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MOSTARDA (MUSTARDA) NELL’ATLANTE DEI PRODOTTI TRADIZIONALI DELLA PUGLIA

Descrizione sintetica del prodotto

l prodotto presenta una consistenza densa, colorazione bruno-rossastra, sapore agrodolce ed aroma intenso

Processo produttivo

I grappoli di uva dei vitigni locali (principalmente Negroamaro, Malvasia Bianca e/o Nera) vengono accuratamente lavati e, dopo aver staccato gli acini ed eliminato i racemi, si fanno bollire, per poi eliminare semi e bucce. Il mosto così ottenuto si rimette sul fuoco e si continua la cottura, aggiungendo zucchero (200 g/kg di uva), insieme ad una cotogna sbucciata e tagliata a pezzi. Si mescola continuamente per evitare che

si attacchi alla pentola, e si continua a cuocere fino al raggiungimento della densità normale delle marmellate. La confettura ottenuta si lascia raffreddare e viene posta in contenitori di vetro per la conservazione, con l’aggiunta di cannella e pepe garofano.

Storia e tradizione

Il processo produttivo viene tramandato di generazione in generazione, non sono disponibili documenti scritti. La tradizionalità del prodotto è assicurata dalla provenienza locale della materia prima e dalle tecniche di produzione, che non avviene su vasta scala ma esclusivamente secondo tradizioni familiari.

SAN NICANDRO GARGANICO: FIDAS, DONAZIONE SANGUE

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Sabato 24 Ottobre, dalle ore 8:30 alle ore 11:30, presso il Poliambulatorio di Matteo Del Campo, ci sarà la donazione sangue organizzata dalla Fidas.

E’ possibile prenotare la donazione telefonando al n° 328-0012033

L’IRCCS CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA AL PRIMO POSTO PER LA RICERCA IN MEDICINA DI GENERE

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Nel progetto di Class Editori, l’Ospedale di Padre Pio precede l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano nella categoria dedicata alla qualità della ricerca

La Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza si è classificata al primo posto nella categoria Medicina di Genere – Qualità della ricerca dei Best Italian Hospitals Awards 2026, il progetto editoriale di Class Editori dedicato all’analisi e alla valorizzazione delle performance degli ospedali pubblici e privati in Italia.

Obiettivo del progetto, giunto alla sua quinta edizione, è offrire una fotografia aggiornata delle eccellenze ospedaliere italiane, attraverso un sistema di valutazione che considera non soltanto le performance cliniche e scientifiche, ma anche la reputazione, l’innovazione e la capacità delle strutture di rispondere alle esigenze dei pazienti.

Per la Medicina di Genere, la classifica distingue tra quantità e qualità della ricerca: la prima considera la produzione scientifica, mentre la seconda valuta il profilo qualitativo dei risultati. In quest’ultima categoria, l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza si è classificata al primo posto, precedendo l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano.

«La ricerca di genere rappresenta un ambito sempre più rilevante per una medicina personalizzata – spiega Ornella Parolini, direttore scientifico della Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza – capace di considerare come le differenze legate al sesso e al genere possano influenzare l’insorgenza e l’evoluzione delle malattie e la risposta ai trattamenti. Presso il nostro IRCCS – continua – questa prospettiva si traduce in diverse linee di ricerca, dallo studio dei tumori della mammella e ginecologici alle patologie trombotiche nella donna, con particolare attenzione al rischio tromboembolico in gravidanza e alle trombofilie, fino alla comprensione dei meccanismi biologici e allo sviluppo di strategie diagnostiche, preventive e terapeutiche sempre più personalizzate».

«Un ulteriore ambito di studio riguarda la placenta e l’interfaccia materno-fetale: la placenta, costituita da tessuti di origine fetale e materna, rappresenta un modello biologico straordinario di dialogo tra madre e feto. Lo studio delle cellule stromali placentari e dei fattori da esse rilasciati ha permesso di approfondire i meccanismi di rigenerazione tessutale, aprendo nuove prospettive terapeutiche nell’ambito della medicina rigenerativa» conclude il direttore scientifico.

Best Italian Hospitals: il progetto e la metodologia

Il progetto Best Italian Hospitals si inserisce nel percorso editoriale di Class Editori dedicato alla sanità, accanto al format televisivo Sanità Next, in onda su Class CNBC, e ai Best Italian Healthcare Awards.

Le classifiche si basano su un sistema multiparametrico sviluppato da NExT Health, parte del network NH-Net, ed EVERSANA INTOUCH, in collaborazione con Paginemediche. La metodologia integra dati clinici e scientifici provenienti da fonti istituzionali e accademiche con indicatori qualitativi relativi alla reputazione e alla presenza digitale delle strutture, oltre alle valutazioni degli operatori del settore.

Le graduatorie sono validate da un Advisory Board composto da esperti del mondo accademico, medico-scientifico e manageriale.

TRASPORTO PUBBLICO LESINA-MARINA DI LESINA: AL LAVORO PER RIPRISTINARE E POTENZIARE I COLLEGAMENTI

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Sono pienamente consapevole delle difficoltà che i cittadini stanno affrontando a causa della carenza di collegamenti di trasporto pubblico tra Lesina e Marina di Lesina. Una criticità concreta che, come Sindaco, considero una priorità da affrontare con responsabilità e determinazione.

Proprio per questo, insieme al Vicesindaco con delega ai Trasporti Maria Nunzia Cicculli, già dal 31 agosto, nei giorni seguenti fino allo scorso 6 ottobre, ho avviato una serie di incontri con ACAPT Nord Gargano, società consorziata COTRAP che gestisce il servizio, per individuare soluzioni concrete attraverso una rimodulazione del programma di esercizio.

Il nostro obiettivo è garantire collegamenti tra Lesina e Marina di Lesina anche durante il periodo non estivo, rispondendo alle esigenze quotidiane dei residenti.

Abbiamo inoltre proposto di estendere il servizio estivo di ulteriori 21 giorni, anticipandone l’avvio di due settimane a giugno e posticipandone la conclusione di una settimana a settembre, anche in vista di una migliore programmazione turistica per l’estate 2027.

Da parte di ACAPT abbiamo riscontrato massima disponibilità, tanto che la società ha già predisposto una proposta di riorganizzazione delle corse, come da intesa verbale che a breve verrà formalizzata.

Stiamo ora lavorando per organizzare un incontro congiunto con ACAPT, l’Ufficio Trasporti della Provincia di Foggia e COTRAP, al fine di raggiungere un’intesa che consenta di rendere operativa la nuova programmazione.

Sono fiduciosa che, attraverso la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, si possa arrivare a una soluzione concreta nell’interesse dei cittadini.

In questo percorso, tuttavia, non posso nascondere il mio rammarico per l’iniziativa intrapresa da don Matteo Trinetta, parroco di Stella Maris, che ha ritenuto di attribuire, anche attraverso un’iniziativa legale, responsabilità al Comune di Lesina, pur essendo a conoscenza delle interlocuzioni che stiamo portando avanti sin dalla fine di agosto.

Rispetto le posizioni di tutti, ma credo fermamente che le difficoltà di una comunità debbano essere affrontate attraverso il dialogo, la collaborazione e la ricerca di soluzioni, nel rispetto delle competenze e delle responsabilità di ciascuno.

A don Matteo rinnovo, come già fatto in passato, la mia piena disponibilità a mantenere un clima disteso e di fraternità, nella convinzione che chi rappresenta un punto di riferimento per la comunità possa contribuire a favorire unità, serenità e spirito di collaborazione.

Ai cittadini di Lesina e Marina di Lesina voglio assicurare che continuerò a seguire personalmente questa vicenda, insieme all’intera Amministrazione Comunale, fino all’individuazione di una soluzione concretamente attuabile.

Perché il nostro impegno non è alimentare contrapposizioni, ma lavorare per dare risposte ai bisogni della comunità.

Alessandra Matarante

Sindaco di Lesina

A nome dell’Amministrazione Comunale

PESCHICI RIACCENDERA’ I MOTORI CON IL “RALLY PORTA DEL GARGANO, XVI^ EDIZIONE

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Nel prossimo fine settimana, 17 e 18 ottobre 2026, ritornerà lo spettacolo dei motori, con la XVI edizione del “Rally Porta del Gargano”, 𝙪𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙚𝙫𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙥𝙞ù 𝙖𝙙𝙧𝙚𝙣𝙖𝙡𝙞𝙘𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙋𝙪𝙜𝙡𝙞𝙖. 

La manifestazione, organizzata dall’Asd “Piloti Sipontini”, sarà l’ultima e decisiva prova della Coppa ACI Rally Zona 8, richiamando equipaggi provenienti dal Centro-Sud e da tutta Italia, 𝙥𝙧𝙤𝙣𝙩𝙞 𝙖 𝙜𝙖𝙧𝙚𝙜𝙜𝙞𝙖𝙧𝙚 𝙩𝙧𝙖 𝙞 𝙨𝙪𝙜𝙜𝙚𝙨𝙩𝙞𝙫𝙞 𝙨𝙘𝙚𝙣𝙖𝙧𝙞 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙧𝙤𝙢𝙤𝙣𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙂𝙖𝙧𝙜𝙖𝙣𝙤.

Il percorso di gara attraverserà diversi comuni, tra cui la città di Peschici, che vedrà 𝙩𝙧𝙖𝙨𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙙𝙚 𝙞𝙣 𝙙𝙪𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙫𝙚 𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙖𝙡𝙞: “Kàlena” e “Telegrafo”.

“Il Rally non è solo un evento sportivo di rilievo, ma è soprattutto un volano per il turismo, la promozione e la valorizzazione del territorio, capace di attrarre migliaia di appassionati e addetti ai lavori” – dichiara il Consigliere agli Eventi e allo Sport, Francesco D’arenzo.

CRD STORIA CAPITANATA – “VOTO ALLE DONNE!” PRESENTAZIONE LETTERARIA TRA STORIA E ATTUALITA’

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SI terrà giovedì 15 ottobre 2026, dalle ore 17:30, presso la Sala Conferenze Biblioteca Minuziano di San Severo, la presentazione del libro VOTO ALLE DONNE! – la storia di una battaglia dalle suffragette alla costituente – di Mario Avagliano e Marco Palmieri.

L’iniziativa, a cura del CRD STORIA CAPITANATA di San Severo, vedrà i saluti e l’introduzione della presidente dell’associazione Dina Contò. A dialogare con Mario Avagliano sarà Giuseppe Clemente.

Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffragette alla Costituente”, di Mario Avagliano e Marco Palmieri, è un libro di storia che racconta una conquista fondamentale della democrazia italiana: il diritto delle donne a essere cittadine a pieno titolo, a partecipare alla vita politica e a contribuire alle decisioni del Paese.

Pubblicato da Einaudi nel 2026, il volume ripercorre un cammino che comincia molto prima del 2 giugno 1946, la data che siamo abituati ad associare al voto femminile. Lo fa attraverso lettere, diari, memorie e testimonianze, dando spazio non soltanto alle grandi protagoniste, ma anche alle esperienze delle donne comuni.

RAPPER CONTRO IL DISSESTO, CON INTERPRETI DI SAN NICANDRO GARGANICO

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In occasione della Giornata Internazionale per la riduzione dei rischi da disastri naturali, il 13 Ottobre, conferenza stampa alla Stampa Estera per la presentazione in anteprima assoluta del brano Rap: “L’Italia che frana” e del progetto di comunicazione innovativa rivolta ai giovani e del MANIFESTO PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI della Società Italiana di Geologia Ambientale.

“Il territorio è qualcosa di sacro” è davvero il cuore del progetto dei rapper sannicandresi, la sintesi del messaggio civile che Samen Mi Casa e La Voce di Selea hanno voluto lanciare con L’Italia che frana.

Il senso della frase è stato spiegato durante la presentazione ufficiale del brano e cioè che il territorio non è un bene neutro, ma un’eredità che si riceve e si trasmette, che la cura dell’ambiente è un atto di responsabilità collettiva, non solo tecnica e che la musica può diventare educazione civica, soprattutto per i giovani.

Il nostro Gargano, con le sue frane, incendi e fragilità, è un esempio concreto di ciò che si rischia quando il territorio non viene rispettato.

Perché è importante per San Nicandro Garganico? Perché i due rapper sono sannicandresi, cresciuti tra le contrade, le campagne e le storie del paese, conoscono bene le criticità ambientali del territorio.

Il loro contributo è un esempio di come la cultura locale può parlare di temi nazionali senza perdere autenticità.

Entrambi gli artisti hanno collaborato con la SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) per trasformare contenuti scientifici in un linguaggio musicale diretto ai giovani.

Si vuole ancora ricordare chi sono gli interpreti: Samen Mi Casa – rapper pugliese noto anche a livello nazionale ed estero, profondamente legato al Gargano e La Voce di Selea – altro rapper sannicandrese, con un percorso artistico che unisce radici popolari e linguaggio urbano.

FOGGIA, LA PROVINCIA CON IL PIU’ ALTO INDICE DI CRIMINALITA’ IN PUGLIA

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Ecco i dati ufficiali più aggiornati sull’Indice della Criminalità 2025 per la provincia di Foggia, basati sui dati del Ministero dell’Interno e pubblicati dal Sole 24 Ore.

Provincia di Foggia – Indice della Criminalità 2025

Rank nazionale: 23ª su 106 province 

Denunce totali: 23.935 

Denunce ogni 100mila abitanti: 4.072,1 

Variazione rispetto al 2024: +4,4% (circa +1.006 denunce)

Foggia è la provincia con il più alto indice di criminalità della Puglia e una delle poche in Italia a registrare un aumento dei reati denunciati.

Sempre Foggia è prima in Puglia per incidenza dei reati denunciati, con valori nettamente superiori alla media regionale seguita da Bari, BAT (Barletta andria Trani), Brindisi, Lecce e Taranto.

SAN NICANDRO GARGANICO, CONVOCAZIONE DEI CANDIDATI PER IL CONCORSO DI N. 1 AGENTE DELLA POLIZIA LOCALE

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E’ stato comunicato che i candidati ammessi alla procedura concorsuale alla copertura di n. 1 posto di Agente di Polizia Locale del comune di San Nicandro Garganico sono convocati per sostenere la prova preselettiva (eventuale) e, subordinatamente al superamento della stessa e all’ammissione, la  successiva prova scritta, che si svolgeranno nella medesima giornata, secondo il seguente  calendario:

1. CALENDARIO E SEDE DELLE PROVE. Data di svolgimento: 9 novembre 2026, Indirizzo: Auditorium “Cav. Dott. Martino Vetritto”, sito in Via Nino Rota n. 1 (sotto la sede del Comando di Polizia Locale)

PROVA PRESELETTIVA 

• Orario di convocazione e identificazione: ore 9:30.

• Orario previsto per l’inizio della prova: ore 10:00.

• Modalità di svolgimento: questionari a risposta multipla, somministrati e svolti tramite tablet.

• Criteri: verrà assegnato un punto per ogni risposta esatta, mentre non verrà assegnato nessun

punto per le risposte mancate o errate, e saranno ammessi alle successive prove concorsuali i

candidati che avranno raggiunto il punteggio minimo di 21/30 nella eventuale prova

preselettiva. 

• La prova di preselezione serve esclusivamente a determinare il numero dei candidati ammessi

alle successive prove concorsuali e non costituisce elemento aggiuntivo di valutazione di

merito nel prosieguo del concorso. 

•    Qualora alla preselezione si presentasse un numero di candidati uguale o inferiore a numero

80 (ottanta), la stessa si riterrà annullata e si procederà direttamente a sostenere la prova

scritta. 

PROVA SCRITTA

• Orario previsto per l’inizio: ore 11:00 (nel caso in cui non venga svolta la prova preselettiva, l’orario sarà anticipato alle 10:00). L’orario effettivo di inizio della prova scritta sarà comunicato dalla Commissione esaminatrice in relazione alla conclusione delle operazioni relative alla eventuale prova preselettiva e alla verifica dei candidati ammessi.

• Modalità di svolgimento: questionari a risposta multipla, somministrati e svolti tramite tablet.

• Criteri: verrà assegnato un punto per ogni risposta esatta, mentre non verrà assegnato nessun punto per le risposte mancate o errate, e saranno ammessi alla successiva prova orale i candidati che avranno raggiunto il punteggio minimo di 21/30 nella prova scritta.

2. AMMISSIONE ALLA PROVA SCRITTA

L’accesso alla prova scritta è subordinato al superamento della eventuale prova preselettiva e al   conseguente inserimento tra i candidati ammessi alla prova scritta.

La Commissione esaminatrice procederà alla verifica degli esiti della prova preselettiva e individuerà  i candidati ammessi alla successiva prova, nel rispetto dei criteri e delle modalità stabiliti dal bando di concorso.  I candidati non ammessi alla prova scritta non potranno proseguire nella procedura concorsuale.

3. DOCUMENTI E PRESCRIZIONI PER I CANDIDATI

I candidati dovranno presentarsi presso la sede indicata nel presente avviso, nel giorno e nell’orario stabiliti, muniti di documento di riconoscimento in corso di validità.

Dopo l’inizio delle operazioni concorsuali, l’ammissione di eventuali candidati in ritardo sarà disciplinata dalle disposizioni del bando e dalle determinazioni della Commissione, nel rispetto della parità di trattamento.

CONCESSIONI DEMANIALI, ASSOTURISMO CAPITANATA: «I SINDACI DEI COMUNI BALNEARI APRANO UN CONFRONTO SUI BANDI DEMANIALI»

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Ragno: «È fondamentale utilizzare tutti i margini di autonomia consentiti dalla legge per garantire procedure equilibrate, tutelare le imprese e valorizzare il sistema turistico costiero»

ASSOTURISMO CAPITANATA rivolge un appello ai sindaci dei Comuni balneari della provincia di Foggia affinché promuovano un confronto istituzionale con le associazioni di categoria in merito alla predisposizione dei bandi per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo.

In una fase particolarmente delicata per il futuro delle imprese balneari, l’associazione ritiene indispensabile che le amministrazioni comunali affrontino questo passaggio con la massima attenzione, garantendo trasparenza, correttezza delle procedure e un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze imprenditoriali.

Il confronto assume un’importanza ancora maggiore alla luce della necessità di distinguere le disposizioni inderogabili della normativa nazionale dai contenuti sui quali i Comuni possono esercitare margini di autonomia amministrativa e pianificazione territoriale.

«Non chiediamo deroghe alla legge, né trattamenti di favore per singoli operatori. Chiediamo ai sindaci di utilizzare pienamente e responsabilmente tutti gli spazi di intervento consentiti dalla normativa, confrontandosi preventivamente con le associazioni di categoria. Le scelte contenute nei bandi possono incidere profondamente sul futuro delle imprese balneari, sulla qualità dei servizi e sulla competitività turistica delle nostre località», dichiara Nicola Ragno, coordinatore provinciale di ASSOTURISMO CAPITANATA.

Tra gli aspetti sui quali ASSOTURISMO ritiene opportuno avviare una verifica condivisa figurano:

A. Dimensionamento dei lotti: Chiedere che le dimensioni dei lotti siano compatibili con le caratteristiche del litorale e con la struttura delle imprese locali, evitando aggregazioni non necessarie che possano ostacolare la partecipazione delle piccole aziende.

B. Pesi dei criteri di aggiudicazione: Verificare come vengono tradotti in punteggi i criteri di qualità, investimenti, servizi e offerta economica. È importante che le regole di valutazione siano chiare, verificabili e coerenti con lo schema nazionale applicabile.

C. Requisiti di partecipazione: Verificare che fatturato, esperienza e capacità tecnica richiesti non risultino sproporzionati rispetto alla concessione, tutelando la possibilità di partecipazione delle piccole imprese.

D. Durata e investimenti: Verificare che la durata sia coerente con gli investimenti richiesti e con il piano economico-finanziario, senza imporre obblighi economici non adeguatamente giustificati.

E. Qualità turistica e destagionalizzazione: Valorizzare servizi accessibili, attività per famiglie, iniziative sportive e culturali, sostenibilità e proposte capaci di arricchire l’offerta anche al di fuori dell’alta stagione, secondo criteri oggettivi e applicabili a tutti i concorrenti.

«I Comuni non possono modificare liberamente le regole nazionali, ma hanno responsabilità importanti nelle scelte che spettano loro. Proprio per questo chiediamo che ogni amministrazione analizzi con attenzione le caratteristiche del proprio litorale, le esigenze delle imprese e gli obiettivi di sviluppo turistico. Un bando ben costruito deve assicurare concorrenza e trasparenza, ma anche favorire investimenti sostenibili e servizi di qualità, senza introdurre ostacoli ingiustificati alla partecipazione delle piccole imprese», aggiunge Ragno.

Per ASSOTURISMO CAPITANATA, la questione non riguarda esclusivamente l’assegnazione delle concessioni, ma il modello di sviluppo delle destinazioni costiere della Capitanata. Il sistema balneare rappresenta infatti una componente essenziale dell’economia turistica del Gargano e coinvolge una rete articolata di attività ricettive, ristorative, commerciali, sportive e di servizi.

Le procedure di assegnazione devono pertanto essere accompagnate da una visione territoriale capace di coniugare legalità, concorrenza, qualità dell’offerta, tutela ambientale e sostenibilità economica degli investimenti.

L’associazione propone quindi ai sindaci dei Comuni costieri di convocare incontri istituzionali con le rappresentanze delle imprese balneari, prima della definizione definitiva degli atti di gara, per esaminare le clausole dei bandi, individuare gli ambiti di effettiva competenza comunale e valutare proposte compatibili con il quadro normativo vigente.

«Il nostro obiettivo è contribuire a procedure corrette e a scelte amministrative consapevoli. Il confronto preventivo è uno strumento di responsabilità istituzionale: permette di prevenire criticità, migliorare la qualità dei bandi e rafforzare la competitività del Gargano e dell’intera costa della provincia di Foggia. Su una questione così importante, nessuna amministrazione dovrebbe rinunciare al dialogo con chi rappresenta quotidianamente le imprese e conosce da vicino le esigenze del territorio», conclude il coordinatore provinciale di ASSOTURISMO CAPITANATA, Nicola Ragno.

ASSOTURISMO CAPITANATA conferma la propria disponibilità a collaborare con le amministrazioni comunali per un confronto costruttivo, nel rispetto della legge e nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e dello sviluppo turistico della provincia di Foggia.

A SAN MARCO IN LAMIS TORNANO “JOJE JE’ GNENZANTE” E I SAPORI D’AUTUNNO

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Sabato 31 ottobre, a partire dalle ore 17.30, Via Roma si animerà con prodotti tipici, musica, tradizione e solidarietà. L’iniziativa contribuirà all’acquisto di un defibrillatore a disposizione di tutta la cittadinanza.

Tornano a San Marco in Lamis i colori, i profumi e i sapori della tradizione autunnale con “Joje jè Gnenzante” e i Sapori d’Autunno, la manifestazione organizzata in occasione della Festa di Tutti i Santi, in programma sabato 31 ottobre, a partire dalle ore 17.30, lungo tutta Via Roma.

L’iniziativa è promossa dalla locale Pro Loco “G. Serrilli”, in collaborazione con i commercianti e i residenti di Via Roma, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di San Marco in Lamis.

Una serata pensata per riscoprire e valorizzare le tradizioni del territorio, mettendo al centro i prodotti tipici della stagione autunnale, la buona musica e il piacere di stare insieme. Via Roma si trasformerà in un luogo di incontro e condivisione, dove cittadini e visitatori potranno lasciarsi accompagnare dai sapori della nostra terra e dall’atmosfera speciale di una festa che unisce cultura popolare, convivialità e senso di comunità.

Ma “Joje jè Gnenzante” e i Sapori d’Autunno sarà anche un’occasione concreta per fare del bene. La manifestazione, infatti, avrà una finalità solidale: raccogliere fondi per l’acquisto di un defibrillatore, che sarà messo a disposizione di tutti i cittadini. Un obiettivo importante, che testimonia come la partecipazione e la collaborazione possano tradursi in un gesto di attenzione verso la salute e la sicurezza dell’intera comunità.

Tradizione, gusto e solidarietà si incontrano, dunque, in una manifestazione che vuole coinvolgere l’intera cittadinanza, rafforzare i legami sociali e contribuire a rendere San Marco in Lamis una comunità sempre più unita e attenta ai bisogni di tutti.

L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza e a quanti vorranno raggiungere San Marco in Lamis: partecipiamo numerosi, riscopriamo insieme i sapori dell’autunno e sosteniamo questa bella iniziativa di comunità. Ogni presenza e ogni contributo saranno preziosi per raggiungere l’obiettivo comune e dotare la città di un defibrillatore a disposizione di tutti.

Vi aspettiamo sabato 31 ottobre, dalle ore 17.30, in Via Roma, per vivere insieme una serata di tradizione, musica, gusto e solidarietà!

“SCEGLI DI ESSERE LIBERO, DIPENDE SOLO DA TE”: GIORNATA DI SENSIBILIZZAZIONE DELLA BBC SAN GIOVANNI ROTONDO E DI GARGANO VITA

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Il 28 ottobre, al Cine-Teatro Palladino di San Giovanni Rotondo, la seconda edizione dell’iniziativa dedicata ai giovani, alla prevenzione delle dipendenze e alla cultura della responsabilità. Tra gli interventi, quelli dei rappresentanti della Polizia di Stato.

La libertà di scegliere, la consapevolezza delle proprie azioni e la responsabilità verso se stessi e gli altri. Sono questi i temi al centro della seconda edizione di “Scegli di essere libero, dipendi solo da te”, la giornata di sensibilizzazione promossa dalla BCC San Giovanni Rotondo e dalla Mutua Gargano Vita, in programma mercoledì 28 ottobre, alle ore 9.30, presso il Cine-Teatro Palladino di San Giovanni Rotondo.

L’iniziativa, rivolta in particolare alle giovani generazioni, nasce dalla volontà di promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati all’abuso di alcol, fumo e sostanze psicotrope, affrontando anche il tema della sicurezza stradale e dell’importanza di adottare comportamenti responsabili.

La prima edizione dell’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione, confermando l’importanza di promuovere occasioni di confronto diretto con le giovani generazioni. Tra i momenti più intensi, la testimonianza di una madre che ha perso il proprio figlio in un incidente in moto. Un racconto doloroso e profondamente umano, capace di trasformare il tema della sicurezza stradale da questione di regole e comportamenti a riflessione sul valore della vita, sulla responsabilità individuale e sulle conseguenze delle proprie scelte.

Un appuntamento che rinnova l’impegno della Banca e della sua Mutua nel campo dell’educazione, della prevenzione e della promozione del benessere delle comunità locali.

«Investire sui giovani significa innanzitutto offrire loro strumenti per scegliere consapevolmente il proprio futuro», dichiara Giuseppe Palladino, presidente della BCC San Giovanni Rotondo. «Come banca di credito cooperativo sentiamo la responsabilità di contribuire non soltanto alla crescita economica del territorio, ma anche al suo sviluppo sociale e culturale. La prevenzione è una forma concreta di investimento sul futuro delle nostre comunità. Con questa iniziativa vogliamo ribadire che la libertà non è semplicemente assenza di vincoli, ma capacità di compiere scelte autonome, informate e responsabili. È un messaggio che desideriamo condividere soprattutto con i più giovani, perché possano diventare protagonisti consapevoli della propria vita».

La giornata offrirà ai partecipanti un’occasione di confronto diretto con i rappresentanti delle istituzioni impegnate quotidianamente nella prevenzione e nel contrasto ai comportamenti a rischio. Interverranno Tommaso Vecchio, Vice Questore; Paola Lo Muzio, Sostituto Commissario; Pietro Piemontese, Ispettore, con il contributo della Polizia di Stato.

L’incontro intende superare la dimensione della semplice informazione per favorire una riflessione più ampia sul significato della libertà individuale, sul valore delle regole e sulle conseguenze che determinate scelte possono avere sulla propria vita e su quella degli altri.

«La prevenzione comincia dall’ascolto, dal dialogo e dalla capacità di parlare ai giovani con un linguaggio vicino alla loro esperienza», sottolinea Donato Antonacci, presidente di Gargano Vita. «Il nostro obiettivo non è soltanto informare sui pericoli delle dipendenze, ma contribuire a costruire una cultura del benessere fondata sulla consapevolezza e sul rispetto di sé. Come Mutua crediamo profondamente nel valore della cura delle persone e nella promozione di stili di vita sani. Questa seconda edizione rappresenta la continuità di un percorso che vogliamo consolidare nel tempo, coinvolgendo scuole, famiglie e istituzioni in un’alleanza educativa capace di produrre risultati concreti».

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della BCC San Giovanni Rotondo e di Gargano Vita a favore del territorio, attraverso progetti che affiancano alla tradizionale attività di sostegno economico una costante attenzione alla formazione, alla salute e alla crescita delle nuove generazioni.

La giornata è organizzata in collaborazione con l’Istituto Tecnico “Luigi Di Maggio” – San Giovanni Rotondo, il Liceo “Maria Immacolata” – San Giovanni Rotondo, l’I.P.E.O.A. “Michele Lecce” – San Giovanni Rotondo, l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “P. Giannone” – Liceo Classico – San Marco in Lamis, l’Istituto Comprensivo “Pascoli – Forgione – Melchionda – De Bonis” – San Giovanni Rotondo.

L’appuntamento è per mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 9.30, presso il Cine-Teatro Palladino, in via Carlo Poerio 2/B, a San Giovanni Rotondo.

PUGLIA, BASILICATA E CALABRIA DISCUTONO LA SFIDA DELL’ACQUA, DELLE RICERCA E DELLA  INNOVAZIONE

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Si è conclusa la terza edizione di Agriworld Expo 2026: da Terre Assetate una nuova alleanza per il futuro dell’agricoltura

Istituzioni, ricerca e imprese all’Unical per affrontare la siccità e i cambiamenti climatici con tecnologie, competenze e gestione sostenibile delle risorse idriche

Se l’acqua è il presupposto della vita, per l’agricoltura rappresenta sempre più una condizione essenziale di sopravvivenza economica, competitività e futuro. È da questa consapevolezza che Agriworld Expo 2026 consegna il significato più profondo della sua terza edizione: trasformare la crescente fragilità dei territori di fronte alla crisi climatica in una responsabilità condivisa, capace di generare innovazione, nuove competenze e soluzioni concrete. Il tema “Terre Assetate. Agricoltura e futuro: alleanze strategiche per affrontare le nuove sfide” ha accompagnato le giornate di confronto nel Campus di Arcavacata dell’Università della Calabria, mettendo al centro una questione che riguarda da vicino le regioni del Mezzogiorno e l’intero bacino mediterraneo: come garantire acqua alle produzioni agricole, tutelando al tempo stesso gli ecosistemi e la sostenibilità delle attività produttive.

Ideata e promossa dall’associazione ITEA – Foundation for Innovation, Tourism, Energy & Agriculture, rappresentata da Donato Lisanti e Antonio Bruno, Agriworld Expo ha consolidato la propria identità di format dedicato all’incontro tra saperi, esperienze e prospettive di sviluppo: non soltanto un appuntamento di approfondimento, ma una piattaforma di connessione tra università, amministrazioni, enti tecnici, organizzazioni professionali, imprese e territori, nella quale i temi dell’agricoltura vengono affrontati attraverso prospettive scientifiche, tecnologiche, economiche, ambientali e sociali.

Il valore del format risiede proprio nella possibilità di avvicinare elaborazione teorica e applicazione sul campo, favorendo il trasferimento della conoscenza e la diffusione delle buone pratiche. La conferenza ha posto le basi del confronto, richiamando il ruolo dell’agricoltura nelle trasformazioni contemporanee e la necessità di costruire alleanze capaci di rispondere a sfide che nessun soggetto può affrontare isolatamente.

Il contributo del sistema universitario e della ricerca ha evidenziato l’importanza di collegare conoscenza scientifica, formazione, innovazione e trasferimento tecnologico alle necessità delle aziende e delle comunità rurali. In questo quadro, la resilienza dei sistemi agricoli non riguarda soltanto la capacità di mantenere le produzioni, ma anche quella di preservare suoli, ecosistemi, sicurezza alimentare e tenuta economica dei territori.

La crisi idrica è stata ricondotta a una questione strutturale: non è sufficiente chiedersi quanta acqua sia disponibile, occorre sapere dove si trova, come viene distribuita, quanta se ne disperde e come possa essere utilizzata con maggiore efficienza. Modernizzazione delle reti irrigue, riduzione delle perdite, manutenzione delle infrastrutture, sistemi di accumulo, pianificazione dei prelievi e monitoraggio delle disponibilità sono componenti indispensabili di una strategia di lungo periodo. A queste si affiancano la tutela della fertilità del suolo, la conservazione dell’umidità, la scelta di colture e varietà più adatte alle condizioni climatiche e l’adozione di pratiche agronomiche capaci di contenere i consumi.

Il contributo di Marco Arcieri, presidente della ICID (International Commission on Irrigation and Drainage) e funzionario del Ministero dell’Ambiente, ha inserito la questione dell’acqua in una prospettiva internazionale, mettendo in evidenza il valore della pianificazione, dell’efficienza irrigua e della cooperazione nella gestione delle risorse. In uno scenario di crescente pressione idrica, la sicurezza alimentare dipende anche dalla capacità di rendere più razionale l’uso dell’acqua, migliorare i sistemi di irrigazione e integrare le decisioni aziendali con politiche e infrastrutture adeguate. Le tecnologie possono offrire un contributo decisivo quando sono orientate a problemi concreti. Agricoltura di precisione, sensori per il monitoraggio dell’umidità del terreno, centraline meteorologiche, sistemi digitali di supporto alle decisioni e tecniche irrigue localizzate consentono di calibrare gli interventi sui fabbisogni effettivi delle colture.

L’obiettivo è passare da una gestione basata prevalentemente su calendari prestabiliti a un approccio informato dai dati, nel quale quantità e tempi dell’irrigazione siano determinati dalle condizioni reali del suolo, delle piante e dell’ambiente.

Un ulteriore orizzonte è quello dell’osservazione della Terra. Lorenzo De Simone, Technical Adviser della FAO, ha portato al centro del programma il ruolo dei dati geospaziali e delle tecnologie satellitari nel monitoraggio agricolo e nella previsione dei raccolti: integrate con informazioni meteorologiche, rilevazioni locali e conoscenze agronomiche, queste risorse possono contribuire a individuare situazioni di stress idrico, osservare l’evoluzione delle colture e supportare decisioni più tempestive sulla gestione delle risorse naturali. Perché tali strumenti siano accessibili anche alle piccole e medie imprese, resta fondamentale accompagnarli con competenze, consulenza e servizi di supporto.

Accanto alla digitalizzazione, il confronto ha aperto lo sguardo alla ricerca applicata, alle nanotecnologie in agronomia e alle soluzioni capaci di coniugare efficacia, sicurezza, sostenibilità ambientale e convenienza economica. Il punto non è introdurre tecnologia fine a sé stessa, ma selezionare e trasferire strumenti che riducano gli sprechi e migliorino la capacità di adattamento delle aziende. In questo percorso assumono rilievo anche i sistemi AKIS, che favoriscono la circolazione delle conoscenze tra ricerca, consulenza, formazione e imprese, e gli strumenti di sostegno agli investimenti e all’innovazione agricola.

Il programma ha inoltre collegato innovazione e sviluppo delle aree interne. Federico Laudazi, responsabile Agribusiness Italia di Ferrero Hazelnut Company, ha portato l’attenzione sul valore della condivisione delle competenze attraverso l’esperienza dell’Hazelnut Agronomy Program: un esempio di come il trasferimento di conoscenze e l’innovazione agronomica possano sostenere una filiera, rafforzare le professionalità e generare opportunità per i territori rurali.

Un tema che si lega fortemente alla necessità di costruire percorsi di crescita che mettano in relazione imprese, comunità, formazione e investimenti, contrastando fragilità economica e spopolamento. Nel seminario dedicato alla Strategia nazionale per le aree interne, il contributo di Giuseppe Coduto, presidente di IAPEG e direttore scientifico del Centro Studi E.Di.Ma.S. ETS, ha richiamato il nesso tra sicurezza, prevenzione e resilienza territoriale. La capacità di affrontare emergenze e criticità non si costruisce soltanto nel momento in cui si manifesta una crisi: richiede preparazione, coordinamento, competenze e comunità in grado di organizzarsi. È un indirizzo che riguarda anche i territori rurali, dove la continuità dei servizi, la protezione delle persone e delle attività produttive e la cooperazione tra istituzioni sono elementi essenziali per la tenuta sociale ed economica.

La prospettiva delle aree interne ha trovato spazio anche attraverso Agriworld On Tour – Viaggio nell’Italia Rurale, il format che racconta comunità, imprese, amministratori ed esperienze capaci di generare valore attraverso l’agricoltura. Tra le storie presentate, quella di Senatore Vini a Cirò Marina ha evidenziato il legame tra tradizione vitivinicola, qualità, investimenti ed enoturismo; l’esperienza di Fattoria Pupo, a Camigliatello Silano, ha mostrato le opportunità della nuova imprenditoria agricola, della trasformazione e della vendita diretta dei frutti di bosco. Il focus su Rotonda, nel Parco Nazionale del Pollino, ha valorizzato il ruolo dell’agricoltura e del turismo nella costruzione di una nuova idea di territorio, con il riconoscimento speciale al Comune, Capitale Rurale Italiana 2025. Il racconto ha intrecciato inoltre il contributo di competenze istituzionali e territoriali, confermando il ruolo di politiche pubbliche, investimenti e iniziativa imprenditoriale nel rafforzare le comunità rurali.

La seconda giornata ha approfondito l’uso efficiente delle risorse e il rapporto tra tecnologie, modelli produttivi e politiche pubbliche. Il confronto ha ribadito che le soluzioni aziendali devono essere accompagnate da infrastrutture moderne, una governance coordinata della risorsa idrica e servizi capaci di tradurre ricerca e sperimentazione in strumenti utilizzabili: la gestione dell’acqua richiede collaborazione tra Regione, enti gestori, consorzi di bonifica, università, organismi di ricerca e organizzazioni agricole, affinché dati, investimenti e competenze convergano verso obiettivi condivisi.

Nel programma, coinvolgendo l’INAIL Calabria e l’INL di Cosenza in un confronto con i rappresentanti regionali di CIA – Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Copagri e Coldiretti, hanno trovato spazio anche la salute e la sicurezza del lavoro agricolo, considerate condizioni essenziali per la qualità e la competitività del settore: prevenzione, formazione, tutela della salute e rispetto delle regole devono accompagnare l’evoluzione tecnologica e organizzativa delle imprese, contribuendo a rendere le aziende più solide, responsabili e sostenibili. È una dimensione che completa il tema della resilienza: innovare significa anche migliorare le condizioni in cui si lavora e la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti.

Agriworld Talk ha infine dato voce alle esperienze d’impresa, mostrando come qualità, responsabilità ambientale, inclusione e innovazione possano tradursi in percorsi di sviluppo.

La cerimonia conclusiva ha assegnato il Premio Agricoltura Etica a Junceum – Fattoria Didattica e Sociale, il Premio Innovazione Rurale all’Azienda Agricola Garcea Francesco, il Premio Turismo Rurale a Fattoria Biò e il Premio Comune Rurale Virtuoso al Comune di Montegiordano. Le esperienze premiate raccontano modelli diversi: agricoltura sociale e inclusione, valorizzazione del sughero calabrese attraverso la collaborazione tra impresa e ricerca, integrazione tra produzione biologica e ospitalità rurale, e impegno delle amministrazioni nella valorizzazione dei territori.

La manifestazione conferma così che il futuro agricolo non si esaurisce nella dimensione produttiva. Il presidio delle aree rurali, il contrasto allo spopolamento, la formazione delle nuove generazioni, la sicurezza del lavoro e la valorizzazione delle identità locali sono parte integrante della resilienza dei territori. Per la Calabria, ciò significa mettere a sistema il potenziale agricolo e scientifico, rafforzare il trasferimento delle conoscenze e accompagnare le imprese nell’adozione di soluzioni sostenibili, senza perdere di vista le specificità dei contesti locali.

Il messaggio che la terza edizione di Agriworld Expo affida ai territori è chiaro: la siccità non si contrasta soltanto quando l’acqua manca, ma costruendo prima le condizioni per utilizzarla meglio, conservarla e proteggerla. È in questa capacità di fare rete tra istituzioni, università, ricerca, professionisti e imprese che le Terre Assetate possono diventare il punto di partenza per nuove alleanze e per un’agricoltura più preparata alle sfide climatiche.

ASP ZACCAGNINO, IL GRANO DURO «DON VINCENZO» ISCRITTO AL REGISTRO NAZIONALE DELLE VARIETÀ

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L’ASP Zaccagnino celebra un traguardo che unisce ricerca sementiera, identità agricola e l’eredità del suo fondatore nella Capitanata.

La comunicazione trasmessa da Semia S.r.l. all’ASP attesta che l’iter sperimentale e burocratico, avviato nel 2023, si è concluso nel settembre 2026 con l’approvazione e l’iscrizione al Registro Nazionale delle varietà di frumento duro della varietà «DON VINCENZO».

Una nuova varietà di frumento duro porta il nome di «DON VINCENZO».

L’ASP Dr. Vincenzo Zaccagnino accoglie con soddisfazione la comunicazione di Semia S.r.l. relativa al completamento, nel settembre 2026, del percorso sperimentale e amministrativo avviato nel 2023 e all’approvazione e iscrizione della varietà al Registro Nazionale.

Il risultato segna un passaggio di grande valore per la cerealicoltura e per la memoria agricola della Capitanata. Non si tratta soltanto di attribuire un nome a un seme: significa collegare il futuro della produzione di grano duro a una storia di responsabilità sociale e di lungimiranza economica.

Il percorso di ricerca ha avuto anche un momento pubblico di confronto sul territorio: il 9 maggio 2025, nell’area agricola di San Nazario, l’ASP e Semia hanno organizzato una visita ai campi dimostrativi di frumento duro per presentare agli operatori le prove e le prospettive della sperimentazione. Il lavoro congiunto collega così la selezione varietale alle esigenze concrete della cerealicoltura della Capitanata.

La varietà è frutto del lavoro di genetisti e sperimentatori, orientato a tre requisiti fondamentali: produttività, qualità merceologica e qualità tecnologica. Dopo il riconoscimento, si apre la fase della moltiplicazione sementiera e della diffusione presso il mondo agricolo e le filiere di trasformazione.

Un ringraziamento particolare è rivolto a Semia S.r.l. per il lavoro scientifico, sperimentale e tecnico svolto lungo l’intero percorso. L’ASP esprime speciale riconoscenza a Fabio Fuselli, CEO di Semia, per la guida e l’impegno profuso nel progetto, e all’agronomo Nicola Maucione per il contributo professionale e l’assistenza agronomica prestati nelle attività di sperimentazione e valorizzazione della varietà «DON VINCENZO». Il risultato testimonia l’importanza della collaborazione tra istituzioni, ricerca sementiera e competenze agronomiche.

Don Vincenzo Zaccagnino seppe imprimere una direzione nuova al valore della proprietà terriera.Con  il suo lascito, il patrimonio agricolo divenne il fondamento di un’opera durevole di assistenza e promozione sociale. In una provincia nella quale la terra è da sempre parte essenziale dell’economia e dell’identità collettiva, quella scelta trasformò una ricchezza individuale in una risorsa per la comunità. Oggi l’ASP che porta il suo nome prosegue quella missione, coniugando la gestione del patrimonio agricolo con i servizi alla persona, l’educazione alimentare e la valorizzazione dei territori. Intitolare a Don Vincenzo una varietà di grano duro significa rendere tangibile questo legame tra memoria, produzione e futuro.

La dichiarazione della Presidente Patrizia Lusi: «Desidero rivolgere un ringraziamento sentito a Semia, al suo CEO Fabio Fuselli e all’agronomo Nicola Maucione. La loro competenza, la dedizione e il lavoro condiviso hanno contribuito a trasformare un progetto dal forte valore simbolico in un risultato concreto per l’agricoltura. È attraverso collaborazioni di questo livello che la memoria di Don Vincenzo può diventare nuova capacità di innovazione e sviluppo per la Capitanata», aggiunge la Presidente Patrizia Lusi.

Abbiamo voluto che questo seme portasse il nome di Don Vincenzo Zaccagnino perché il modo più autentico di onorare un’eredità è farla continuare a generare valore. Don Vincenzo comprese che la ricchezza della terra poteva diventare benessere collettivo. Oggi quel nome entra nella storia dell’innovazione sementiera italiana: un riconoscimento che ci emoziona e ci responsabilizza. In un momento difficile per il grano duro nazionale, crediamo sia necessario tornare a parlare non soltanto del prezzo del grano, ma del suo valore economico, culturale e sociale. La nostra sfida è far crescere, insieme alle spighe, le opportunità per la Capitanata e per le nuove generazioni».

Il valore di una filiera radicata nel territorio

L’iscrizione della varietà «DON VINCENZO» è un risultato significativo e, insieme, un punto di partenza. La sua diffusione potrà contribuire a rafforzare il dialogo tra ricerca, produttori, industria molitoria e trasformazione, affinché il grano duro italiano possa essere valorizzato per le sue caratteristiche e per il territorio da cui nasce.

«Ci sono eredità che si custodiscono. E altre che, per continuare a vivere, si seminano», conclude la presidente dell’ASP avv. Patrizia Lusi.

IL SAN SEVERO VINCE A TRIGGIANO E TORNA PRIMO IN CLASSIFICA

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Quinta vittoria in sei giornate per i giallogranata di Danilo Rufini, che conquistano la vetta della Promozione pugliese, Girone A.

Il San Severo Calcio 1922 espugna il campo del Triggiano imponendosi per 2-1, grazie alle reti di Consolazio e del capitano Rodolfo De Vivo, a segno su calcio di rigore.

Un successo che porta i giallogranata a 15 punti in classifica, con un bilancio di cinque vittorie, 28 gol realizzati e 8 subiti.

La squadra di Danilo Rufini conferma le proprie ambizioni e continua a entusiasmare una tifoseria che sogna il ritorno nelle categorie superiori.

APRICENA SPALANCA LE PORTE AL MEDIOEVO: SETTE GIORNI DI EVENTI E UN GRAN FINALE ALLA CORTE DI FEDERICO II

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Dal 12 al 18 ottobre cultura, spettacoli, laboratori e rievocazioni. Il sindaco Potenza: «Quest’anno un evento molto più grande e coinvolgente rispetto alle precedenti edizioni».

Cavalieri, falconieri, antichi mestieri e accampamenti. Il suono degli strumenti medievali, i colori degli sbandieratori e la meraviglia di ritrovarsi alla corte di Federico II. Dal 12 al 18 ottobre 2026 Apricena si prepara a vivere la Settimana Medievale, con un programma che unisce cultura, storia e spettacolo e culmina, domenica 18 ottobre, in una grande giornata di rievocazione.

Un appuntamento che quest’anno cresce e amplia la propria proposta, coinvolgendo i luoghi della cultura, la Villa Comunale e Piazza Federico II. Sette giorni pensati per avvicinare i bambini alla storia, incontrare autori e studiosi e offrire a famiglie e visitatori l’emozione di un viaggio nel tempo.

«Quest’anno abbiamo voluto fare le cose ancora più in grande, con un evento molto più ricco e coinvolgente rispetto alle precedenti edizioni – sottolinea il sindaco Antonio Potenza –. Un’intera settimana di cultura e appuntamenti, fino a una domenica che farà rivivere ad Apricena la magia della corte di Federico II. Vogliamo vedere le famiglie nelle piazze, i bambini meravigliarsi e tanti visitatori scoprire la bellezza della nostra città. Dietro questo programma c’è il lavoro di persone e associazioni che ringrazio, insieme all’assessore Sefora Palma. Siamo orgogliosi delle nostre radici e pronti a farle vivere a tutto il territorio. Vi aspettiamo ad Apricena!».

Il percorso comincerà con le attività dedicate alla scoperta del patrimonio cittadino. Dal 12 al 16 ottobre, le operatrici del Palazzo della Cultura cureranno visite guidate al Museo Civico e alla Torre dell’Orologio, insieme a laboratori creativi medievali per bambini dai 6 ai 12 anni. Il 12 ottobre spazio anche ai “Giochi federiciani”, il laboratorio di Alessandro De Troia che intreccia storia, gioco e divertimento.

Ricco il calendario degli incontri. Il 14 ottobre, alle 18.30, Michele La Vacca presenterà “Federico II e il Figlio del Falco”, dialogando con lo studioso Ciro Panzone. Il 15 ottobre, alle 18.00, la dottoressa Carmen Antonacci accompagnerà il pubblico alla scoperta di Trotula e delle altre figure femminili legate alla cura nel Medioevo. Il 16 ottobre, alle 18.30, sarà protagonista Mario Prignano, giornalista, caporedattore del TG1 e storico della Chiesa, che presenterà i suoi libri in dialogo con Alessandro De Troia.

Domenica 18 ottobre la storia prenderà vita con “Alla corte di Federico II”. Nella Villa Comunale sorgerà un villaggio medievale, aperto dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00: banchi degli antichi mestieri, accampamenti storici, armi e armature, macchine d’assedio, tiro con l’arco ed esibizioni di combattimento tra cavalieri.

Alle 17.00 appuntamento con lo spettacolo di falconeria; alle 18.00 il corteo storico con nobili, cavalieri, musici e sbandieratori. Ad arricchire la rievocazione sarà “Musica federiciana”, a cura dell’associazione Camerata Mvsica Antiqva: brani vocali e strumentali tratti da codici e manoscritti medievali, eseguiti con copie degli strumenti in uso al tempo di Federico II.

La festa proseguirà in Piazza Federico II, dalle 19.00, con “A tavola con Federico II”, lo spettacolo degli sbandieratori e, alle 19.30, i giullari di Davide Rossi. A seguire, gastronomia, musica e spettacoli. Nella stessa giornata saranno visitabili anche il Museo Civico e la Torre dell’Orologio.

Apricena apre le porte a cittadini e visitatori per una settimana in cui la storia si potrà scoprire, ascoltare e vivere insieme.

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO IN CAPITANATA: L’ISTITUTO D’APOLITO DI CAGNANO AL “DE ROGATIS-FIORITTO DI SAN NICANDRO?

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All’esito del tavolo di concertazione tenutosi martedì 6 ottobre 2026 presso la Provincia di Foggia, le organizzazioni sindacali esprimono forte preoccupazione e netta contrarietà per l’impostazione emersa nel confronto sul piano di dimensionamento scolastico della Capitanata.

Con la DGR 974/2026 del 14 luglio, la Giunta Regionale ha dato esecuzione alla sentenza del TAR Puglia sugli assetti scolastici provinciali. Con le nuove Linee di Indirizzo di agosto (DGR 1108/2026), la Regione ha previsto la riapertura del confronto e la possibilità di ridiscutere e perfezionare gli assetti territoriali per rispondere alle reali esigenze delle scuole e dei comuni. Riteniamo pertanto necessario evitare che gli assetti già individuati vengano considerati immodificabili.

Nel corso dell’incontro, la Provincia ha confermato di voler procedere alla fusione tra il C.D. “San Giovanni Bosco” e la Scuola Secondaria di I grado “L. Murialdo” di Foggia. Sulla base dei dati SIDI, l’istituto risultante raggiungerebbe 1.413 alunni, superando significativamente il limite di 1.200 previsto dalle Linee di Indirizzo regionali.

Di fronte alle osservazioni delle organizzazioni sindacali, la Provincia ha definito il parametro numerico un “criterio secondario” rispetto alla verticalizzazione, giustificando lo sforamento anche con un possibile decremento demografico dei prossimi anni. Riteniamo tuttavia che una prospettiva di diminuzione della popolazione scolastica, attuabile in tempi ad oggi non prevedibili, non possa da sola giustificare oggi il superamento dei parametri previsti.

Un’altra questione riguarda l’ipotesi di trasferire la scuola secondaria di II grado dell’Istituto Omnicomprensivo “D’Apolito” di Cagnano Varano all’I.I.S.S. “De Rogatis-Fioritto” di San Nicandro Garganico. È stata richiamata anche la necessità di giustificare l’investimento infrastrutturale di 11 milioni di euro previsto a San Nicandro Garganico. Riteniamo che la programmazione della rete scolastica debba essere distinta dalla programmazione degli investimenti edilizi: le scelte sull’autonomia e sull’organizzazione degli istituti devono innanzitutto rispondere alle esigenze degli studenti, delle famiglie e dei territori.

Ma è soprattutto sulla situazione del Comune di Vieste, di cui il Presidente della Provincia riveste contestualmente la carica di Sindaco, che chiediamo un chiarimento politico e istituzionale.

La Provincia ha manifestato l’intenzione di procedere allo scorporo dell’IPEOA “Mattei” e del Liceo “Fazzini-Giuliani”, mantenendo l’autonomia di quest’ultimo, che conta appena 344 alunni. Non contestiamo la specificità di Vieste, né l’esigenza di garantire alla comunità locale un’offerta formativa adeguata; chiediamo, piuttosto, di comprendere quali criteri oggettivi vengano utilizzati e se gli stessi siano applicati in maniera uniforme a tutti i territori della provincia. La Provincia ha richiamato, quale elemento di complessità, la presenza del convitto presso l’IPEOA “Mattei”. Ma se la presenza di un convitto rappresenta un elemento tale da rendere non funzionale a Vieste la coesistenza con un liceo, perché una soluzione analoga è stata invece adottata a Lucera, dove proprio quest’anno è stato attivato un Liceo scientifico a indirizzo sportivo presso il Convitto nazionale “Bonghi”?

Non si tratta di contrapporre due territori, ma la Provincia deve esplicitare quale sia il criterio generale. Se il convitto costituisce un elemento di complessità, occorre spiegare perché tale complessità non impedisca a Lucera la presenza di un percorso liceale e, invece, venga considerata a Vieste una ragione per procedere allo scorporo.

La stessa esigenza di coerenza vale per il numero degli studenti. È difficile comprendere come, da un lato, si possa sostenere il futuro decremento demografico come giustificazione per accelerare l’accorpamento di Foggia e, dall’altro, valutare lo stesso criterio in direzione opposta per mantenere l’autonomia di un liceo con i numeri minimi già citati.

La questione, pertanto, è se il piano di dimensionamento debba seguire una linea coerente per tutti i territori o procedere attraverso valutazioni diverse caso per caso.

Per questo chiediamo che il confronto prosegua sulla base di criteri oggettivi, trasparenti, verificabili e uniformi. La scuola della Capitanata ha bisogno di una programmazione che tenga insieme sostenibilità, qualità dell’offerta formativa, tutela del personale e servizi efficienti.

Non chiediamo trattamenti di favore per nessun territorio. Chiediamo che non vi siano territori ai quali vengano applicati criteri diversi.

L’ultima parola spetterà alla Regione, alla quale chiediamo di valutare le proposte provinciali con una visione complessiva della rete scolastica e nell’interesse dell’intero territorio della Capitanata.

I rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali

FLC CGIL Giuseppe Ciuffreda

DIRIGENTISCUOLA Di.S.Conf. Roberta Procaccini

SNALS Confsal Angela De Santis

ANP Michele Gramazio

CISL SCUOLA Emma Gioseffi

LESINA, CAUSA MALTEMPO RINVIATA LA “FESTA DELLA PARANZA”

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A causa delle condizioni meteorologiche avverse, la Festa della Paranza è stata rinviata.

La nuova data è 17 e 18 ottobre 2026

La festa cambia data, ma non cambia lo spirito: due giornate da vivere insieme, tra tradizione, gusto, territorio e l’inconfondibile atmosfera del Lago di Lesina.

Vi aspettiamo il 17 e 18 ottobre.

A FOGGIA LA 7^ EDIZIONE DEL PREMIO “I FIORI BLU”

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“E non scappare mai” di Annalisa Cuzzocrea, pubblicato da Rizzoli, il libro vincitore della settima edizione del Premio letterario nazionale “I Fiori Blu”, conclusasi al Teatro Umberto Giordano di Foggia con una serata condotta da Licia Colò, alla presenza dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, e della consigliera regionale Rosa Barone.

Il romanzo dedicato alla vita della giornalista Miriam Mafai si è aggiudicato il riconoscimento assegnato dalla Giuria Tecnica presieduta da Paolo Mieli, già direttore della Stampa e del Corriere della Sera, che riunisce personalità del giornalismo, della letteratura e del mondo accademico. Tra i componenti figurano Ritanna Armeni, Marco Ferrante, Sandra Petrignani, Lidia Ravera, Emanuele Trevi, Silvia Truzzi e Paola Mastrocola, insieme a studiosi e docenti universitari, tra cui Saverio Russo e Sebastiano Valerio dell’Università di Foggia.

Il Premio della Giuria dei Lettori e delle Lettrici, attribuito attraverso il voto popolare, è andato a Francesco Carofiglio per “Tutto il mio folle amore” (Garzanti), mentre la Giuria Studentesca ha premiato Tomaso Montanari per il saggio “Libera Università” (Einaudi).

Spazio anche alla creatività dei più giovani con il Premio Booktrailerinblu, assegnato a Raffaella Di Chio e Domenico Esposito dell’Accademia di Belle Arti per il video dedicato a “La gioia di ieri” di Elena Stancanelli. Premiato anche il lavoro delle studentesse del liceo Guglielmo Marconi di Foggia, dedicato a “La voce delle donne” di Valeria Palumbo. Una menzione speciale è stata attribuita a Lucia Renna, studentessa del liceo Carolina Poerio, per il contributo musicale al booktrailer del romanzo vincitore.

“Quando nel 2019, come Regione Puglia, abbiamo cominciato a sostenere ‘I Fiori Blu’, condividevamo l’ambizione di fare di Foggia una città capace di produrre cultura, organizzarla e metterla in relazione con il resto d’Italia. Oggi questo Premio ha raggiunto un rilievo nazionale, coinvolge autori e autrici importanti e, soprattutto, mette in movimento una comunità di lettori che cresce durante tutto l’anno”, ha dichiarato Raffaele Piemontese.

“Il risultato più significativo è forse quello che riguarda le scuole – ha aggiunto Piemontese –: quando una ragazza o un ragazzo legge un libro, incontra chi lo ha scritto, ne discute e magari realizza un booktrailer, impara a interpretare il mondo, a esercitare il proprio giudizio, a trovare una voce. È un investimento straordinario, soprattutto in un tempo in cui siamo sommersi dalle informazioni ma rischiamo di perdere la capacità di comprenderle”.

Nato nel 2019 su iniziativa dell’associazione culturale I Fiori Blu, con la presidenza e la direzione artistica di Alessandra Benvenuto, il Premio ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nel panorama letterario italiano, costruendo attorno ai libri un programma di incontri, occasioni di confronto e attività di coinvolgimento del pubblico, con particolare attenzione alle scuole e alle nuove generazioni.

AUTOCELEBRARSI E’ IL MODO MIGLIORE PER SPRECARE LE PROPRIE QUALITA’

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Si cerca la stima, e invece si diventa narcisisti, presuntuosi, e poco credibili. In una parola: insopportabili.

Autocelebrarsi è il modo migliore per sprecare le proprie qualità e diventare una persona sgradevole, persino insopportabile. Alla ricerca dell’autostima e di un effimero consenso, si rischia di apparire come una persona narcisista, presuntuosa, arrogante. E quindi poco credibile. La sensazione di essere stimati è molto gratificante, e i narcisisti incalliti confondono questa conquista con l’approvazione e il consenso. Sono cose molto diverse. La stima è un riconoscimento di lungo periodo, ha bisogno di tempo per maturare, perché mette in gioco più aspetti della nostra personalità. fiducia, affidabilità, serietà. E non ci sono scorciatoie per arrivare al traguardo, tantomeno il goffo tentativo di autocelebrarsi, con il quale si possono ottenere compiacimento e piaggeria, evanescenti per loro natura, ma non certo una materia solida come la stima.

Sul piano lessicale la parola stima si collega alla misurazione di aspetti quantitativi. Si stimano oggetti, case, beni mobili e immobili: e in questo modo se ne cerca il valore riconosciuto dal mercato. Anche la stima che di solito cerchiamo di ricevere, dove entrano in gioco fattori qualitativi, è innanzitutto il tentativo di vedere riconosciuto il nostro valore, ammesso che esista. E qui la stima necessita comunque di un bagno di umiltà che eviti il rischio, sempre dietro l’angolo, di sopravvalutarci. Considerarci portatori di qualità in dosi significative che in realtà non abbiamo. Se vogliamo essere stimati, dunque, teniamo i piedi per terra, evitiamo di gonfiarci e ricordiamoci che la media dell’umanità, dove in genere siamo anche noi, non è fatta di fuoriclasse.

Partendo dall’idea che stimare è comunque un giudizio di valore, più che una narcisistica esaltazione dei nostri presunti meriti, ciò che davvero conta nel significato di questa parola è la capacità di suscitare una buona opinione, di essere apprezzati per come siamo e non per come appariamo o per quanto possiamo servire agli altri. La stima esiste, e serve, soltanto se è autentica. Se ha prodotto un effetto magnetico con il quale la nostra persona è uscita dall’ombra dell’indistinto e ha guadagnato una sua luce. Naturale, non artificiale. Da quel momento la stima è un abito che indossiamo, integrato al corpo, e in grado di trasmettere anche un senso di autorevolezza che non nasce da un ruolo, o da una posizione di potere, ma dal riconoscimento di un valore che ci appartiene in quanto siamo stati capaci di conquistarlo e di affermarlo.

E per conquistare la stima genuina e non contraffatta, forse la prima cosa da fare è non fare nulla. Parlano i fatti, non il modo da self-marketing con il quale vogliamo rappresentarli. Parlano i meriti che abbiamo accumulato non soltanto attraverso la competenza, ma anche con l’empatia, la capacità di avere relazioni umane solide e durature, il tocco magico che avvolge la persona quando esce dal buio dell’indifferenza. Per conquistare la stima non bisogna sgomitare, ma semmai ascoltare. Meritano compassione le persone sempre impegnate ad autocelebrarsi, a rappresentare sé stesse come eccezionali. Fanno sforzi enormi, ma restano prigioniere della loro mediocrità. La stima ci arriva addosso quando meno ce lo aspettiamo: l’importante è conservare il rigore di uno stile, di una sobrietà, di una caratura umana che prima o poi avrà il suo riconoscimento.

La stima si conquista anche in modo automatico (potremmo considerarlo un bonus offerto dalla vita) quando riusciamo a essere davvero generosi, empatici, affidabili. Quando sappiamo ascoltare e non ci riduciamo alla cantilena del parlarsi addosso.

Chi stimiamo merita rispetto. Non adulazione, ma semmai ammirazione. E qui la stima diventa un’ottima ginnastica per dare i giusti pesi e contrappesi ai nostri rapporti umani. Non è indispensabile stimare una persona per esserne legato, anche sul piano affettivo. Ma è difficile scindere un vero amore, quello che dura, dalla stima. Quando il fuoco della passione non brucia più come nella prima fase di un rapporto, quando la vita ha raffreddato il batticuore, a dare slancio all’amore è proprio la stima. E due persone che si stimano, nella loro totale diversità e autonomia, hanno più possibilità di vedere il loro amore durare a lungo, molto a lungo. Alcune rotture così improvvise, insanabili, di coppie dove i due sembravano fatti uno per l’altro, trovano una loro spiegazione in un unico fattore: la mancanza di stima. Che poi tracima, quasi in modo naturale, nella mancanza di rispetto. Se la stima ha una sua potenza che si traduce in rispetto, ammirazione, prestigio, reputazione, è anche vero che tanti aspetti, messi tutti insieme, non sono una conquista a vita. La stima non vive di rendita e ha bisogno di essere sempre alimentata e riconosciuta. Se per conquistarla non abbiamo bisogno di sgomitare, per conservarla è necessario non dare nulla per scontato sulla sua durata. Può scomparire nell’attimo di un soffio. E non è detto che ritorni. Una chimica che riguarda tante cose essenziali conquistate, talvolta a fatica, dall’uomo. Come la libertà: quando l’abbiamo, la consideriamo gratuita ed eterna. Quando appena ne perdiamo un solo frammento, allora capiamo di quanto sia sempre a rischio. (nonsprecare

ROMA, PALAZZO GRAZIOLI: I SANNICANDRESI SAMEN MI CASA E LA VOCE DI SELEA PRESENTANO IL BRANO: L’ITALIA CHE FRANA”

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L’Italia che frana – la musica rap racconta il dissesto idrogeologico ai giovani per sensibilizzarli.

Nasce il brano – L’Italia che frana – creato da cantautori rapper pugliesi del Gargano duramente colpito dal dissesto e dagli incendi.

Presentazione in anteprima assoluta in conferenza stampa – Martedì 13 Ottobre – ore 10 – Sala principale della Stampa Estera – Palazzo Grazioli – Roma.

 Alluvioni – frane – esondazioni in Italia e non solo – il Super El Nino

Interverrà ed è confermata la presenza Nello Musumeci, Ministro della Protezione Civile   

Martedì 13 Ottobre – ore 10 – Sala Grande – Stampa Estera – Palazzo Grazioli!

In occasione della Giornata Internazionale per la riduzione dei rischi da disastri naturali, il 13 Ottobre, Conferenza Stampa alla Stampa Estera per la presentazione in anteprima assoluta del brano Rap: “L’Italia che frana” e del progetto di comunicazione innovativa rivolta ai giovani e del MANIFESTO PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI della Società Italiana di Geologia Ambientale!

Luca Semeraro (in arte Samen Mi Casa, rapper pugliese noto in Italia e all’Estero) : “Il territorio è qualcosa di sacro. Con la Società Italiana di Geologia Ambientale abbiamo approfondito le dinamiche che, nel corso del tempo, hanno segnato i territori interessati da questi fenomeni, confrontandoci sulle vicende passate e recenti e sulle criticità che continuano a interessare il nostro Paese. Ed è nata una canzone rap con la quale vogliamo arrivare ai giovani”.

Leonardo Grifa (in arte la Voce di Selea, altro rapper noto in Italia e all’Estero) : “Con la collaborazione dei geologi della SIGEA, sono nati i testi. Il lavoro è proseguito attraverso momenti di confronto e approfondimento, indispensabili per comprendere più a fondo le dinamiche del fenomeno e trovare il modo di tradurle in un linguaggio musicale capace di arrivare alle persone”.

Antonello Fiore (Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale) : “Il rap per sensibilizzare i giovani. Nel corso della conferenza stampa verrà proiettato in anteprima il videoclip del brano “L’Italia che frana”, concepito come strumento immediato per avvicinare i giovani ai temi della prevenzione, della consapevolezza e dell’autoprotezione attraverso una comunicazione rapida e capillare”.

“Da oltre cinque anni portiamo la nostra musica in giro per l’Italia e all’estero, dando vita a un percorso artistico che affonda le proprie radici nelle sonorità popolari e folk della nostra terra, reinterpretate in una chiave musicale del tutto personale. Per Samen e Selea , il territorio è qualcosa di sacro, così come profondo e autentico è l’amore che ci lega alla propria terra. Ed è forse proprio questo sentimento ad averci portato a raccogliere una nuova sfida artistica e umana: la realizzazione di L’Italia che frana, un brano nato su impulso di Antonello Fiore, presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale.

La proposta è stata sufficiente a far nascere in noi il desiderio di raccontare, attraverso la musica, le tante terre d’Italia colpite dalle frane e le comunità che convivono con le conseguenze di questi eventi.

Con la Società Italiana di Geologia Ambientale abbiamo approfondito le dinamiche che, nel corso del tempo, hanno segnato i territori interessati da questi fenomeni, confrontandoci sulle vicende passate e recenti e sulle criticità che continuano a interessare il nostro Paese.

L’Italia che frana ha così cominciato a prendere forma, alimentata dalla volontà di trasformare in musica una realtà che troppo spesso rischia di essere dimenticata o sottovalutata”. Lo ha affermato Luca Semeraro in arte Samen Mi Casa, rapper pugliese noto in Italia e all’Estero.

E i testi sono stati scritti con la collaborazione dei geologi della SIGEA. Da una parte il linguaggio rapper musicale e dall’altra il linguaggio geologico.

“Il lavoro è proseguito attraverso momenti di confronto e approfondimento, indispensabili per comprendere più a fondo le dinamiche del fenomeno e trovare il modo di tradurle in un linguaggio musicale capace di arrivare alle persone.

La fase creativa ha preso concretamente vita presso la Room 71016, studio di registrazione di San Severo, – ha affermato Leonardo Grifa, in arte la Voce di Selea, altro rapper noto in Italia e all’Estero – dove abbiamo iniziato a comporre e a dare voce, attraverso la musica e le parole, a una ferita che riguarda l’intero Paese.

Il nostro auspicio è che questo brano possa contribuire ad accrescere la consapevolezza collettiva su ciò che sta accadendo, stimolando una maggiore attenzione verso il territorio, la prevenzione del rischio idrogeologico e la tutela delle comunità esposte a questi fenomeni.

Perché dietro ogni frana non ci sono soltanto dati, emergenze e territori feriti, ma anche storie, persone e identità da proteggere.

Per Samen Mi Casa e La voce di Selea, L’Italia che frana è molto più di una canzone: è un messaggio di sensibilizzazione, un atto d’amore verso la propria terra e un invito a non voltarsi dall’altra parte.

Perché, in fondo, L’Italia che frana è anche l’Italia che non si arrende”.

Due parole su Samen Mi Casa e La voce di Selea.

Samen Mi Casa e La voce di Selea: dal Gargano, un canto per l’Italia che frana

Luca Semeraro e Leonarda Grifa, in arte Samen Mi Casa e La voce di Selea, sono due artisti originari del Gargano, più precisamente di San Nicandro Garganico.

La loro identità musicale nasce soprattutto dal profondo legame con il territorio d’origine, al quale cercano di dare voce attraverso ogni testo e ogni composizione. Un legame che non rappresenta soltanto una fonte d’ispirazione artistica, ma anche un valore da custodire e difendere.

Nel corso della loro attività hanno avuto l’opportunità di collaborare con artisti di rilievo e di aprire i concerti di nomi importanti della scena musicale italiana, tra cui Enzo Avitabile, Sud Sound System, Mama Marjas e 99 Posse. Un percorso che li ha portati a esibirsi in diverse parti d’Italia e anche all’estero, portando sempre con sé la loro amata Puglia.

L’Italia che Frana sarà presentato in anteprima assoluta, in conferenza stampa alla Stampa Estera, Martedì 13 Ottobre, alle ore 10 presso la Sala principale della Stampa Estera a Palazzo Grazioli, a Roma.

Ma durante la conferenza stampa, la Società Italiana di Geologia Ambientale presenterà, per la prima volta il “Manifesto programmatico in tre punti per la Trasparenza e la Prevenzione dei Rischi Naturali”.

All’evento interverranno il Ministro della Protezione Civile, Sen. Nello Musumeci, la cui presenza è già confermata, Massimiliano Fazzini (Geologo e climatologo),  Mario Tozzi (Geologo, ricercatore e divulgatore scientifico).

E interverranno anche – Pino Bicchielli (Presidente Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico), Eleonora Evi (Componente Commissione Ambiente Camera dei Deputati) Patty L’Abbate (Vicepresidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati).

A seguire, la sessione tecnica vedrà tra i relatori, oltre al Geologo e climatologo Massimiliano Fazzini e al geologo, ricercatore e divulgatore scientifico Mario Tozzi, anche Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde) e Erasmo D’Angelis (Giornalista e scrittore)

Interverranno inoltre gli artisti Samen Mi Casa e La voce di Selea, autori e interpreti del brano “L’Italia che frana”

“Il rap per sensibilizzare i giovani. Nel corso della conferenza stampa verrà proiettato in anteprima il videoclip del brano “L’Italia che frana”, concepito come strumento immediato per avvicinare i giovani ai temi della prevenzione, della consapevolezza e dell’autoprotezione attraverso una comunicazione rapida e capillare. Contestualmente, sarà illustrato il Manifesto programmatico della Società Italiana di Geologia Ambientale – ha dichiarato Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale – volto a riaffermare come la prevenzione strutturale e culturale rappresenti l’unico vero presidio per la salvaguardia del territorio e del tessuto economico nazionale”