno imparato persino i bambini, adoperando i colori dell’arcobaleno nelle lenzuola appese alle finestre e ai balconi delle case, in segno di speranza e che tutto passi presto per tornare alla  normalità e quindi tornare a scuola (?).

Verrebbe  da subito  chiedere  ai cittadini in  tempi  di “ripensamenti”  :

Siete   soddisfatti   del sistema sanitario della tua regione   sentendo giornalmente lo sviluppo dei dati epidemiologici ? Ti fidi   delle strutture ospedaliere presenti e della qualità dei servizi erogati sul tuo territorio Regionale o preferisci praticare   pure   oggi   il cosiddetto turismo sanitario e recarti in città dove l’offerta, e soprattutto la qualità,    era   ed  è  reputata migliore,   sia pure  con le diverse  eccellenze  dei servizi  offerte   ove finora si è pensato  alla ricerca “oncologica” ? Inutile ripeterlo   solo ora, dovremmo  forse pensare ad un sistema  “ UNICO NAZIONALE CENTRALIZZATO ” ?

Per quanto ci sono state finora  alcune situazioni che,  purtroppo, ci trasciniamo dietro da  decenni   e   il livello dell’   assistenza medica  percepito  dai  cittadini   nelle diverse aree  geografiche d’Italia,   seppure  contraddistinto da sigle diverse,  appartengono nel suo complesso organizzativo  ad un unico sistema   “gratuito”  della    sanità    prevalentemente  gestita   dal  pubblico  ,  con le dovute eccezioni  di   alcune  Regioni del  Nord ed a STATUTO SPECIALE.     E, la Lombardia è   una di queste con   diverse o prevalenti strutture private   convenzionate con il   S. P. N. .   Come da noi  è   privata    la Casa Sollievo della Sofferenza di S. Giovanni  Rotondo  che  nelle   eccellenze   è   una   di    quelle  presenti al Sud e che gestiscono  anche  le   Case  di Riposo per Anziani  ( CRA )   o  Residenze  Sanitarie Assistite ( RSA ) .

Dico ciò   poiché oggi sono in molti   a chiedersi   del perché    la diffusione   del   Covid – 19 in Italia    è   stata così veloce   specialmente negli  Ospedali  e nelle RSA   con   tante    vittime   da   aver  decimato   una   intera classe  di  anziani  ultrasessantenni  anche medici    e    del perché    ha  trovato    quasi   tutte le Regioni e  gli   Stati  impreparati verso questa pandemia   ?  

Dopo  qualche   secolo  dall’ Unità d’ Italia  e   del   nostro  sventolato   tricolore,  sembriamo  ancora  una nazione divisa in due: a Nord ospedali che funzionano e facile accesso alle terapie,   a Sud problemi,  malasanità e sprechi  di  fondi  in  strutture  con riguardo     all’    assistenza agli anziani,   mai decollate  con   l’avvento delle Aziende Sanitari Pubbliche   e   delle ASP,  che si dovrebbero occupare  degli anziani e di  “  soggetti fragili “    ,   portatori di handicap  o disabilità.

Una differenza di impegno di risorse pubbliche,    tra  il Nord ed il SUD ,  che   lo  Stato  Italiano   non è ancora riuscito a colmare ( ma dovrebbe  garantire)   e che pesa soprattutto su chi non può spostarsi per cercare  cure  migliori  ed  ambienti  accoglienti  anche se dentro tantissimi indicatori   sulla   “qualità  erogata”   di competenza della  “LEA” voluto dal  DPCM 29/11/01 sui livelli di assistenza erogati dalla Regioni , magari qualcuno resta indietro pur  avendo ospedali che funzionano bene.

Eppure, come  in tempo di guerra  ( e questa è una guerra che viene combattuta contro il  “covid-19” ,  un nemico subdolo ed invisibile  ), attendiamo   increduli ,  alla lettura quotidiana    dei    bollettini   sul numero  dei    contagiati,  morti  e  guariti…..   una vera  e propria  “macelleria  sociale”,  di cui non si conoscono i “dispersi”  sul campo purtroppo presenti anche nel nostro paese.  E, di  cui nessuno  osa chiarirne   le   cause o concause  di natura tecnica e soprattutto …… politica.

Di chi è la colpa di tutto quanto sta accadendo in Italia   e  nelle  Regioni in maniera diversa  per combattere efficacemente questa nuova pandemia chiamata “coronavirus”  ?

Io,  che   di   altre  “ guerre “   non ne ho fatto e   neppure viste  da vicino  o convissuto   direttamente,  questo  paragone  di  “  stato in guerra ” ,  non   piace   affatto,     perché  viene   combattuta  solo da alcuni      ( medici,  infermieri,  forze dell’ordine  e   volontari delle  diverse   Associazioni ) e   per lo più  disarmati  sul campo .

E  del perché  l’intero sistema sanitario nazionale   si è trovato  impreparato  nel recepire   per tempo ed impiegare    soprattutto   negli   Ospedali   idonei  “  Dispositivi di Protezione Individuale    ( DPI) “ ,  validi  ed  efficaci  per   limitarne  o mitigarne ,  sia le  cause  o concause   scatenanti,   quanto meno i   “rischi”  derivanti dal contagio e propagazione  diretta ed  indiretta  dello stesso,   anche da parte degli stessi  operatori sanitari  e nelle forze dell’ordine impiegate  sul campo con le associazioni di volontariato.

Non è   questa   forse   una responsabilità della politica  e  della   tempistica   di  reazione  per i costi rilevantissimi in termini di  vittime  (maggiori al Nord)   e   di economia ,  con riguardo al SUD  ed  a quella   locale ,   mai decollata  specialmente  nel settore  dell’   agricoltura  e zootecnia ?

Trovarsi a fronteggiare   negli Ospedali    l’   insufficienza  di    posti   letto   in  rianimazione,  nella terapia intensiva e sub intensiva,   di   medici   nelle  diverse   specializzazioni,    di    infermieri e personale sanitario,   non è   dipeso   dalla  legislazione  che  nella sanità ,    in  circa  20 anni ,  ha     visto   nel   silenzio   tombale  più totale    dei cittadini ,   una cospicua riduzione:–  di   investimenti nella sanità pubblica e nella ricerca ,   a fronte della privata  invece foraggiata in alcune Regioni come la Lombardia,  a danno  della medicina  di base  prima frontiera   sul  territorio; –   degli stipendi   rispetto ad altri paesi europei  ( quasi dimezzati ed oltre) , con   emigrazione verso questi  di personale  sanitario e soprattutto di ricercatori;

–  di insufficienza   di    posti letto  nella terapia intensiva e sub intensiva  anche dopo  l’utilizzo  provvisorio di altri reparti   e   delle  sale operatorie; –    di  idonee   misure  di   “    informazione e  formazione“    da parte dei RSPP,   previsti   nei “  piani  di sicurezza  e  prevenzione, ovverossia di mitigazione dei rischi “; – dei  protocolli  sanitari  operativi   dimostratisi,   assolutamente  inesistenti o  inefficaci  quelli esistenti nelle  “malattie  infettive” ,     mentre efficaci  e di  “ alta professionalità e specializzazione nelle   malattie  “ oncologiche “  ,  purtroppo  passate   in   secondo ordine , come pure gli  interventi chirurgici  a breve   e  le  terapie   fisioterapiche di contenimento.  

In questi giorni,   sento   con    altissima   frequenza l’ uso della parola “  eroe  “   applicata a chi,  in realtà da sempre,  lavora    in silenzio e nell’anonimato   per  tutelare la nostra sicurezza   in generale  e   la   tenuta  “ gratuita ”  del   sistema   “ salute  “ ,  specialmente in tempi di  emergenza sanitaria e    che rischia di trasformarsi  a   breve in quella “ economica”  altrettanto   devastante per  famiglie  ed  imprese in assenza di una “cabina di regia”  unica di pianificazione.

La parola “eroe“  piace  ( e la politica in questo momento ne fa largo uso strumentale  nella  (dis) informazione ),  perché mette a posto  innanzitutto  la  loro  coscienza  attraverso la   nomina di        “ COMMISSARI  ed  ESPERTI  VIROLOGHI”,  a fronte di tanti,  tantissimi  morti  che  non hanno potuto  avere neppure l’ultimo saluto dei  familiari. Facendosi   la politica   forte del  nostro   bisogno  di   mostrare ,     attraverso     applausi e canzoni   dai    tanti balconi   con    esposte   bandiere  del nostro    tricolore nazionale,            quella   “ gratitudine  sacrosanta “  nei confronti di queste  nuove  categorie di “ eroi ”    in tempo di  pace.

Certo   è che, grazie all’inventiva di  pochi,   al  cambio improvviso   della produzione (e sotto certi aspetti  “improvvisato”)    di   prodotti sanitari  ( mascherine, grembiuli e detergenti – disinfettanti, ecc.)  ,  ce la possiamo fare e  ce la faremo facendo  ognuno la nostra parte restando a casa. Come recita lo spot  del  …… “ colibrì ”, io ci sono e faccio  con  quattro gocce  la mia parte . Solo  ora    ci  rendiamo conto delle nostre   fragilità    !

Nei tanti, tantissimi articoli pubblicati   ho   sempre parlato di cultura  e di investimenti nella sicurezza .  Non ho mai detto uno vale uno.   Ho  invece   da sempre  sostenuto  dall’esterno delle Istituzioni    “ professionalità    e   meritocrazia”.   Criticato  le facili e fragili     nomine  di  competenza  diretta della  politica: dei dirigenti,   dei   direttori generali   dei  Comuni  , delle Provincie,  delle Regioni   e soprattutto  delle  Aziende  Sanitarie Locali   e delle ASP,  che svolgono anche servizi alle persone anziane ,  con  diverse patologie e disabilità.

Non ne faccio un discorso  di questa o quella componente politica,  ne faccio  invece   un  discorso prettamente  culturale come da sempre detto e scritto da tantissimi anni.

Non è tutta colpa della politica, ma di chi ha espresso, chiaramente, con opinioni e comportamenti, linee d’indirizzo verso le quali la politica attraverso “sondaggi”  e  “SPOT”  ,  su   scelte   programmatiche   anticipate  ( e spesso poi  non  realizzate )  si  è  poi  orientata  per  la ricerca   di maggiori consensi.

Va da se, che la Politica   è rappresentanza di un paese e non viceversa

!

Noi dopotutto  siamo  e dobbiamo   essere   proprio   attraverso  l’esperienza degli anziani   da tutelare  maggiormente,   la  radice   “culturale “    di  queste  linee  di  buon-governo.

Ho pensato    in questi   giorni   ad una frase di  Brecht , che recita pressappoco  così :

…… “  sciagurato quel paese che ha bisogno di  eroi “   !!!

Effettivamente, con l’esperienza che ognuno di Noi sta facendo in questo particolare momento fatto di ripensamenti,  posso affermare    con cognizione di  fatto e percependo la condivisione di molti :   “beati quei popoli che non hanno bisogno di eroi” !!!

Gianni Della Torre

CORONAVIRUS. AGRICOLTORI MULTATI INGIUSTAMENTE: “SONO ATTIVITA’ INDIFFERIBILI”

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L’articolo pubblicato da Civico 93 “Coronavirus, molti agricoltori multati ingiustamente” ha destato molta preoccupazione nel mondo agricolo e la redazione ha ricevuto comunicazioni sul problema che interessa tantissime persone. Eccone una.

“Ecco la risposta alle multe agli agricoltori. Dove sono i nostri rappresentanti? Non so chi sia l’assessore all’agricoltura, ma dico. si muova!!!! Io sono un hobbista e anche loro, come dice l’articolo, possono andare a curare, naturalmente rispettando le norme vigenti in merito al CORONAVIRUS il loro orticello, gli alberi d’ulivo e quant’altro. Anche l’orticello aiuta il bilancio familiare.

Invito tutti gli agricoltori e gli hobbistii a far sentire la loro voce!! A San Nicandro siamo in tanti! Non andiamo in campagna a fare i party o in comitiva .ci andiamo da soli!!!!  ANCHE QUESTE SONO COSE IMPORTANTI IN MOMENTI COSI’ DIFFICILI!  E NON FUTILI!

Comunque qualcosa forse si sta muovendo. Si riporta un articolo di “Terra è vita” su questa importante tematica.

Lavori agricoli, arriva il sì dalla Regione Puglia: “Attività indifferibili”

Un’apposita nota è stata inviata dal Dipartimento regionale Agricoltura alla Prefettura e quindi diramata ai sindaci e forze dell’ordine Per gli agricoltori pugliesi è possibile andare in campagna per svolgere i necessari lavori agricoli, in quanto “attività indifferibili”.

È quanto dispone una nota inviata dal direttore del Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e ambientale della Regione Puglia, Gianluca Nardone, alle Prefetture, che l’hanno poi trasmessa ai sindaci e alle forze dell’ordine del competente territorio, per rispondere alle numerose sollecitazioni arrivate dai primi cittadini e dalle associazioni di categoria riguardo alla possibilità o meno di effettuare lavori agricoli, soprattutto da parte degli agricoltori impegnati nella lotta alla Xylella. I lavori agricoli previsti entro il 30 aprile per eliminare le forme giovanili dei vettori del batterio Xylella sono considerati “indifferibili”.

Come ha in precedenza chiarito in proposito l’Osservatorio fitosanitario del Dipartimento Agricoltura:

«(…) si può ottemperare all’esecuzione di misure fitosanitarie di lotta alle forme giovanili dei vettori della Xylella o di estirpazione di piante infette, poiché sono da considerare “attività indifferibili” e di “pubblica utilità” anche le attività svolte da proprietari e conduttori di terreni agricoli».

«Tra questi anche gli hobbisti, che devono comunque essere condotte nel rispetto di ogni precauzione tesa a contrastare il contagio del virus, con la massima tempestività».

“Indifferibile” è ritenuta anche l’estirpazione delle piante infette dal batterio.

Per quanto riguarda la questione Xylella, l’eliminazione di erbe spontanee deve essere eseguita obbligatoriamente entro il 30 del mese di aprile nelle aree cuscinetto e di contenimento.

I lavori possono essere effettuati sia da agricoltori (legittimati a tali spostamenti per motivi di lavoro) sia dai proprietari o conduttori (hobbisti) di terreni o giardini, i quali possono invocare il “motivo di lavoro”.

Anche i proprietari e conduttori non agricoli possono estirpare le piante infette da Xylella perché considerate attività indifferibili e di pubblica utilità.

Agevolazioni carburante agricolo: procedura semplificata per tutto il periodo di emergenza sanitaria

La Regione Puglia con delibera n. 433 del 30 marzo ha stabilito l’accesso semplificato alle agevolazioni per il gasolio agricolo.

Intanto, per venire incontro alle necessità lavorative degli agricoltori, la Regione Puglia con delibera n. 433 del 30 marzo ha stabilito l’accesso semplificato alle agevolazioni per il gasolio agricolo.

Tale delibera assegna il carburante agricolo alle imprese agricole con un’anticipazione del 50% rispetto a quanto esse hanno ricevuto nell’anno precedente, purché il loro titolare presenti unicamente un’autodichiarazione, corredata da una copia del documento di identità.

«La procedura per ottenere le agevolazioni previste – ha comunicato Nardone – è particolarmente snella per tutto il periodo di emergenza sanitaria».

«L’impresa agricola dovrà consegnare una semplice autodichiarazione al distributore di riferimento per l’assegnazione del gasolio e inoltrarne una copia all’ufficio comunale. Il provvedimento accoglie le istanze del mondo agricolo che, nella crisi sanitaria che stiamo vivendo, svolge un ruolo fondamentale per garantire l’approvvigionamento di beni alimentari di prima necessità».

«Le nostre imprese, dunque, potranno così conseguire un risparmio sui costi di produzione e, attraverso questa procedura semplificata, non dover scontare le condizioni giustamente restrittive imposte da normative nazionali e regionali per contenere la diffusione del contagio da Covid-19».

SOLIDARIETA’ AL GRUPPO TELESFORO-VIGILANTE

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Il Comitato di Sorveglianza di Universo Salute, composto dall’Avv. Patrizia Lusi, dall’Avv. Michele Fatigato, dal Dott. Mario Lisi e dall’Avv. Adamo Brunetti, esprime massima solidarietà e vicinanza al gruppo Telesforo/Vigilante e alle persone di Paolo Telesforo, Luca e Cristian Vigilante ed alle loro famiglie.

Siamo sicuri che l’attentato, nonostante la sua durezza e nonostante sia l’ultimo di una serie di atti intimidatori, non distrarrà la società e i suoi componenti dal perseguimento del fine ultimo che è innanzitutto quello di continuare il percorso di risanamento e virtuosità del Don Uva.

RACCOLTA DI SOLIDARIETA’: AIUTACI AD AIUTARE

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Oggi 4 aprile raccolta di solidarietà “Aiutaci ad aiutare” presso i punti vendita Gigad – Despar – Simply – 2G Supermercato – Igienica Essebielle – Carrefour Express.

Questi i prodotti: tono, pasta, olio d’oliva, zucchero, legumi, latte, pannolini, omogeneizzati, igiene personale.

Tale iniziativa è stata organizzata da un gruppo di volontari insieme alla Protezione Civile di San Nicandro

STORIA DI SAN NICANDRO: IL FEUDO DI BELVEDERE

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Il Contesto Paesaggistico di “Feudo di Belvedere”, candidato al catalogo nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche agrarie e forestali (MIPAF), si estende su un’area di più di 1000 ettari ed è situata all’interno del vasto patrimonio aziendale della A.S.P. Zaccagnino, ereditato dalla donazione del Dr. Vincenzo Zaccagnino. Tale area ricade nei comprensori comunali di Apricena, San Nicandro Garganico, Poggio Imperiale, Lesina. L’area del Feudo di Belvedere è poi parte integrante e rilevante del Parco Nazionale del Gargano per la flora e la fauna endemica. La Giurisdizione Spirituale appartiene amministrativamente alla Diocesi di San Severo. Le caratteristiche del paesaggio storico rurale del Feudo di Belvedere, da candidare al Catalogo Nazionale, saranno descritte in tutta la loro eterogeneità, considerando il proprio ruolo come valore aggiunto per lo sviluppo del territorio rurale, per la conservazione dell’ambiente e per il recupero delle identità culturali. Considerando il paesaggio come l’integrazione di aspetti sociali, economici ed ambientali, nello spazio e nel tempo, si propone la candidatura del paesaggio storico di “Belvedere” con la finalità di recuperare, valorizzare e tutelare questo millenario contesto paesaggistico pluristratificato.

Descrizione del Feudo “Nelle pertinentie tra la terra dell’Aprocina et la terra di Santo Nicandro et proprie verso levante, in confini del lago di Lesina, v’è un feudo nominato de Bello Vedere, il quale per cognitione de scritture antiche se trova essere de carra cinquanta de territorio, il quale sta in provincia de Capitanata et fu donato alla religione seu convento Sancte Marie Theutonicorum, hora detto l’abbatia de Sancto Lonardo, da Matteo Gentile conte di Lesina, ch’allora era casale detto de Bantia, che si conservano in carta bergamena dette donationi confirmate con privilegio speciale da re Manfredi, rinovando li privilegi et confirmationi fatteli da Federico secondo suo padre.”, così nel Cabreo viene riportata la descrizione del posizionamento geografico del  “feudo nominato de Bello Vedere”.  Il fondo rustico del feudo Belvedere come precedentemente riportato si stendeva su di una superficie di carra 50, 1234, 56 ettari, aveva una rendita annuale di 50 ducati e tra i beni immobili vi era il fiume “Apri”, mentre la conduzione del feudo privilegiava il pascolo.

La divisione topografica del feudo riportata nel Cabreo ci permette di avere, insieme alla cartografia (c.68), una visione abbastanza dettagliata dei confini territoriali dell’area di Belvedere: “Il primo titolo sta posto dentro il fiume detto Acquacalda verso levante, et da detto titulo per passi 36 si arriva al secondo titulo, che sta posto in mezzo la via che va dalla Procina a Rodi et continuando per detta via per passi 1200, si arriva al terzo titulo, dal quale rivoltando verso ad alto per una valle detta de Perrosa, s’arriva al quarto titulo per passi 660, s’arriva al quinto titulo et continuando l’istesso camino per detta valle per passi 912, s’arriva al sesto titulo, dal quale rivoltando a mano destra per la via che viene da Santo Nicandro et va a Santa Maria della Rocca per passi 138, s’arriva al settimo titulo, che vi è una piscina seu cisterna d’acqua et continuando per detta via verso ponente per passi 396, s’arriva al’ottavo titulo, dal quale continuando, s’arriva per passi 210 alla detta Santa Maria della Rocca et avanti al cancello vecchio, dove sta una croce, si trova il nono titulo et continuando detta via per passi 240, s’arriva al decimo titulo, dal quale continuando per passi 330, se finisce la suddetta via e s’arriva all’undecimo titulo, al quale rivoltando a man destra verso il molino di Caudola per passi 144, s’arriva al duodecimo titulo, et seguitando la medesima linea per passi 570, s’arriva al tertiodecimo et ultimo titulo, dal quale per derettura per passi 390 s’arriva al titulo che s’è narrato di sopra che sta posta nella via che va dalla Procina a Rodi. Et di tutto detto feudo cossi titulato, sen’è formata la seguente pianta che per essere questo feudo per la maggior parte boscoso s’è scandagliato il contenuto d’esso che sia in circa carra quaranta sette.

Sulla base di uno studio archeologico svolto nel 2009, in atti del Convegno Internazionale di Studi su “Federico II e i cavalieri teutonici in Capitanata”: “Il Complesso di Santa Maria di Selva della Rocca nel Tenimento Belvere” abbiamo ricollocato i confini del Feudo di Belvedere all’interno del territorio dell’A.S.P. Zaccagnino.

I Beni Culturali sotto elencati sono tutti elencati nella  Carta dei Beni Culturali della Regione Puglia  e tutelati dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale: Masseria Zaccagnino, Villa romana di Santannea, Casino di Santo Lonardo, Santa Maria di Selva della Rocca, Villagio ipogeo di Valle Scura, Grotta dei graffiti di Campo di Pietra, Castelluccia: Castellum Caldoli, Sorgete di Caldoli, Santuario di San Nazario,  Mulino di Caldoli, Masseria di Posta di San Nazario ex Taverna dei Padri Celestini.