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MOSTARDA (MUSTARDA) NELL’ATLANTE DEI PRODOTTI TRADIZIONALI DELLA PUGLIA

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Descrizione sintetica del prodotto

l prodotto presenta una consistenza densa, colorazione bruno-rossastra, sapore agrodolce ed aroma intenso

Processo produttivo

I grappoli di uva dei vitigni locali (principalmente Negroamaro, Malvasia Bianca e/o Nera) vengono accuratamente lavati e, dopo aver staccato gli acini ed eliminato i racemi, si fanno bollire, per poi eliminare semi e bucce. Il mosto così ottenuto si rimette sul fuoco e si continua la cottura, aggiungendo zucchero (200 g/kg di uva), insieme ad una cotogna sbucciata e tagliata a pezzi. Si mescola continuamente per evitare che

si attacchi alla pentola, e si continua a cuocere fino al raggiungimento della densità normale delle marmellate. La confettura ottenuta si lascia raffreddare e viene posta in contenitori di vetro per la conservazione, con l’aggiunta di cannella e pepe garofano.

Storia e tradizione

Il processo produttivo viene tramandato di generazione in generazione, non sono disponibili documenti scritti. La tradizionalità del prodotto è assicurata dalla provenienza locale della materia prima e dalle tecniche di produzione, che non avviene su vasta scala ma esclusivamente secondo tradizioni familiari.

FALLUCCHI, CONCLUSO L’ESAME IN COMMISSIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE PER GLI ABITI STORICI

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La sen. Annamaria Fallucchi ha comunicato che si è concluso stamane, in Commissione Cultura del Senato, l’esame della proposta di legge, a sua prima firma, che celebra gli abiti storici.

La senatrice dichiara di essere molto felice che sia stato un testo condiviso, migliorato dagli emendamenti e con un Fondo a disposizioni degli enti locali al fine di celebrare, ogni 11 novembre, la Giornata nazionale degli abiti storici.

E poi rivolge un “Grazie” ai tutti i colleghi della commissione e un grande grazie alla collega Ella Bucalo per l’attento e appassionato lavoro.

Ora il testo andrà in Aula per l’approvazione finale.

Certamente il prossimo 11 novembre sarà una festa per San Nicandro nella quale verrà esaltato il nostro costume tradizionale che è quello della Pacchiana e del Pastore.

ARIOSA. IL FESTIVAL RINVIATA CAUSA MALTEMPO, SLITTA AL 1° WEEKENT DI MAGGIO

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È previsto a San Giovanni Rotondo nelle giornate di venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 maggio

ARIOSA, il festival che si dà delle arie è rinviato al primo fine settimana di maggio, a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

Le previsioni suggeriscono agli organizzatori di riprogrammare l’evento inizialmente fissato dal 19 al 21 aprile a San Giovanni Rotondo.

Il brusco calo delle temperature e il rischio di precipitazioni renderebbero impossibile lo svolgimento delle attività pianificate prevalentemente all’aperto, come il Concerto per l’Aria all’alba.

Si tratta, peraltro, di condizioni incompatibili con la sicurezza dei voli, che sarebbero stati comunque differiti ad altra data.

Il festival ARIOSA, organizzato dal Comune di San Giovanni Rotondo e curato dalla società Pugliaidea, con il patrocinio della Regione Puglia e della Provincia di Foggia, e con il contributo della BCC San Giovanni Rotondo, slitta a venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 maggio.

Il programma è interamente confermato, cambiano solo le date, per causa di forza maggiore.

I voli in mongolfiera al Parco del Papa e le esperienze di volo ultraleggero nell’Aviosuperficie del Gargano sono posticipati a sabato 4 maggio.

Le prenotazioni su eventbrite.it restano confermate ma, in caso di defezione, si consiglia di annullare la registrazione e comunicarlo all’organizzazione, per dare la possibilità ad altri di partecipare.

La prima edizione di ARIOSA, presentata a Foggia lo scorso 11 aprile, celebra l’aria, elemento declinato in musica, arte, sport, cultura, volo, salute, benessere e stelle.

L’evento si inserisce nell’ambito di un nuovo piano strategico di sviluppo del turismo in vista del Giubileo 2025, contrassegnato dal brand San Giovanni Rotondo Accogliente per Vocazione.

SAN NICANDRO, RACCOLTA FIRME PER RICONOSCIMENTO STATO DELLA PALESTINA CON CAPITALE GERUSALEMME EST

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SI INFORMANO I CITTADINI INTERESSATI CHE PRESSO L’UFFICIO ELETTORALE AL PIANO TERRA DEL PALAZZO MUNICIPALE DI SAN NICANDRO GARGANICO, SONO DEPOSITATI I MODULI PER LA RACCOLTA DELLE FIRME SULLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE: “RICONOSCIMENTO DELLO STATO DELLA PALESTINA CON CAPITALE GERUSALEMME EST”

LA RACCOLTA FIRME TERMINA IL 15/05/2024

RICONOSCIMENTI DAL GAMBERO ROSSO PER L’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DEL GARGANO

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Pioggia di riconoscimenti ai produttori olivicoli del Gargano da parte del Gambero Rosso. Gli oli di Oliveto Medina e Tenute Il Mandrione sono stati ufficialmente menzionati nella quattordicesima edizione della prestigiosa Guida Oli d’Italia Gambero Rosso, presentata il 15 aprile al Vinitaly, nella Sala Rossini del Centro Congressi Arena.

Oliveto Medina con Linfa D’Oro Coratina ha ottenuto le Tre Foglie nella Guida Oli del Gambero Rosso, ossia il massimo riconoscimento per un olio extravergine d’oliva che rappresenta l’eccellenza italiana; con Linfa D’Oro Ogliarola Garganica ha ricevuto le Due Foglie, mentre il blend (ovvero il mix tra Ogliarola e Coratina) porta a casa le Due Foglie Rosse.

Tenute Il Mandrione con Olio E.V.O. Diana Ogliarola Garganica ha ottenuto Due Foglie e con Olio E.V.O. Minerva Coratina, dal carattere deciso e robusto, ha guadagnato Due Foglie Rosse sempre nella Guida Oli del Gambero Rosso.

Oliveto Medina, inoltre, con Linfa D’Oro Coratina ha ottenuto la Gran Menzione per la categoria Monovarietali al Premio Sol d’Oro 2024, il concorso internazionale dedicato agli oli extravergini più selettivo al mondo che ha lo scopo di evidenziare i migliori oli prodotti principalmente nel bacino del Mediterraneo. La cerimonia di premiazione del Concorso Internazionale si è svolta domenica 14 aprile in Sala Vivaldi al Palaexpo di Veronafiere.

Fino al 17 aprile Oliveto Medina e Tenute il Mandrione, insieme ad altre cinque aziende, saranno presenti nello stand Marsicani & Friend alla 22^ edizione di SOL&Agrifood, il Salone Internazionale B2B dell’olio extravergine di oliva e dell’agroalimentare di eccellenza, il luogo di incontro tra offerta e domanda di tutte le specialità olearie di qualità.

«Dopo tanto impegno siamo riusciti ad entrare nella Guida del Gambero Rosso e siamo molto orgogliosi dell’obiettivo raggiunto», affermano i due olivicoltori Gianluigi Medina (Oliveto Medina) e Ambrogio Caramia (Tenute Il Mandrione) che gioiscono insieme dei risultati ottenuti.

«Per arrivare a questo traguardo bisogna fare molta attenzione non solo a ciò che si fa in campo, dalla potatura alla raccolta, ma anche durante la trasformazione e lo stoccaggio per conservare un olio salubre, intatto e genuino», spiegano Ambrogio e Gianluigi che continueranno ad impegnarsi affinché Vieste e il Gargano si affermino sempre più  nell’ambito di una produzione di qualità.

Entrambi gli olivicoltori viestani hanno ereditato i terreni di famiglia e li portano avanti con impegno: Oliveto Medina (8 ettari di terra) lavora da anni completamente in biologico, mentre Tenute il Mandrione (70 ettari) è in procinto di completare l’iter che certificherà la produzione di olio extra vergine di oliva in biologico.

Ad accomunare Ambrogio e Gianluigi è la voglia di migliorarsi e offrire un prodotto d’eccellenza.

Le politiche agricole degli ultimi anni hanno incentivato questo sviluppo e stimolato olivicoltori come Ambrogio e Gianluigi a mettere in dubbio il “sistema tradizionale” perché portava ad un prodotto che, nonostante la genuinità, non si distingueva per eleganza di profumi ed equilibrio nei sapori. Grazie al supporto di figure di spicco nel settore, come la tecnologa alimentare Sabrina Pupillo e il frantoio di fama internazionale Nicolangelo Marsicani, queste due aziende hanno potuto scoprire un modo completamente nuovo di realizzare olio extra vergine di oliva.

Gianluigi nello specifico si occupa particolarmente della cura del campo e di assicurarsi che le olive arrivino sane al frantoio di Nicolangelo Marsicani, in Cilento. Ambrogio, che invece ha il suo frantoio e si è aggiornato come tecnico frantoiano sempre da Marsicani, una volta raccolte le sue olive ne cura anche il processo estrattivo in frantoio. Entrambe le aziende oggi lavorano con olive raccolte precocemente e le trasformano velocemente nel famoso oro verde. In meno di 12 ore avvengono le fasi di molitura e filtraggio in frantoio e l’olio è pronto per lo stoccaggio in silos azotati.

DAL CARCERE DI SAN SEVERO L’INNO DEI DETENUTI “LIBERI CON LA MUSICA”

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Sarà presentato a San Severo, presso l’Emporio della Solidarietà “don Felice Canelli”, in Via Soccorso 46, alle ore 11,00 di giovedì 18 aprile 2024, il brano musicale “LIBERI CON LA MUSICA”, subito “battezzato” come l’inno dei detenuti della locale casa circondariale.

Realizzato dal cantautore Ilario de Angelis, il progetto discografico, che sarà presentato ufficialmente in prima nazionale  giovedì prossimo, vede come protagonisti tre detenuti del carcere di San Severo: Sebastiano, Francesco e Nicola, che interpretano il brano ed il videoclip che lo accompagna assieme allo stesso de Angelis, autore del pezzo.

“LIBERI CON LA MUSICA” è un po’ il traguardo naturale di un laboratorio musicale, partito nell’ottobre 2023 e tenuto da de Angelis, svoltosi nell’Istituto penitenziario di San Severo, a cui hanno partecipato alcuni reclusi, fra i quali i tre interpreti di “LIBERI CON LA MUSICA”, e nel corso del quale i detenuti hanno anche raccontato con entusiasmo le loro storie e le loro emozioni.

La musica, quindi, scelta come ponte tra la difficile realtà delle carceri italiane e il mondo “fuori”.

Per la realizzazione del progetto discografico, fondamentale è stato l’appoggio e il sostegno della Direttrice della Casa Circondariale, dott.ssa Patrizia Andrianello, e del Comandante del Reparto F.F. di Polizia Penitenziaria, Ispettore Attilio Montanaro. Significativo e rilevante anche l’apporto fornito dal Cappellano del carcere, Don Andrea Pupilla, dai funzionari pedagogici, dagli Agenti di Polizia Penitenziaria e dal personale amministrativo. Così come quello dell’arrangiatore e produttore artistico Edgardo Caputo dell’Edrecords Studio di San Severo.

Alla presentazione di “LIBERI CON LA MUSICA” (in concomitanza con l’uscita del brano nei migliori digital stores e del videoclip su youtube) presso l’Emporio della solidarietà “Don Felice Canelli” interverranno le figure apicali dell’istituto penitenziario, Don Andrea Pupilla, Ilario de Angelis, Edgardo Caputo e Francesco Miglio, Sindaco di San Severo.

LA FEDELTA’ E’ UN ORIZZONTE CHE ALLUNGA LA VITA

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Partire da sé stessi per essere fedeli anche con gli altri. Sapendo che qualche volta l’infedeltà può salvare la vita di una coppia

Non è facile riflettere sulla fedeltà senza guardarsi allo specchio. Personalmente, ho molta ammirazione, lo confesso, per le coppie che riescono a conservare integra la loro reciproca fedeltà. Tra uomini e donne, e anche tra amici.

FEDELTÀ

Si tratta sicuramente di una minoranza di persone fortunate e dotate, probabilmente, di un grande senso di responsabilità e di un’idea profonda della vita. A prescindere dalle convinzioni religiose, infatti, considero la fedeltà un valore assoluto, un traguardo da avere sempre al centro dei propri obiettivi esistenziali. Come la libertà. Al punto che entrambe, fedeltà e libertà, appaiono più come orizzonti che come realtà, e una volta conquistate non esiste la certezza di poterle avere per sempre. Vanno coltivate e preservate.

CHE COS’È’ LA FEDELTÀ

In termini religiosi la fedeltà si esprime attraverso la sua radice ebraica che corrisponde a un sinonimo di verità. Un credente fedele è affidabile, stabile, convinto che Dio non lo lascerà mai solo, capace di non tradire se stesso. Vive nella verità. In termini più laici, la fedeltà è il rispetto di un patto: verso un amico, verso chi ci ha dato fiducia, verso chi è qualche gradino sopra di noi nelle gerarchie del lavoro. Ma innanzitutto è la fedeltà coniugale, il rispetto reciproco dei doveri coniugali che escludono, almeno sulla carta, la possibilità del tradimento, anche solo per una notte di piacere. E le cosiddette “coppie aperte” che applicano l’infedeltà in modo reciproco e sistematico sono semplicemente un surrogato di una vita coniugale e esprimono un modo anche piuttosto rozzo di negarne il valore essenziale. Certo, non dobbiamo essere né ipocriti né maestri di virtù (ne abbiamo già tanti in giro e a piede libero…) e quindi è bene misurare il traguardo della fedeltà con i propri limiti, senza impiccarci troppo al dizionario e senza confondere il sacro con il profano, la rotondità di una fede religiosa con le spigolature della vita quotidiana.

L’IMPORTANZA DELLA FEDELTÀ IN COPPIA

Guardiamo le statistiche. Gli italiani sono i più fedifraghi in Europa: oltre il 60 per cento delle coppie riconosce di avere fatto e subito almeno un tradimento nel corso della vita. Siamo meno fedeli di francesi e spagnoli, che in classifica arrivano dopo di noi. E lo siamo in virtù di tre fattori che, invece, ricorrono in parti uguali in tutte le storie di tradimenti di coppia: la noia, la scarsa attenzione da parte del partner e l’insoddisfazione per la vita sessuale.

EFFETTI BENEFICI

Questi numeri fanno riflettere. Tradiamo più dei francesi, ovvero di un paese dove l’infedeltà è riconosciuta e tollerata come un comportamento di massa, uno stile di vita. La coppia, in Francia, è aperta per definizione, tutti tradiscono (sono frequenti anche gli scambi di coppia), di solito nella massima discrezione, e una sentenza della Corte costituzionale francese ha fatto scuola: l’infedeltà non è un atto contro la morale, come ancora viene considerata in Italia.

Dunque, non prendiamoci in giro: siamo un popolo di infedeli. E il tradimento ci accompagna nella vita di coppia, come nelle amicizie, come nei nostri comportamenti nella vita sociale. Diffidiamo di qualsiasi moralismo sull’argomento, accontentiamoci di qualche buona notizia scientifica (per esempio: le persone che superano il tradimento diventano più intelligenti), e proviamo a dare qualche risposta su questo atteggiamento così diffuso.

PERCHÉ NON TRADIRE

Sicuramente la fedeltà, come l’onestà, è uno dei valori che nel tempo ha perso significato. Non viene riconosciuto come tale. Coppie aperte, coppie fragili, famiglie allargate, amici-amanti: il ventaglio delle possibili relazioni si è molto allargato all’interno di una morale sempre più relativa e sempre più fai-da-te.

Se vogliamo restituire senso e valore alla fedeltà, forse è il caso di partire, senza nostalgie ma con lucidità, da come hanno funzionato per secoli i meccanismi di coppia. C’è sempre stata un’area di reciproca e assoluta dissimulazione, di detto e non detto, di qualcosa che ha a che fare con la parte più remota della nostra intimità. È in questa zona che dobbiamo decidere se resistere o cedere: una terza possibilità non esiste. È in questa zona che il nostro discernimento è chiamato a scendere in campo, senza cercare sempre qualche alibi per attenuare i nostri sensi di colpa. La noia, come la scarsa attenzione o una vita sessuale non appaganti, sono ottime motivazioni che possono spingere all’infedeltà, ma non la giustificano e non la rendono inevitabile.

COME REAGIRE AL TRADIMENTO

Una volta chiarito che abbiamo mezzi e risorse per resistere, senza diventare santi e casti, c’è poi il passaggio successivo. Come reagire al tradimento? Anche in questo caso, la vecchia morale, che tanto abbiamo contestato, ci può essere di aiuto. Ricordo un’amica di mia madre che si sfogava per i continui tradimenti del marito. Mia madre la invitava a resistere, a provocarlo senza cedere con lo scontro finale, a sfidarlo sul suo terreno, senza diventare fedifraga per reazione. In virtù di quali argomenti mia madre motivava i suoi dolci e amichevoli consigli? La tenuta della famiglia, la fatica di un progetto di vita che si è costruito nel corso degli anni, gli interessi superiori dei figli. E anche, era evidente nel suo ragionamento, un certo margine di tolleranza che andava consentito agli uomini, e non sempre alle donne. Una tolleranza anche questa ben nascosta nell’involucro della dissimulazione, di una realtà che non veniva mistificata, ma diciamo pure ammorbidita, arrotondata.

Solo attraverso il canale di un ragionamento, se ci riflettete, così profondo nella sua semplicità, nel suo banale buonsenso, si può trovare la forza per perdonare il tradimento, per superarlo, andando avanti e non indietro. Quasi come se il tradimento, una volta avvenuto, possa fare bene alla coppia, rilanciando la piattaforma di attenzioni, di premure, di complicità, sulla quale le storie reggono, al di là dei batticuore e delle palpitazioni che, per loro natura, hanno una durata piuttosto limitata. Se questi argomenti vi convincono, sappiate che essere fedeli vi porterà, in poco tempo, dalla parte di persone davvero trasgressive, davvero rivoluzionarie. Tradire è la norma, essere fedeli è l’eccezione: ognuno deve decidere da che parte stare.

COME PROTEGGERE LA FEDELTÀ

Un’ampia letteratura, indovinate per quale motivo di marca prevalentemente femminile, prova a orientare le persone lungo il crinale fedeltà-infedeltà. Si parte spesso, troppo spesso, dal presupposto che gli uomini non sono mai fedeli, per loro natura, e le donne devono accettare la regola. Ammesso che la teoria sia giusta, non si capisce però il motivo per il quale la prassi non debba essere reciproca. Con reciproca discrezione.

A leggere, o sfogliare, tanti manuali, mi tornano invece in mente le cose che mia madre ha provato a predicare, senza troppa enfasi, a quattro figli maschi, anche attraverso la propria, diretta esperienza. Costruire i legami forti, a partire dal matrimonio, sull’amore, e non sull’interesse e sulla convenienza. Le donne che cercano di sistemarsi sono destinate all’infelicità. Gli uomini che cercano di sistemarsi sono patetici.

Quando si ama una persona, la si rispetta a tutto tondo. Nei gesti (mai un accenno di violenza) e nei comportamenti, riuscendo anche a “sopportarsi” nei momenti difficili. Ma innanzitutto evitando qualsiasi forma di inutile e violento spionaggio. Non indagate sul vostro partner, non state a ricostruire tutti i suoi ultimi messaggi, non cercate di sondare il livello delle sue amicizie femminili e dove porta. La fedeltà è una scelta, è come tale va rispettata. Ma anche chi è infedele, magari per una debolezza o per una banalissima scivolata di fronte alla tentazione, non è detto che non sappia dare e ricevere amore. Ciò che rende davvero longeva la vita di coppia. (nonsprecare)

TRAFFICO DI STUPEFACENTI, SMANTELLATE RETE E 12 ARRESTI

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La Polizia di Stato, nella giornata odierna, alle prime luci dell’alba, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare di cui n.10 in carcere e n. 2 agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, su proposta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti, sottoposti alle indagini preliminari in relazione al reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti ex art. 73 DPR 309/90 nei comuni di San Nicandro Garganico, Apricena, Cagnano Varano e Campomarino (CB).

L’indagine, avviata nel 2022, scaturiva da un’attività accertativa posta in essere dal personale del Commissariato P.S. San Severo, collaborato dal personale della Squadra Mobile della Questura di Foggia ed ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei 12 soggetti in ordine al reato contestato.

Infatti, le persone destinatarie della misura cautelare evidenziavano una spiccata capacità delinquenziale per il “modus operandi” attraverso cui sarebbe avvenuta la cessione, o comunque l’offerta a terzi di dosi di sostanza stupefacente. In particolare, all’interno di un’abitazione sita a Campomarino le predette avrebbero smerciato grandi quantità di stupefacente, intascando giornalmente lauti guadagni, anche attraverso la cessione della sostanza a compratori provenienti dai paesi limitrofi. Inoltre, in tutti i punti ritenuti strategici sarebbero state costantemente predisposte delle persone con il compito di verificare la presenza di eventuali poliziotti che potessero “disturbare” le attività di spaccio. Le piazze, probabilmente adibite all’acquisto e alla cessione di sostanza stupefacente, venivano scelte in contesti in cui la presenza di persone forestiere era notata con una certa facilità.

Oltre a ciò, venivano concordati veloci appuntamenti con consumatori abituali ai quali avrebbero consegnato quotidianamente porzioni di sostanza stupefacente, in luoghi sempre diversi, per eludere eventuali controlli delle Forze di Polizia.

L’attività posta in essere questa mattina, ha impegnato il personale del Commissariato di San Severo, coadiuvati dal personale della Squadra Mobile di Foggia, del Reparto Prevenzione Crimine, da unità cinofile e da una eliportata.

L’odierno epilogo dell’attività investigativa, testimonia il costante impegno della Polizia di Stato in un territorio caratterizzato da un particolare allarme sociale in relazione al reato di spaccio di sostanza stupefacente.

Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari.

CHI ERA IL PIU’ RICCO SIGNORE DI SAN NICANDRO ALLA FINE DELL’800?

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Una curiosità storica quella di sapere chi era il signore più ricco di San Nicandro alla fine dell’800. Senza dubbio Don Matteo Zaccagnino la cui proprietà, come scrive Silvio Petrucci, si estendeva su un gran numero di case, su terreni che si spiegavano per chilometri e chilometri nella campagna sannicandrese e in alcune zone del Tavoliere e sulle acque, per buona parte, del lago di Lesina.

Matteo Zaccagnino nasce a San Nicandro Garganico nel 1843 e muore sempre a San Nicandro Garganico (il 6 aprile 1926. Laurea in Giurisprudenza, Avvocato e parlamentare con due mandati: nella XI legislatura (dal 5-12-19870 al 20-9-2874) e nella XII legislatura (dal 23-11-1874 al 3-10-1876).

Sempre Petrucci scrive che Don Matteo era uno degli ultimi autorevoli rappresentanti locali di una casta in cui sopravvivevano ancora tradizioni e velleità feudali, già ormai destinate al tramonto. Un tramonto al quale, però, egli era il meno rassegnato nonostante la sua intelligenza e furberia.

Caparbio, nel suo indomabile spirito conservatore e autoritario, rimase sulla breccia battagliero ed impavido, tenendo fronte, per tutta la vita, ai moti e alle agitazioni popolari che divampavano per la rivendicazione sui “parchi e stocchi” e per quelle sulla pesca nel lago di Lesina. Odiato e temuto dal proletariato, ne era, tuttavia, per certi aspetti, soprattutto per la sua forte personalità rispettato e stimato. E l’odi si esprimeva in una definizione quanto mai dispregiativa “Fratello Baionetta”.

Di Don Matteo, nei suoi “Parlamentari Garganici”, così scrisse Michele Vocino: “Di larghissima cultura anche umanistica, di mente aperta ma tradizionalista, eletto nella XI legislatura, partecipò come liberale indipendente con sufficiente assiduità ai lavori parlamentari; fu membro di giunte e commissioni e pronunciò qualche rimarchevole discorso, pur essendo attratto e distratto dai suoi complessi interessi privati”. I suoi interessi privati si riferivano non solo all’amministrazione del suo immenso patrimonio, ma a tutte le controversie giudiziarie in cui veniva coinvolto, soprattutto per le annose vertenze demaniali, come quelle del Lago di Lesina, il Pozzo di Matilde, ecc.

Il popolino, implacabile nel suo odio contro i padroni, lo bollava con l’epiteto sanguinoso “Fratello Baionetta”. Qualcuno attribuiva l’epiteto al fatto che, a chiunque parlasse, egli si rivolgeva con un “fratello mio”, “fratello caro” e il popolino ironizzava dicendo che un solo fratello conosceva lui, la baionetta del carabiniere che ne difendeva la proprietà, oppure se lo raffigurava come una divinità mitica che brandiva nel pugno una baionetta in segno di forza e di prepotenza.

Don Matteo, in conclusione era una figura quasi asburgica, più che borbonica, che ci faceva ricordare straordinariamente il personaggio che personificò nelle forme più drastiche, nel secolo sc orso, l’autocrazia assolutista e l’immobilismo conservatore e dispotico.

LA VIA LA CAMPAGNA ORIENTAMENTO UNIFG 2024, PRESENTAZIONE DELLE ATTIVITA’

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Al via oggi la Campagna Orientamento 2024 dell’Università di Foggia. Docenti e delegati insieme per coltivare nuovi giovani talenti.

Foggia, 11 aprile 2024 – Stamattina si è svolta presso la Sala del Consiglio, nel suggestivo contesto del Palazzo di Ateneo in Via Gramsci, la conferenza stampa di presentazione delle tanto attese attività dedicate ai futuri studenti dell’Università di Foggia ed in particolare l’Open Day in programma il prossimo 18 aprile 2024 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia in Via Caggese.

Il tema guida di questa edizione è “Interconnessioni”, una parola che racchiude in sé l’importanza di creare legami solidi e costruttivi tra i vari dipartimenti e gli enti deputati alla formazione all’interno dell’Università di Foggia.

“Sono lieto di annunciare che l’Università di Foggia è un’istituzione in costante crescita, con diversi dipartimenti impegnati nel garantire un’offerta formativa variegata e corsi di studio altamente competitivi. Gli ultimi risultati di ricerca dimostrano il nostro impegno nel promuovere l’eccellenza accademica e nell’innovare costantemente per soddisfare le esigenze dei nostri studenti e della comunità accademica. Continueremo a lavorare instancabilmente per consolidare il nostro ruolo come punto di riferimento nell’ambito dell’istruzione superiore, contribuendo così al progresso culturale e scientifico della nostra società”, queste le parole del Magnifico Rettore dell’Università di Foggia, prof. Lorenzo Lo Muzio, il quale ha preso parte all’evento insieme alla prof.ssa Giusi Antonia Toto, ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale, delegata del rettore alla Formazione Insegnanti, alla Formazione continua e all’Orientamento, la prof.ssa Annamaria Petito, ordinaria di Psicologia clinica e delegata del Rettore alle Politiche di genere e di inclusione, e la prof.ssa Cristiana Simonetti, associata di Pedagogia generale e sociale, delegata ai Servizi agli Studenti.

“Sono estremamente entusiasta – dichiara la prof.ssa Toto, vera architetta dell’evento – di presentarvi il ricco e variegato programma dell’Open Day di quest’anno. Voglio ringraziare di cuore l’intera area Orientamento per l’incredibile lavoro svolto nell’organizzazione di questo evento, tutto in così poco tempo. Siamo incredibilmente fortunati ad avere come ospite principale Pegah Moshirour, una figura di spicco nel campo dell’attivismo per i diritti umani e dell’orientamento. La sua presenza aggiunge un’incredibile profondità e valore a questo evento. Vorrei anche fare un plauso ai veri protagonisti di questa giornata: i tutor e i PCA che hanno lavorato instancabilmente per garantire che tutto sia perfetto per i nostri oltre 600 studenti presenti. Senza il loro impegno e dedizione, non saremmo qui oggi. Sono particolarmente orgogliosa dei due laboratori che abbiamo preparato, che offriranno un’opportunità unica per gli studenti di esplorare nuove idee e approfondire le proprie passioni. Non vedo l’ora di condividere questa giornata emozionante con tutti voi e di vedere cosa il futuro riserva per i nostri studenti. Grazie ancora a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento straordinario”.

Durante la conferenza sono stati presentati i dettagli dell’evento, che mira a fornire agli studenti delle scuole superiori e a tutti coloro che sono interessati, un’opportunità unica di conoscere l’offerta formativa dell’Università di Foggia e di esplorare le molteplici possibilità di studio e di crescita che essa offre.

“Desidero ribadire il nostro impegno inequivocabile verso l’inclusione e l’equità per tutti gli studenti e le studentesse, indipendentemente dal genere, orientamento sessuale, etnia o bisogni educativi speciali. Presso l’UniFG, riteniamo che ogni individuo abbia il diritto inalienabile di accedere all’istruzione e di beneficiare di un ambiente accogliente e inclusivo che favorisca il successo accademico e personale. Stiamo lavorando instancabilmente per mettere a punto servizi qualificanti che consentano a ogni studente di godere appieno del proprio diritto allo studio e di migliorare la propria esperienza di socializzazione all’interno del nostro contesto universitario. Siamo consapevoli dell’importanza di fornire supporto e risorse a coloro che potrebbero incontrare sfide aggiuntive nel percorso accademico, e ci impegniamo a garantire che nessuno venga lasciato indietro. L’Università di Foggia è impegnata a creare un ambiente inclusivo, rispettoso e diversificato, dove ognuno possa sentirsi accettato e valorizzato. Continueremo a lavorare incessantemente per promuovere la diversità e l’uguaglianza in tutte le nostre attività accademiche e amministrative, mantenendo sempre alta l’attenzione sulla creazione di opportunità di apprendimento accessibili e significative per tutti i nostri studenti e le nostre studentesse. La nostra comunità universitaria è più forte e più ricca grazie alla diversità di prospettive e esperienze che ogni individuo porta con sé, e ci impegniamo a celebrare e sostenere questa diversità in ogni occasione”, aggiunge la prof.ssa Annamaria Petito.

“Ritengo che sia cruciale essere in stretto contatto con gli studenti universitari, poiché il loro benessere è fondamentale per il successo complessivo dell’università. Pertanto, il primo obiettivo su cui ci siamo concentrati è stato il miglioramento delle residenze studentesche. Sono fermamente convinta che creare un ambiente accogliente e confortevole per gli studenti favorisca non solo il loro apprendimento, ma anche il loro sviluppo personale e sociale. Per questo motivo, ci impegniamo costantemente in stretta collaborazione con ADISU per ampliare le mense e creare nuovi spazi di aggregazione. Sono inoltre orgogliosa di annunciare il successo dei servizi di bus navetta che collegano efficacemente gli studenti alle varie sedi universitarie. Questo contribuisce a facilitare la mobilità degli studenti e a rendere più accessibili le risorse accademiche e sociali offerte dall’università. Concludendo, il mio impegno prioritario è quello di assicurare un ambiente universitario inclusivo, accogliente e favorevole allo sviluppo integrale degli studenti. Sono convinta che solo garantendo il loro benessere possiamo aspirare al pieno successo e all’eccellenza dell’istituzione accademica”, conclude la prof.ssa Cristiana Simonetti.

La Giornata di Orientamento Universitario 2024 sarà un’occasione imperdibile per i futuri studenti, che avranno la possibilità di incontrare docenti, tutor e studenti attualmente iscritti, scoprendo così il vivace e stimolante ambiente accademico che caratterizza l’Università di Foggia.

Il programma dell’evento prevede sessioni informative, laboratori interattivi, visite guidate ai dipartimenti e molto altro ancora, il tutto pensato per offrire una panoramica completa e dettagliata dell’esperienza universitaria.

Per ulteriori informazioni e per registrarsi alla Giornata di Orientamento Universitario 2024, si invita a visitare il sito web dell’Università di Foggia o a contattare l’Ufficio Orientamento.

NUMERO UNICO DI EMERGENZA EUROPEO PER CONTATTARE CC, POLIZIA, VIGILI DEL FUOCO, SOCCORSO SANITARIO E IN MARE

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Un Numero Unico di Emergenza europeo per contattare Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Soccorso Sanitario e Soccorso in mare.

Il servizio gratuito NUE 112 sarà attivo dal 16 aprile nelle Province di Bari e Brindisi 24 ore su 24 e a partire dal 30 aprile nella provincia di Foggia.

Un numero unico europeo per far fronte a ogni emergenza. Tutte le altre linee, 112, 113, 115, 118 e 1530 resteranno comunque attive.

Scarica l’app gratuita Where Are U: shorturl.at/nrvwS

I CANTORI DI CIVITATE IN CONCERTO ALLA FIERA DI SAN PAOLO CON I BALLI DEGLI “ARIA SONORA”

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Con la bella stagione ritorna la musica in piazza e alla Fiera di San Paolo, ricca di eventi, si esibiranno i Cantori di Civitate, coordinati dai fratelli Fernando e Matteo Longo

Il concerto di folklore e buonumore vedrà la formazione affiancata dagli Aria Sonora, con suoni e danze popolari del sud.

 Domenica 21 aprile in piazza Aldo Moro, a partire dalle 20:30, andranno in scena musica, dialetto, canzoni, cultura contadina, danze, divertimento e degustazione di prodotti tipici, in un’atmosfera di festa ed amicizia.

 Non mancherà un momento dedicato alle poesie dialettali con Matteo delle Vergini, cultore della lingua madre sanpaolese, che leggerà due suoi componimenti.

Ospite il cantautore sanseverese Nazario Tartaglione, con momenti di comicità in Canzoni & Cabaret.

SAN SEVERO IN ARTE, QUANDO GLI ARTISTI FANNO SQUADRA

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Prosegue San Severo in Arte, rassegna che racconta la città e la nostra terra, ricordando allo stesso tempo il valore degli artisti ed autori indipendenti, e che sabato 13 aprile ha fatto tappa al MOMO’ NEW REPUBLIC.

Musica, cabaret, pittura, fotografia, letteratura, paesaggio…, insieme per un territorio che ha bisogno di ritrovarsi e fare comunità.

Hanno partecipato il fotografo Michele Fini, con una mostra fotografica in proiezione su San Severo e non solo…, il musicista e pittore Lello Minchillo, con un estratto dalla sua mostra di pittura permanente, insieme a spazi musicali, e l’autrice Soccorsa Focarete, con la silloge La fanciulla dal labbro rosso melograno. esordio poetico.

Non sono mancati momenti di cabaret e buonumore col cantautore Nazario Tartaglione, il ricordo dell’amico e cantautore Matteo Marolla, come il contributo alla serata dello scultore ed orafo Silvestro Regina, che ha realizzato un’opera in estemporanea e del performer Salvatore Tota con le sue esilaranti canzoni.

Un momento di armonia, di creatività condivisa, San Severo in Arte, in cui si sono cercati e incontrati diversi linguaggi e stili, fondendosi in un’atmosfera intensa, segno che c’è bisogno di situazioni in cui si dia spazio alle persone, alle idee e alla creatività.

“Il mondo degli artisti indipendenti è ricco di passioni e talenti: un patrimonio da valorizzare per ogni terra, che attende maggiori intese con istituzioni, associazioni e privati” spiegano Nazario Tartaglione e Lello Minchillo, ideatori e curatori della rassegna.

Le associazioni, enti e privati che volessero ospitare San Severo in Arte possono contattare gli ideatori sulle relative pagine social.

RUBANO AUTO IN PROVINCIA DI FOGGIA E MOLISE, 2 ARRESTI DEI CARABINIERI

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I Carabinieri della Stazione di San Marco in Lamis hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due sanseveresi accusati di aver consumato, in concorso, una serie di furti d’auto.

Le investigazioni, condotte dai Carabinieri sotto la direzione della Procura di Foggia, hanno consentito di raccogliere elementi indicativi del coinvolgimento dei due indagati in una serie di furti – almeno 4 – consumati tra i mesi di ottobre e dicembre 2023 nei comuni di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, altri centri della Provincia di Foggia e Termoli

TORRE MILETO NELL’ITALIA IN MINIATURA DI RIMINI

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Forse non tutti sono a conoscenza che anche il nostro territorio è presente nel Parco “Italia in miniatura” di Rimini (vedasi foto articolo).

Quando il Parco di Rimini parla di tesori italiani ha inserito Torre Mileto con la sua torre aragonese e con i “trulli” del villaggio vicino. Con la località turistica di San Nicandro Garganico sono presenti altre otto località pugliesi: Castel del Monte, Basilica di Trani, Castello aragonese e ponte girevole di Taranto, Monte Sant’Angelo, Stele a ricordo della campagna di Canne, Colonne terminali della Via Appia, Basilica di San Nicola e i Trulli di Alberobello.

Insomma San Nicandro si trova in ottima compagnia.

Ecco perché investire in cultura in senso lato è importante per una cittadina come la nostra perché è chiaro che la cultura ha anche, nell’immediato, aspetti economici rilevanti.

San Nicandro ha beni e bellezze culturali. Occorre solo potenziare tale ambiente che è la premessa anche per uno sviluppo turistico importante.

SEQUESTRATI RICCI DI MARE, SANZIONI PER 4.000 EURO A PESCATORI SPORTIVI DI FRODO

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Il 12 aprile scorso, i militari della Guardia Costiera di Manfredonia e della Compagnia Carabinieri di Manfredonia hanno portato a termine due operazioni di polizia finalizzate al contrasto della pesca abusiva e della tutela dell’ambiente marino nel territorio di giurisdizione.

Nel corso delle attività di controllo, veniva accertava la presenza di due autovetture con due soggetti “sospetti” in località Mattinatella. Trattavasi di due pescatori subacquei intenti alla raccolta di ricci di mare (Paracentrotus lividus). Dalle verifiche poste in essere emergeva come i soggetti intenti alla pesca, provenienti dalla provincia di Barletta, fossero privi di qualsivoglia autorizzazione alla pesca subacquea ed avessero prelevato in maniera abusiva dal fondale marino circa 4000 quattromila) esemplari.

La Legge della Regione Puglia prevede il blocco triennale della pesca dei ricci di mare nelle acque pugliesi al fine di garantire un periodo di ripopolamento della specie, preservare la risorsa ittica e scongiurare il rischio di estinzione dovuto ai massicci prelievi.

Ai responsabili venivano elevate sanzioni amministrative di importo complessivo pari a 4.000 euro unitamente al sequestro di tutti gli esemplari di riccio rinvenuti.

Il prodotto ittico posto sotto sequestro, una volta trasportato presso i locali della Capitaneria di Porto di Manfredonia, veniva ispezionato dal personale veterinario dell’ASL di Foggia, prontamente intervenuto sul posto, che accertava la sussistenza dello stato vitale delle specie e, pertanto, veniva rigettato in mare.

UNA “COMMUNITY LIBRARY-BIBLIOTECA DI COMUNITA’” A TORREMAGGIORE: INAUGURAZIONE DELLA BIST

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Il Comune di Torremaggiore celebra il completamento del progetto “Community Library – Biblioteca di Comunità”, grazie al quale è stata recuperata e digitalizzata la preziosa Biblioteca Storica di Torremaggiore (BIST). Questo importante risultato non solo arricchisce la conoscenza e tramanda la memoria storica della comunità, ma rende anche la cultura più accessibile a tutti i cittadini.

Infatti grazie a questo finanziamento, la BIST diventa uno spazio culturale aperto a tutti, arricchito da centinaia di volumi recuperati e digitalizzati, tra cui quelli appartenenti al fondo De Angelis e quelli degli Autori Locali.

In occasione della cerimonia di inaugurazione, il Sindaco Emilio Di Pumpo ha evidenziato questo importante traguardo per la crescita culturale e storica della città, che contribuirà ulteriormente alla diffusione della cultura e al coinvolgimento attivo della comunità.

“La Biblioteca Storica di Torremaggiore (BIST) – spiegano il Sindaco Emilio Di Pumpo e l’assessore ai lavori pubblici, Luigi Schiavone e l’assessore alla Cultura Ilenia Coppola – rappresenta un importante passo avanti nella promozione della cultura e della storia della nostra cittadina.

La BIST sarà un tesoro per la nostra comunità, un luogo dove la conoscenza è alla portata di tutti e dove la nostra storia è conservata e valorizzata.

Guardando al futuro, auspico che la Biblioteca Storica di Torremaggiore diventi un centro vivace di attività culturali e di scambio di idee, un luogo in cui le generazioni presenti e future possano incontrarsi, imparare e crescere insieme. Continueremo a investire nelle nostre risorse culturali e a promuovere la partecipazione attiva dei cittadini, affinché la nostra città possa prosperare e svilupparsi in armonia.

Invito quindi tutti i cittadini di Torremaggiore a prendere parte alle attività della BIST e a contribuire con il loro entusiasmo e la loro passione alla crescita della nostra comunità”.

PERCHE’ I NONNI SONO COSI’ IMPORTANTI

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Sono più di 12 milioni. Attivissimi. E sono diventati decisivi nelle nostre vite. Sette milioni di nonni pagano conti di figli e nipoti. L’80 per cento di loro si occupa dei nipoti fino a quando compiono 13 anni. Che altro possiamo chiedere?

Benedetti nonni. Amatissimi da sempre dai loro nipoti, coccolati e perfino viziati; pronti, come soldati, a sostituire i figli nell’accudire i bambini. Ma benedetti due volte, in quanto i nonni, in silenzio e senza neanche aspettare un grazie, sono stati capaci, come tante formiche al lavoro, di costruire un welfare parallelo. Pagato con il loro portafoglio. Qualche risparmio, una pensione, una piccola rendita: a disposizione di figli e nipoti.

IMPORTANZA DEI NONNI

Il conflitto generazionale è uno dei più forti nelle nostre società, e non solo in Italia, con il rischio che vadano sprecate intere generazioni. Ma questo non significa considerare gli anziani un peso nella nostra vita. Anche perché ne avremo sempre di più, e tutti, in tutte le famiglie, dovremo fare i conti con loro: attualmente in Italia ci sono 14 milioni di persone con più di 65 anni, nel 2037 saranno 4,5 milioni in più. E già adesso gli over 65 con limitazioni funzionali sono quasi 3 milioni. Coinvolgono, con i loro problemi, il Servizio sanitario nazionale, l’intero sistema del welfare, un nuovo esercito di lavoratori (le badanti in Italia sono più di un milione), e milioni di familiari e amici.

VALORE DEI NONNI

L’onda lunga degli anziani, di una società che invecchia e allunga la vita, implica un aggiornamento radicale degli strumenti di protezione sociale. Per esempio, ma è solo un piccolo caso, un’assicurazione obbligatoria sulla non autosufficienza, concordata con le varie casse previdenziali per ottenere un prezzo super scontato, che esiste in buona parte dei paesi europei. Ma parallelamente a politiche attive nei confronti degli anziani, è fondamentale allungare il nostro sguardo su quanto i nonni danno alla società, alle famiglie, al nostro vivere quotidiano. Su quanto siano diventati essenziali, al punto da non poterli sprecare. Un valore che, in tanti, stanno colpevolmente riscoprendo in questi giorni di tragedia legati al coronavirus.

RUOLO DEI NONNI

I nonni stanno tornando a fare i nonni, dando anche una grande lezione di civismo ai più giovani. Mentre vari governi continuano a promettere aiuti alle donne che lavorano, a partire da un aumento degli asili nido, i nonni sono in campo: l’80 per cento di loro si cura dei nipoti fino all’età di 13 anni. E intanto sono sempre loro, i nonni, che ritroviamo, da pensionati, a tinteggiare scuole dove hanno lavorato, a raccogliere mozziconi dove sono andati al mare, ad accompagnare i bambini quando devono attraversare la strada dopo la scuola. Ad aiutare altri nonni, questi non autosufficienti. Basterebbero già questi motivi, ai quali però dobbiamo aggiungere l’enorme amore che arriva da un nonno o da una nonna, per non non ricordarci di loro solo quando dobbiamo chiedere soldi o un aiuto in famiglia.

Viva i nonni. E lunga vita ai nonni. Sono già 12 milioni e mezzo in Italia, ma per effetto della curva demografica, si tratta di un pezzo della popolazione destinato ad aumentare, e tanto. Ma prima e dopo i numeri, viene un fatto che possiamo verificare tutti i giorni nelle nostre case e nelle nostre famiglie: senza i nonni la nostra vita sarebbe peggiore e più complicata.  E dunque, guai a sprecarli solo perché l’età avanza con i suoi danni e i suoi segni.

Viva i nonni se sono molto anziani, poco lucidi, e sono ritornati bambini. Ci accompagnano nell’universo della memoria e nella profondità della vita autentica, ci fanno sentire utili, in grado di dare a chi ha tanto dato a noi. E mentre ci chiedono di non abbandonarli nella solitudine, ci danno compagnia e calore. Sempre.

E viva i nonni quando, lucidissimi, diventano essenziali nel sostegno agli equilibri familiari.  L’Italia invecchia, e ogni giorno si contano 30 nuovi ultrasettantenni, con una stima di quasi il 30 per cento della popolazione over 65 entro il 2030. Invecchia, con problemi per la rete assistenziale pubblica, per le pensioni e per la spesa sanitaria. Ma anche con il motore in più di una grande risorsa che cerca di contenere l’urto del disagio dei giovani.

CONFESSIONI DI UN NONNO

Ma essere nonno, o nonna, è anche una grande avventura umana, un viaggio in un’età dove il crepuscolo del corpo e del tempo si abbina a nuovi slanci, a nuove energie, e perfino a un ritorno alle emozioni infantili. Scrive Aristofane, nella commedia Le nuvole: «I vecchi sono bambini per la seconda volta». I nonni, dunque, sono uomini e donne che iniziano un’altra vita, come racconta in una sorta di memoir autobiografico il giornalista Gino Nebiolo (Avete contato bene le dita? Confessioni semiserie di un nonno alle prime armi. Edizioni Rizzoli). Nebiolo, recentemente scomparso, dal dopoguerra e per diversi anni era stato inviato speciale e corrispondente in diverse Capitali del mondo: aveva vissuto cioè da apolide, spesso distante dagli ancoraggi familiari. Poi con l’anzianità si era ritrovato a scoprire i piaceri casalinghi, e non solo, di un nuovo, affascinante mestiere: quello di un nonno con cinque nipoti di sedici, quattordici, tredici, undici e cinque anni.

NONNI E NIPOTI

Zitti zitti i nostri nonni, quasi riconoscendo l’importanza strategica del loro ruolo, sono diventati un perno dello Stato sociale parallelo, quello che cresce nelle nostre famiglie, senza alcun aiuto del pubblico. I numeri parlano chiaro. Ci sono 1 milione di nonni che fanno i badanti, curandosi di altre persone anziane del nucleo familiare altrimenti abbandonate, e 3,2 milioni che si occupano dei loro nipoti, mentre entrambi i genitori lavorano. Ma la cosa più clamorosa riguarda il supporto finanziario. In pratica 1,5 milioni di nonni regolarmente e 5,5 milioni saltuariamente aiutano, sul piano finanziario, figli e nipoti. Fanno assistenza indiretta, e in totale sono circa 7 milioni. E una famiglia su tre salva il proprio bilancio grazie a loro.

Ma come ci si comporta con i nonni? Lo psicologo americano Preston Ni ha appena pubblicato un libro dal titolo accattivante, Come comunicare con anziani difficili, nel quale sono contenuti alcuni spunti importanti. Per esempio, il consiglio di usare pazienza e compassione, di chiedere invece di ordinare, di ascoltare e dare sempre una possibilità di scelta alle persone anziane. Magari lasciandoli abbandonare ai loro straordinari racconti. E ricordando le parole di Papa Francesco: «La vecchiaia è la sede della sapienza della vita». Della sapienza, ma anche dell’aiuto concreto, e insostituibile, alle nuove generazioni. (nonsprecare)

ANNA PAOLA GIULIANI CANDIDATA SINDACO DI SAN SEVERO

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L’ormai approssimarsi della consultazione elettorale per il rinnovo del consiglio comunale della Città di San Severo ha imposto doverosamente una riflessione profonda, scrupolosa e obiettiva per offrire alla comunità sanseverese la proposta più adeguata ed efficace finalizzata a scegliere il candidato sindaco che possa interpretare e testimoniare autenticamente e orgogliosamente il sentimento dei cittadini che intendono bocciare sonoramente i nefasti dell’amministrazione Miglio, dopo dieci anni di malgoverno.

L’orgoglio e la convinzione di poter voltare pagina, la straordinaria visione di ritornare ad avere una San Severo bellissima, l’amore vero e il rispetto nei confronti di tutti i concittadini che meritano di appropriarsi di una città più prospera, più sicura, più attrattiva, più solidale e più orgogliosa della propria storia, sono stati i sentimenti e le motivazioni che hanno indotto i promotori del progetto “..ritornerà bellissima, San Severo …” a stimolare e sollecitare la dott.ssa Anna Paola Giuliani affinchè accogliesse l’invito a candidarsi alla carica di Primo Cittadino della città di San Severo, certi che saprà coniugare al meglio le aspettative dei cittadini-elettori e la gran voglia di apportare un necessario cambiamento alla nostra Città con le opportune, valide e concrete progettualità da tempo auspicate e mai realizzate dall’amministrazione comunale uscente.

Esprimiamo un grosso ringraziamento all’amica Anna Paola Giuliani per aver rotto gli indugi, accettando e condividendo con entusiasmo e passione la sfida di offrire ai sanseveresi una valida alternativa alla miope azione politica del campo largo che eredita le scorie di dieci anni di sofferenza di tutti i sanseveresi.

EDITORIALE DELLA DOMENICA. UN CARTELLONE ESTIVO PER LE PIAZZE D’ESTATE

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E’ iniziata la raccolta contributi per l’organizzazione della Festa Patronale 2024 da parte del Comitato Feste San Nicandro Garganico. Bene ha fatto il comune ad assegnare l’organizzazione dell’evento con congruo anticipo.

Però, dopo solo qualche settimana della festa dei Santi Patroni, occorre organizzare l’evento più lungo e più problematico, quello dell’Estate Sannicandrese 2024. Più problematico in quanto la tempistica delle manifestazioni parte da giugno e termina a fine agosto o all’inizio del mese di settembre.

Preparare un cartellone estivo di iniziative che si intendono realizzare non è affatto facile ed occorre raccogliere suggerimenti, proposte ed idee in vista della programmazione di tutti gli eventi.

E’ questo un momento importante perché occorre rivolgere l’invito alle associazioni a proporre manifestazioni in grado di valorizzare il nostro patrimonio culturale e la nostra identità così da renderlo un’attrazione anche per quanti desiderano trascorrere le proprie vacanze nella nostra cittadina e per i visitatori dei paesi limitrofi. Senza tale scopo, gli eventi potrebbero perdere significato perché prive di un impatto tangibile e non sarebbero in grado di soddisfare le esigenze della comunità e le finalità di promozione turistica e di valorizzazione territoriale.

Ecco quindi la necessità di un appello e di chiedere al mondo associativo a suggerire proposte, entro una certa data, per manifestazioni e iniziative nella consapevolezza della significativa valenza delle stesse come strumento di rilancio di un primario comparto economico-culturale e del suo esteso indotto.

L’invito deve essere rivolto agli operatori culturali dell’area delle arti performative declinate nelle varie discipline, allo scopo di valorizzare il ruolo dell’attività culturale cittadina e allo stesso tempo di incentivare l’offerta di eventi e spettacoli quale valore aggiunto in termini di visibilità, vivibilità e benessere sociale.

Da puntualizzare ancora che, dopo gli eventi estivi, ci sarà la Fiera d’Ottobre che dovrebbe avere molta più attenzione nella programmazione delle manifestazioni annuali.

Si è ancora in tempo per raggiungere gli obiettivi ma occorre una tempistica urgente per invitare le associazioni a “scendere in campo” al fine di predisporre un cartellone estivo che sia sempre più attrattivo….. …naturalmente nell’ambito delle risorse a disposizione dell’ente.

Il Direttore

CAGNANO VARANO, CELEBRATO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DEL LUOGOTENENTE DI GENNARO

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Si è svolta a Cagnano Varano la cerimonia, organizzata dal Comando Provinciale di Foggia, in memoria del Luogotenente dei Carabinieri Vincenzo Carlo Di Gennaro, ucciso il 13 aprile del 2019 durante un servizio perlustrativo da un pregiudicato 65enne.

In ricordo del militare dell’Arma, deceduto nell’adempimento del dovere, è stata celebrata una messa presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi, a cui hanno preso parte il Comandante della Legione Carabinieri Puglia Generale di Brigata Ubaldo Del Monaco, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Foggia Colonnello Michele Miulli, il sindaco di Cagnano Varano dr. Michele Di Pumpo e autorità civili e militari della Provincia.

Dopo un momento di raccoglimento sul luogo teatro dell’efferato omicidio con la deposizione di una composizione floreale, la commemorazione è poi proseguita presso il locale Municipio, dove scolaresche locali hanno letto diversi elaborati sulla legalità realizzati in memoria del militare, esempio per le giovani generazioni di impegno e dedizione spinti fino all’estremo sacrificio.

Dal 20 dicembre 2019, il Luogotenente Di Gennaro è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile alla memoria con la seguente motivazione: “Addetto a Stazione distaccata operante in un’area caratterizzata da un elevato indice di criminalità, con spiccata professionalità e determinata iniziativa, nel consapevole adempimento dei propri doveri, durante un servizio di controllo del territorio, insieme ad altro militare, non esitava ad avvicinare per un controllo un pericoloso pregiudicato, denunciato nei giorni precedenti, il quale, mosso da irragionevole risentimento, estraeva repentinamente una pistola, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco che lo ferivano mortalmente. Splendido esempio di quotidiana dedizione e impegno profuso in favore della comunità ed esemplare interprete dei più alti valori dell’Arma dei Carabinieri, spinti fino all’estremo sacrificio“.