MESTIERI DI UNA VOLTA: IL CARRETTIERE (U’ TRAINER)

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Prima della seconda guerra mondiale il trasporto delle merci e delle persone avveniva principalmente per mezzo di animali. Il cavallo, il mulo e l’asino erano maggiormente usati come forza motrice per tirare il carro, (u’ train), oppure la carretta (la carr’ttella). Essi sono stati per molti anni i mezzi principali di locomozione per uomini e donne che si recavano al lavoro nei campi. Per questo San Nicandro ma anche altri paesi del Gargano e pugliesi quasi si svuotavano al mattino, mentre a sera si vedevano ai vari ingressi delle città file di carri che facevano rientro. A fare uso del carro erano, oltre che il proprietario terriero ed il piccolo contadino, anche il carrettiere, u trainer, il quale svolgeva per conto terzi il lavoro di trasportatore di derrate alimentari da e verso i paesi vicini ma anche all’interno del proprio paese. Il suo lavoro era molto importante per la collettività, infatti si spostava da un paese all’altro trasportando merci quali grano, avena, legumi, tufi, paglia e ghiaccio. Oltre al carrettiere e al trainer, c’erano anche altre figure che usavano il carro, il cavallaro (u cavalier) e il cocchiere (u cucchjier). Il primo era dipendente di un mulino che prelevava il grano dai privati, lo faceva macinare e poi lo riconsegnava in forma di farina o semola e girava per il paese con un carro tirato da un cavallo che aveva sul petto una fascia di cuoio con sonagli pendenti, (i campanidd’). Invece il cocchiere era dipendente di una famiglia ricca e portava a spasso il signore, corrisponde all’autista di oggi. A volte il cocchiere abitava con la sua famiglia in un locale al piano terra del palazzo nobiliare, confinante di solito con la scuderia nella quale erano custoditi e curati i cavalli. Il suo compito era di tenere sempre lucida, pulita e sicura la carrozza e di governare i cavalli.