L’EPIFANIA IL PARCO DEI DINOSAURI PORTA VIA…

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Braccio di ferro tra il Gruppo Speleologico Montenero e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco parlamentare Angelo Cera. Casus belli la gestione del Parco Paleontologico dei Dinosauri di Borgo Celano appena inaugurato lo scorso novembre alla presenza, tra gli altri, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio.

Secondo quanto si apprende dalla delibera n.176 del 28.12.2015, “gli accessi al parco sono stati consentiti solo nelle giornate inaugurali e secondo il programma degli eventi riportati sui manifesti e gli inviti per i convegni scientifici programmati da questa amministrazione nelle giornate del 28-29-30 novembre 2015”. Semplificando ai minimi termini: il parco, dopo l’inaugurazione (utile alla rendicontazione da presentare agli uffici regionali entro il 30 novembre) doveva restare chiuso. Anche perché – si legge ancora nella delibera – attualmente “non risultano in atti, specie per il parco di completamento e ampliamento, procedure per la gestione della struttura in parola e né tanto meno autorizzazioni per stabilire i costi di accesso al parco con le conseguenti modalità relative alla necessaria rendicontazione”. Da qui l’atto d’indirizzo “di conferire incarico legale ad un professionista di fiducia dell’Ente nei confronti della richiamata Associazione”.

Inoltre, è ancora da perfezionare l’incartamento (certificato di agibilità e accatastamento) circa la piena fruibilità dell’area ampliata (1000mq all’aperto su cui insistono le riproduzioni di tre dinosauri, due di proprietà del Gruppo Speleologico Montenero). Secondo raccolta dati, almeno da quanto riferiscono ambienti vicini al Gruppo, tutta la documentazione sarebbe stata consegnata da qualche tempo agli uffici comunali competenti, i quali però, per mancanza di fondi nel relativo capitolo di spesa, non avrebbero ancora affidato l’incarico per ottenere le certificazioni necessarie. Di diverso avviso l’Amministrazione Comunale: «L’incarico è stato affidato a un professionista del posto e tutto dovrebbe completarsi nel giro di poche settimane».

Prerequisiti di legge, che in assenza potrebbero prestare il fianco a eventuali rivalse legali tanto da spingere Palazzo Badiale a correre ai ripari e intimare, così, la chiusura del Parco. Un bubbone, del resto, esploso nei giorni scorsi sui social network, poi prontamente ridimensionato alla luce di un accordo arrivato in extremis tra Comune e Gruppo Speleologico Montenero. La chiusura – comunque prevista (dal 6 gennaio al 31 marzo), «per via delle basse temperature del periodo (i dinosauri animati saranno coperti con dei teli per preservarli dal ghiaccio)», – servirà anche a definire i termini della vicenda. Con la speranza che a farne le spese non sia, come spesso accade, il territorio circostante già economicamente depresso e soprattutto l’indotto commerciale connesso alla divulgazione storica e al turismo derivante anche dalla vicina San Giovanni Rotondo.

Intanto arriva il disappunto dei più maliziosi sulla tempistica adottata in concomitanza con le scadenze elettorali della prossima primavera: «Chi aspira a gestire il parco?».

Al Gruppo guidato da Gian Piero Villani va comunque il merito di aver tenuto in vita una struttura che, altrimenti, avrebbe subito (molto probabilmente) tutt’altra sorte. Infatti, dopo due bandi andati deserti, nell’agosto del 2010 arrivò la decisione del commissario dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, di affidare, provvisoriamente, ai ragazzi del gruppo speleologico locale, la gestione del museo interattivo e del parco dei dinosauri oltre all’ampliamento dei giorni nostri (2 milioni di euro finanziati dalla Regione Puglia) avvenuto in sinergia con le istituzioni del posto nell’ambito dell’Asse I del Programma Operativo Interregionale “Attrattori Culturali, naturali e del turismo”. Ruolo di punta, inoltre, lo ebbe l’avvocato Costantino Grana, ideatore e promotore del parco dei Dinosauri e presidente onorario del Gruppo Speleologico Montenero, al quale recentemente sono stati dedicati i locali del Centro Visite di Borgo Celano.

«Purtroppo tutto è partito in maniera completamente autonoma da quelli che sono gli indirizzi che comunque il Parco e l’Amministrazione dovevano prima impartire», lamentano oggi da Palazzo Badiale.

«L’apertura ufficiale – spiega invece il vicesindaco Raffaele Fino – doveva avvenire ad aprile in particolare con il mondo delle scuole, a conclusione dell’offerta educativa curata dall’Ente Parco per mezzo dei finanziamenti S.A.C. (Sistemi Ambientali e Culturali), che permetterà di istituire un comitato scientifico: la futura essenza del Parco dei Dinosauri».

Adesso toccherà al Comune e all’Ente Parco sbrogliare la matassa. E salvare dall’estinzione il Jurassik Park targato San Marco in Lamis. (sanmarcoinlamis-eu)