RIFLESSIONE SUL PRIMO MAGGIO

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La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene celebrata il 1° maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l’impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.  Prendiamo atto che da oltre 20 anni il mondo del lavoro Italiano, sia esso dipendente che autonomo, vive una costante crisi sia di valori sia in termini di prospettive future. Il Lavoro dipendente è storicamente in crisi, oramai il posto fisso o il contratto a tempo indeterminato sembrano sempre più prerogative per pochi privilegiati. Per la stragrande maggioranza vi sarà uno status di precarietà a vita. Precarietà creata e messa in essere sia dallo stato italiano sia dalla stragrande maggioranza delle sigle sindacali. Inoltre denotiamo come regole di assunzioni, previdenziali e di retribuzioni dei lavoratori dipendenti vengano rispettate solo nelle grandi aziende mentre nelle medie-piccole imprese non proprio tutte le tutele ed i diritti dei lavoratori vengano rispettati. Altra grossa perdita di opportunità lavorativa per gli Italiani e per i più giovani soprattutto, è anche l’entrate in Italia di centinaia di migliaia di stranieri in maggioranza extra-comunitari, quest’ ultimi pur di lavorare ed ottenere in primis il necessario per vivere ed in seguito il permesso di soggiorno o la cittadinanza italiana, lavorano accettando paghe bassissime e senza richiedere al datore di lavoro i diritti più elementari delle normative del lavoro. I piccoli e medi imprenditori Italiani soffrono la latitanza di uno stato inefficiente ed inefficace che oltre a tenere una pressione fiscale tra la più alta al mondo, rallenta lo sviluppo delle piccole e medie imprese con un apparato burocratico lento ed incapace. Inoltre in Italia assistiamo allo smantellamento delle piccole imprese, che costituiscono l’ossatura dell’economia nazionale, per favorire grandi gruppi o multinazionali straniere. Chi ancora fa impresa in Italia è da noi considerato un eroe! Le varie rappresentanze del mondo del lavoro, sia dipendente che autonomo, sono solamente degli enormi apparati burocratici e dei grossi centri di potere, dove si gestiscono solo contributi statali e si mantengono posti di lavoro, per la maggior parte inutili e dannosi per la categoria stessa. La nostra Posizione a riguardo, come Forza Nazional-Popolare, è di forte critica a questo sistema, pertanto promuoviamo un sistema alternativo di protezione sia della piccola-media impresa locale che del lavoro dipendente Italiano, poiché riteniamo non veritiero che ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare ma ci sono solo paghe e condizioni lavorative che gli italiani non possono accettare. Per unire e rendere protagonista il mondo del lavoro noi promuoviamo la creazione delle Corporazioni. Il corporativismo è una dottrina politico – economica che si propone di realizzare un superamento dei conflitti fra lavoro e capitale attraverso l’imposizione a entrambi di un rigido controllo da parte dello stato. L’ attuazione di un sistema corporativo prevede pertanto: il riconoscimento di un solo sindacato per ogni categoria professionale; il raggruppamento delle varie rappresentanze di categoria in organismi più ampi, denominati corporazioni, che fanno parte dell’organizzazione amministrativa dello stato; il perseguimento, da parte di tali organismi, di una politica di conciliazione fra capitale e lavoro, garantita se necessario dall’azione dello stato. Questa concezione si richiama in qualche modo all’ esperienza delle corporazioni medievali. Usate già Nell’ Antica Roma ed ancora nel Medioevo le corporazioni sono, mai come oggi, sempre più attuali ed idonee per rispondere alle necessità di un mondo del lavoro sempre più in crisi.

Potito Stazione

Segretario cittadino Forza Nuova Ascoli Satriano (FG)

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