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SERVIZIO 118: SALVAGUARDATA LA SECONDA POSTAZIONE DI TORREMAGGIORE

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Si è appena concluso l’incontro tra le organizzazioni sindacali FP CGIL Foggia, CGIL e CISL FP, la Direzione Generale dell’ASL Foggia, il Direttore della Centrale Operativa e l’Amministratore Unico di Sanitaservice, convocato nell’ambito della vertenza che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione.

Dal confronto è emerso che, in via temporanea, le postazioni Cerignola 2 e Torremaggiore 2 resteranno operative in modalità H12. È stato inoltre chiarito che, in entrambi i territori, le due postazioni saranno gestite sul piano organizzativo come un’unica postazione, così da assicurare un’equa turnazione del personale.

Per fronteggiare la grave carenza di ausiliari si farà ricorso al lavoro straordinario, mentre è stato compiuto un importante passo avanti verso l’accelerazione delle procedure concorsuali e la calendarizzazione delle prove, dopo la pubblicazione delle banche dati sui siti istituzionali.

Ringrazio le organizzazioni sindacali, la Direzione Generale dell’ASL Foggia, il Direttore della Centrale Operativa, l’Amministratore Unico e l’intera struttura di Sanitaservice per il confronto e la disponibilità dimostrata. Un ringraziamento va anche al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, all’assessore regionale Donato Pentassuglia, all’assessore regionale Raffaele Piemontese, ai consiglieri regionali che hanno seguito e sostenuto questa vertenza e ai colleghi sindaci che, nelle scorse settimane, hanno sottoscritto insieme a noi un documento unitario per scongiurare la soppressione della seconda ambulanza.

È un risultato importante per Torremaggiore e per l’intero territorio, frutto di un’azione condivisa, responsabile e determinata. Continueremo a seguire con attenzione ogni sviluppo, affinché venga garantita la piena tutela del diritto alla salute dei nostri cittadini.

Emilio Di Pumpo Sindaco di Torremaggiore

Antonio Quaranta Consigliere delegato alla Sanità

Elio Marinelli Consigliere delegato alla Disabilità

AMICI DELLA MUSICA. IL PRESTIGIO INTERNAZIONALE DEL QUATUOR NAKA AL TEATRO GIORDANO DI FOGGIA

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Martedì 13 ottobre, “Echi dell’Anima”, un viaggio tra Haydn, Stravinsky e Szymanowski, con la violinista foggiana Giovanna Sevi

Tre compositori, tre universi espressivi, tre modi di interrogare le possibilità del quartetto d’archi. Martedì 13 ottobre, alle ore 20.30, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, il Quatuor Naka sarà protagonista di “Echi dell’Anima”, nuovo appuntamento della 56ª Stagione Concertistica degli Amici della Musica di Foggia, sotto la direzione artistica di Agostino Ruscillo. Un concerto che si sottrae all’idea del quartetto d’archi come forma cristallizzata nella tradizione, per restituirne invece la natura di laboratorio sonoro, luogo di confronto tra architetture musicali, tensioni ritmiche e identità culturali.

La presenza del Quatuor Naka rappresenta un’occasione significativa per il pubblico foggiano: una formazione internazionale di alto profilo approda al Teatro Giordano, portando in città quattro interpreti dalla solida formazione europea e un progetto artistico che coniuga rigore interpretativo e ricerca. Sul palco anche Giovanna Sevi, violinista foggiana, oggi impegnata in un percorso professionale di respiro internazionale.

Fondato nel 2024, il Quatuor Naka riunisce Karen Nonomura e Giovanna Sevi ai violini, Camille Havel alla viola e Boris Benazdia al violoncello. I quattro musicisti hanno sviluppato la propria formazione in importanti istituzioni europee, tra cui i Conservatori Superiori di Parigi e Lione, il Mozarteum, la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il quartetto si ritrova a Parigi per le prove e approfondisce la pratica cameristica attraverso il confronto con interpreti ed ensemble di riferimento.

Il programma si sviluppa attraverso tre opere emblematiche. Del Quartetto in sol maggiore op. 77 n. 1 di Joseph Haydn, emerge l’inventiva di una scrittura nella quale l’equilibrio formale non esclude l’imprevisto: temi che passano da uno strumento all’altro, variazioni di prospettiva e scarti che rinnovano continuamente le attese dell’ascoltatore. Con i “Trois pièces pour quatuor à cordes” di Igor Stravinsky, il linguaggio cambia radicalmente: attriti ritmici e frammenti di danza si alternano a episodi grotteschi e momenti di intensa concentrazione. Chiude il Quartetto n. 2 op. 56 di Karol Szymanowski, nel quale la ricerca armonica e la ricchezza timbrica si confrontano con le suggestioni della musica popolare.

Con questo appuntamento, non una semplice successione di pagine musicali ma un itinerario d’ascolto, gli Amici della Musica di Foggia confermano la volontà di proporre al pubblico occasioni musicali che uniscano qualità esecutiva, approfondimento del repertorio e apertura alle diverse traiettorie della musica.

L’appuntamento è per martedì 13 ottobre al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Porta ore 20.00, inizio concerto ore 20.30. I biglietti sono disponibili sul circuito Vivaticket e presso il botteghino del Teatro Giordano il giorno dello spettacolo.

GEOGRAFIA GIUDIZIARIA, ON. LA SALANDRA: NESSUNA BANDIERINA MA LAVORO CONCRETO PER L’INTERA PROVINCIA

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“Sulla revisione della geografia giudiziaria ho preferito finora concentrarmi sul lavoro, lasciando le polemiche a chi sembra avere più interesse alla propaganda che alla concretezza. Oggi, di fronte ad affermazioni che non corrispondono agli atti, è necessario fare chiarezza.

Dall’inizio del mio mandato mi sono impegnato per l’intera provincia di Foggia, senza logiche di campanile. Gli emendamenti a mia prima ed esclusiva firma, depositati in Commissione Giustizia, riguardano il ripristino del Tribunale di Lucera e la riapertura delle sezioni distaccate di Cerignola e Rodi Garganico. Un impegno accompagnato dalla partecipazione alle audizioni e dal confronto diretto con i territori, per rappresentarne le esigenze e rafforzare i presidi di giustizia di prossimità. Le proposte devono però essere compatibili con il quadro normativo e sostenibili sul piano finanziario. I miei emendamenti poggiano su una quantificazione di circa 1,3 milioni di euro. Quelli presentati dal Movimento 5 Stelle, invece, sono stati dichiarati inammissibili e i cittadini possono verificarlo. A riprova della fragilità di quelle proposte, non risulta neppure presentato ricorso contro tali decisioni.

Quanto a San Severo, nutro il massimo rispetto per l’avvocato Masucci ma la normativa in esame non prevedeva l’istituzione di nuovi uffici giudiziari. Invito, piuttosto, chi oggi solleva la questione a chiedersi quali iniziative concrete abbia assunto finora e quali esigenze siano state formalmente rappresentate durante le audizioni in Commissione.

Non ho alcun interesse ad alimentare contrapposizioni tra territori. Un presidio giudiziario deve rispondere a requisiti precisi e alle reali necessità della comunità che è chiamato a servire. Continuerò a lavorare in questa direzione, come ho fatto finora, incontrando amministratori, avvocati e cittadini.

Io non gioco alle bandierine quando si parla del territorio e di presidi di legalità. Chi vuole fare propaganda è libero ma non confonda le polemiche con il lavoro parlamentare, e le proposte concrete. I cittadini hanno il diritto di giudicare sulla base degli atti, non degli slogan”.

Così in una nota l’On. Giandonato La Salandra replica ad alcune notizie di stampa mendaci e strumentali targate 5 Stelle.

DOMENICA 11 OTTOBRE SI CELEBRA LA 76^ GIORNATA NAZIONALE PER LE VITTIME DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO

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MAURO ROSSATO PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA VEGA: “LA PREVENZIONE DEVE PARTIRE DALLA FORMAZIONE; SERVONO LAVORATORI SEMPRE PIÙ INFORMATI, FORMATI E CONSAPEVOLI DEI RISCHI”.

Da gennaio a luglio 2026 si contano 595 vittime sul lavoro: 430 in occasione di lavoro e 165 in itinere. Cinque regioni in zona rossa. Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia registrano il maggior numero di vittime in occasione di lavoro. Over 65 e lavoratori stranieri sono i più esposti al rischio. Un bilancio che torna al centro dell’attenzione in occasione della giornata nazionale.

IL COMMENTO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE PER LE VITTIME DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO

“Domenica 11 ottobre si celebrerà in tutta Italia la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro). Un appuntamento che rinnova il ricordo di chi ha perso la vita sul lavoro, che deve essere anche un momento di responsabilità collettiva. Ricordare non basta: è necessario continuare a investire nella prevenzione, nella formazione e nella consapevolezza, affinché la sicurezza diventi un impegno concreto e quotidiano.”

Queste le parole, in occasione della Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che aggiunge:

“Nei primi sette mesi del 2026 sono stati registrati 595 decessi, un numero leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, quando le vittime erano 607. Una lieve diminuzione che non può essere interpretata come un miglioramento strutturale della sicurezza nel nostro Paese. Il quadro resta infatti critico, sia a livello territoriale, con cinque regioni in zona rossa, sia per alcune categorie di lavoratori particolarmente esposte al rischio. Tra queste, i lavoratori stranieri, che registrano 121 vittime in occasione di lavoro e un’incidenza della mortalità oltre tre volte superiore a quella degli italiani: 46,8 decessi ogni milione di occupati stranieri, contro 14,4 per quanto riguarda gli italiani. Gli over 65 restano la fascia d’età con l’incidenza più elevata. A questo quadro si aggiunge l’aumento del 5,3% delle denunce di infortunio, che nei primi sette mesi del 2026 hanno raggiunto quota 368.085. Numeri che richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di formazione e prevenzione per contrastare il fenomeno infortunistico. È questo l’impegno che questa giornata nazionale deve rinnovare: fare della tutela della vita e della salute dei lavoratori una priorità concreta e quotidiana”.

 MORTI SUL LAVORO IN ITALIA: I PRINCIPALI DATI DEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026

In occasione della Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega richiama l’attenzione su alcuni dei dati più significativi relativi all’andamento del fenomeno infortunistico in Italia nei primi sette mesi del 2026. L’analisi completa, con i dati e i grafici di approfondimento, è disponibile sul sito: www.vegaengineering.com/osservatorio

IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE

A fine luglio 2026, con un’incidenza media nazionale pari a 17,8 decessi ogni milione di occupati, sono cinque le regioni in zona rossa, con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale: Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia.

In zona arancione si collocano Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana; in zona gialla Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata, Lombardia e Abruzzo; in zona bianca Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

MORTI E INFORTUNI IN ITALIA A LUGLIO 2026

Nei primi sette mesi del 2026 sono 595 le vittime sul lavoro in Italia, di cui 430 in occasione di lavoro (7 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025) e 165 in itinere (5 in meno).

La Lombardia registra il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (66), seguita da Veneto (44), Campania (41), Sicilia (35), Emilia-Romagna (34), Piemonte (32), Toscana e Lazio (31), Puglia (29), Calabria (17), Liguria (15), Trentino-Alto Adige e Marche (11), Sardegna (9), Abruzzo (7), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (6), Basilicata (3) e Molise (2).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ

Nei primi sette mesi del 2026, considerando i decessi in occasione di lavoro, l’incidenza di mortalità più elevata si registra tra gli over 65 (55,4 decessi ogni milione di occupati), seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni (27,3) e tra i 15 e i 24 anni (21,9). In termini assoluti, invece, la fascia d’età più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, con 153 vittime su un totale di 430.

LAVORATORI STRANIERI

Sono 169 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro su un totale di 595, di cui 121 deceduti in occasione di lavoro e 48 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 46,8 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 14,4 degli italiani. 

DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE LUGLIO 2026

Le denunce di infortunio totali, registrate a fine luglio 2026, sono 368.085, in aumento del +5,3% rispetto a luglio 2025.

Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (41.778). Seguono: Costruzioni (22.382), Sanità (22.353), Commercio (19.801) e Trasporto e Magazzinaggio (19.635).

Le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 79.633 su 368.085 (circa 1 su 5), 66.839 in occasione di lavoro su un totale di 307.804 (ancora circa 1 su 5). 

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

•             Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale

•             Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale

•             Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale

•             Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega

SAN NICANDRO GARGANICO, APPELLO ALLA CITTADINANZA: CERCHIAMO UNA CASA IN AFFITTO PER LA FAMIGLIA SOLIMANDO

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Questa mattina, in Comune, il Sindaco ha ricevuto la signora Annamaria Bramante in Solimando.

A seguito della drammatica esplosione di mercoledì mattina in via Taranto, le famiglie coinvolte hanno perso la loro casa, acquistata dopo anni di grandi sacrifici. In un attimo, hanno perso tutto.

Come Amministrazione, abbiamo fornito alla signora Annamaria le indicazioni necessarie per valutare gli interventi di ripristino dell’immobile, mettendo a completa disposizione il nostro Ufficio Tecnico per seguire l’iter con la massima attenzione e celerità.

Nel frattempo, però, c’è un’emergenza immediata a cui far fronte. Purtroppo, al momento non vi è disponibilità di alloggi popolari comunali immediatamente utilizzabili. Per questo motivo, Annamaria ci ha chiesto di farci portavoce di una richiesta d’aiuto rivolta col cuore in mano a tutti voi, da cittadina ai suoi concittadini: c’è urgente bisogno di trovare un tetto sotto cui vivere, una casa in affitto per le famiglie colpite da questa tragedia.

Facciamo nostro questo appello e lo rivolgiamo al profondo senso civico e alla solidarietà di tutta San Nicandro Garganico: chiediamo a chiunque abbia un’abitazione libera da concedere in locazione, o sia a conoscenza di una disponibilità, di darne tempestiva comunicazione.

Come comunicare la disponibilità:

È possibile segnalare la propria adesione scrivendo un messaggio privato qui, sulla pagina ufficiale del Comune, oppure contattando direttamente il Sindaco. L’Amministrazione farà da garante e coordinerà questo aiuto fondamentale nel pieno rispetto della privacy di tutti.

Il nostro pensiero e le nostre preghiere vanno a chi sta lottando: ci auguriamo con tutto il cuore che sia il marito di Annamaria, Antonio, sia l’altro inquilino della palazzina coinvolto, Francesco, possano rimettersi presto e tornare tra noi.

Siamo certi che la nostra Città saprà rispondere a questa chiamata, come ha sempre fatto. San Nicandro Garganico non lascia indietro nessuno.

L.A.F. SAN NICANDRO GARGANICO, DIGRESSIONE SUGLI EMENDAMENTI PRESENTATI A FRONTE DEL DDL SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

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Il D.d.L. sul riordino della Geografia Giudiziaria è in via di discussione.

Per quel che concerne la nostra provincia, si giunge al traguardo dopo un articolato ed acceso dibattitto.

Ogni “punto nevralgico” del territorio ha reclamato il proprio “posto al sole”. Lucera, San Severo, Cerignola, Manfredonia ed il Gargano Nord, sono stati tutti, comprensibilmente, portatori di interessi

generali e propri.

Invero, autorevoli opinioni (Procuratore della Repubblica uscente dott. Ludovico Vaccaro, e reggente

dott. Enrico Infante), hanno evidenziato la necessità di coprire il territorio almeno con un  ulterioreTribunale, meglio se ubicato sul Gargano Nord.

Noi della L.A.F., profondi conoscitori delle dinamiche locali, abbiamo per primi evidenziato tale necessità, e sollecitato la politica tutta a fare un passo in più per rendere effettivo il servizio giustizia in un territorio al più dimenticato e reso marginale da ogni dinamica, non solo giudiziaria.

Nel far tanto, forte nel tempo si è levato il nostro richiamo ai politici locali e non, affinchè prendessero atto del grave vulnus che sconta il Gargano Nord, e pertanto ne perorassero la causa con lungimiranza

istituzionale.

Nulla di tutto questo è però avvenuto, anche se si spera in un cambio di passo finale. Sono, infatti, ormai noti termini e modalità dei timidi emendamenti avanzati.

Il ripristino del Tribunale di Lucera (invero agognato solo dai locali e dalla Regione Puglia, che si è

impegnata a finanziare la ristrutturazione del nobile ma fatiscente Palazzo di Giustizia), pare però

interessi ormai solo marginalmente gli ambienti politici. In effetti le proposte che oggi sono divenute

emendamenti, riguarderebbero principalmente le solo riaperture di alcune sedi distaccate. C’è chi ha

chiesto quelle di Cerignola e Rodi Garganico, chi quella di San Severo.

Ma ciò cui prodest tutto ciò?

Noi della L.A.F. diciamo “A NESSUNO”. Ciò per l’insipienza di tale eventuale soluzione, che nemmeno contribuirebbe ad alleviare il lavoro del Tribunale di Foggia.

La sola riattivazione di una o più sezione distaccata di Tribunale nell’era digitale, e dell’imminente riforma delle competenze dell’Ufficio del Giudice di Pace, che ne prevede l’ampliamento per materia

e valore, rendono pressoché inutile e dannosa tale scelta, che nulla in più concede ai fruitori del servizio, posto che tali uffici sono sforniti di attività investigativa e le cui prerogative restano confinate a mera verifica successiva di fatti già avvenuti da e da verificare.

Le vere emergenze di Foggia e provincia restano eluse dalle scelte politiche del caso, che non hanno

tento conto non solo delle richieste del territorio, ma anche delle indicazioni degli Ill.mi Procuratori della Repubblica, che più di chiunque altro hanno il termometro della situazione.

Al più si è innanzi ad un contentino, un pannicello caldo.

Di certo a noi sembra evidente che sia mancata, ancora una volta, quella volontà di perseguire i veri

interessi delle comunità che sono: Istituzione di Corte di Appello, anche in forma distaccata, ovvero

di un Tribunale sul Gargano Nord.

Certo che, se così è, anche l’intuizione del Presidente del C.O.A FG pare migliore. Lasciare Foggia come unico centro Giudiziario territoriale, in assenza di Tribunale di secondo grado, ed aumentare i presidi degli Uffici del Giudice di Pace, probabilmente sarebbe una soluzione più funzionale che quella proposta. Alla fine funzioni e ruoli delle due uffici quasi si equivalgono e nulla in più danno al territorio, se non un minimo di presenza istituzionale, diretta a dirime controversie e/o a dare giudizi

e sentenze, ma nulla più e solo ciò.

La coperta sarà troppo corta? Al popolo l’ardua sentenza.

Avv. Giovanni Vetritto. Presidente L.A.F. San Nicandro Garganico

3^ EDIZIONE DEL TORNEO DELLE PROFESSIONI ORGANIZZATO DAL LIONS CLUB SAN NICANDRO GARGANICO “ENZO MANDUZIO”

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Il Lions Club San Nicandro Garganico “Enzo Manduzio” ha promosso, per in terzo anno, il Torneo delle Professioni, un’iniziativa solidale che unisce sport, impegno civico e responsabilità sociale con un obiettivo concreto: acquistare un defibrillatore da donare all’istituto di istruzione superiore “De Rogatis – Fioritto” di San Nicandro Garganico, rafforzando la sicurezza degli studenti e dell’intera comunità scolastica.

 Perché il torneo? Perché lo sport è partecipazione, incontro, gioco di squadra e, quando le professioni del territorio scendono in campo, il risultato va oltre il punteggio: diventa un investimento sulla prevenzione e sulla salute. Un dono che protegge e il defibrillatore rappresenta uno strumento essenziale per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco.

Con le due edizioni precedenti del torneo sono stati donati già due defibrillatori al Comune di San Nicandro Garganico per la realizzazione di una rete cittadina e, quindi, aumentare la sicurezza quotidiana di tutti per rendere il nostro territorio un luogo più protetto e per diffondere la cultura della prevenzione e del primo soccorso.

Insomma, professionisti uniti per la comunità perché il torneo ha coinvolto 8 squadre (Partite Iva, Carabinieri, Guardia di Finanza, settore sanitario, commercialisti, avvocati, commercianti, avvocati e educatori e  comune.

A puro titolo di cronaca, la squadra vincitrice di questa 3^ edizione è stata quella delle “”Partire Iva”

VIESTE, 9 OTTOBRE 2026, UN ANNO DOPO LA VITTORIA CON IL PANETTONE AL CIOCCOLATO, MICHELE FALCONE TORNA IN FINALE

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Il maestro pasticcere della Pasticceria Falcone di Vieste, classe 1989, è tra i 10 finalisti della categoria

Panettone Tradizionale di Mastro Panettone d’Élite 2026, il concorso su invito organizzato da Goloasi e

riservato ai migliori maestri artigiani italiani.

Dal cioccolato al tradizionale

Nel 2025, alla prima edizione del concorso, Falcone aveva vinto la categoria Cioccolato con il suo Gianduione Campione, conquistando il titolo di miglior panettone artigianale al cioccolato d’Italia.

Quest’anno si misura con la prova più classica: il panettone tradizionale, dove a fare la differenza sono solo tecnica, lievito madre e qualità della materia prima.

Una sfida per pochi

Il regolamento di Mastro Panettone d’Élite è rigoroso: lievito madre vivo, materie prime di qualità e nessun conservante, nel pieno rispetto del disciplinare di legge sul panettone. In finale Michele Falcone si giocherà il podio con alcuni dei più importanti lievitisti italiani.

Le parole di Michele Falcone

«Vincere l’anno scorso con il cioccolato è stata un’emozione enorme, ma il tradizionale è la prova più difficile per un lievitista. Essere tra i dieci migliori d’Italia è già un traguardo che dedico alla mia famiglia e a Vieste. Ora ce la giochiamo fino in fondo.»

La Pasticceria Falcone apre a Vieste nel 1984. Michele è figlio d’arte: è cresciuto nel laboratorio del papà Gino, la cui leggendaria crema pasticcera è ancora oggi il simbolo della casa. Da quella tradizione di famiglia nasce il suo lavoro sui grandi lievitati, che oggi porta il nome di Vieste e del Gargano tra le eccellenze della pasticceria italiana.

SAN GIOVANNI ROTONDO, MAIMONE (RETE MONDIALE DEL TURISMO RELIGIOSO): «PADRE PIO E’ UN PATRIMONIO DEL MONDO»

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Il Coordinatore italiano della World Religous Tourism Network: «Non è soltanto una questione di presenze turistiche. È in gioco la capacità di una comunità di custodire e trasmettere una delle figure spirituali più conosciute del nostro tempo. Serve una strategia internazionale all’altezza del nome di Padre Pio»

Roma, 8 ottobre 2026 – Ci sono luoghi che non possono essere misurati soltanto attraverso il numero degli arrivi. E ci sono figure spirituali la cui forza non può essere affidata soltanto alla memoria.

San Giovanni Rotondo e Padre Pio appartengono a questa categoria.

È quanto ha dichiarato Biagio Maimone, coordinatore della World Religious Tourism Network, nel corso di un’intervista radiofonica, intervenendo sulle difficoltà che stanno interessando il turismo e l’economia di San Giovanni Rotondo e sulla necessità di una nuova strategia internazionale per rilanciare la destinazione.

«Non possiamo assistere in silenzio a un indebolimento di San Giovanni Rotondo – ha dichiarato Maimone – perché qui non è in gioco soltanto il turismo. È in gioco la capacità di custodire, valorizzare e trasmettere al mondo il patrimonio spirituale di Padre Pio. E questo patrimonio non appartiene soltanto a una città: appartiene alla storia spirituale dell’Italia e alla memoria di milioni di persone nel mondo».

La World Religious Tourism Network, rete internazionale presente in 18 Paesi, intende mettere a disposizione di San Giovanni Rotondo relazioni, competenze e capacità di comunicazione internazionale, con l’obiettivo di contribuire a una nuova stagione di promozione del territorio e dei luoghi legati a Padre Pio.

«PADRE PIO NON PUÒ ESSERE RACCONTATO COME UNA SEMPLICE DESTINAZIONE TURISTICA»

«Padre Pio – ha sottolineato Maimone – non può essere ridotto a un’immagine, a un santuario o a una destinazione da visitare in poche ore. La sua figura ha una dimensione spirituale, umana e universale. Se milioni di persone continuano a riconoscersi nella sua testimonianza, allora abbiamo il dovere di costruire una comunicazione internazionale capace di spiegare alle nuove generazioni perché Padre Pio continua a parlare al cuore delle persone».

La difficoltà attraversata oggi da San Giovanni Rotondo, secondo Maimone, deve quindi diventare l’occasione per ripensare il modello di promozione della destinazione.

«Dobbiamo smettere di pensare soltanto in termini di “arrivi” – ha affermato nel corso dell’intervista radiofonica – e iniziare a parlare di esperienza, di cammino, di incontro, di spiritualità. Il pellegrino del futuro non cerca soltanto una meta: cerca un significato».

LA FORZA DI PADRE PIO COME MOTORE DI UN NUOVO MODELLO

La proposta della World Religious Tourism Network punta a trasformare la forza di Padre Pio in un elemento propulsore per l’intero territorio.

San Giovanni Rotondo può diventare il centro di un sistema più ampio capace di collegare spiritualità, cultura, natura, cammini, enogastronomia e comunità locali, coinvolgendo il Gargano e il Mezzogiorno.

«Padre Pio può essere la porta attraverso la quale milioni di pellegrini scoprono non soltanto San Giovanni Rotondo, ma il Gargano e il Sud Italia – ha dichiarato Maimone –. È questa la grande opportunità che abbiamo davanti».

IL CONFRONTO CON ASSISI

Nel corso dell’intervista, Maimone ha richiamato anche il caso di Assisi, precisando che non deve essere interpretato come una contrapposizione tra luoghi della fede.

«Assisi dimostra quanto possa essere potente una narrazione internazionale della spiritualità. Non dobbiamo contrapporre Assisi a San Giovanni Rotondo. Dobbiamo piuttosto chiederci perché l’Italia non possa valorizzare contemporaneamente tutte le sue grandi capitali spirituali. La forza di un luogo non deve diventare la debolezza di un altro».

Secondo Maimone, il rilancio di San Giovanni Rotondo deve partire proprio dalla capacità di valorizzare ciò che rende unico il suo patrimonio spirituale.

«LA RETE MONDIALE È PRONTA A FARE LA PROPRIA PARTE»

La World Religious Tourism Network intende ora mettere a disposizione di San Giovanni Rotondo la propria rete internazionale.

«Proporrò alla città un percorso concreto di collaborazione. La nostra Rete è pronta a mettere a disposizione competenze e capacità di comunicazione. Non vogliamo limitarci a commentare una difficoltà: vogliamo contribuire ad affrontarla».

L’iniziativa, nelle intenzioni di Maimone, dovrà coinvolgere istituzioni, comunità religiosa, operatori turistici, imprese, associazioni e cittadini.

«Serve una grande alleanza. San Giovanni Rotondo deve tornare a raccontarsi al mondo con una voce forte, autorevole e contemporanea».

NON SOLO TURISMO: UNA QUESTIONE DI FUTURO

Dietro il tema delle presenze turistiche, secondo la World Religious Tourism Network, c’è una questione molto più ampia.

Quando diminuiscono i pellegrini diminuiscono anche le opportunità per alberghi, ristorazione, commercio, servizi e occupazione.

«Difendere il turismo religioso significa anche difendere il lavoro e la vita delle comunità – ha affermato Maimone –. Nei territori del Mezzogiorno, dove lo spopolamento rappresenta una delle grandi emergenze del nostro tempo, il turismo religioso può diventare uno strumento concreto di sviluppo sostenibile».

Da qui anche la necessità di investire nei cammini spirituali.

La World Religious Tourism Network è impegnata nella progettazione e promozione di nuovi itinerari, tra cui il progetto del Cammino spirituale dell’area sud della Basilicata, nella convinzione che il futuro del turismo religioso passi sempre più dalla costruzione di reti tra territori.

«SAN GIOVANNI ROTONDO DEVE TORNARE A CREDERE NELLA PROPRIA FORZA»

Il messaggio conclusivo di Maimone è netto:

«San Giovanni Rotondo non deve difendersi dalla storia. Deve avere il coraggio di riscrivere il proprio futuro partendo dalla propria identità. E quella identità ha un nome che il mondo conosce: Padre Pio».

«Non possiamo permettere – ha concluso Maimone – che una fase di difficoltà economica venga interpretata come un destino inevitabile. La storia di Padre Pio è una storia di fede, di speranza e di prossimità alle persone. San Giovanni Rotondo deve trasformare proprio questi valori nella forza della sua nuova stagione internazionale».

Il prossimo appuntamento sarà il 26 ottobre a Milano, dove la World Religious Tourism Network promuoverà il convegno nazionale “Il capitale spirituale dell’Italia”, dedicato al rapporto tra spiritualità, turismo, sviluppo sostenibile e valorizzazione dei territori.

Perché la vera sfida, oggi, non è soltanto riportare più persone a San Giovanni Rotondo.

È fare in modo che il mondo continui a riconoscere, conoscere e incontrare il messaggio di Padre Pio.

E per farlo, San Giovanni Rotondo non può restare spettatrice. Deve tornare protagonista.

SCUOLA, L’86% DEI PRESIDI VUOLE PIANTE NELLE CLASSI PER LA SALUTE DEGLI STUDENTI

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L’indagine Coldiretti-Censis e lo studio con il Cnr confermano i benefici del verde in aula per qualità dell’aria, capacità cognitive e sostenibilità.

L’86% dei presidi italiani vorrebbe l’inserimento sistematico nelle aule scolastiche delle piante, anche sulla scorta degli ultimi studi scientifici che ne dimostrano gli effetti benefici sulla salute e sulle capacità cognitive degli studenti, abbattendo l’inquinamento e contribuendo ad abbassare le temperature.

È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Censis diffusa in occasione dell’inaugurazione del IV Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti, al Parco della Musica Giacomo Puccini di Torre del Lago-Viareggio. Una due giorni di confronto tra imprenditori florovivaistici, istituzioni, mondo della ricerca ed esperti per affrontare le sfide di un comparto strategico del Made in Italy, a partire dalla necessità di trasformare il nuovo quadro normativo in maggiore competitività, redditività e opportunità di investimento per le aziende.

Tra i relatori, il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, il presidente della Consulta Florovivaistica della Coldiretti Mario Faro, la coordinatrice Nada Forbici, l’ad di Filiera Italia Luigi Scordamaglia e Beniamino Gioli – Direttore Ibe – Cnr.

Prima dell’inizio dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Salvatore Loffreda, direttore della Coldiretti Campania scomparso ieri.

Piante a scuola anche per educare alla sostenibilità

L’indagine effettuata da Coldiretti e Censis tra i dirigenti degli istituti scolastici italiani evidenzia che quasi 9 presidi su 10 sono convinti che la presenza di piante potrebbe diventare anche una opportunità educativa per far conoscere agli studenti i temi dell’agricoltura, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente.

Ma il ruolo delle piante è diventato centrale anche per migliorare la qualità dell’aria nelle scuole.

Inquinamento indoor, una criticità per la salute

L’inquinamento negli ambienti chiusi e delle scuole in particolare, con i suoi effetti sulla salute, rappresenta una criticità riconosciuta a livello europeo.

A livello mondiale l’Oms stima 3,2 milioni di morti per inquinamento indoor. Gli effetti vanno dalle malattie allergiche, infiammatorie ed infettive a quelle cardiocircolatorie o respiratorie, aumento del rischio di tumori, stress e disagio psicologico, fino alla morte per intossicazione acuta.

Lo studio Coldiretti-Cnr: piante e qualità dell’aria nelle aule

Lo studio realizzato da Coldiretti e Cnr in diverse scuole italiane è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Atmosphere, dedicata alla ricerca scientifica sull’atmosfera, e ha evidenziato il contributo delle piante al miglioramento della qualità dell’aria nelle aule e al benessere degli studenti.

Le rilevazioni, effettuate attraverso centraline installate nelle classi e confrontate con ambienti privi di piante, hanno registrato un assorbimento dell’anidride carbonica pari al 20% nelle prime ore della giornata, che sale fino al 75% con l’aumento della concentrazione di CO?.

Nel corso dello studio è stato inoltre rilevato un miglioramento del 30% delle capacità cognitive. Le piante hanno mostrato anche una capacità di assorbimento delle polveri sottili pari al 15% e di diversi inquinanti presenti negli ambienti chiusi, tra cui formaldeide, xilene e toluene.

Le analisi di laboratorio hanno permesso di individuare specie con differenti capacità di assorbimento, evidenziando l’efficacia della combinazione di più varietà.

Il prossimo passo sarà estendere la ricerca alla componente medica, approfondendo gli effetti della qualità dell’aria sulla salute dei ragazzi, sia dal punto di vista pneumologico sia psicologico. Un percorso che amplia l’impegno sulla salute, dall’alimentazione alla qualità dell’aria che respiriamo.

Le cinque scuole coinvolte nel progetto

Al progetto hanno preso parte cinque istituti scolastici italiani che sono stati premiati sul palco: l’Istituto Agrario ITAGR di Firenze, l’Istituto Professionale per i Servizi Enogastronomici e Alberghieri “Aurelio Saffi” di Firenze, la Scuola Secondaria di I grado “Leonardo da Vinci – Orazio Nucula” di Terni, la Scuola Primaria “Dante Alighieri” di Mirandola (Modena) e il Liceo Statale “Piero Gobetti” di Genova, che hanno ricevuto un riconoscimento per la partecipazione all’iniziativa.

Il verde contro il caldo e l’inquinamento

Ma la presenza di piante è determinante anche dal punto di vista climatico. Secondo il Cnr aumentare il verde urbano nelle città potrebbe permettere di abbassare le temperature fino a 3,5 gradi, con effetti benefici sulla salute delle persone e sulla vivibilità dei centri, oltre che sui consumi energetici.

Le piante sono dei grandi condizionatori naturali grazie all’ombreggiatura che creano e alla traspirazione e fotosintesi del fogliame.

Secondo un’analisi Coldiretti, una pianta adulta può assorbire tra i 100 e i 250 grammi di polveri sottili presenti nell’aria, mentre un ettaro di vegetazione riesce a sottrarre fino a 20mila chili di anidride carbonica (CO?) all’anno.

Il valore del florovivaismo italiano

Il florovivaismo italiano rappresenta uno dei comparti di punta dell’agricoltura nazionale, con un valore della produzione che nel 2025 ha superato i 3,5 miliardi di euro, con il vivaismo che vale 1,9 miliardi e la floricoltura 1,6 miliardi.

Il settore vede impegnate circa 19mila imprese su una superficie di 30mila ettari. La regione più rilevante per la produzione florovivaistica complessiva risulta essere la Toscana, con quasi un terzo dell’intero valore nazionale, davanti a Liguria e Sicilia. Seguono Lombardia, Lazio e Campania

LA DIPENDENZA IN AMORE E’ UNA FORTUNA

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Gode di una pessima reputazione, ma è falsa. La dipendenza affettiva evolve e allunga l’orizzonte dell’amore, fino a renderlo eterno.

La dipendenza in amore

Provate a fare questa domanda all’Intelligenza Artificiale (IA): <Che cosa è la dipendenza in amore>? Verranno fuori una serie di risposte funeree: un legame disfunzionale, un’ossessione totalizzante, l’annullamento di sé. Una vera patologia che si accompagna a un malessere plumbeo, con il quale ci si sente sicuri soltanto con quella persona, mentre per il resto della vita non si riesce neanche a riconoscere il proprio valore, fino all’annullamento della personalità. Questa lettura della dipendenza affettiva altro non fa che sintetizzare la pessima reputazione di cui gode questa condizione, a conferma che l’Intelligenza Artificiale ha tante qualità e utilità, ma è priva di anima, e quindi fa fatica a entrare nella sfera delle emozioni con un briciolo di credibilità.

Innanzitutto, tutti nasciamo dipendenti affettivamente. Un neonato, dal primo vagito, ha bisogno di essere nutrito, curato, protetto, consolato. E amato. Anche da grandi continuiamo ad avere bisogno degli altri (quante volte ci ripetiamo che “da solo nessuno ce la fa”?) e l’amore altro non fa che esprimere questa dipendenza. L’orizzonte, rispetto al neonato, si sposta, e se prima comprendeva, in modo esclusivo, i genitori, adesso sulla scena appaiono gli amici, il partner, il compagno o la compagna, comunque una persona umana.

E non è forse la dipendenza affettiva a rendere longevo l’amore, una volta spogliato dei suoi contenuti di passione, attrazione fisica e sessuale, colpo di fulmine? Quando una relazione, a prescindere dalla forma che le diamo (matrimonio, convivenza, fidanzamento, amicizia), dura da anni e si allunga nel tempo, allora c’è qualcosa di profondo che ci unisce all’altro, chiamato e convocato a entrare nella nostra vita, in modo strutturale e non temporaneo. Se per anni ti scambi delle coccole con una persona, se ti addormenti e ti svegli con lei, se le vivi accanto, perché questo non dovrebbe creare una fortunata dipendenza affettiva, e non una prigione esistenziale?

L’amore è sempre una scommessa, un punto interrogativo, un’incertezza. La sua curva non è mai piatta, e soltanto questa forma di autentica dipendenza, la convinzione che abbiamo bisogno sempre e comunque dell’altro, ci può salvare dal naufragio della stanchezza, dell’erosione del pathos, della quotidianità, della noia, di quel meccanismo che appartiene alla natura dell’uomo, in senso lato, e si chiama tradimento.

Come il neonato evolve in un bambino, e poi in un adolescente e in un uomo, così la persona che sa amare riesce a far evolvere la reciproca dipendenza che la lega al suo partner: nulla è immobile nell’amore, e anche la dipendenza affettiva ha bisogno di adeguarsi e rinnovarsi. Abbiamo amato la madre dalla nascita, e continuiamo a farlo fino alla sua morte, ma certo, diventati maggiorenni non staremo a chiedere a lei se possiamo o meno uscire di casa e chi dobbiamo frequentare.

L’amore universale nel buddhismo contiene quattro precetti: essere gentili, compassionevoli, la gioia partecipe o empatica, l’equanimità e inclusività, che significa guardare gli altri senza giudizio e pregiudizio. Nessuno di questi quattro comandamenti dell’amore può prescindere dalla dipendenza affettiva, che anzi li accompagna, li rinnova, li tiene insieme e li rende davvero eterni. Quando guardiamo a una coppia di persone che, in tarda età, ancora continuano ad amarsi, che cosa balza ai nostri occhi immediatamente? La dolcezza con la quale entrambi si prendono cura dell’altro, attraverso una reciproca e solida dipendenza.

La dipendenza affettiva è l’autentica fedeltà, non la distrazione di una notte o di un momento, è il senso dell’appartenenza a sé stessi, ma anche all’altro, è il riconoscimento di qualcosa di grande che si è creato insieme, non necessariamente con quella che, con inutile e falsa retorica, si definisce l’anima gemella.

Come tutte le emozioni destinate a stabilizzarsi, a essere compagne di vita, anche la dipendenza affettiva può assumere una forma patologica, e allora qui possiamo farci aiutare dai riassuntini dell’Intelligenza Artificiale per capire di che cosa si parla. Ma una patologia serve a fare statistica, mentre la vita vera è quella dell’amore che ci spinge ad abbandonarci nelle braccia di un altro, senza sentirci in alcun modo prigionieri dei suoi sentimenti. (nonsprecare)

LE RADICI DI UNA FIERA DI OTTOBRE RIPRESA DA IMPRENDITORI, PROFESSIONISTI, ARTISTI, MUSICISTI E GIOVANI DEL POSTO. FINALMENTE

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Un programma di tutto rispetto, è inutile stare lì a pensarci su. Ho preso tempo affinché maturassi ciò che questa meravigliosa squadra ha realizzato dopo anni di inquieto fallimento sul piano della progettualità, della visibilità, dello sviluppo e soprattutto dell’armonia che si è assaporata.

La 184^ Fiera d’Ottobre di San Nicandro Garganico onestamente è piaciuta davvero.

E’ stato creato un sistema di collaborazione che non si era mai visto negli ultimi anni di tentativi per tenere in piedi un qualcosa che è stato abbondantemente violentato e calpestato a danno di una memoria storica che ci ha sempre tenuti nelle prime pagine per ciò che era la nostra San Nicandro Garganico.

Poteva essere fatto ben cinque anni fa, ma sicuramente si è voluto tastare certi ambienti e tante risposte per potersi accollare responsabilità non da poco. Ma sicuramente sarà stato un caso che dopo quattro anni di fallimenti e di sprechi inutili si è giunti a dare fiducia a gente dopo aver meditato e vissuto certe scenografie sterili, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e lavorare. Finalmente oserei dire, ma lo dice anche chi è venuto a San Nicandro Garganico, lo dice chi ha vissuto questa esperienza come ospite, come espositore, come artista, come scrittore, come tutto.

Un nuovo format che ha visto un lavoro di oltre sei mesi studiando capillarmente ogni minimo tassello da poter inserire al posto giusto e al momento giusto.

Parliamo di coloro i quali hanno saputo dare luce a questo contenitore oramai spento e triste. Matteo Florio, presidente Confcommercio a San Nicandro e in Provincia oltre che revisore, Leonardo Nardella, titolare del gruppo Nardella, hanno dato vita ad una macchina organizzativa che ha saputo guardare “oltre” senza tentennamenti. Non mancava nulla: il territorio è stato rappresentato davvero. Agroalimentare, pesca, commercio, agricoltura, sostenibilità, educazione alimentare e ambientale, artigianato, aziende movimento terra, aziende per la vendita di mezzi e attrezzature agricole, cultura, musica, tradizioni, sicurezza e orientamento con le nostre forze dell’ordine.

Sì, il cuore della Fiera sono state le imprese che hanno colorato questo nuovo format a sostegno del territorio e della stessa San Nicandro Garganico. Non si vedeva tutto ciò da diversi anni. Le realtà aziendali della provincia di Foggia e anche da fuori hanno coronato confronto e relazioni per uno sviluppo saldo e reale guardando il territorio con occhi diversi e guardando soprattutto il futuro dei nostri giovani che potranno guardare il domani con occhi diversi sapendo che l’attività di un imprenditore è il giusto compromesso per chi vuole realizzare e soprattutto realizzarsi come hanno fatto Matteo Florio e Leo Nardella credendoci fino alla fine e credendo soprattutto nelle persone, nei giovani che hanno dato un valore aggiunto non di poco conto. Luigi Daniele, Michele Ritoli, Francesco Paolo Russo, Angelo D’Anello, Leo Giordano, Nazario Vocino ed Enzo Martini nonché Direttore Artistico.  Il percorso di questa Fiera è stato diverso. La gente che ha visitato San Nicandro Garganico ha respirato davvero l’innovazione, l’allegria e le note di chi ha saputo donare la sua esperienza artistica, musicale, professionale e soprattutto umana. Ognuno di loro ha dato il proprio valore aggiunto. Il professor Enzo Martini con alle spalle anni di esperienza, ha ideato un qualcosa di unico con i pianoforti posti in più punti del percorso fieristico. Molto apprezzato e di buon gusto il connubio creato.

A conclusione di questa carrellata fieristica cito il bilancio finale che rende orgoglioso il gruppo di lavoro. Qualità, serietà, onestà, trasparenza. Stanchi ma soddisfatti come ognuno di loro ha dichiarato. Il loro guadagno? La riuscita di un evento che ripagherà tutto il territorio perché lo merita davvero. Matteo Florio, Leo Nardella insieme a tutto il gruppo che ha lavorato per questo successo hanno ringraziato in primis le forze dell’ordine, la polizia locale, i volontari, gli uffici comunali, l’amministrazione comunale, l’ufficio stampa, la Confcommercio, le famiglie per la tanta pazienza, i fornitori, e tutti i cittadini che hanno partecipato a questa bellissima maratona che speriamo possa ripetersi con altre novità per accrescere una vetrina di tutto rispetto nella provincia di Foggia, in Puglia, in Italia e nel Mondo.

Concludo questo mio piccolo e umile contributo con un suggerimento che sicuramente verrà accolto dall’organizzazione. L’anno 2027 sarebbe bello riportare in Fiera anche i mercanti di bestiame e le nostre aziende agro zootecniche del circondario per far conoscere le razze che attualmente popolano i nostri boschi, i nostri pascoli e le nostre fattorie. Le mucche, le pecore, le capre, gli ovini, gli equini sono parte integrante del nostro meraviglioso territorio. Ridare lustro a questo settore vorrebbe dire tanto. Sono sicuro che ci riusciremo.

Gino Carnevale

L’ASP ZACCAGNINO NELLA CONSULTA NAZIONALE DEI DISTRETTI DEL CIBO COME OSSERVATORE ESTERNO

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L’ASP “Dr. Vincenzo Zaccagnino” partecipa, in qualità di osservatore esterno, ai lavori della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, rafforzando il proprio impegno nella valorizzazione delle filiere agroalimentari italiane, nella tutela delle produzioni agricole e nella promozione di modelli di sviluppo capaci di coniugare economia, salute, sostenibilità e identità territoriale.

Una partecipazione che rappresenta un’importante opportunità di confronto e collaborazione all’interno di una rete nazionale strategica per il futuro del sistema agroalimentare.

Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Presidente nazionale Angelo Barone, a tutti i componenti del Consiglio e all’intera struttura tecnica e organizzativa della Consulta, nella persona di Maria Grazia Pavone, per l’accoglienza, la disponibilità e lo spirito di collaborazione.

In una fase storica particolarmente complessa per l’agricoltura italiana, caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione, dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e dalle crescenti difficoltà di competitività sui mercati internazionali, i Distretti del Cibo possono assumere un ruolo sempre più determinante.

È arrivato il momento di fare sistema, superare la frammentazione del mondo agricolo e costruire una rappresentanza collettiva forte, autorevole e capace di incidere sulle politiche economiche nazionali ed europee.

I Distretti del Cibo possono diventare una vera e propria lobby positiva dell’agroalimentare italiano: uno strumento di aggregazione tra produttori, trasformatori, imprese e istituzioni, capace di tutelare gli interessi delle filiere e affrontare con maggiore forza le crisi dei mercati.

Ma soprattutto possono contribuire a costruire una nuova visione del Made in Italy agroalimentare, fondata non soltanto sull’eccellenza delle produzioni, ma anche sulla loro riconoscibilità e sulla garanzia della qualità.

Occorre rafforzare gli strumenti di tracciabilità e certificazione dell’origine delle materie prime, valorizzare le produzioni autenticamente italiane, contrastare le pratiche commerciali ingannevoli e promuovere sistemi rigorosi di controllo della sicurezza e della salubrità degli alimenti.

Il consumatore deve poter conoscere ciò che mangia, da dove proviene e attraverso quali processi produttivi arriva sulla sua tavola. E il produttore italiano deve poter ottenere un riconoscimento economico adeguato alla qualità, alla sicurezza e al valore del proprio lavoro.

In questa prospettiva, la Dieta Mediterranea rappresenta un riferimento culturale e strategico straordinario: non soltanto un modello alimentare riconosciuto per i suoi benefici sulla salute, ma un patrimonio di conoscenze, tradizioni, biodiversità, paesaggi e relazioni sociali che tiene insieme agricoltura, economia, ambiente e benessere delle comunità.

È proprio questa la visione che guida da anni l’attività dell’ASP Zaccagnino, un’istituzione che, attraverso la gestione di un importante patrimonio agricolo, la valorizzazione del grano duro italiano, degli oliveti storici e delle produzioni territoriali, ha costruito un modello nel quale l’agricoltura genera valore economico, ma anche valore sociale.

Un modello nel quale produzione agricola, filiere certificate, educazione alimentare, solidarietà e welfare alimentare diventano componenti di un’unica strategia di sviluppo.

La partecipazione alla Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo rappresenta quindi un ulteriore passo verso il consolidamento di alleanze territoriali e nazionali, nella convinzione che soltanto attraverso la cooperazione e una rappresentanza organizzata sarà possibile restituire centralità al settore primario.

Dobbiamo smettere di considerare il cibo italiano soltanto come una merce il cui prezzo viene determinato dai mercati globali. Il nostro cibo possiede un valore che incorpora lavoro, cultura, identità, salute, paesaggio e futuro. Ed è questo valore che abbiamo il dovere di difendere.

Perché tutelare l’agricoltura italiana significa tutelare molto più di un settore produttivo: significa difendere il diritto delle nostre comunità a continuare a vivere, lavorare e produrre nei propri territori.

Il futuro dell’agroalimentare italiano non si costruisce da soli. Si costruisce insieme.

Patrizia Carolina Lusi

Presidente ASP “Dr. Vincenzo Zaccagnino”

DELL’ERBA: “OGGI SI INAUGURA LA FIERA DELL’AGRICOLTURA MA SONO PIU’ DI 10 ANNI CHE L’ENTE HA UN COMMISSARIO”

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“Sono più di 10 anni che l’Ente Fiere di Foggia ha un commissario straordinario e da Bari continua ad esserci un silenzio che forse conviene a qualcuno”. Il consigliere regionale e segretario provinciale di Foggia di Forza Italia Paolo Dell’Erba interviene sulla situazione dell’Ente Fiere di Foggia e sulla Fiera dell’Agricoltura che rispecchia una situazione generale di abbandono.

“Siamo consapevoli che i quartieri fieristici in tutto il Paese stanno cambiando fisionomia e indirizzo operativo, ma a Foggia questo processo non solo è rimasto fermo ma stiamo assistendo ad un decadimento strutturale e un depauperamento delle vetrine commerciali consolidate nel tempo come appunto la Fiera Internazionale dell’Agricoltura. Apprendo che oggi pomeriggio ci sarà l’inaugurazione della settantaquattresima edizione di una fiera che vederla in queste condizioni mi rattrista, da rappresentante del mondo della politica e da imprenditore anche del settore. Il mondo agricolo vive sicuramente un momento delicato ed ogni investimento, anche di carattere settoriale come può essere una esposizione fieristica, può avere un peso specifico. Sono sicuro che ogni imprenditore farebbe un passo in avanti se fosse proposto un piano di rilancio del quartiere fieristico con un progetto di valorizzazione e impiego di strutture decadenti. In questi dieci anni abbiamo assistito a timidi tentativi non supportati dalla Regione, che si è limitata a distribuire incarichi da commissario straordinario, costringendoli a raschiare il fondo del barile per mantenere in piedi la baracca. Chiedo ai soci dell’Ente Fiere di Foggia cosa vogliono fare di quest’area un tempo simbolo del benessere del territorio?”, conclude Dell’Erba.

ASSOTURISMO CAPITANATA: IL GARGANO RALLENTA NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2026, ANCHE AGOSTO IN FLESSIONE

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Calano arrivi e presenze. Nel Gargano balneare Rodi Garganico è l’unica realtà a mantenere le presenze. Preoccupante la flessione di San Giovanni Rotondo. Ottima performance di San Nicandro Garganico

ASSOTURISMO CAPITANATA analizza i dati, desunti dal DMS Osservatorio del turismo della Regione Puglia, relativi ai flussi turistici del Gargano nei primi otto mesi del 2026 e rileva un quadro che richiede particolare attenzione da parte dell’intero sistema turistico territoriale.

Nel periodo gennaio-agosto 2026 il Gargano registra complessivamente 712.257 arrivi e 3.512.981 presenze, rispetto ai 761.517 arrivi e 3.725.709 presenze dello stesso periodo del 2025.

La variazione evidenzia una diminuzione del 6,5% degli arrivi e del 5,7% delle presenze.

Per ASSOTURISMO CAPITANATA il dato rappresenta un importante segnale da analizzare, soprattutto perché la contrazione non riguarda soltanto una singola area o una specifica tipologia di turismo, ma interessa gran parte dei principali poli della destinazione.

GARGANO BALNEARE: QUASI TUTTE LE DESTINAZIONI IN FLESSIONE

Particolarmente significativa è la situazione del Gargano balneare.

Nel complesso il comparto registra 540.394 arrivi e 3.065.503 presenze, con una diminuzione rispetto al 2025 del 3% degli arrivi e del 5,5% delle presenze.

Il dato che emerge con maggiore evidenza è che Rodi Garganico rappresenta l’unica delle principali destinazioni costiere analizzate a mantenere sostanzialmente la propria posizione sul fronte delle presenze.

Rodi Garganico passa infatti da 317.663 a 319.160 presenze, registrando un incremento dello 0,5%. Gli arrivi, invece, diminuiscono dell’1,3%, passando da 52.123 a 51.465.

Un risultato particolarmente significativo se confrontato con l’andamento delle altre principali località costiere.

Vieste, principale polo turistico del Gargano, registra 304.762 arrivi e 1.795.381 presenze. Rispetto al 2025 gli arrivi diminuiscono del 4,5%, mentre le presenze scendono del 4,9%, con una perdita di oltre 92 mila pernottamenti.

Peschici registra 71.265 arrivi e 483.503 presenze, con una diminuzione del 2,9% degli arrivi e del 2,5% delle presenze.

Mattinata, Gli arrivi crescono del 5,2%, raggiungendo quota 50.049, ma le presenze diminuiscono del 22,2%, passando da 241.233 a 187.721. Il dato evidenzia uno dei temi centrali dell’attuale scenario turistico: aumentare gli arrivi non è sufficiente se contemporaneamente diminuisce la durata dei soggiorni.

Anche Manfredonia registra una contrazione importante, con -6,9% degli arrivi e -12,8% delle presenze.

Vico del Gargano presenta una sostanziale tenuta degli arrivi, che crescono dello 0,5%, ma registra una diminuzione delle presenze del 3,8%.

Il quadro del Gargano balneare evidenzia quindi una tendenza generale alla riduzione dei pernottamenti, con Rodi Garganico unica significativa eccezione positiva sul fronte delle presenze.

GARGANO RELIGIOSO: PREOCCUPA LA FLESSIONE DI SAN GIOVANNI ROTONDO

Particolare attenzione deve essere riservata al Gargano religioso, altro pilastro dell’offerta turistica provinciale.

Il comparto registra complessivamente una riduzione del 18,2% degli arrivi e del 9,7% delle presenze.

Il dato maggiormente significativo riguarda San Giovanni Rotondo.

La destinazione passa da 160.279 a 126.520 arrivi, con una diminuzione del 21,1%.

Le presenze scendono invece da 286.514 a 248.647, con una riduzione del 13,2%, pari a quasi 38 mila pernottamenti in meno.

Per ASSOTURISMO CAPITANATA si tratta di un dato che merita una particolare riflessione, considerato il ruolo che San Giovanni Rotondo riveste all’interno dell’offerta turistica del Gargano e dell’intera provincia di Foggia.

Anche San Marco in Lamis registra una forte contrazione, mentre Monte Sant’Angelo mostra una dinamica più positiva: gli arrivi diminuiscono del 3,7%, ma le presenze aumentano del 2,5%.

La diversificazione dell’offerta e l’integrazione tra turismo religioso, culturale, naturalistico ed enogastronomico possono rappresentare una delle direttrici sulle quali lavorare per rafforzare questo segmento.

GARGANO DEI LAGHI: SAN NICANDRO GARGANICO ECCELLENTE

In uno scenario generale caratterizzato dalla diminuzione dei flussi, merita invece una particolare evidenza la performance di San Nicandro Garganico.

Il comune registra 3.438 arrivi, contro i 3.097 del 2025, con una crescita dell’11%.

Le presenze salgono da 16.688 a 18.505, registrando un incremento del 10,9%.

Si tratta di una delle migliori performance dell’intero territorio analizzato.

ASSOTURISMO CAPITANATA esprime quindi apprezzamento per il risultato conseguito da San Nicandro Garganico, che dimostra come il Gargano dei laghi possa rappresentare una componente importante della diversificazione dell’offerta turistica territoriale.

Positivo anche il risultato di Ischitella, che aumenta gli arrivi del 5,7%, mentre altre realtà del comparto registrano invece una contrazione.

Il sistema dei laghi, dei borghi, della natura e delle esperienze outdoor presenta potenzialità che possono essere ulteriormente sviluppate soprattutto nell’ottica della destagionalizzazione.

MENO ARRIVI, MA SOPRATTUTTO MENO PRESENZE: IL PROBLEMA DELLA PERMANENZA

L’analisi dei dati mette in evidenza un elemento che ASSOTURISMO CAPITANATA ritiene particolarmente importante.

La questione non riguarda soltanto il numero degli arrivi, ma soprattutto la capacità di trasformare questi arrivi in pernottamenti e permanenza sul territorio.

Il caso di Mattinata è emblematico: gli arrivi aumentano, ma le presenze diminuiscono in maniera molto significativa.

All’opposto, Rodi Garganico riesce a mantenere e leggermente incrementare le presenze nonostante una riduzione degli arrivi.

Questo dimostra quanto sia necessario affiancare alle politiche di promozione e comunicazione una strategia finalizzata ad aumentare la durata dei soggiorni e la spesa turistica sul territorio.

ASSOTURISMO: SERVE UNA STRATEGIA TURISTICA UNITARIA PER IL GARGANO

I dati dei primi otto mesi del 2026 devono essere utilizzati come base per una riflessione sull’intero modello turistico garganico.

Il territorio dispone di un patrimonio straordinario e diversificato: mare, borghi, turismo religioso, Foresta Umbra, laghi, cultura, enogastronomia, cammini, outdoor e turismo esperienziale.

Queste componenti devono però essere sempre più integrate all’interno di un’unica strategia di destinazione.

La riduzione del 6,5% degli arrivi e del 5,7% delle presenze rispetto al 2025 rappresenta un campanello d’allarme.

La risposta non può essere soltanto quella di aumentare la promozione delle singole località.

Occorre costruire un prodotto turistico Gargano maggiormente coordinato, capace di collegare le diverse aree e di proporre al visitatore motivazioni per prolungare il soggiorno.

Il turista balneare deve poter essere accompagnato alla scoperta dell’entroterra, dei borghi, dei laghi e dei percorsi naturalistici; il turista religioso deve poter trovare un’offerta culturale, ambientale, enogastronomica e balneare; il visitatore interessato alla natura deve poter costruire un’esperienza che coinvolga più comuni.

La priorità: recuperare flussi e aumentare la permanenza

Per ASSOTURISMO CAPITANATA il dato del 2026 deve rappresentare soprattutto un’opportunità per intervenire sulle criticità e valorizzare le esperienze positive.

Da una parte occorre affrontare la riduzione registrata nei principali comuni balneari e, soprattutto, la significativa contrazione del turismo religioso a San Giovanni Rotondo.

APRICENA, ALLA CORTE DI FEDERIKCO II

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Da molti anni il Corteo Storico Federiciano rappresenta uno degli appuntamenti più suggestivi e identitari della nostra città: una tradizione costruita grazie all’impegno di associazioni, volontari, figuranti e cittadini, che appartiene all’intera comunità apricenese.

Quest’anno vogliamo renderla ancora più grande. Domenica 18 ottobre Apricena vivrà una delle edizioni più belle, coinvolgenti e partecipate di sempre, trasformandosi in un grande palcoscenico di storia, cultura e appartenenza.

Una storia così bella merita di essere vissuta, raccontata e conosciuta ben oltre i confini della nostra città.

ORSARA SI ORGANIZZA PER I FUCACOSTE

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La grande ricorrenza del 1° novembre, quest’anno, arriva di domenica. Tutti i consigli per partecipare

Prima la sicurezza: camper e pullman in paese entro le ore 16; limite spostato alle ore 19 per le auto

I contatti email e telefonici per le informazioni, il link a ricettività, locali della ristorazione e servizi

Organizzazione al lavoro, a giorni il programma degli eventi che inizieranno già venerdì 30 ottobre

Manca meno di un mese al 1° novembre di Orsara, giorno della ricorrenza dei “Fucacoste e cocce priatorje” (Falò e teste del Purgatorio). Quest’anno, la giornata dei fuochi e delle zucche antropomorfe cade di domenica e, come sempre, arriveranno in migliaia per partecipare a uno degli eventi più antichi e suggestivi della Puglia.

Per aiutare i visitatori e gestire al meglio il grande afflusso previsto, il Comune di Orsara ha pubblicato un decalogo di consigli, informazioni e contatti utili.

IN PAESE ENTRO LE ORE 19. Per motivi di sicurezza, le auto potranno accedere in paese entro e non oltre le ore 19, dopodiché l’ingresso sarà permesso solo ai residenti. Pullman e camper, invece, sono attesi entro le ore 16 e dovranno prenotare il proprio parcheggio riservato entro il 28 ottobre contattando via email l’indirizzo protocollo@comune.orsaradipuglia.fg.it. Anche per chi accompagnerà persone con disabilità è preferibile l’arrivo entro le ore 16 ed è consigliabile prenotare inviando la propria comunicazione alla email protocollo@comune.orsaradipuglia.fg.it.

ACCOGLIENZA. Per chi vuole pernottare in paese e per quanti vogliano prenotare presso ristoranti e locali, sono disponibili le informazioni e i contatti elencati sul sito ufficiale https://www.visitorsaradipuglia.it/servizi-al-turista/. In alternativa, i paesi più vicini a Orsara in cui è possibile trovare b&b in cui pernottare sono Troia, Bovino, Panni, Castelluccio dei Sauri (https://www.visitmontidauni.it/it/c/n/n/n/0). Per ulteriori informazioni, nei giorni lavorativi e ad orario d’ufficio è possibile contattare i recapiti telefonici 353 3998020 e 0881 964013.

LA PREPARAZIONE. Tutti gli aspetti legati alla logistica e alla sicurezza sono essenziali in un evento, quello dei Fucacoste, che negli ultimi 20 anni ha portato complessivamente a Orsara di Puglia non meno di 300mila visitatori. Per questo motivo tutti gli aspetti relativi alla ricorrenza del 1° novembre vengono discussi e organizzati con congruo anticipo rispetto alle giornate in cui si svolgono effettivamente gli eventi.

IL 1° NOVEMBRE. “Fucacoste e cocce priatorje” non sono da confondere con Halloween. Il 1° novembre, da secoli, gli orsaresi lo dedicano a “un rito antico, volto a celebrare l’inizio del tempo ciclico e il ritorno (e ricordo, ndr) dei morti”, come ha spiegato Patrizia Resta, storica docente di Antropologia culturale dell’Università di Foggia. Il 1° novembre a Orsara di Puglia si accendono grandi falò con rami di ginestra. Le faville che ascendono al cielo segnano la strada verticale che unisce, per una notte, il mondo dei vivi a quello dei morti. Le zucche vengono intagliate, così da assumere sembianze umane e, al loro interno, viene posto un lumino: la luce servirà a indicare alle anime dei defunti la strada per ritornare, per una sola notte, nelle case in cui hanno passato la loro vita terrena. “È una festa che proviene dal passato senza tempo”, ha scritto la professoressa Resta, “Essa racconta, servendosi di simboli efficaci, del ritorno del tempo, della lotta rituale fra la vita e la morte e della vittoria finale della vita”.

PER I RITUALI LEGATI Al FUOCO RICEVE UN CONTRIBUTO REGIONALE

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L’Amministrazione comunale e l’Assessore alla Cultura Dott.ssa Sefora Palma comunicano con orgoglio che il Comune di Apricena è stato ufficialmente ammesso al finanziamento della Regione Puglia (annualità 2026) dedicato ai rituali festivi legati al fuoco.

L’Ente si è classificato all’8° posto nella graduatoria regionale, un traguardo fondamentale per la salvaguardia e la promozione delle nostre tradizioni.

L’UNIVERSITA’ DI FOGGIA VOLA A BRUXELLES PROTAGONISTA DELLA HIGHER EDUCATION TRANSFORMATION WEEK

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Il Learning Sciences institute (LSi) dell’Università di Foggia si prepara a una prestigiosa trasferta internazionale: a ottobre, il team di ricerca parteciperà alla prima edizione della Higher Education Transformation Week, un grande evento europeo dedicato all’innovazione accademica che si terrà a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, dal 12 al 16 ottobre 2026.

La delegazione dell’Ateneo sarà guidata da Giusi Antonia Toto, docente di Didattica e Pedagogia speciale e coordinatrice del LSi. Al centro dell’intervento ci sarà il progetto europeo E-MEDIC, un’iniziativa di successo coordinata dall’Università di Foggia per migliorare i corsi a distanza e creare nuovi strumenti digitali per l’apprendimento.

La Higher Education Transformation Week rappresenterà un momento di incontro fondamentale per il mondo accademico del continente: l’evento riunirà centinaia di progetti Erasmus+ per mostrare come la collaborazione tra università stia cambiando il futuro dell’istruzione superiore in Europa. L’Università di Foggia si inserisce perfettamente in questo contesto di eccellenza, portando la sua esperienza all’avanguardia nello sviluppo dei Serious Games, i videogiochi progettati specificamente per scopi educativi e formativi.

L’appuntamento con il team Unifg è fissato per giovedì 15 ottobre 2026, dalle ore 9:00 alle ore 12:30, e prenderà la forma di un workshop pratico e interattivo. I partecipanti impareranno a progettare Serious Games e a strutturare strumenti pedagogici innovativi da applicare in contesti molto diversi tra loro. Le potenzialità di queste tecnologie abbracciano infatti l’ambito medico e sanitario, il settore legale, le discipline tecniche e la formazione aziendale. L’incontro si rivolge a docenti, dottorandi e ricercatori desiderosi di scoprire metodi aggiornati per rendere la didattica sempre più stimolante e aderente alle esigenze di oggi.

La partecipazione agli eventi della settimana europea è gratuita, tuttavia è obbligatorio prenotarsi per tempo. Chi desidera iscriversi al workshop sul progetto E-MEDIC e scoprire il programma completo della manifestazione può registrarsi direttamente sul portale ufficiale dell’evento all’indirizzo highered-transformation.eu. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 18 settembre 2026.

Per informazioni sull’evento, è possibile contattare il Learning Sciences institute al seguente indirizzo: learningsciencesinstitute@unifg.it.

SAN NICANDRO GARGANICO AVVISO FORNITURA GRATUITA E SEMIGRATUITA DEI LIBRI DI TESTO A.S. 2026/2027

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In allegato l’avviso pubblico e il modulo contenenti i termini e le modalità di richiesta del contributo per l’acquisto dei libri di testo. I giustificati delle spese vanno presentati entro e non oltre il 31 ottobre 2026. Per informazioni potete chiamare l’ufficio pubblico istruzione al telefono 0882/477344

Si informano i Genitori degli studenti iscritti per l’anno scolastico 2026/2027 che hanno presentato istanza alla Regione Puglia per la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo per le famiglie con basso reddito

Che dal 1 al 31 ottobre si consegna la documentazione inerente alle spese sostenute, accompagnata da un apposito modulo e dalla copia del documento del genitore o tutore richiedente.

La documentazione indicata dovrà pervenire agli uffici competenti attraverso consegna presso il protocollo dell’Ente.

Si allega al presente avviso il modulo di consegna giustificativi di spesa.

Il Responsabile del 3° Settore

Dott. Rocco FRASCARIA