SOSPETTO VIA VAI DI PERSONE TRADISCE CENTRALE CONFEZIONAMENTO E SPACCIO STUPEFACENTI

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Nel corso degli ultimi giorni l’Arma dei Carabinieri ha ulteriormente intensificato i controlli nei centri dell’alto tavoliere al fine di prevenire e reprimere le più diversificate fenomenologie criminose presenti nel territorio, soprattutto in considerazione dell’approssimarsi delle prossime festività.

A San Severo i Carabinieri dell’Aliquota Operativa del N.O.R.M., nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno concentrato la loro attenzione nei confronti di una palazzina di via Ruggiero Grieco, dove era stato segnalato un sospetto e continuo via vai di persone, presumibilmente per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Al termine di una mirata e prolungata osservazione a distanza, i militari hanno fatto accesso all’interno di un appartamento dello stabile, di proprietà di D. F. I., cl. ’41, già recentemente tratta in arresto per reati connessi agli stupefacenti ed attualmente sottoposta al regime degli arresti domiciliari. All’atto dell’irruzione i Carabinieri si sono imbattuti in altre tre persone, M. M. S., cl. ’83, G. R., cl. ’70, e R. G., cl. ’97, sorprendendole sedute attorno ad un tavolo del soggiorno, con ancora sopra dell’eroina e tutto il materiale per il suo confezionamento in dosi, più diversi involucri già confezionati. In pratica l’appartamento era utilizzata come centrale di confezionamento e di spaccio di droga. Al termine della conseguente perquisizione i militari hanno poi deciso di procedere anche allo stesso controllo anche a casa della G., proprio dirimpetto a quello appena ispezionato, dove hanno trovato, ben nascoste, altre confezioni di eroina, hashish, cocaina e marijuana.

Al termine dell’attività tutti e quattro i fermati sono stati tratti in arresto e, in totale, sono stati sequestrati 902 grammi di eroina, 200 circa di hashish, 110 circa di marijuana e 10 di cocaina.

Come disposto dall’A.G., R. G. e G. R. sono stati tradotti nel carcere di Foggia, mentre D. F. I. e M. M. S. sono state sottoposte agli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo, nel corso del quale dovranno rispondere di detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantità di sostanze stupefacenti.