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GIOVENTU’ NAZIONALE, REPORT SUL PROGRAMMA GIOVANILE

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Continua incessantemente il lavoro di Gioventù Nazionale per la stesura di un programma interamente redatto dalla comunità militante giovanile che sarà inserito nel programma del candidato sindaco che rappresenterà le istanze giovanili e quel del partito di Fratelli d’Italia. I ragazzi del coordinamento cittadino qualche tempo fa avevano lanciato un questionario rivolto a tutti i giovani di San Nicandro Garganico per raccogliere le idee e opinioni sulle prossime elezioni amministrative e ne pubblichiamo i risultati. Sono 157 i ragazzi che hanno risposto all’appello lanciato dal coordinamento di Gioventù Nazionale, la maggioranza di questi, ovvero circa il 52% in età compresa fra i 18 e 25 anni, mentre coloro che hanno un’età compresa fra i 14-17 anni sono il 38%. Il restante 10% fa parte del gruppo dei ragazzi fra i 26 e i 35 anni. L’83% dei ragazzi che hanno contribuito al questionario di GN sono studenti mentre solo il 17% ha un impiego lavorativo. La prima domanda che viene formulata nel questionario è il livello di soddisfazione che i ragazzi percepiscono dalla propria città e in questo caso rileviamo subito un dato importante ma allo stesso tempo drammatico, poiché vede il 62% dichiarare di essere ‘’POCO SODDISFATTI’’ della loro città. Il 26% dichiara di non essere ‘’PER NIENTE SODDISFATTO’’ mentre solo il 12% dichiara di essere ‘’ABBASTANZA SODDISFATTO’’ . Nessuna rivelazione invece per quanto riguarda l’opzione ‘’MOLTO SODDISFATTI’’. Un’altra importante rivelazione è stata effettuata in merito al desiderio dei giovani di San Nicandro di costruire un futuro nella nostra comunità, stabilendo il proprio lavoro e i propri affetti e il dato che ne emerge è sconvolgente: il 38% dei 157 ragazzi che hanno risposto al questionario non ha nessuna intenzione di costruire sul nostro territorio, mentre al 33% piacerebbe se solo ci fossero le giuste opportunità. La restante parte è rappresentata da indecisi. Il quadro statistico si conclude con la scelta delle priorità da parte della comunità giovanile in merito alle macroaree costituite da Gioventù Nazionale: il 44% ritiene prioritario la macroarea ‘’SVILUPPO’’, il 21% sia per ‘’IDENTITA’ E CULTURA’’ che per ‘’WELFARE’’, mentre per la macroarea ‘’VERDE’’ il 15%.

Questo è quanto dichiarato dai ragazzi del coordinamento cittadino di Gioventù Nazionale – San Nicandro Garganico:

 ‘’Ciò che emerge dal risultato dei questionari è un malcontento generale che attanaglia i nostri coetanei. Se la prossima amministrazione non inizierà ad invertire questa tendenza, come comunità perderemo i giovani e ciò equivale a perdere il futuro della nostra San Nicandro. Come coordinamento cittadino siamo scesi in piazza ad ascoltare le proposte e le problematiche dei nostri coetanei ottenendo informazioni utili per il nostro programma. Desideriamo ringraziare tutti i ragazzi che hanno risposto al nostro appello, invitando chi desidera a prendere parte a questo progetto giovanile. Siamo consapevoli che il percorso è difficile ma ci impegneremo affinchè i giovani possano essere ‘’protagonisti, ora!’’ del cambiamento di cui San Nicandro ha bisogno.’’

 

COSTANZA DI LEO: “DECISIONE SCONSIDERATA LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE”

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Una decisione sconsiderata a mio parere, quella dei nove Consiglieri che hanno portato allo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale con conseguente commissariamento del Comune di San Nicandro Garganico;  un gesto che avrebbe avuto senso se fatto a gennaio dopo la dipartita del compianto Sindaco Ciavarella e che avrebbe dimostrato allora, una identità politica, invece è irragionevole promuovere il commissariamento dell’Ente a 2 mesi dalle prossime elezioni, salvo spiacevoli sorprese dovute al Covid che potrebbero ritardare e di molto la data delle prossime votazioni…la pandemia ci ha insegnato purtroppo che nulla è scontato!

Leggo sulla nota protocollata che le motivazioni di questa scelta sono da ricondursi a “connotati del tutto avulsi ad una buona amministrazione e che i firmatari prendono atto che la situazione politica è degenerata sotto il profilo etico-amministrativo…”.

Io personalmente da due anni sono stata presente ogni giorno a Palazzo di Città e ho vissuto tutte le dinamiche politiche quindi penso di essere legittimata a rappresentare gli accadimenti veri e non quelli che si vogliono raccontare.

La litigiosità di cui si è tanto parlato in questi mesi, era presente fin dall’inizio eppure non è stata proposta alcuna dimissione collettiva ultra dimidium un anno fa o due, come mai? Più volte ci sono state parole forti fra amministratori, si è parlato perfino di minacce e colluttazioni, eppure neanche in quel caso si decise di fermare l’Amministrazione e ora si fa riferimento all’etica…

Spero che i Consiglieri firmatari abbiano considerato che far commissariare il Comune in questo momento, si traduce in un arresto delle attività seppure per pochi mesi, ma nel periodo storico che stiamo vivendo, anche soli due mesi sono davvero preziosi per i cittadini…

Forse non è urgente il programma d’azione dei fondi Covid 2021 appena arrivati e che dovevano essere utilizzati in tempi brevi per dare sostegno alle famiglie fragili? Forse non è importante aprire il centro per l’Infanzia Babylandia a settembre?

Dubito che  in così poco tempo, senza una guida politica si possa arrivare a questi risultati, ma sarei ben felice di essere smentita per il bene dei sannicandresi!

E poi ancora i lavori di rigenerazione urbana appena iniziati che dovrebbero essere seguiti giorno per giorno, gli aiuti ai commercianti stremati dalla pandemia, il Consorzio dell’Ambito territoriale di San Marco e tanto altro…

Questa mia nota polemica verso una scelta che non ho condiviso per la tempistica  e per le ragioni addotte, non significa che io abbia sposato il modus operandi di questa maggioranza e cioè la poca condivisione di lavoro e di programmi, l’assenza in comune di molti ed i personalismi non di tutti ovviamente;  un modo di amministrare, quello di alcuni, lontano da ciò che io considero buona politica e cioè il bene collettivo, la partecipazione di tutti e mettersi al servizio dei cittadini.

Come sapete, personalmente sono stata designata e scelta dal nostro Sindaco Ciavarella (che ringrazierò sempre), al di fuori di ogni appartenenza politica e questa estraneità ai partiti mi ha garantito sempre una libertà di operare senza costrizioni.

In due anni ho visto il Sindaco affranto e amareggiato dalle continue richieste dei soliti noti, ma da ottimo mediatore e moderatore quale era, trovava il modo di trattare e appianare gli asti che venivano a crearsi;  da novembre 2020 a maggio 2021 per esempio, era stato chiesto di rimuovere la sottoscritta  per favorire l’ingresso in giunta di una persona fidata del richiedente …proposta rispedita al mittente sia dal Sindaco Ciavarella che dalla Facente Funzioni Cataluddi, sostenuta da alcuni consiglieri (con i quali ho costruito un rapporto umano che andrà oltre gli eventi politici) che si erano opposti fermamente.

Due anni in un certo senso difficili, ma comunque molto belli e intensi, in cui ho lavorato quotidianamente al servizio della gente, ho incontrato i cittadini e ho aiutato attivamente la comunità; queste sono state le ragioni che mi hanno indotta a non dimettermi e a lavorare fino all’ultimo giorno utile, nonostante non condividessi il modus operandi di alcuni.

Sono sicuramente neofita della politica, ma davvero non capisco il senso di chi decide di proporsi come rappresentante del popolo e poi di fatto non c’è mai.

Candidarsi vuole dire lavorare per il bene comune ed essere presente fisicamente a Palazzo di Città, non si possono delegare i due – tre volenterosi di turno, la gente ha bisogno di incontrare i propri eletti ed essere aiutata concretamente; non può essere sufficiente presenziare al consiglio comunale o in giunta, bisogna esserci, soprattutto poi se si percepisce una indennità.

Candidarsi non è un obbligo, ma una scelta e dovrebbe essere una scelta dettata dal buon senso e dalla onestà di poter ottemperare all’impegno preso.

Alla luce di quanto detto, invito a riflettere bene sul futuro politico della nostra Città, siamo tutti elettori e sta a noi decidere a chi dare fiducia, non perdiamo l’opportunità di votare chi ci potrà rappresentare ogni giorno, chi ci sarà per incontrarci, chi ci tenderà una mano per aiutarci e chi realmente ha voglia di lavorare per la nostra San Nicandro.

Costantina Di Leo

MALTEMPO, CAMPAGNE ALLAGATE

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Campi allagati, frane, alcune linee ferroviarie e strade provinciali interrotte: a Rignano Garganico, ma anche a San Marco in Lamis, a San Nicandro Garganico e nelle zone rurali attorno a Foggia e San Severo, le piogge e la grandine cadute abbondantemente nelle ultime 24-36 ore hanno messo a soqquadro il territorio, con danni anche alle colture la cui entità sarà da accertare col passare delle ore e nei prossimi giorni.

La Pedegarganica è bloccata da muri di detriti alti fino a tre metri. Il fiume Candelaro si è pericolosamente ingrossato, mentre ai suoi lati e nei terreni sub collinari i canali si sono trasformati in torrenti rigonfi d’acqua, fango e detriti. Ai lati della statale 16, tra San Severo e l’ex stabilimento della Safab, ettari ed ettari di uliveti, vigneti e frutteti sono completamente allagati e invasi dal fango (come si vede dalle immagini del video).

Il territorio pugliese conferma una condizione di estrema fragilità, mostrando ancora una volta di essere particolarmente esposto al rischio di alluvioni, frane, allagamenti e fenomeni di dissesto idrogeologico. Canali, cunette, corsi d’acqua, strade rurali ma anche vie di comunicazione più trafficate come statali, provinciali e comunali necessitano di un’intensa e straordinaria opera di manutenzione, con interventi che ripuliscano ciò che ostruisce il deflusso corretto delle acque piovane. Dopo mesi di siccità, le prime e intense piogge estive mettono in rilievo quale e quanto sia il lavoro da fare sul versante della prevenzione. Occorre intervenire subito, in questi giorni e nelle prossime settimane (e su tutta la Puglia) per evitare ulteriori e drammatiche conseguenze da ogni punto di vista, non ultimo quello dei danni a un’agricoltura già funestata nelle scorse settimane da gelate, siccità e fenomeni estremi dovuti agli effetti dei cambiamenti climatici

 

SAN NICANDRO: “LA IER’VA CA N’ VU’, ND’ L’ORT’ NASC’”

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Continua una nuova serie di articoli che parlano sui modi di dire e degli aforismi locali per capire e analizzare la quo ed offrire una visione chiara, lucida e trasparente della condizione umana in cui ognuno di noi può legittimamente dedurre o trarre da ciascuno di essi le considerazioni che gli sembrano più ovvie in riferimento ai tempi, alle usanze, ai problemi, ai comportamenti e agli altalenanti rivolgimenti che la società sta attualmente vivendo. Gli articoli sono tratti dal libro “Voci di Capitanata” di Donato D’Amico.

Il detto di oggi è: “La ier‘va ca n‘ vu‘ nd‘ l‘ort‘ nasc ” cioè “ L‘erba che non vuoi nell‘orto nasce”.

A volte il dato è ineluttabile. Spesso abbiamo l‘impressione che qualcun o qualcosa si accanisca contro di noi quasi a volerci impedire la realizzazione di piani o programmi faticosamente elaborati; cosi, tanto per farci un dispetto.

Piuttosto chiediamoci: è soltanto fatalità o bisogna ritenere come preordinato questo succedersi di eventi? Noi uomini non riusciamo a svelare questo mistero. Allora non ci resta che una strada: rassegnarci e farcene una ragione; convincerci che la vita ha i suoi risvolti negativi e drammatici; capire che la nostra condizione di essere umani comporta anche delusioni, amarezze, inganni, insidie, tradimenti.

Allora non è inopportuno armarci di tanta buona volontà di cui siamo capaci per non cedere alle avversità della vita, per vincere tutto ciò che insidia la nostra tranquillità. Noi riteniamo che la strada maestra sua quella di procedere, innanzitutto, alla formazione del proprio carattere mediante un insieme di atteggiamenti psichici che rispecchino, si, i sentimenti di bontà e di comprensione, momenti di solidarietà e atti di generosità, ma che siano, nel contempo, manifestazioni di risolutezza di propositi, di saldezza d‘animo, di volontà incrollabile.

La difficoltà è la cattiveria dei tempi che stiamo vivendo costituiscono una ragione di più perché ciascuno di noi sia pronto ad affrontare i disagi e le angustie che la vita, nostro malgrado, ci riserva. Non si tratta, ovviamente, di una passiva accettazione di quanto potrà accaderci, ma non dobbiamo dimenticare che l‘imponderabile può s more verificarsi e noi allora, abbiamo il dovere di affrontare la nuova situazione con determinazione e coraggio. Questo è il solo modo per estirpare le erbe cattive che infestano il nostro territorio. Vogliamo dire che la nostra conduzione di uomini liberi, cioè, di persone capaci ti realizzare e di realizzarsi liberamente, è la sola garanzia per affrontare serenamente quel tipo di erba che infastidisce, addolora e mortifica la vita dell‘uomo sulla torre. In ogni caso, cerchiamo di sradicarla dal nostro giardino, ovviamente emarginiamo e discriminiamo nel nostro ambiente tutt’e quelle persone che, al pari “della mala erba che infesta e appesta” contaminano e corrompono idealità e coscienze.

PRONTE LE NUOVE LINEE GUIDA PER IL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

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“La Giunta regionale ha approvato le nuove Linee guida per il prossimo Piano di dimensionamento scolastico e programmazione dell’offerta formativa, con importanti novità rispetto al passato: da una programmazione triennale dell’offerta formativa che consentirà un aumento della qualità e una maggiore attenzione alle esigenze del territorio ad un ruolo decisivo delle organizzazioni sindacali che saranno coinvolte in tutte le fasi del percorso. In questa straordinaria ripartenza post Covid, è importante investire in una scuola aperta al territorio, al mondo del lavoro e sicura, attraverso una governance condivisa tra enti locali, scuole e stakeholders dell’istruzione. L’anno scolastico appena concluso impone di dare alla riorganizzazione degli spazi precedenza assoluta, la qualità didattica passa anche dalla qualità degli spazi per l’apprendimento. Per questo tra gli obiettivi prioritari del Piano di dimensionamento ci saranno le scuole con un numero eccessivo di studenti, le situazioni di compresenza di diverse istituzioni scolastiche in un’unica struttura e l’utilizzo di edifici non scolastici. Massima priorità sarà data alla riorganizzazione delle istituzioni scolastiche con un numero di iscritti maggiore di 1400 e inferiore a 500 (300 per i Comuni montani). Importante anche sottolineare la proficua sinergia e il costante dialogo con le organizzazioni sindacali, che ringrazio sentitamente, le cui istanze sono state accolte, ove possibile, sia nell’elaborazione delle nuove linee di indirizzo che nella realizzazione di tutto il processo di governance”.

Con queste parole l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione, Sebastiano Leo, ha commentato l’approvazione avvenuta negli scorsi giorni delle Linee di indirizzo per il dimensionamento scolastico per l’a.s. 2022/2023 e programmazione dell’offerta formativa del triennio 2022/23 – 2023/2024 – 2024/2025. In continuità con le trasformazioni apportate al procedimento di formazione del Piano nella scorsa legislatura, con le nuove Linee guida si fa un ulteriore passo in avanti in termini di governance condivisa e partecipata.

Innanzitutto viene rafforzato il ruolo delle organizzazioni sindacali, coinvolte in tutte le fasi dell’iter: dal Piano di dimensionamento che dovranno redigere i Comuni alla decisione espressa dalla Regione, per analizzare criticità e fabbisogni del sistema scuola.  Ma non solo.

A garanzia della massima collaborazione interistituzionale a monte, a tutti i Comuni che intendono presentare una richiesta all’interno del Piano a partire da quest’anno, è stato chiesto di redigere il Documento Preliminare alla Programmazione Scolastica (Dpps) con cui descrivono il proprio sistema scolastico ed educativo e le azioni da programmare sul sistema scuola locale. Ciò consentirà di armonizzare la pianificazione in materia di organizzazione della rete scolastica ed educativa, edilizia scolastica e diritto allo studio con tutti gli strumenti di programmazione comunale, secondo una visione organica e di lungo periodo.

Altro elemento di novità riguarda l’orizzonte triennale della programmazione dell’offerta formativa. Nell’ottica di innalzare il livello qualitativo, infatti, il Piano regionale definirà l’offerta formativa su scala triennale (2022/23, 2023/24 e 2024/25). L’obiettivo è una programmazione di più ampio respiro attenta alle esigenze formative del territorio, in coerenza con l PTOF (Piani Triennali dell’Offerta Formativa) redatti dalle scuole. Con una programmazione triennale sarà possibile investire maggiori risorse in quelle che sono le reali vocazioni di ciascuna realtà, tenendo conto il contesto di riferimento, indicatore guida sia per assecondare l’identità culturale e produttiva di quella particolare area (iscrizioni, flussi di studenti, settori trainanti ecc.), che per livellare le disuguaglianze fra i territori e combattere la povertà educativa.

Ulteriore novità a garanzia di scelte condivise e trasparenti è la procedura telematica accessibile dalla piattaforma open data, unica in Italia, che rappresenta la rete scolastica e l’offerta formativa regionale per consentire a tutti gli attori e stakeholders del procedimento di effettuare analisi, verifiche, riflessioni e richieste in maniera consapevole. Le proposte e i piani dovranno essere presentati esclusivamente mediante la suddetta piattaforma: i Comuni, scuole e Province dovranno (rispettivamente entro il 5 agosto, il 30 settembre e 12 novembre) caricare le proprie istanze accedendo al link:

https://ssd.regione.puglia.it/reteScolastica/assettoIstituzioniScolastiche.

 

EDITORIALE DELLA DOMENICA. DALLA SFIDUCIA PERCHE’ NON FAR NASCERE UN CAMBIAMENTO COLLETTIVO?

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Con la sfiducia al sindaco f.f. del comune di San Nicandro si chiude una storia travagliata che si è trascinata fin quasi al termine della scadenza del mandato amministrativo. Tutti a casa per prepararsi alla prossima competizione elettorale di fine settembre.

Chi ha perso e chi ha vinto? Sicuramente ha perso tanto la città di San Nicandro che, ancora una volta, deve interrogarsi sul suo futuro per lasciarsi dietro le spalle le macerie di una politica divisiva, di una politica “contro” nella quale si privilegia la lite e l’arroganza e non la ricerca di un dialogo collettivo per le soluzioni migliori della nostra città.

Siamo reduci di una vittoria importante in Europa, siamo Campioni d’Europa di quel bellissimo gioco di squadra che è il calcio. Appunto, un bellissimo gioco di squadra che ha reso possibile il sogno di una vittoria che oggi è leggenda.

Cosa manca nella politica di San Nicandro? Sicuramente un amalgama collettiva che abbia il senso del risultato e che abbia fiducia nel cambiamento. A San Nicandro sembra che nessuno voglia mettersi in discussione quando, invece, occorre farlo perché gli eletti del popolo devono essere privilegiati di poterlo rappresentare e riconoscenti della scelta fatta che vuol dire fiducia nella persona eletta. Se questa fiducia viene meno, si impoverisce anche il rapporto tra eletti ed elettori e ricostruire questo rapporto non è affatto semplice. Inutile parlare di destino avverso in quanto il destino lo fanno gli uomini e le donne e nemmeno la fortuna entra in gioco perché servono le idee vincenti, il crederci nelle scelte che si fanno. Solo così gli indicatori di fiducia potranno cominciare a risalire e così aumenterà anche l’autostima che rappresenta un fattore indispensabile nel dialogo politico – amministrativo che rende così possibile una ripresa generale di consenso alla istituzione.

Occorre una leadership riconosciuta sia individuale che collettiva, ossia un senso del dovere per assolvere appieno alla funzione di sindaco, di assessore o di consigliere e un senso di costruire una squadra che, come è successo con l‘Italia nel campionato europeo, sappia la definizione dei propri ruoli tutti finalizzati al raggiungimento del risultato desiderato.

Se non si riesce a condividere questo modo di amministrare la cosa pubblica allora San Nicandro andrà ancora oltre la deriva nella quale si trova adesso. Le beghe personali, i vecchi rancori, le nuove vendette devono essere accantonate. San Nicandro deve cominciare a respirare un‘aria di cambiamento e tutte le forze politiche in campo devono dare il loro continuo contributo per una nuova storia ancora tutta da scrivere nella quale i protagonisti devono essere i cittadini che chiedono un po’ di futuro che, ad oggi, sembra ancora tanto lontano.

Il Direttore

SAN NICANDRO, GLI EVENTI DI OGGI DELL’ESTATE SANNICANDRESE 2021

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Ecco gli eventi organizzati dall’Estate Sannicandrese per oggi 18 luglio 2021:

  • PALAZZO FIORITTO-PIAZZA ANTISTANTE- TERRAZZA BELVEDERE: ore 17.30

AMICI DELLE ARTI: Manifestazione per ragazzi “OSSERVIAMO LE STELLE” con l’Associazione IL CIELO ITINERANTE

  • Dal 17 LUGLIO AL 31 AGOSTO: ATRIO SCUOLA PIAZZA IV NOVEMBRE

PARROCCHIA M.SS. DEL CARMINE- ORATORIO SANTA TERESA D’AVILA “A.I.C.S. 3° Torneo Volley ANSPI San Nicandro Garganico- Santa Teresa D’Avila”

 

LE CARTOLINE DI SAN NICANDRO

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Continua la pubblicazione delle “100 cartoline di San Nicandro” del prof. Pasquale Colella che lo studioso Emanuele Petrucci ha messo gentilmente a disposizione di Civico 93. La 77^ cartolina porta la seguente didascalia: “Via Palestro. Zona centro”.

 

IL “DOTTOR GOOGLE” HA COMPLICATO I RAPPORTI TRA MEDICI E PAZIENTI

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Con la pandemia e il distanziamento, il numero di pazienti che ha consultato internet per una diagnosi è aumentato moltissimo. Lo sfogo di un medico di famiglia: «I pazienti arrivano in studio già con una diagnosi fatta da sé, chiedendo farmaci e ricette. Non possiamo battere internet in velocità, ma per conoscenza del paziente sì»

La pandemia ce lo ha fatto intendere molto bene: la medicina avrà sempre più bisogno della tecnologia per raggiungere i propri pazienti. I lockdown e il distanziamento in generale hanno spinto tanti medici (e tanti pazienti) a guardare a questo nuovo approccio con fiducia, scoprendo persino che alle volte risulta più efficace dei metodi tradizionali. Insieme però a tutte le novità positive, la tecnologia da qualche anno ha dato ai medici di famiglia un nuovo nemico: il dottor Google.

Chi è dottor Google? Disponibile 24 ore su 24, questo onnisciente e velocissimo supereroe è il primo riferimento a cui oltre la metà dei pazienti si rivolge. Ancora prima di chiamare il proprio medico, comodamente seduti sul proprio divano, si è sempre pronti a trascrivere con precisione i propri sintomi sulla barra di ricerca e a leggere il risultato con uno scarto di qualche secondo. «Prima era tutto un “dottore mi fa male qui, che sarà?”, invece adesso ci si confronta con una diagnosi già certa, almeno secondo loro». Lo dice con un misto tra rammarico e ironia un medico di famiglia abruzzese che fa questo lavoro da 30 anni.

«Vengono in studio, aspettano il loro turno e poi dicono: “Ho visto su internet che ho questa malattia, mi dovrebbe prescrivere questo farmaco” – prosegue -. Spesso non accettano neppure repliche, si fidano ciecamente di quello che hanno letto e di fronte ai miei dubbi qualcuno assume atteggiamenti scostanti». I “pazienti di Google” non vogliono essere smentiti, quella pagina li ha convinti anche se spesso non è così affidabile come può sembrare.

False diagnosi pericolose. La falsa convinzione che se una notizia è online debba essere vera, specie quando si tratta di salute, è quanto di più dannoso possa venire da internet. Non solo svaluta la preparazione del medico di famiglia, sostituito da siti non sempre affidabili, ma convince il paziente di avere patologie spesso più gravi rispetto alla realtà. «Complice sicuramente la pandemia, senti pazienti sempre più stressati e in ansia, sicuri di avere malattie molto gravi e molto rare, convinti di quello che hanno letto online», conferma il medico.

«Ricordo una paziente terrorizzata dalla certezza di avere un tumore alla gola – racconta – che mi chiamò piangendo perché riconosceva tutti i sintomi su Google. Le chiesi di stare calma e venire per una visita, alla fine era mononucleosi, ma in studio arrivò con un attacco di panico in corso». Dopo lo scampato pericolo la signora ha promesso al dottore di non googlare più i suoi sintomi, ma è «una goccia nel mare» ribadisce lui stesso.

Terapie da internet, la soluzione sbagliata in pandemia. Alcuni pazienti poi, durante il periodo più intenso di Covid-19, per paura di recarsi in studio hanno saltato totalmente la visita e cominciato addirittura una terapia guidati solo da internet. «Per fortuna prima di prendere un farmaco almeno una telefonata la fanno quasi tutti – commenta il mmg – ma mi è capitato questo ragazzo molto giovane che aveva smesso una terapia da me prescritta perché “secondo Google dava segni di miglioramento”. In questi casi è difficile non arrabbiarsi».

Oltre ad auto-diagnosticarsi qualcosa di troppo grave, con internet si rischia anche il contrario. Sottovalutare sintomi apparentemente di poca importanza e sentirsi rassicurati da un sito che consiglia integratori. «Questo è stato in realtà il mio più grande timore durante il lockdown invernale – concorda il medico -. Tenere sotto controllo tutti i miei pazienti era molto difficile e ho chiesto più volte di chiamarmi a qualsiasi ora per un dubbio o per sintomi inspiegabili. Poi quando ancora non si conoscevano bene le manifestazioni di Covid-19 ho chiesto di chiamarmi sempre, ma sa quante telefonate ho ricevuto che sono cominciate con: “Dottore ho il Covid”? Diagnosticato da internet, chiaramente».

Il medico abruzzese non si fa illusioni, sa bene che internet continuerà a far parte della vita di tutti noi, compresi i suoi pazienti. Quello che chiede però è di non dimenticare che c’è una figura, familiare appunto, a cui rivolgersi se si sente di non stare bene. «Rivolgetevi al vostro medico curante invece di convincervi di avere una malattia tropicale – insiste -. Non sottovalutate gli anni di studio e formazione che impieghiamo per curarvi».

Ai colleghi medici che sperimentano la stessa situazione con i propri pazienti consiglia di essere sempre più presente, con tutti i mezzi disponibili. «Noi medici di famiglia – conclude – siamo la prima linea del paziente. Battere internet in velocità è impossibile, dobbiamo puntare sulla precisione con cui conosciamo il paziente. Ci sono tanti nuovi mezzi tecnologici di cui approfittare, le chat in cui scambiarsi foto. Dobbiamo anche noi scollarci dalla retorica dello studio e spostarci dove serviamo di più, anche online». (sanitàinformazione)

SAN NICANDRO, NOMINATO IL COMMISSARIO PREFETTIZIO PER LA PROVVISORIA AMMINISTRAZIONE

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Vista la comunicazione del Segretario Generale del comune di San Nicandro Garganico nella quale si comunicava che nove consiglieri comunali su sedici assegnati all’ente hanno rassegnato le dimissioni dalla loro carica, il Prefetto della Provincia di Foggia, con proprio decreto, ha nominato la dott.ssa Martina Iurescia Commissario Prefettizio per la provvisoria amministrazione del comune di San Nicandro Garganico. Al commissario sono attribuiti i poteri del consiglio comunale, del sindaco e della giunta comunale.

SAN NICANDRO, TORNA IL RITO TRADIZIONALE DELLA “SALSA”

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Con l’estate torna il rito tradizionale della “salsa”, un rito che interessa moltissime famiglie. Luglio e agosto sono i mesi della “conserva”, cioè la passata di pomodoro fatta in casa come alternativa a barattoli da comprare nei market ma migliori da punto di vista della genuinità e del sapore. Ma, oltre alla qualità, la “salsa” ha sicuramente un vantaggio economico che, soprattutto in questi periodi, non sono da sottovalutare.

Ma il rito è importante per l’intera famiglia perché durante la preparazione tutti concorrono a prestare il proprio contributo con il coinvolgimento anche dei bambini che poi saranno questi ultimi a continuare la tradizione. Insomma un giorno di maggiore aggregazione per tutti.

Si comincia a rispolverare tutti gli strumenti che servono e cioè pentoloni, fornello con la bombola a gas, macchina per la salsa, imbuto, mestolo, bottiglie, tappi, basilico, sale e bollitura. Dopo tutta questa catena di montaggio e così facendo la passata si conserva e si può usare per un intero anno.

Questo, in sintesi, il rito della “salsa” e non c’è estate senza questa tradizione che il tempo che passa non scalfisce. Non è lavoro questo, ma occasione di vita comune che si accompagna al profumo di un sugo che nemmeno i barattoli più costosi del supermarket riescono a superare. Niente può la tecnologia quando un prodotto viene fatto a mano da chi poi lo utilizza in quanto con la “salsa” si coniuga la vera genuinità della materia prima utilizzata, cioè dei pomodori, con il fascino di un rito che da tante generazioni rimane uno dei simboli della nostra civiltà contadina, lo scorcio di un’epoca che comunque ci ha lasciati e che, fortunatamente, molte famiglie continuano.

 

GPM

SAN NICANDRO, GLI EVENTI DI OGGI DELL’ESTATE SANNICANDRESE 2021

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Ecco gli eventi organizzati dall’Estate Sannicandrese per oggi 17 luglio 2021:

  • PALAZZO FIORITTO ore 21.00

AMICI DELLE ARTI: Presentazione della raccolta di poesie “Il sarto dei piccoli strappi” curata dalla Dr.ssa Concetta Melchionda con la presenza dell’Autore Alessandro Cannavale.

  • Dal 17 LUGLIO AL 31 AGOSTO: ATRIO SCUOLA PIAZZA IV NOVEMBRE

PARROCCHIA M.SS. DEL CARMINE- ORATORIO SANTA TERESA D’AVILA “A.I.C.S. 3° Torneo Volley ANSPI San Nicandro Garganico- Santa Teresa D’Avila”

FAUNA SELVATICA, STRATEGIA PER L’EMERGENZA DELLA PROLIFERAZIONE DEI CINGHIALI

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A proposito di emergenza cinghiali e, più in generale, della fauna selvatica il Presidente della quinta commissione Ambiente del Consiglio regionale pugliese, Paolo Campo ha comunicato che la Puglia avrà presto il Piano faunistico-ambientale contenente la strategia operativa per gestire in modo sostenibile la relazione tra le attività economiche e sociali e lo sviluppo della fauna selvatica.

L’obiettivo è risolvere l’emergenza che deriva della proliferazione dei cinghiali sulle colture agricole e le aree ambientali di pregio; in uno con la prevenzione dei sempre più numerosi incidenti stradali, che sul Gargano hanno già provocato una vittima.

Non c’è e non ci sarà un accanimento nei confronti degli ungolati, piuttosto la definizione di un piano di gestione e di densità sostenibile per attuare misure di prevenzione, controllo e, nel caso, abbattimento.
Quest’ultima misura è l’extrema ratio, già utilizzata in regioni come Toscana e Umbria, da adottare in forma controllata e coordinata con le Asl, prevedendo anche l’autorizzazione della filiera corta della carne con la macellazione delocalizzata.

È fuori di dubbio che in alcune aree della Puglia, a partire dal Gargano, si stia vivendo una vera e propria emergenza che ha un impatto finanziario sempre più grave tanto sulle imprese che sul bilancio della Regione e dello Stato.

Oggi le Commissioni Ambiente e Sviluppo economico del Consiglio regionale hanno approvato all’unanimità il parere consultivo al Piano faunistico-venatorio 2018-2023, che sarà deliberato dalla Giunta, avviando a soluzione questo complesso tema.

Il consigliere regionale del M5S Marco Galante così precisa: “In Aula non solo è stato affrontato il tema dei ristori dei danni provocati dai cinghiali, ma di fatto la mozione che si sarebbe voluta portare in Consiglio è ampiamente superata dal lavoro fatto dall’assessore Pentassuglia. L’8 luglio l’università di Bari ha consegnato all’assessorato all’agricoltura il piano di monitoraggio dei cinghiali, da cui si parte per attivare le altre procedure. Il piano faunistico regionale passerà dalle commissioni consiliari competenti e al Comitato Faunistico Regionale.

 

OBBLIGO O RACCOMANDAZIONE: DUE STRADE PER LA VACCINAZIONE

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La pandemia ha imposto ai paesi l’uso della vaccinazione quale strumento primario di prevenzione. Ma come persuadere i cittadini a vaccinarsi? Alcuni hanno scelto l’obbligo, altri il libero convincimento e altri ancora, come l’Italia, un sistema misto.

La raccomandazione dell’Oms. Per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la vaccinazione contro il Covid-19 non dovrebbe essere resa obbligatoria, se non in circostanze professionali specifiche.

Il nostro paese sembra aver condiviso la scelta, introducendo l’obbligo vaccinale solo per le professioni e gli operatori del settore sanitario (articolo 4 decreto legge convertito nella legge n. 76/2021) e “raccomandando” la vaccinazione a tutto il resto della popolazione (over 12) fino a quando non si otterrà la cosiddetta “immunità di gregge”.

La scelta del legislatore. Se nulla si obietta sull’uso complementare dello strumento della “raccomandazione”, fa discutere non poco quello dell’obbligo vaccinale per gli operatori della sanità, al punto di indurre alcune centinaia di appartenenti alla categoria a presentare mirati ricorsi al giudice (sia ordinario che amministrativo) al fine di ottenere lo scrutinio di compatibilità della prescrizione normativa con gli articoli 32 e 33 della Costituzione e con l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Il contemperamento dei molteplici valori costituzionali coinvolti nella problematica delle vaccinazioni lascia spazio alla discrezionalità del legislatore nella scelta delle modalità attraverso le quali assicurare una prevenzione efficace dalle malattie infettive: può selezionare talora la tecnica della “raccomandazione”, talora quella del “l’obbligo”, nonché, nel secondo caso, calibrare variamente le misure, anche sanzionatorie, volte a garantire l’effettività di siffatto obbligo.

La giurisprudenza costituzionale. La discrezionalità deve essere esercitata alla luce delle diverse condizioni sanitarie ed epidemiologiche, accertate dalle autorità preposte (Corte cost., sent. n. 268/2017), e delle acquisizioni, sempre in evoluzione, della ricerca medica, che debbono guidare il legislatore nell’esercizio delle sue scelte in materia (Corte cost., sent. n. 282/2002). Il giudice delle leggi ha quindi chiarito che il diritto della persona di essere curata efficacemente, secondo i canoni della scienza e dell’arte medica, e di essere rispettata nella propria integrità fisica e psichica (sentenze n. 169/2017, n. 338/2003 e n. 282/2002) deve essere garantito in condizione di eguaglianza in tutto il paese, attraverso una legislazione generale dello stato basata sugli indirizzi condivisi dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.

Il compito di qualificare come obbligatorio un determinato trattamento sanitario, sulla base dei dati e delle conoscenze medico-scientifiche disponibili e quindi di stabilire il “confine tra le terapie ammesse e terapie non ammesse, sulla base delle acquisizioni scientifiche e sperimentali, è determinazione che investe direttamente e necessariamente i principi fondamentali della materia” e, come tale, appartiene alla sola competenza dello stato (Corte cost., sent. n. 5/2018).

Per i vaccini, come per gli altri medicinali, l’evoluzione della ricerca scientifica ha consentito di raggiungere un livello di sicurezza sempre più elevato, fatti salvi quei singoli casi, peraltro molto rari alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, nei quali, anche in ragione delle condizioni di ciascun individuo, la somministrazione può determinare conseguenze negative. Per tale ragione, l’ordinamento reputa però essenziale garantire un indennizzo per tali singoli casi, senza che rilevi a quale titolo – obbligo o raccomandazione – la vaccinazione è stata somministrata come già affermato dalla stessa Corte costituzionale nella sent. n. 268/2017, in relazione a quella anti-influenzale.

La Costituzione, dunque, non riconosce un’incondizionata e assoluta libertà di non curarsi o di non essere sottoposti a trattamenti sanitari obbligatori (anche in relazione a terapie preventive quali sono i vaccini), per la semplice ragione che, soprattutto nelle patologie ad alta diffusività, una cura sbagliata o la decisione individuale di non curarsi può danneggiare la salute di molti altri esseri umani e, in particolare, la salute dei più deboli (anziani e bambini).

La giurisprudenza comunitaria

Il secondo paragrafo dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo così recita: “Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto (al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza) a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui”.

Nella costante giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, la vaccinazione obbligatoria, costituisce indiscutibilmente un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata, tutelata dall’articolo 8 della Convenzione (Solomakhin c. Ucraina, n. 24429/03, § 33, 15 marzo 2012). Le modalità dell’ingerenza sono rimesse alla discrezionalità del legislatore nazionale che si trova nella posizione migliore per valutare l’equilibrio tra obiettivi da conseguire, risorse a disposizione ed esigenze sociali. (Hristozov e altri c. Bulgaria (nn. 47039/11 e 358/12, § 119, Cedu 2012). Il sindacato giurisdizionale della Corte, per verificare se la legislazione nazionale che obbliga alla vaccinazione risponda al principio di “necessità in una società democratica”, è condotto seguendo un rigoroso esame. Per la Corte europea dei diritti dell’uomo (sent. n. 116/2021), un’ingerenza si considera “necessaria in una società democratica” per il raggiungimento di uno scopo legittimo, quando risponde a un “urgente bisogno sociale”, qualora le ragioni addotte dalle autorità nazionali per giustificarla siano “pertinenti e sufficienti” e nel caso in cui le misure siano proporzionate allo scopo legittimo perseguito.

Sia la giurisprudenza costituzionale che quella comunitaria sono animate dal principio di precauzione, la cui base scientifica rappresenta un presidio di garanzia della ragionevolezza delle scelte pubbliche e rafforza conseguentemente il rispetto delle regole positive (su di esso fondate) che impongano obblighi di comportamento per i consociati. In tale contesto si colloca la comunicazione interpretativa della Commissione europea del 2 febbraio 2000 (COM/2000/01 def.), nella quale si è chiarito che “(l)’attuazione di una strategia basata sul principio di precauzione dovrebbe iniziare con una valutazione scientifica, quanto più possibile completa, identificando, ove possibile, in ciascuna fase il grado d’incertezza scientifica”.

La responsabilità dei datori di lavoro. Nel momento in cui scriviamo, le persone che nel nostro paese hanno completato il ciclo vaccinale sono 25.792.725 pari al 47,76 per cento della popolazione over 12 (fonte: governo.it) e pertanto siamo ancora lontani da quella soglia del 70 per cento individuata dagli esperti per cominciare a parlare di “copertura raggiunta” (Alberto Mantovani, 15/4/2021). Questo fa pensare che la campagna di vaccinazione subirà un’accelerazione in questi mesi estivi e qualora non dovesse più bastare lo strumento persuasivo della “raccomandazione”, è probabile che il governo decida d’includere nell’obbligo vaccinale altre categorie di lavoratori più esposte a rischio contagio (personale scolastico e pubblico impiego, per esempio), ovvero di fare leva sul combinato disposto dell’art. 2087 del codice civile e dell’art. 279 del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro che, a prescindere dall’introduzione nell’ordinamento per via legislativa dell’obbligo di vaccinazione per alcune categorie di lavoratori, abilita già il datore di lavoro ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei suoi dipendenti e, all’occorrenza, a pretendere la somministrazione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente. (lavoce-massimo greco)

 

BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO REGIONE PUGLIA 16 LUGLIO 2021

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Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi venerdì 16 luglio 2021 in Puglia, sono stati registrati 6.156 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 46 casi positivi: 10 in provincia di Bari, 7 in provincia di Brindisi, 5 nella provincia BAT, 9 in provincia di Foggia, 12 in provincia di Lecce, 3 in provincia di Taranto.

Non è stato registrato nessun decesso.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.767.226 test.

245.746 sono i pazienti guariti.

1.641 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 254.045, così suddivisi:

95.337 nella Provincia di Bari;

25.627 nella Provincia di Bat;

19.879 nella Provincia di Brindisi;

45.235 nella Provincia di Foggia;

27.169 nella Provincia di Lecce;

39.599 nella Provincia di Taranto;

824 attribuiti a residenti fuori regione;

375 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

 

SCOVATO DAI CARABINIERI RICETTACOLO DI MERCE RUBATA. DENUNCIATO UN GIOVANE PER RICETTAZIONE

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L’estate è ormai iniziata e i Carabinieri della Tenenza di Vieste, con l’aumento delle presenze nella “perla del Gargano”, hanno conseguentemente aumentato i servizi anticrimine dedicati al controllo del territorio, allo scopo così di prevenire e contrastare i fenomeni delinquenziali connessi alla presenza massiccia dei vacanzieri. La stagione turistica, infatti, rappresenta un momento delicato per la città che vede quadruplicata la sua popolazione. L’estate, però, come in ogni importante località balneare, è anche l’occasione per chi vive di illegalità che approfitta di questo momento per commettere dei reati approfittando della platea molto più numerosa.

Anche a Vieste infatti, ogni anno, più di qualche turista si vede purtroppo “rovinato” il periodo dedicato al relax ed al divertimento da un furto in spiaggia, nella propria auto e addirittura nello stesso villaggio e/o casa vacanze dove si trovano ad alloggiare. Per evitare che la vacanza a Vieste rappresenti un brutto ricordo, i Carabinieri della locale Tenenza, coadiuvati da personale della Compagnia di Manfredonia, delle Stazioni Carabinieri limitrofe nonché dal personale di rinforzo distaccato per l’esigenza dal Comando Provinciale CC di Foggia, hanno avviato una serie di attività straordinarie a prevenire tale forma di illegalità, a garanzia di serenità e sicurezza sia per i tanti turisti che per i residenti.

Tale attività, che ha fatto subito registrare un calo repentino dei suddetti furti, ha permesso anche di scovare, in breve tempo, un vero e proprio ricettacolo di merce rubata segnalando alla competente Autorità giudiziario un soggetto residente nella provincia. In particolare, nei giorni scorsi, presso la Tenenza carabinieri di Vieste, un vacanziero presentava una denuncia di furto poiché ignoti, rompendo il finestrino della sua auto parcheggiata a ridosso della spiaggia, asportavano un tablet, un cellulare e altre apparecchiature informatiche. I militari dell’Arma iniziavano subito una mirata attività d’indagine tesa a rinvenire gli oggetti rubati nonché identificare il soggetto autore del furto. Proprio grazie a questa delicata e complessa attività, il personale operante, attraverso il segnale GPS trasmesso da un dispositivo elettronico spento appena rubato, riusciva a scovare due roulotte parcheggiate all’interno di un terreno privato, sito sul litorale garganico, nelle disponibilità di S.A., giovane pregiudicato lucerino, una delle quali utilizzata, come accertato a seguito della perquisizione, come deposito di materiale asportato. Tablet, cellulari, I-pad, smartphone, personal computer, dispositivi elettronici di qualsiasi genere nonché orologi da polso, occhiali da sole, documenti intestati, carte bancomat e di credito, utensili da cucina ancora confezionati è quanto rinvenuto all’interno della roulette ben occultati in borsoni in pelle pronti ad essere rivenduti nel mercato illegale.

Ma la refurtiva non finisce qui!

Veniva ritrovata anche una collezione storica di francobolli, banconote e monete del ‘900 dall’ingente valore risultata essere stata asportata qualche mese fa a seguito di un furto in appartamento sito nel Comune di Vieste. Tutta la merce rinvenuta è stata riconsegnata ai legittimi proprietari. Al termine delle attività, S.A., veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Foggia, per il reato di ricettazione, in quanto trovato nella disponibilità del materiale rubato.

L’attività di prevenzione dei militari del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia è continua ed incessante anche per assicurare un’estate tranquilla ai tanti turisti che giungono in questa località per godere delle bellezze del nostro territorio, immerso nel verde degli ulivi secolari e nell’azzurro del mare. Non si escludono a breve ulteriori importanti operazioni anticrimine da parte dei militari dell’Arma.

SAN NICANDRO, NOVE CONSIGLIERI COMUNALI SFIDUCIANO IL SINDACO F.F.

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Il sindaco f.f. Carmela Cataluddi è stata sfiduciata. A sancirlo sono state le dimissioni contestuali di nove consiglieri comunali siglate ieri sera dal notaio Matteo Torelli e acquisite al protocollo del comune di San Nicandro questa mattina. Ecco i consiglieri che hanno sottoscritto le dimissioni: Pierpaolo Gualano, Antonietta Tiscia, Lorena Di Salvia, Fabrizio Tancredi, Mario D’Ambrosio, Gianpaolo D’Antuono, Arcangela Tardio, Anna Laura Frattollino, Leonardo Frascaria.

La litigiosità che emergeva nella maggioranza e che ha paralizzato la macchina amministrativa sembra sia stata la causa che ha messo la parola fine a questa esperienza amministrativa. Ora ci sarà la nomina del commissario prefettizio che gestirà l’ente fino all’elezione del nuovo primo cittadino.

Ci si augura, per il futuro, in una maggiore riflessione nella composizione degli accordi e delle liste elettorali.

MARI’MARE’: IL NUOVO BRAND DEL LUSSO ARRIVA DA RODI GARGANICO

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Ancora una volta la Puglia si conferma terra non solo dei bei paesaggi e del buon cibo ma anche posto in cui l’artigianalità si sposa con la tradizione. Arriva da Rodi Garganico la collezione MarìMarè di Maria Maggiano. Un piccolo gioiello fatto di caftani artigianali che raccontano dei colori e dei profumi della Puglia garganica con modelli unici e rigorosamente made in Italy.
I tessuti di MarìMarè prendono forma intorno ad un corpo, come se fossero espressione e ispirazione di uno stato d’animo, suggellando la storia della loro creatrice. Uno charme evergreen e denso di fascino contraddistingue un capo principe del guardaroba estivo (e non solo). Un caftano chic e sofisticato per chi sceglie uno stile di vita sicuramente non convenzionale che si allontana da una moda mare sfrontata e poco elegante per vestire uno stile da diva sia di giorno che di sera.
il Caftano Marìmaré è in seta pregiata, quella italiana, comasca ed è confezionato da mani esperte.
L’ideatrice descrive così la sua creazione: “MarìMarè è una poesia fatta di luce e fuoco. Un desiderio che non puoi frenare, una passione che arde e non puoi spegnere, una parola che non puoi tacere.”
Purtroppo il COVID ha rallentato molto il lancio del prodotto pertanto per la stagione estiva 2021 l’ideatrice, ha scelto una collezione fatta esclusivamente di capi unici e molto colorati ma presto ci saranno numerose novità.
Potete seguire la pagina facebook del nuovo brand CLICCANDO QUI 

 

Founder marìmaré
Maria Maggiano Ideatrice marìmaré

PROVE INVALSI 2021, PEGGIORANO LE COMPETENZE DEGLI STUDENTI

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Le prove INVALSI 2021 si sono svolte a conclusione di un anno scolastico molto particolare, ancora profondamente influenzato dalla presenza del COVID-19. Si tratta delle prime prove standardizzate rivolte a tutti gli studenti dopo lo scoppio della pandemia. Esse rappresentano la prima misurazione su larga scala degli effetti sugli apprendimenti di base conseguiti (Italiano, Matematica e Inglese), dopo lunghi periodi di sospensione delle lezioni in presenza a causa dell’elevato numero dei contagi.

La scuola primaria riesce a garantire risultati analoghi a quelli riscontrati nel 2019. Il confronto degli esiti della scuola primaria del 2019 e del 2021 ci restituisce un quadro sostanzialmente stabile. La scuola primaria è riuscita quindi ad affrontare le difficoltà della pandemia garantendo risultati pressoché uguali a quelli riscontrati nel 2019. I risultati della scuola primaria sono molto simili in tutte le regioni del Paese e difficilmente le differenze sono significative in senso statistico.

I risultati della scuola secondaria di primo grado. La prova CBT (computer based testing) per la III secondaria di primo grado (grado 8) consente di fornire gli esiti mediante livelli crescenti di risultato (da 1 a 5 per l’Italiano e la Matematica e da pre-A1 ad A2 per l’Inglese). Si può ritenere adeguato ai traguardi delle Indicazioni nazionali il livello 3 per Italiano e Matematica. Per l’Inglese il livello A2 è esplicitamente previsto dalle Indicazioni nazionali per la scuola secondaria di primo grado. Rispetto al 2019 i risultati del 2021 di Italiano e Matematica sono più bassi, mentre quelli di Inglese (sia listening sia reading) sono stabili. ·

A livello nazionale gli studenti che non raggiungono risultati adeguati, ossia non in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali sono: – Italiano: 39% (+5 punti percentuali rispetto sia al 2018 sia al 2019) – Matematica: 45% (+5 punti percentuali rispetto al 2018 e +6 punti percentuali rispetto al 2019) – Inglese-reading (A2): 24% (-2 punti percentuali rispetto al 2018 e +2 punti percentuali rispetto al 2019) – Inglese-listening (A2): 41% (-3 punti percentuali rispetto al 2018 e +1 punto percentuale rispetto al 2019) · In tutte le materie le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli. Emergono forti evidenze di disuguaglianza educativa nelle regioni del Mezzogiorno sia in termini di diversa capacità della scuola di attenuare l’effetto delle differenze socio-economico-culturali sia in termini di differenze tra scuole e, soprattutto, tra classi.

I risultati dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Rispetto al 2019 i risultati del 2021 di Italiano e Matematica sono più bassi, mentre quelli di Inglese (sia listening sia reading) sono stabili. · A livello nazionale gli studenti che non raggiungono risultati adeguati, ossia non in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali sono: – Italiano: 44% (+9 punti percentuali rispetto al 2019) – Matematica: 51% (+9 punti percentuali rispetto al 2019) – Inglese-reading (B2): 51% (+3 punti percentuali rispetto al 2019) – Inglese-listening (B2): 63% (+2 punti percentuali rispetto al 2019) · Rispetto al 2019 si riscontra: o un calo di circa 10 punti in Italiano a livello nazionale, ma con forti differenze tra le regioni; o un calo di circa 10 punti in Matematica a livello nazionale, ma con forti differenze tra le regioni con percentuali molto elevate di allievi al di sotto del livello minimo nelle regioni del Mezzogiorno.

In conclusione, bene la scuola primaria ma per le medie e le superiori le prestazioni degli studenti sono calati notevolmente rispetto all’anno scolastico 2018-2019. Il fattore che ha contribuito a questo risultato e alla minore preparazione degli studenti è stata la didattica a distanza

LESINA, ORDINANZA DI DEMOLIZIONE DI OPERE ABUSIVE SU AREA DEMANIALE IN LOCALITA’ “ACQUAROTTA”

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L’Ufficio Tecnico Comunale congiuntamente all’Ufficio Locale Marittimo hanno rilevato la realizzazione di opere abusive in agro del Comune di Lesina alla località “Acquarotta” consistenti nella realizzazione di un camminamento scoperto in betonelle autobloccanti posate a secco avente una superficie complessiva pari a circa 215,00 mq, nella realizzazione di 2 strutture in legno aventi superficie rispettivamente la prima pari a 5,00 mq e la seconda pari a circa 15,00 mq, la realizzazione di 2 coperture ombreggianti aventi superficie rispettivamente la prima pari a circa 127,50 mq e la seconda pari a circa 32,50 mq, la realizzazione di una pavimentazione avente una superficie pari a circa 30,00 mq e la realizzazione di un manufatto a forma irregolare avente superfice pari a circa 13,00 mq.

Tali lavori risultano essere stati eseguiti in assenza di permesso di costruire nonchè in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed all’interno della perimetrazione (zona 2) del Parco Nazionale del Gargano.

Accertato che l’area sulla quale sono state eseguite tali opere abusive ricade su area di proprietà del Demanio Pubblico delle Stato – ramo Marina, è stata emessa un’ingiunzione al fine di provvedere, a propria cura e spese, alla demolizione delle opere abusivamente realizzate entro il termine perentorio di giorni 90.