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SAN NICANDRO. ABBANDONO RIFIUTI: CONTRO GLI SPORCACCIONI, SENZA PIETÀ

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Dal mese di gennaio ho chiesto la massima collaborazione ai Carabinieri Forestali e alla Polizia Locale, che ringrazio, per contrastare l’abbandono dei rifiuti nelle nostre campagne.

Nell’ambito delle attività di indagine dei Carabinieri Forestali del comando San Nicandro Garganico – sez. Parco Nazionale del Gargano, sono 5 le ditte denunciate alla Procura della Repubblica per abbandono di rifiuti speciali derivanti dal ciclo produttivo.

Un’altra azienda è stata denunciata per stoccaggio illecito di rifiuti.

Quattro denunce, invece, sono state comminate per combustione illecita di rifiuti pericolosi e getto pericoloso di cose.

Ben 21 le sanzioni a privati per abbandono rifiuti e, nell’ambito di controlli mirati alla sicurezza stradale, sono state 22 le sanzioni per pascolo vagante su strade (art. 672 Codice penale e Codice della Strada)

Anche il Comando Stazione CC Forestali di San Nicandro, che collabora con la Polizia Locale nel monitoraggio delle discariche abusive, ha elevato 4 sanzioni per 4 persone, per un importo di 2400euro. Inoltre, sono state denunciati all’autorità giudiziaria altri 2 reati per abbandono di rifiuti speciali derivanti da attività di impresa.

Gli agenti della Polizia Locale, infine, dopo attività di indagine attraverso il controllo minuzioso di sacchetti di rifiuti abbandonati, ha elevato tre sanzioni ad altrettanti soggetti incivili.

L’attività proseguirà incessante, al fine di stanare e punire senza pietà gli IMBECILLI E DELINQUENTI CHE CONTINUANO AD IMBRATTARE IL NOSTRO TERRITORIO!

Fatevi un esame di coscienza!

Presto sanzioneremo anche i cafoni che abbandonano cumuli di rifiuti DAVANTI AL CANCELLO DELL’ECO-CENTRO

Colgo l’occasione per comunicarvi il numero di telefono GRATUITO a cui chiamare per RITIRO A DOMICILIO di RAEE e RIFIUTI INGOMBRANTI: 800.150.078, oppure scrivere tramite WhatsApp al 370.1037842

Il Sindaco

Matteo Vocale

UN PO’ DI STORIA DI SAN NICANDRO: TERRAVECCHIA E CHIESA MATRICE

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Probabilmente l’origine dell’abitato può collocarsi nella prima metà del secolo XI, come ha evidenziato Pasquale Corsi nella sua ricognizione sistematica delle fonti documentarie relative al centro. Le prime notizie risalgono al secolo XI, in particolare al 1095, data del privilegio concesso dal conte Henricus di Monte Sant’Angelo al monastero di San Giovanni in Lamis per regolare i rapporti tra il suddetto monastero e gli abitanti di S. Eleuterio, Rignano, Castel Pagano, Cagnano e Sannicandro. Numerose citazioni del Castellum S. Nicandri sono contenute nel Chartularium tremitense: di particolare interesse la “charta donationis” rogata nel 1174 nel castellum di Sannicandro, in cui Guglielmo figlio di Manero, signore di Sannicandro, dona a Basilio, monaco del monastero delle Tremiti, la chiesa di San Pancrazio. Nel mese di maggio 1225 Federico II nel confermare tutti i privilegi e i possedimenti dell’abbazia di S. Maria di Pulsano, elenca case e terreni siti a Devia e a Sannicandro, di proprietà di Raone, signore feudale di Devia. Nello Statutum de reparatione castrorum la manutenzione del castello viene affidata agli abitanti del medesimo insediamento (probabilmente tra il 1240 e il 1245).

Per il periodo angioino possediamo documenti relativi a tassazioni e imposizioni fiscali e a vicende feudali: Roberto de Clary o de Clariaco, cavaliere e familiaris di Carlo I d’Angiò, riceve dal re le terre di Sannicandro, il tenimentum di Devia e il casale di Banzia. Dopo il ritorno di Roberto in Francia, il re assegna il feudo a Rainulfo o Rodolfo de Colant, divenuto uno dei baroni dell’Honor di Monte Sant’Angelo. Successivamente, le terre vengono confermate a Giovanni de Colant, figlio di Rainulfo e ancora a Ugone, detto Rosso de Sully, che le restituisce alla Corona in cambio di Rapolla e della villa di Aprano (Aversa). I documenti consentono di ricostruire l’assegnazione del feudo nel 1280 a Filippo de Lagonessa, maresciallo del regno e familiaris del sovrano.

Segue un vuoto nella documentazione archivistica fino al 1464, quando il feudo di Sannicandro fu acquistato da Nicola Della Marra. Successivamente, viene perso da Giovan Paolo Della Marra “per delitto di fellonia” e venduto dal Fisco ad Antonello Piccolo o Picciolo. Gli succede il figlio Giovanni Alfonso che nel 1558 vende a Giovan Francesco Di Sangro il feudo per 30.000 ducati. Nel 1605 passò alla famiglia Caroprese e nel 1626 fu venduto sub hasta ai principi Cattaneo che lo mantennero fino all’eversione della feudalità. Come ha evidenziato Massafra la signoria feudale dei Cattaneo appartiene alla rete dei “grandi complessi feudali dei de Sangro principi di San Severo, dei Guevara duchi di Bovino”, costituiti da diverse comunità e migliaia di vassalli.

Il nucleo più antico del centro, denominato Terravecchia, delimitato a sud-est dal castello, si articola intorno alla piccola chiesa dedicata a San Giorgio (patrono della città prima di Nicandro), estesamente rimaneggiata. Nel XVI secolo si registra l’ampliamento urbanistico e l’incremento demografico della città, iniziato già nei secoli precedenti dopo l’abbandono di Devia e di Castel Pagano e favorito da una felice posizione geografica e da un territorio particolarmente fertile. Nel 1532 Sannicandro era infatti tassato per 48 fuochi (211 abitanti), nel 1595 per 347 fuochi (1526 abitanti). Si determinò così la necessità di costruire al di fuori del perimetro medievale un Borgo e su decreto di Mons. Silvestro d’Afflitto (vescovo di Lucera dal 1643 al 1661, erroneamente attribuito al 1500), fu costruitala chiesa Matrice intitolata a S. Maria del Borgo e “fu traslocata la Parrocchia dell’antica chiesa di S. Giorgio esistente nel Castello”. Probabilmente, c’è una sovrapposizione tra la costruzione della chiesa nel XVI secolo e la sua trasformazione in matrice durante l’episcopato di Mons. D’Afflitto. L’edificio sorge accanto al castello, al margine del nucleo antico. Profondamente rimaneggiato tra XVII e XVIII secolo, conserva tuttavia l’impianto originario a tre navate, con volta a botte unghiata nella navata centrale e volte a crociera nelle laterali.

Rosanna Bianco

 

ANTONIO NIGRI NUOVO COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’ASL FOGGIA

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La Giunta ha nominato il commissario straordinario della Asl Foggia, attuale direttore sanitario dott. Antonio Nigri, in possesso dei titoli previsti dalla legge. Il Presidente e la Giunta hanno ringraziato il DG uscente, dott. Vito Piazzolla, per l’intenso lavoro svolto in questi anni, soprattutto in occasione dell’emergenza Covid.

Il dott. Piazzolla non era più nominabile per legge, avendo già svolto il ruolo di commissario straordinario, di direttore generale per due mandati ed essendo già stato prorogato.

La Giunta nella scorsa seduta ha già approvato il bando per la nomina del nuovo direttore generale della Asl.

È INIZIATO LA PIÙ GRANDE OPERA DI ASFALTO NELLE NOSTRE STRADE, IN CITTÀ E IN CAMPAGNA

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Ad Apricena 100.000 mq di asfalto nelle strade cittadine e decine di chilometri in quelle di campagna.

Grazie alle convenzioni che abbiamo sottoscritto con Ministero dell’Interno, Regione Puglia, Enel, Acquedotto Pugliese e Telecom, è appena partito il più grande cantiere della storia di Apricena per asfaltare le nostre strade. Importo lavori 7 milioni di euro. IL COMUNE NON TIRERÀ FUORI UN CENTESIMO.

I lavori andranno avanti fino all’autunno (ottobre 2022). Non avremo più una buca nelle nostre vie.

In pochi anni abbiamo praticamente “asfaltato” tutta Apricena, senza incidere sulle casse comunali, azzerando i risarcimenti a carico del Comune per i dissesti stradali.

La nostra Città continua a migliorare e a crescere, diventando sicuramente un punto di riferimento per tutta la Provincia.

Il Sindaco

CARPINO FESTEGGIA IL SUO SANTO PATRONO: SAN CIRILLO D’ALESSANDRIA

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Il 18 maggio di ogni anno il Comune di Carpino festeggia il suo principale patrono, San Cirillo d’Alessandria (370-444).

“Era ora! Dopo ben tre anni torna a toni solenni la festa in onore di San Cirillo, patrono principale di Carpino e Dottore della Chiesa. Sarà sicuramente un giorno indimenticabile dal momento che stiamo finalmente tornando alla normalità, alle nostre abitudini, alle nostre uniche e belle tradizioni con tanta voglia di stare insieme” – ad annunciarlo il Presidente del Comitato Festa.

Il secolare patronato di San Cirillo d’Alessandria su Carpino è testimoniato dalla sua presenza nello stemma comunale doveè ritratto in abiti vescovili e con le braccia rivolte verso l’alto mentre campeggia in cielo tra due rami d’ulivo, al di sopra di un prato verde e mentre viene illuminato dal sole in alto a sinistra.

La pregevole statua di San Cirillo d’Alessandria è conservata sul primo altare della parete sinistra dell’omonima chiesa. Vestita a festa con abiti vescovili, tale scultura è stata dunque sistemata sull’apposito trono addobbato.

Durante la sfilata della processione i carpinesi osano lanciare sulle due statue i petali delle rose e delle ginestre dai balconi o dalle finestre delle loro abitazioni, oppure dalle strade percorse. Secondo la tradizione locale i petali di rosa sono da destinare alla Madonna del Rosario, mentre quelli di ginestra sono da indirizzare a San Cirillo d’Alessandria. Infatti il fiore della ginestra ha una caratteristica forma che ricorda quella della mitra episcopale e perciò è popolarmente paragonata al “cappello di San Cirillo”.

I festeggiamenti in suo onore si apriranno, anche quest’anno, con lo sparo tradizionale dei mortaretti e dalla successiva esibizione per le vie del paese del “Corpo Musicale Carpinese” diretto dal M°Angelo Di Nunzio. Alle 10.30, nell’omonima chiesa, si terrà la Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vicario Generale della Diocesi Don Luca Santoro, alla presenza delle varie autorità civili e militari. Al termine della Santa Messa avrà luogo la processione per le vie del paese.

In serata la festa patronale prevede alle ore 21.00 NEST TRIO in concerto – viaggio musicale attraverso le più belle hit della musica italiana – a seguire spettacolo cabaret a cura di UMBERTO SARDELLA & LUIGIA CARINGELLA dei MUDU’.  Al termine i festeggiamenti si concluderanno con lo spettacolo pirotecnico a cura della premiata ditta Nuova PiroDaunia s.r.l. di Michele Altrui in località Piscina Vecchia.

IL FUTURO E’ DEI GIOVANI, RIPARTIAMO DA ZERO

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La chiusura delle scuole, dei servizi educativi e di molte attività sportive e ricreative ha determinato una deprivazione educativa, culturale e relazionale senza precedenti. Su Rivista Solidea, Chiara Agostini individua e descrive alcune logiche di intervento per rimettere al centro delle politiche per bambini, bambine, ragazzi e ragazze.

Se si guarda alla letalità, gli anziani – soprattutto non autosufficienti – sono coloro che più hanno sofferto l’impatto del Covid-19. Tuttavia le ripercussioni indirette, quelle socioeconomiche, delle misure di contenimento del virus hanno impattato soprattutto sui giovani. Oltre a un peggioramento della loro condizione materiale (legata alla significativa crescita della povertà), la pandemia ha determinato una deprivazione educativa, culturale e relazionale senza precedenti. La sospensione dei servizi educativi e per l’infanzia, la chiusura delle scuole (totale nella prima fase emergenziale, a macchia di leopardo nella seconda) e quella di molte attività ricreative (es. cinema, teatri, biblioteche) ha prodotto una condizione di isolamento destinata, soprattutto nel caso di bambini e ragazzi più fragili, ad avere effetti di lungo periodo sul benessere psicofisico, in generale, e sulla crescita delle disuguaglianze sociali ed educative.

La complessità della “questione giovanile” costringe a una riflessione sulle strategie di intervento da adottare a tutela di bambini e ragazzi. Questo articolo, dopo aver fornito alcuni dati sulla povertà materiale ed educativa e salute mentale, propone una prima riflessione sulle logiche che dovrebbero sottendere gli interventi a sostegno dei giovani.

La povertà materiale

Nel primo anno di pandemia, le persone in condizione di povertà assoluta (ovvero che non accedono a un paniere di beni e servizi considerato essenziale per garantire uno standard di vita minimamente accettabile) erano un milione in più rispetto all’anno precedente (4,6 milioni nel 2019 contro 5,6 milioni nel 2020).

In Italia, la povertà assoluta cresce in maniera inversamente proporzionale rispetto all’età. Questo significa che più si è giovani più aumenta il rischio di essere poveri. Si tratta di una tendenza emersa in maniera decisa negli anni immediatamente successivi alla crisi economico-finanziaria del 2008 e confermata nel quadro pandemico.

Nel 2020, il 13,5% del totale dei bambini e ragazzi presenti in Italia è in povertà assoluta: un esercito di 1 milione e 337 mila minori, ovvero più di 1 bambino su 10. L’incidenza della povertà si riduce attestandosi all’11,3% (oltre 1 milione 127mila individui) se si guarda ai giovani fra 18-34 anni; al 9,2%, per la classe di età 35-64 anni (oltre 2 milioni 394 mila individui), mentre si mantiene su valori nettamente inferiori alla media nazionale (pari a 9,4%) per gli over 65 (5,4%, oltre 742mila persone).

La povertà educativa

La chiusura delle scuole, dei servizi educativi e di molte attività sportive e ricreative ha determinato una crescita della povertà educativa. Tale termine, nella definizione di Save the Children, rimanda al processo che limita il diritto dei bambini a un’educazione e li priva dell’opportunità di imparare e sviluppare competenze di cui avranno bisogno da adulti.

Anche se è ancora troppo presto per valutare l’impatto della pandemia sulle competenze degli studenti e sulla crescita della dispersione scolastica, possiamo aspettarci che la pandemia abbia contribuito a esacerbare una condizione che già in precedenza era critica.

L’Italia non ha ancora raggiunto l’obiettivo europeo di portare al di sotto del 15% l’incidenza dei giovani che ottengono risultati insufficienti in lettura, matematica e scienze. Per tutte queste materie, infatti, le percentuali italiane si attestano ancora tra il 20% e il 25%, al di sopra della media UE, seppure di pochi punti percentuali. Inoltre, le competenze degli studenti italiani sono al di sotto della media OCSE per quanto riguarda lettura e scienze e in linea con essa nel caso della matematica.

Anche l’obiettivo europeo di ridurre il tasso di giovani che abbandonano gli studi avendo completato solo la scuola secondaria inferiore al di sotto del 10% non è ancora stato raggiunto. Nel 2020, l’Italia aveva uno scarto di 3,2 punti percentuali rispetto alla media europea (13,1% contro il 9,9%). Infine, sempre nel 2020, il nostro paese registrava l’incidenza (23,5%) più alta d’Europa di NEET (ovvero di giovani, fra 15 e 29 anni, che non sono occupati e non sono inseriti in percorsi di istruzione o formazione professionale) e si collocava a quasi 10 punti percentuali dalla media UE (14%).

La salute mentale

Il rapporto Unicef (pubblicato a ottobre del 2021) “La Condizione dell’infanzia nel mondo – Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani” evidenzia che, se si guarda a bambini e ragazzi fra i 10 e i 19 anni, più di 1 su 7 convive con un disturbo mentale diagnosticato; tra questi 86 milioni hanno fra i 15 e i 19 anni e 80 milioni hanno tra i 10 e i 14 anni. Lo stesso rapporto sottolinea inoltre che bambini e ragazzi potrebbero risentire per molti anni dell’impatto del Covid-19 sulla loro salute mentale e sul loro benessere. L’interruzione dei percorsi formativi e dell’istruzione, delle attività ricreative e più in generale delle loro routine, unitamente all’insicurezza economica e alla preoccupazione per la salute, ha infatti reso molti giovani arrabbiati e spaventati per il loro futuro.

Un’indagine realizzata successivamente al primo lockdown del 2020, dall’Istituto Gaslini in collaborazione con l’Università di Genova, ha evidenziato che, rispettivamente nel 65% e nel 71% dei bambini con età minore o maggiore di 6 anni sono insorti sintomi regressivi e problematiche comportamentali. I disturbi più frequenti hanno riguardato l’irritabilità, il sonno e l’ansia. Inoltre, all’inizio del 2021, in un’intervista rilasciata all’Huffington Post, Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma denunciava che, con l’inizio della seconda ondata, si registrava un notevole rialzo degli accessi al pronto soccorso psichiatrico e che nel 90% dei casi si trattava di giovani (tra i 12 e i 18 anni) che avevano tentato di togliersi la vita.

Infine, più di recente, sono stati gli stessi giovani a chiedere una maggiore tutela del loro benessere psicologico minato dalla pandemia. La salute mentale è uno dei quattro pilastri del documento “Il futuro è nostro. Ripartiamo da zero” redatto dalla Rete degli Studenti Medi all’inizio dell’anno scolastico. Nei primi mesi del 2022, diversi quotidiani e settimanali nazionali hanno posto l’attenzione alla richiesta di salute mentale sollevata dai giovani nel corso di alcune manifestazioni studentesche.

Quali logiche di intervento?

La complessità della condizione giovanile esacerbata dalla pandemia costringe a un ripensamento delle politiche a loro rivolte. Schematicamente, è possibile distinguere tre logiche di welfare alle quali è necessario guardare per mettere in campo interventi a favore dei giovani. La prima è quella “riparativa” che risponde a una prospettiva di breve periodo e mira a offrire risposta a bisogni manifesti ad esempio attraverso interventi volti a curare la malattia mentale, a contrastare la povertà materiale, a recuperare i giovani che hanno abbandonato precocemente gli studi e ad attivare i NEET.

La seconda logica è quella “preventiva” che riflette una prospettiva di medio periodo e mira appunto a prevenire le situazioni di disagio conclamato, intercettando precocemente le situazioni di vulnerabilità legate a particolari condizioni sociali e sanitarie.

Infine, la terza logica, va oltre la prevenzione e guarda, in una prospettiva di lungo periodo, alla promozione del benessere dei giovani in senso ampio. Questa terza logica si pone in linea con le più recenti trasformazioni del welfare locale che sempre più spesso hanno visto la promozione di un modello variamente definito come “di prossimità”, “di comunità”, “generativo”, “capacitante”. Ciò che accomuna queste definizioni è la centralità della comunità e quindi l’idea che i territori siano dei sistemi in cui gli attori di “primo welfare” (gli enti pubblici) concorrono con quelli di “secondo welfare” (terzo settore, enti profit e no-profit ma anche semplici cittadini) alla produzione di interventi volti non solo a rispondere e a prevenire bisogni ma anche a promuovere benessere in senso più ampio.

Per costruire risposte adeguate per i giovani è necessario adottare queste tre logiche e, soprattutto a sostegno della terza, guardare alle opportunità che la comunità offre di promuovere il benessere di bambini e ragazzi. All’interno delle comunità locali un ruolo di primo piano deve essere chiaramente giocato dalle scuole che, oltre a garantire il diritto all’istruzione, dovrebbero presidiare il benessere dei giovani anche grazie a una stretta collaborazione con tutti i soggetti che nel territorio si occupano (a vario titolo) di giovani.

In questa prospettiva, le mense scolastiche dovrebbero giocare un ruolo di primo piano nel contrasto alla povertà alimentare, garantendo a bambini e ragazzi un pasto adeguato al giorno con effetti positivi sulla loro salute presente e futura.

Gli sportelli di ascolto psicologici interni agli istituti scolastici dovrebbero invece intercettare bisogni che richiedono interventi specialistici esterni alla scuola e facilmente attivabili grazie alla rete di collaborazione fra istituti scolastici e servizi sanitari territoriali. Al contrario, dove non emergono dei bisogni conclamati gli sportelli dovrebbero essere degli spazi di ascolto nei quali insegnanti, famiglie e giovani possono trovare risposte utili a migliorare la loro condizione.

L’integrazione fra scuola e comunità dovrebbe favorire lo sviluppo di processi partecipativi che vedono protagonisti i giovani. In questa direzione si collocano ad esempio progetti di ristrutturazione degli edifici scolastici realizzati attraverso processi di partecipazione condivisa che hanno visto il coinvolgimento della comunità scolastica e non (es. Torino fa scuola).

Inoltre una stretta relazione fra scuola e territorio potrebbe favorire un incremento delle opportunità ricreative, sportive, culturali e di socializzazione che possono essere fruite dai giovani anche al di fuori dell’orario scolastico (si pensi ai progetti “scuole aperte”).

Le logiche appena citate concorrono a promuovere il miglioramento dei rendimenti scolastici, la riduzione degli abbandoni e, in generale, la ri-attivazione dell’“ascensore sociale”. Si tratta, infatti, di fenomeni strettamente correlati alla condizione sociale ed economica nelle quali bambini e ragazzi sono inseriti.

(secondowalfare)

 

WWF FOGGIA: “PERCHE’ NON CANDIDARE I 2000 ETTARI DELL’ISTMO DI LESINA PATRIMONIO DELL’UMANITA’?”

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“Vogliamo lanciare questa sfida al nostro territorio per consacrare a livello mondiale quest’area sostanzialmente incontaminata”, scrivono i volontari dell’associazione ambientalista del WWF di Foggia.

“Cinquemila ettari di laguna, duemila ettari di istmo lungo più di venti chilometri, questi sono i numeri di un territorio pressoché incontaminato situato al nord della Puglia nel Comune di Lesina ove natura e tradizione convivono in armonia da millenni anche fino ai giorni nostri. Un sito per essere inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle “Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale”, bene – spiega Maurizio Marrese Presidente del WWF Foggia, pensiamo che questo territorio ne possegga almeno otto su dieci. Ci pare scontato citare la tradizione della pesca lesinese, i suoi caratteristici sandali ed il legame atavico di questa popolazione con la laguna con la quale convive in armonia, tenendo presente che stiamo anche raccontando un territorio unico per la sua evoluzione geologica e geomorfologica (pensiamo ad esempio ai segni di antichi tsunami o a punta Pietre Nere), la sua enorme biodiversità rappresentata da tantissimi habitat naturali a cavallo fra mare, tombolo, laguna e terra, dalla fauna selvatica e dalle sue uniche peculiarità floristiche (678 specie catalogate nel solo istmo di cui 15 uniche, rare e/o a rischio di estinzione)”.

“Perché quindi non far riconoscere l’intero sito come “patrimonio dell’umanità”? Pensiamo che la proposta di candidatura sia possibile nonostante qualche errore del passato come ad esempio la lottizzazione abusiva nei pressi di Torre Mileto. Invitiamo ed aspettiamo quindi le istituzioni, la politica, gli enti scientifici, le associazioni locali e tutte le associazioni ambientaliste a sposare questa sfida e a costruire insieme una candidatura, a nostro parere, “doverosa” per questo meraviglioso territorio”. Conclude Marrese.

SAN NICANDRO: “I PARENT’ SO’ COM’ I DENT’, CCHIU’ SO STRITT’ E CCHIU’ FAN MAL”

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Continua una nuova serie di articoli che parlano sui modi di dire e degli aforismi locali per capire e analizzare la quo ed offrire una visione chiara, lucida e trasparente della condizione umana in cui ognuno di noi può legittimamente dedurre o trarre da ciascuno di essi le considerazioni che gli sembrano più ovvie in riferimento ai tempi, alle usanze, ai problemi, ai comportamenti e agli altalenanti rivolgimenti che la società sta attualmente vivendo. Gli articoli sono tratti dal libro “Voci di Capitanata” di Donato D’Amico.

Il detto di oggi è: “I parent’ so com’ i dent’, cchiù sò stritt’ e cchiù fan mal”, cioè “I parenti sono come i denti, più sono stretti e più fanno male”.

Quando si parla di “parenti e denti” la metrica e l’assonanza non c’entrano proprio niente. L’analogia tra i due termini è illuminante di per sé perché ci fa capire quanto gravi e spiacevoli siano effettivamente le liti che scoppiano tra parenti e congiunti. Il dente che cresce “costretto” tra altri due denti arreca all’uomo non solo un dolore fisico dovuto alla forza meccanica che il dente, crescendo, esercita su altri denti, ma anche un danno estetico perché cresce storto per cui noi ci troveremo di fronte ad una dentatura non invidiabile. Insomma il dente più è stretto e più fa male. Parimente avviene tra parenti nel senso che più la parentela è stretta e più le liti sono feroci e ostinate.

Se i rapporti parentali e la vita della famiglia scorrono normalmente, la consanguineità non s’incrina e nulla viene messo in discussione. Se, viceversa, per un qualunque motivo (successione, assistenza, convivenza…) dovessero sorgere tra i parenti liti o contese, allora queste, come suggerisce il proverbio, saranno tanto più furibonde i irriducibili quanto più stretto è il grado di parentela che intercorre fra i contendenti.

Ma chiediamo per un momento: che cosa c’è, nel profondo, che spinge i consanguinei a confronti e scontri che, in realtà, non trovano alcuna giustificazione se appena pensiamo che tutto può essere appianato con un po’ di buona volontà e di stima reciproche? E’ sono una questione di interesse e di comoda spartizione, oppure certi comportamenti più o meno spavaldi nei confronti dei congiunti incrinano inconsciamente la loro dimensione affettiva, tanto da surrogarne completamente i valori e trasformarla gradualmente in antipatia e intolleranza e insofferenza, in odio profondo? Qual è la molla che sospinge i parenti a tanto livore e rancore ad esprimersi con malanimo a danno del congiunto?

E’ molto difficile pervenire alla radice di questi avvenimenti? Tuttavia, se proprio un parere dobbiamo esprimere, possiamo dire che la motivazione non risiede tanto nell’interesse economico in sé perché “in famiglia” si sono sempre trovate forme di accomodamento che non scontentassero nessuno, quanto nell’affronto e nel sopruso subiti da parte del congiunto, cioè, proprio dalla persona in cui di solito si ripone la fiducia massima. Diciamo che il torto e la ferita sofferti provocano una reazione che può sembrarci senz’altro insolita e atipica, ma essa affonda certamente le sue radici nella profondità dell’animo umano, anche se esso, poi, è sempre disponibile e disposto al perdono.

Un pensiero, comunque, ci conforta. Noi, cioè, che soprattutto tra i parenti, di solito, il tempo spegne gli infuocati rancori, assopisce ogni risentimento e tutto, piano piano, si placa. E’ vero, può restare ancora per un po’ una specie di sorsa ostilità, ma poi anche questa il tempo addolcisce e cancella. Così torna la pace e con essa l’amore e l’affetto familiari.

CONTRIBUTI PER LA PROMOZIONE PRODOTTI AGROALIMENTARI ED EDUCAZIONE ALIMENTARE

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La Regione Puglia ha pubblicato un bando rivolto ad Enti locali, Pubbliche amministrazioni, Associazioni e Fondazioni senza scopo di lucro con sede legale in Puglia, operanti prevalentemente sul territorio regionale o con sede legale al di fuori dell’area regionale, ma proponenti un’iniziativa che contribuisca alla valorizzazione dell’identità della Puglia e della sua immagine in Italia e all’estero, grazie all’agroalimentare.

Un bando importante per tutta la regione, per il nostro territorio che vanta eccellenze DOP e IGP e soprattutto per i nostri prodotti territoriali e alimentari, riconosciuti in tutta Italia e nel mondo.

Anci Puglia, nelle varie manifestazioni nazionali ha cui ha partecipato, non ha mai fatto mancare, nel padiglione della Regione, la presenza di prodotti pugliesi d’eccellenza. Di recente, prima al congresso nazionale ANCI di Arezzo nel 2019, poi a Parma nel 2021, sono stati presentati tutti i prodotti d’eccellenza e anche DOP e IGP del territorio.

Obiettivi dell’Avviso sono:

  • valorizzare e promuovere i prodotti agroalimentari regionali in Italia ed all’estero, in particolare quelli afferenti ai sistemi di qualità (DOCG, DOP, IGP, biologici, tradizionali)
  • sostenere la partecipazione dei produttori ai sistemi di qualità alimentare
  • comunicare una corretta e sana alimentazione attraverso il coinvolgimento dei consumatori, delle scuole e degli operatori del settore sanitario
  • promuovere e valorizzare il territorio e il turismo enogastronomico

Le domande possono essere presentate fino 3 giugno 2022. I dettagli dell’avviso pubblico e il modulo di partecipazione sono disponibili al link http://rpu.gl/N0JJo

ENERGIA: CON AGRISOLARE ENERGIA GREEN SU TETTI DI 2000 STALLE E AZIENDE AGRICOLE IN PUGLIA

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L’istallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di circa 2.000 stalle e aziende agricole in Puglia, senza il consumo di suolo, è una prima importante risposta alla mobilitazione di Coldiretti a sostegno delle campagne, nell’interesse degli agricoltori e dei consumatori, con l’agroalimentare che assorbe dal campo alla tavola oltre il 10,3% dei 5,578 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno dei consumi totali. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della tavola rotonda sulle comunità energiche Smart Building Levante in corso alla Fiera del Levante di Bari.

“I bandi del PNRR, con il 40% delle risorse riservato al finanziamento di progetti da realizzare in 8 regioni, tra cui proprio la Puglia sono una opportunità che consente l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici agricoli e zootecnici ma senza consumare terreno fertile. Un sostegno per le imprese agricole e zootecniche che possono avvantaggiarsi del contenimento dei costi energetici, ma anche per la Puglia che può beneficiare di una fonte energetica rinnovabile in una situazione di forti tensioni internazionali che mettono a rischio gli approvvigionamenti”, spiega Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia.

Ipotizzando che sul 10% dei tetti sia già installato un impianto, il semplice utilizzo degli edifici disponibili, secondo le elaborazioni del Centro Studi Divulga, potrebbe generare una potenza fotovoltaica compresa fra 59 e 77 GW un quantitativo sufficiente a coprire l’aumento di energia rinnovabile previsto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) al 2030.

Anche per far fronte alla necessità di aiutare famiglie e imprese già durante l’emergenza sanitaria e sociale è nata la prima comunità agro energetica 100% rinnovabile con il contributo essenziale della Puglia, una delle regioni più green d’Italia, che produce, raccoglie e ridistribuisce energia agricola a Km0, grazie all’intesa sottoscritta tra Coldiretti Puglia e ForGreen.

In Puglia le imprese agricole socie della Coldiretti, con più di 700 impianti a fonte rinnovabile, producono energia rinnovabile soddisfacendo il bisogno annuo di oltre 15 mila famiglie, scongiurando l’immissione in atmosfera di circa 8 milioni di kg di CO2 equivalente ogni anno.

Allo stato attuale sono coinvolti 200 produttori di energia agricola – aggiunge Coldiretti Puglia – per un totale di 283 impianti superiori ai 20 KW, con l’agricoltura pugliese è una risorsa strategica per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e occupazionale

I rincari dell’energia – sottolinea la Coldiretti regionale – hanno un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di, accaparramenti, speculazioni e aumenti dei prezzi di beni essenziali che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare.

Nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica. Il comparto alimentare richiede invece – continua la Coldiretti regionale – ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro.

Per le operazioni colturali gli agricoltori – insiste la Coldiretti Puglia – sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le lavorazioni dei terreni, senza dimenticare che l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%). L’aumento dei costi – continua la Coldiretti regionale – riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per ortaggi e fiori che molti sono stati costretti a spegnere mettendo a rischio il futuro di alcune delle produzioni più tipiche del florovivaismo nazionale come tra gli altri il ciclamino, il lilium o il ranuncolo. Il rincaro dell’energia – continua la Coldiretti regionale – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica (+72%) per i vasetti dei fiori alla banda stagnata per i barattoli (+60%), dal vetro (+40%) per i vasetti fino alla carta (+31%) per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Si tratta di una bolletta energetica pesante nonostante nel tempo si sia verificato un contenimento dei consumi energetici grazie alle nuove tecniche e all’impegno degli agricoltori per la maggiore sostenibilità delle produzioni anche con l’adozione di tecnologie 4.0 per ottimizzare l’impiego dei fattori della produzione. Senza dimenticare che a migliorare il bilancio energetico della filiera ci sono gli investimenti nell’economia circolare con la produzione di bioenergie, dal fotovoltaico sui tetti di stalle e capannoni rurali fino alla valorizzazione dei reflui degli allevamenti con il biometano

COMMISSIONE EUROPEA APRE A PESCA GRANCHIO BLU NELL’ADRIATICO

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UE, Conte: Commissione europea apre a pesca granchio blu nell’Adriatico – “Su mia sollecitazione, il commissario Ue alla Pesca Sinkevicius ha comunicato che la questione del granchio blu presente nell’Adriatico è attualmente all’esame di Bruxelles. Da quanto ho appreso, è già in corso una pre-valutazione, il che potrebbe portare all’inserimento di questa specie tra quelle autorizzate dall’Ue al commercio. Il processo non sarà rapido, ma si tratta di un passo avanti importante per le nostre marinerie, e di una conferma che la battaglia che sto portando avanti da tempo al Parlamento europeo sta dando i suoi frutti.

I granchi blu sono una specie aliena invasiva che ormai è diffusa nell’Adriatico, causando problemi sia alla biodiversità, in quanto predatori di moeche, sia alle attività dei pescatori, dato che tagliano le reti. Purtroppo, non è ancora riconosciuta come specie esotica invasiva dall’Ue, e proprio da questo riconoscimento dipende la sua autorizzazione al commercio”. Lo dice l’eurodeputata della Lega e capogruppo di Id in commissione Pesca al Parlamento Ue, Rosanna Conte, a margine dell’incontro a Bruxelles con il commissario Ue Virginijus Sinkevicius.

“Con il commissario – aggiunge Conte – ho affrontato anche la questione delle meduse e dell’acqua viva, in particolare per quel che riguarda aree come il Golfo di Trieste, Chioggia e Venezia. A questo proposito, ho invitato Sinkevicius a visitare queste zone, magari in occasione dei prossimi Stati generali della pesca. Necessario che di fronte a questi fenomeni, l’Ue cominci ad adottare un approccio più ampio che non veda sempre e solo la pesca come unica responsabile”, conclude l’eurodeputata della Lega.

“LA CONOSCENZA NON PUÒ FINIRE IN UN CASSONETTO”: AUSER E SPI CGIL LANCIANO LIBRIINGIRO

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«La conoscenza e la cultura non possono finire in un cassonetto.» Con questo slogan, Auser e Spi Cgil di Foggia e provincia lanciano Libriingiro, un progetto per impedire che i libri finiscano al macero, e per sostenere la lettura.

La rivoluzione digitale sta mettendo a rischio la memoria custodita dai libri, che affollano i nostri garage e i nostri ripostigli, e che sarà difficile sottrarre al macero se non verranno rimessi in circolo. Purtroppo le biblioteche istituzionali sono ormai alle prese con gli stessi problemi, e il solo modo per salvare i libri dal macero è quello di organizzare un circuito di donazioni.

I circoli Auser e le leghe Spi Cgil della provincia di Foggia diventano così sedi di recupero e riciclo di libri usati, esponendoli e regalandoli a quanti vorranno riceverli, anche in occasione di manifestazioni, incontri ed iniziative pubbliche.

Il meccanismo è semplice: i circoli Auser e le Leghe Spi raccolgono i libri di quanti stanno per buttarli via e intendono “riciclarli”, e li regalano nel corso delle loro iniziative e presso le loro sedi.

«Metti in circolo la memoria», è l’appello che il sindacato dei pensionati della Cgil e l’associazione per l’invecchiamento attivo rivolgono alla cittadinanza.

Si comincia sabato 14 e domenica 15 maggio, in occasione della Festa del Volontariato promossa dal CSV Foggia, che vedrà la partecipazione del Circolo Auser di Foggia. Nello stand del circolo verranno distribuiti gratuitamente libri di narrativa.

Il logo di Libriingiro è stato disegnato da Matteo Carella, che Auser e Spi ringraziano per la sensibilità dimostrata verso il progetto. Coordinatore del progetto è il prof. Antonio Soldo, già Dirigente Scolastico, e componente del consiglio direttivo di Auser Territoriale Foggia.

EDITORIALE DELLA DOMENICA. QUALE IDEA DELLA POLITICA SUL FUTURO DI SAN NICANDRO?

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Lo spopolamento dei piccoli paesi dell’interno è un problema di grandi dimensioni e le sue cause sono molteplici. Tale fenomeno che ha conseguenze rilevanti a livello sociale ed economico deve essere messo al centro dell’attenzione del mondo politico locale. Tale fenomeno interessa anche la nostra città di San Nicandro Garganico che deve saper affrontare il fenomeno in tempi brevi per favorire forme nuove di ritorno con interventi, progetti, piani di recupero e di rinascita.

Ogni operazione di contrasto all’abbandono ed al ritorno deve partire da iniziative ed esigenze locali, dalle risorse presenti nel territorio, da precise scelte politiche.  Nessuna soluzione è possibile se non si attuano politiche di sostegno, da non confondersi con l’assistenzialismo alle famiglie, ai giovani che vogliono creare economie e tornare o restare per ricostruire. Sostegni concreti alle imprese, giovani, famiglie debbono essere finalizzati al desiderio e a pratiche convinte di restare o di innovare.

Serve che la politica studi una strategia per la creazione di uno sviluppo locale e con precisi progetti che tengono conto dei seguenti punti di forza e di debolezza del nostro territorio e, quindi, delle opportunità che, in sintesi, tengono conto dell’esistente: ricchezza ambientale e presenza di elementi peculiari, ambiente naturale integro con elevati valori naturalistici, presenza di un paesaggio agrario e naturale di pregio, carenza di una cultura imprenditoriale, scarsa collaborazione fra pubblico e privato e fra i diversi settori: ricettivo, enogastronomico, ricreativo, culturale, disponibilità di un patrimonio immobiliare da destinare anche ad uso turistico, carenza di una cultura dell’accoglienza, scarsa professionalità nel settore turistico, presenza di un consistente e diffuso patrimonio culturale, di tradizioni e valori storico artistici di pregio, presenza di eccellenze attrattive: (Devia, ecc.), radicata cultura individualista, carenza nel sistema informativo interno ed esterno all’area, potenzialità turistiche ancora da sviluppare come offerta e come segmenti di mercato ancora da cogliere, ecc.

La politica deve avere una visione lunga e disinteressata e, quindi, deve cominciare a fare i conti con questo problema e dare una identità a San Nicandro. Bene tutte le iniziative realizzate o da realizzare nel corso dell’anno ma le stesse devono essere parte di un progetto e di un programma. L’estemporaneità dura il tempo di un giorno e non c’è più tempo da perdere.

È già tardi e, forse, non si raggiungerà l’obiettivo ma almeno la politica ci ha provato e non è stata indifferente nei confronti delle nuove generazioni verso le quali si ha l’obbligo morale di consegnare un mondo migliore di quello che ora viviamo.

Il Direttore

TRUFFE AGLI ANZIANI. CARABINIERI ESEGUONO UNA MISURA CAUTELARE A CARICO DI DUE PERSONE

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I Carabinieri della Stazione di San Marco in Lamis, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia – su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due persone indiziate di aver consumato una truffa ed averne tentato un’altra, ai danni di due anziane nella cittadina di San Marco in Lamis. Le indagini sono state avviate nel decorso mese di febbraio, in seguito alla presentazione di due querele sporte da due anziane del luogo, rimaste vittime rispettivamente di un tentativo e di una truffa commesse in loro danno. Le vittime, nello specifico, erano state contattate da una utenza telefonica tramite cui, nel primo caso si millantava la urgente ed impellente necessità di ritirare un pacco che sarebbe stato consegnato a breve da un corriere previo pagamento di una somma pari a 4.500,00 euro. L’anziana donna si insospettiva per quella telefonata che interrompeva bruscamente avvertendo subito il figlio, il quale contattava immediatamente i Carabinieri del luogo. Nell’altro caso, invece, l’anziana signora riceveva una telefonata da una persona che si millantava essere suo nipote, il quale preannunciava che di lì a poco sarebbe arrivato un suo amico a cui doveva consegnare del denaro che sarebbe servito per un acquisto mentre lui si trovava piantonato dai Carabinieri presso l’ufficio postale. Subito dopo giungeva presso la sua abitazione un giovane che chiedeva la somma di 4.500,00 euro.

L’anziana donna non godendo della disponibilità della somma richiesta, consegnava tutto quanto era in suo possesso ovvero la somma di 2.000,00 euro in contanti. Ricevuta tale somma il giovane si allontanava riferendo che avrebbe raggiunto il nipote presso l’ufficio postale. Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione, la massiccia campagna informativa dell’Arma rivolta a tutela degli anziani, sia nelle comunità religiose che nei centri di ritrovo, oltre al tempestivo intervento dei militari, hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico di due soggetti, sottoposti, con l’esecuzione dell’ordinanza cautelare, all’obbligo di dimora nel comune di residenza. Gli indagati, originari del napoletano, avevano la loro sede logistica proprio a Napoli ma operavano su territorio garganico. I presunti truffatori utilizzavano schede telefoniche intestate a stranieri sconosciuti e mezzi noleggiati per raggiungere le città obiettivo ed operare su di esse. Il Comando Provinciale di Foggia invita la cittadinanza a partecipare ai numerosi incontri organizzati dalle Stazioni Carabinieri del territorio finalizzati alla prevenzione delle truffe agli anziani, iniziativa cui si affianca l’area specificatamente dedicata “consigli utili – truffe agli anziani” presente sul sito istituzionale www.carabinieri.it.

Va precisato che il procedimento in riferimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati, seppur attinti da gravi indizi di colpevolezza, in relazione ai reati per i quali si è proceduto, non possono essere considerati colpevoli fino a condanna definitiva.

GDF FOGGIA: SIGILLI AL PATRIMONIO DI UN PLURIPREGIUDICATO

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Nell’ambito di specifica attività volta al contrasto della criminalità organizzata ramificata nel territorio della Provincia di Foggia, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Foggia, nella prima mattinata di ieri hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale del sequestro anticipato emesso, su richiesta del Questore di Foggia, dal Tribunale di Bari – III^ Sezione Penale -Misure di Prevenzione, a carico di una figura criminale molto attiva sul territorio della Capitanata. Militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Foggia e Agenti della Polizia di Stato della Questura di Foggia hanno eseguito il sequestro sul patrimonio di un soggetto pregiudicato di Cerignola, costituito da tre immobili, un terreno ed una società operante nel settore del commercio di veicoli.

Il provvedimento di sequestro è stato adottato all’esito di approfondite indagini patrimoniali eseguite dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria e dagli agenti della Polizia di Stato della Divisione Polizia Anticrimine – Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Foggia, che hanno scandagliato la posizione patrimoniale del proposto, peraltro noto alle forze dell’ordine per i precedenti penali (estorsione e ricettazione, furto aggravato, truffa e falsità ideologica, interruzione di comunicazioni informatiche, associazione per delinquere finalizzata, tra l’altro, al riciclaggio ed ai furti: 49 solo le autovetture oggetto di furto per un controvalore di oltre €. 660.000).

Il destinatario dell’attuale misura patrimoniale è da ritenersi, quindi, persona socialmente pericolosa per la legislazione antimafia, avendo, a far data dal 1997, posto in essere sistematicamente i succitati reati lucrogenetici, molti dei quali già esitati in numerose condanne o richieste di rinvii a giudizio. Il prevenuto, pur non essendo storicamente inquadrato in un sodalizio criminale organizzato, è da ritenersi soggetto di notevole spessore criminale da considerarsi comunque “contiguo”, per i rapporti di parentela con alcuni esponenti del Gruppo criminale “DITOMMASO”, attivo soprattutto nel territorio di Cerignola.

Le indagini patrimoniali, estese ai familiari conviventi, avrebbero dimostrato, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2020, la disponibilità diretta e indiretta da parte del proposto di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, tanto da ritenere che siano stati il profitto di attività illecite o ne possano costituire il reimpiego. Nello specifico, alla luce dell’analisi dei flussi finanziari in entrata (fonti) e in uscita (impieghi), i beni mobili e immobili intestati al proposto ed ai suoi familiari conviventi non hanno trovato giustificazione nelle modeste risorse economiche a disposizione, sufficienti per il solo sostentamento dell’intero nucleo familiare.

Il Tribunale di Bari, condividendo la ricostruzione patrimoniale fatta dagli investigatori, ha accolto la proposta formulata dal Questore di Foggia ed ha ordinato il sequestro dei beni per un valore di circa un milione di euro ritenendo che, “a fronte della sproporzione tra redditi e acquisti effettuati, vi sia una sostanziale continuità nell’attività delinquenziale, l’abitualità della commissione di delitti da parte del proposto e della lucrogenesi degli stessi nel senso che questo viva in tutto o in parte con i relativi proventi”. Si specifica che, in esito all’udienza fissata dal Tribunale per la discussione sul merito della proposta di sequestro anticipato, il provvedimento odierno potrà essere revocato o confermato con la confisca.

Il risultato odierno conferma il costante coinvolgimento della Polizia di Stato di questa provincia e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, in perfetta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, nella lotta alla criminalità organizzata, rimarcando che la sistematica aggressione degli interessi patrimoniali dei sodalizi, attraverso strumenti di indagine volti alla confisca di prevenzione dei proventi e dei beni ottenuti da attività delittuose, costituisce obiettivo strategico di primaria importanza per disarticolare le compagini delinquenziali organizzate e reprimere ogni tentativo di infiltrazione e mimetizzazione nell’economia legale.

PASS LAUREATI PER FREQUENZA DI MASTER POST LAUREAM DEGLI STUDENTI PUGLIESI

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Pass Laureati permette a tutti i pugliesi di accedere ad un master post laurea e accrescere le proprie competenze.

L’Avviso pubblico offre un contributo a rimborso dei costi di iscrizione – 10.000 euro per i master all’estero e 7.500 euro per i master sul territorio nazionale – più una somma forfettaria per sostenere gli eventuali costi di vitto, alloggio e trasporto pubblico.

Le principali novità:

📍 eliminazione di ogni limite di età

📍 limite del reddito ISEE innalzato a 35mila euro

📍 riconoscimento di un contributo forfettario per vitto, alloggio e trasporto pubblico, a seconda della regione di destinazione

📍 procedura di partecipazione semplificata

La procedura sarà attiva su Sistema Puglia a partire dal 30 maggio 2022, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

In particolare, tale sostegno è assicurato attraverso l’erogazione di un voucher per la frequenza di Master post lauream in Puglia e in Italia o all’estero”, fa sapere l’assessore regionale al Diritto allo Studio, alla Formazione e al Lavoro, a commento della pubblicazione di Pass Laureati 2022 sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia di oggi giovedì 12 maggio.

“Sono diverse le novità di questa nuova edizione dell’Avviso. Abbiamo cercato – spiega l’assessore- di intercettare le indicazioni pervenute dall’esperienza delle ragazze e dai ragazzi che hanno usufruito del voucher formativo durante le passate edizioni del bando, provando a migliorarlo e a semplificarlo. Tra le principali innovazioni voglio segnalare l’eliminazione di ogni limite di età che consentirà a ciascun pugliese, in possesso dei requisiti, di frequentare un Master post lauream. È stata una mia precisa indicazione per sostenere la formazione permanente e l’accrescimento costante delle competenze dei pugliesi”.

“L’altra principale novità – continua – riguarda la semplificazione delle procedure. Oltre ad aver semplificato la procedura a sistema per l’acquisizione e la gestione delle istanze, abbiamo infatti eliminato il rimborso a costi reali delle spese per il trasporto pubblico, per il vitto e per l’alloggio che, nelle passate edizioni, avveniva tramite l’esibizione da parte dello studente della fattura, dello scontrino o del titolo di spesa per passare ad una modalità a costi standard, cioè assegnando ai beneficiari una somma forfettaria a seconda della regione di destinazione. Resta invece invariato il rimborso a costi reali delle spese di iscrizione al master prescelto”.

“Abbiamo, infine, innalzato le soglie di reddito ISEE per accedere al bando a 35mila euro, anziché 30 mila euro, e uniformato il valore dei master pugliesi a quelli fuori regione al fine di evitare sperequazioni”.

“I master finanziabili – conclude l’assessore – sono quelli erogati dalle Università italiane e straniere, pubbliche e private riconosciute dall’ordinamento nazionale, i master accreditati presso i principali istituti di riconoscimento e anche quelli erogati da Istituti di formazione avanzata, sia privati che pubblici, in possesso di esperienza documentabile decennale nell’erogazione di Master post lauream. L’importo massimo erogabile a rimborso del solo costo di iscrizione è di € 10.000,00 per i master all’estero e di € 7.500,00 per i master sul territorio nazionale, più ovviamente la somma forfettaria per le spese di vitto, alloggio e trasporto pubblico secondo le tabelle contenute nel bando. Le risorse disponibili per finanziare il presente avviso pubblico ammontano ad € 15.000.000,00.

IL CINEMA A SAN NICANDRO DI GIUSEPPE CRISTINO

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Sul finire degli anni ’50, al mio paese c’erano tra cinema: “Italia” di Andrea Colletta, “Trapani”, “F.lli Mascolo” ed anche due “arene” a Pozzo Bove e, in fondo al Corso Garibaldi, in adiacenza all’attuale Gambero; godersi lo spettacolo all’aperto e sotto la carezza della serale frescura estiva, appagava del lavoro e delle torride ore diurne, quando le mamme ci proibivano l’uscita per le strade per non incappare nelle grinfie dei “Scorciacitla”.

Il cinema, e soprattutto il cinema a giorno (così detto perché anticipava l’apertura al pomeriggio) è stato il più popolare movimento sannicandrese. Gli spettacoli erano due e l’affluenza smisurata. Amedeo Nazzari, St

eve Reeves, Gary Cooper, Henry Fonda, Kirk Douglas e tanti altri richiamavano una folla sterminata e delirante. La Tunica, Quo Vadis, I Gladiatori, I cannone di Navarone, Suzi Wong, Scandalo al sole, Catene, Tarzan, Ursus e Sansone, erano i miti del momento, i sogni di un paese che aveva visto la prima pompa di benzina sul “Deposito” nel 1948, che faceva fumare Trinciato forte, Alfa e Nazionali, da comprare da Saverio Tammurro o dal Salaiulo, un paese che mi faceva acquistare i Mon, che vedeva il maestro Solimando irreggimentare la scolaresca davanti all’Edificio, che ci faceva fremere davanti alla cuccagna in San Matteo in Quadro, che vedeva circolare Balilla, Topolino e Millecento, che ci faceva incitare i campioni del ciclismo locale: Ndin Maccarone, Angelo Augello (detto Bartali), Riuccio Altieri, Ch’lin P’ngill, Mario Giagnorio.

Vi era, nel 1958, qualche sparuto televisore, io mi recavo nella sede della DC o nella sezione Coldiretti accosto alla lampia di Vurrera. La partita a pallone, per noi ragazzi, si disputava sul piazzale del Convento, pavimentato a Breccione, con un pallone chiuso a mano da una stringa tra gli occhielli. Alla finestra della facciata del Convento donne col “maqquator” in testa a scuotere il cencio della filinia.

Nazario Santamaria affittava biciclette per qualche soldo e al Caffe Trieste, da Z’r’zengula, era comparso il primo biliardo. Nei bar, stagnanti di fumo, si tirava “la recchia al ciuccio” con il finale di “padrone e sotto” e l’immancabile “olmo”.

Intanto i primi studenti delle superiori, di buon mattino, prendevano il treno della Garganica per San Severo e i primi emigranti partivano per il Nord Europa con speranza di guadagno e con tanto struggimento nel cuore.

Al cinema i sogni più audaci sprofondavano negli occhi languidi di Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Claudia Cardinale, Anita Ekberg, ecc. Ci si aspettava addirittura prima dell’apertura, si faceva ressa la botteghino, vi erano famiglie intere, mamme con poppanti al seno, mogli senza marito., braccianti con il vestito di Talba, vecchietti con il bastone, ragazze guardate a vista dai parenti, comari coi capelli scompigliati e le pianelle “per stare comode”, giovanotti con il pettinino nel taschino della giacca e i capelli lucidi di brillantina, fanciulli che, come me, nel parapiglia di ogni fine film sgomitavano per accaparrarsi un posto che “vendevano” con lauto compenso.

A staccare i biglietti c’era Angiolino Lumin Lumin, l’immancabile operatore Pasquale Pic’pcionna. Era di martedì il cinema a giorno. Pieno pieno come un uomo, con zaffate di tabacco e spruzzate di “capriccio”. Io fantasticavo sul Gatto e la Volpe disegnati in alto sul palcoscenico, con la Cetra al centro e la scritta “Ars gratia artis”. Dall’altra parte il quadrato luminescente che proiettava le immagini in un fascio di luci che fendevano il pulviscolo della sala.

Negli altri giorni la solita vita. Velardino a portare la posta, Ferrandino col ciuccio a trainar valigie dalla Stazione, Filuccio nostro sul comune, il mercato davanti la chiesa di San Giovanni, i comizi di Emanuele Spina, al mare con qualche sciarabbà, il sotto e sopra domenicale, le feste in casa. C’era il boom economico, si affrontava il cambiamento.

Quando il cinema chiudeva, tornavo a casa. Prima di andare a letto, uno sguardo dal terrazzo. Aveva una bella vista, quasi il mare in casa. Me lo sognavo anche di notte. Certe notti sognavo che il mio letto se lo prendeva il mare e andavo via, come una barca. Dove galleggiano le Tremiti.

Giuseppe Cristino

 

DEMOLIZIONE DI DUE OPERE ABUSIVE ALLA LOCALITA’ “TORRE MILETO- SCHIAPPARO”

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Dalle azioni di monitoraggio svolte in località “Torre Mileto- Schiapparo” dall’Ufficio Tecnico del Comune di Lesina, congiuntamente al Comando di Polizia Municipale, sono stati programmati n. 2 interventi di demolizione d’ufficio che si svolgeranno a breve.

ll primo intervento di demolizione di opere abusive è relativo ad un immobile ricadente su area demaniale marittima costituite da costituito da n. 2 piani fuori terra con copertura in solaio e scala esterna per accesso al terrazzo, avente una superficie complessiva di 120,00 mq, con annesso portico esterno di una recinzione costituita da blocchetti di cemento di un’area avente superficie pari a circa 322,00 mq. Per questo immobile, nel 1983, è stata emessa l’Ordinanza di demolizione con la quale si ordinava di demolire le opere abusivamente realizzate e di ripristinare lo stato dei luoghi. Tale ordinanza non è stata ottemperata.

Il secondo intervento di demolizione di opere abusive è relativo ad un immobile ricadente su area demaniale marittima costituite da costituito da un piano da n. 2 piani fuori terra, avente una superficie coperta pari a circa 93,60 mq. Per questo immobile, nel 1999, è stata emessa l’Ordinanza di demolizione che è stata ottemperata.

Il comune ha così proceduto alla valutazione tecnico/economica da cui si rileva che la spesa preventivata per la demolizione/riduzione in pristino del primo immobile è pari alla somma di 36.628,88 euro mentre per il secondo immobile il costo degli interventi di demolizione è pari ad 42.981,83 euro per un totale di complessivo di 79.610,71 euro.

Tra breve ci saranno le operazioni di demolizione accollandone i costi ai loro autori.

 

AL MAT LA MOSTRA DIDATTICA “LA FUNZIONE PAZIENZA. UN ARCHIVIO IN MOSTRA”

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Quali sono state le influenze di Andrea Pazienza nell’Arte e nella Cultura contemporanea? Cosa ha lasciato in eredità al mondo del Fumetto italiano? Quali artisti sono stati ispirati dalle sue illustrazioni? A queste e altre domande cercheremo di rispondere con la mostra didattica “La funzione Pazienza. Un archivio in mostra” presso il MAT Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo a partire dal prossimo 21 maggio 2022.

L’approfondimento didattico prende le mosse dalla tesi di dottorato della dott.ssa Carlotta Vacchelli, <<La funzione-Pazienza. L’influenza di Andrea Pazienza nel GraphicNovel italiano>>, elaborata a coronamento del suo percorso di studi di Master e Ph.D. presso la facoltà di Italianistica di Indiana University – Bloomington (Stati Uniti).

La mostra è stata esposta nell’estate 2020 presso il Centro Fumetto ‘Andrea Pazienza’ di Cremona, nell’ambito del Porte Aperte Festival.

Oltre ai 24 pannelli descrittivi frutto della ricerca di Carlotta Vacchelli, ad arricchire l’esposizione di San Severo tantissimo materiale conservato presso il centro di documentazione SPLASH Archivio ‘Andrea Pazienza’, sezione del MAT dedicata al Fumetto: riviste d’epoca, locandine, cataloghi, testi di laurea, rassegne stampa, LP, materiale multimediale. E tanti omaggi a Paz dal mondo del Fumetto, della Satira e dell’illustrazione italiana.

Artista esuberante e sfaccettato, massimo interprete dell’avanguardia del fumetto italiano tra anni Settanta e Ottanta, in poco più di dieci anni di attività, Pazienza è diventato, nell’immaginario contemporaneo, una vera e propria icona culturale. Il suo tragico destino ne ha consacrato per sempre l’opera, facendo di lui non solo il simbolo di un’epoca e di una generazione, ma un modo di essere, di esprimersi e di interpretare la realtà. Inizia così una nuova era nella storia del Fumetto italiano, tra il tramonto del genere della rivista d’autore e l’ascesa del graphic novel.

Che Pazienza abbia introdotto elementi di indiscussa novità, non solo nello specifico ambito del fumetto, ma trasversalmente al sistema delle arti – dalla narrativa alla serie TV, dal cinema al graffito, dalla musicaalla moda –  è un dato di fatto.

L’iniziativa didattica intende valutare per esteso l’eredità di Pazienza presso le generazioni artistiche successive, ovvero come la sua opera abbia, nella pratica, influenzato l’evoluzione del fumetto e della cultura contemporanea e come sia diventato maestro e modello per una moltitudine di artisti: Luca Enoch, Fumettibrutti, Marco Corona, Paolo Bacilieri, Davide Reviati, Ratigher, Zerocalcare, LRNZ, Makkox, Leo Ortolani, Giorgio Santucci, Tuono Pettinato, Drago Droga e tanti tanti altri.

L’esposizione sarà articolata in diverse sezioni, come gli ambiti approfonditi da Carlotta Vacchelli nella sua ricerca: Fumetto, Musica, Cinema, Televisione, Letteratura, Riviste.

A queste, si aggiunge una sezione dedicata al rapporto di Paz con la Storia dell’Arte, studio curato dalla dott.ssa Serenella Russo, volontaria del Servizio Civile Universale presso il MAT, nell’ambito del progetto ‘MUSEUM FOR EQUALITY: DIVERSITA’ E INCLUSIONE’,rendendo il percorso didattico biunivoco, infatti oltre all’influenza di Paz nella cultura italiana saranno affrontate anche le fonti di ispirazione dello stesso Andrea nel corso del suo percorso artistico.

Alla realizzazione della mostra didattica, che sarà visitabile per tutto il corso dell’estate, fino al 18 settembre 2022, oltre al già citato Centro Fumetto ‘Andrea Pazienza’ di Cremona, hanno collaborato: il Circolo Didattico ‘San Benedetto’ di San Severo (FG), il Liceo Artistico ‘Andrea Pazienza’ di San Nicandro Garganico (FG), la Biblioteca ‘la Magna Capitana’ di Foggia, e alcuni amici del MAT, Enrico Ametta, Leonardo Vito Avezzano, Francesca Capone, Domenico Migliaccio e il gruppo Facebook Andrea Pazienza – L’ARTISTA, Rossano Mancinelli, Raffaele Niro e Maurizio Rosito.

Alla serata inaugurale, dopo i saluti delle autorità e della dott.ssa Elena Antonacci, direttore del MAT Museo dell’Alto Tavoliere e l’introduzione di Antonello Vigliaroli di SPLASH Archivio ‘Andrea Pazienza’, parteciperanno Andrea Brusoni e Michele Ginevra, rispettivamente presidente e coordinatore del Centro Fumetto ‘Andrea Pazienza’ di Cremona e la dott.ssa Carlotta Vacchelli che interverrà nel corso della serata con la relazione “La funzione-Pazienza- L’influenza di Andrea Pazienza nella cultura italiana”.

Appuntamento alle ore 19.00 di sabato 21 maggio 2022 nel Chiostro del MAT Museo dell’Alto Tavoliere, in piazza San Francesco n°48 a San Severo (FG).

La mostra didattica sarà visitabile fino a domenica 18 settembre 2022, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì, ore 9.00-13.30 e 17.30-20.30, il sabato, ore 18.00-21.00, e la domenica, ore 10.30-13.30 e 18.00-21.00. L’ingresso è gratuito.

MOBILITA’ DOLCE E NUOVI TURISMI

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Le nuove forme di mobilità per le comunità e per il turismo saranno i temi al centro della giornata del 17 maggio che si terrà nella Green Cave di Monte Sant’Angelo nell’ambito di “Generazione Circolare”, il progetto che promuove interventi a favore dei giovani nell’ambito delle economie per la sostenibilità.

Due saranno i filoni di discussione che vedranno confrontarsi operatori del settore e istituzionali, a partire dalla sessione mattutina delle 9.30 dal titolo “Mobilità dolce e nuovi turismi, realtà oltre le prospettive”, con esperienze territoriali e nazionali su cammini, cicloturismo e turismo sportivo.

Guide turistiche, tour operatori, camminatori, associazioni e altri operatori del settore discuteranno intorno allo stato attuale e alle prospettive future della mobilità dolce, sia in chiave di sostenibilità ambientale che economica.

Dopo l’apertura del Vice Presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Mangiacotti, e del Responsabile Nazionale Turismo di Legambiente, Sebastiano Venneri, interverranno Domenico Sergio Antonacci di Gargano Natour, la guida turistica e AIGAE Luisa Arena, il tour operator Puglia Cycle Tour, Luca Vinelli di Gargano E-20, Leonardo Ricucci dell’associazione Wildboardbike, Michele Simone con il progetto Moveng, il camminatore Michele Del Giudice, l’associazione Monte Sant’Angelo Francigena con Matteo Rinaldi, Gabriele Viale della Federazione Nazionale Sport Orientamento. Chiuderanno la sessione mattutina Alessandra Bonfanti di Legambiente e Aldo Patruno, vice presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Si proseguirà nel pomeriggio con l’approfondimento tecnico-politico “Ciclovia Adriatica, un’opportunità da non perdere”, un confronto sullo stato attuale di progettazione che bypassebbe il Gargano. Si tratterà di un importante momento durante il quale saranno presentate e discusse alcune possibili soluzioni da sottoporre in variante ai tracciati proposti dalla commissione nazionale. Proprio per evitare l’esclusione del Gargano, infatti, le associazioni FIAB, Legambiente e WWF, hanno elaborato una proposta alternativa che vuole superare le difficoltà che hanno portato a scartare la ciclovia costiera, mettendola a disposizione degli enti territoriali e delle altre associazioni, per condividerla e migliorarla.

Al Tavolo tecnico sono invitati Provincia di Foggia, sindaci dei comuni interessati dalla ciclovia, l’Ente Parco Nazionale del Gargano, uffici tecnici comunali, GAL Gargano, Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, Ferrovie del Gargano e altre associazioni del territorio.

Generazione Circolare è il progetto che nasce con il programma Azione Province Giovani – Unione Province Italiane, per promuovere interventi a favore dei giovani nell’ambito delle economie per la sostenibilità, ed è stato co-finanziato dalla Provincia di Foggia, da Legambiente FestAmbienteSud, da Candela Promozione e Circolo Gaia Legambiente Foggia, partner del progetto.

Per info www.generazionecircolare.it / 3394549606.