GARA DESERTA PER IL COLLEGAMENTO MARITTIMO DELLE TREMITI. E DEL PONTE BORBONICO?

0
686

Ancora una volta la gara per il collegamento delle Isole Tremiti (San Domino e San Nicola) è andata deserta. Un ennesimo “nulla di fatto” per un servizio di trasporto che interessa sia le persone che le merci. Sono anni che va avanti questo problema e che non si riesce a risolvere nonostante ci siano i finanziamenti regionali e dello stesso comune insulare.

Ed allora il pensiero va ad un antico progetto al 18 settembre 1844 quando Ferdinando II di Borbone si portò da Napoli in visita nelle isole Tremiti con la nave militare a vapore “Celere”, per verificare l’andamento della costruzione del ponte di collegamento fra San Domino e San Nicola. Fu una visita veloce, quasi un’ispezione, per rendersi conto personalmente dello stato dei lavori e per incontrare ed incoraggiare i cinquecento coloni che da qualche tempo vi si erano installati. Infatti al termine della Messa, officiata nella badia di Santa Maria di Tremiti, ascoltò gli abitanti soprattutto per raccogliere le loro preoccupazioni e le loro più urgenti istanze.

Qualche anno fa l’ingegnere Michelangelo De Meo, nel ricordare la visita del re Borbone, ha raccontato della sua scoperta dei resti del ponte, effettuata attraverso mirate immersioni sottomarine con fotografie che documentano il ritrovamento dei pali di fondazione, poi suffragate da documenti inoppugnabili d’archivio Egli, tra l’altro, ha raccontato che “La cronaca dettagliata di tale visita è contenuta nel rapporto inviato dal sottointendente del distretto all’Intendente della Provincia di Capitanata, nel quale descrive con accuratezza di particolari, la ricchezza di ‘commestibili di ogni qualità ed anche del ‘superfluo’, di botteghe e di attività artigianali varie operanti sull’isola. La grande e magnifica costruzione di un Ponte di Legno che unisce l’isola del Forte (San Nicola, ndr), con l’isoletta detta Cretazzo per facilitare l’accesso su di esso all’isola Grande Boscosa e coltivabile di Santomino”. Anche qui non mancano i particolari: “(…) il primo braccio da S. Nicola al Cretazzo è completato interamente, è alto dieci palmi dalla cima dell’acqua” profonda “da dieci a dodici palmi ed a consimile profondità si conficcano i travi che lo compongono; la sua lunghezza è di passi geometri centoventi e più, è solido tale da potervi farvi transitare pezzi di artiglierie”.

Ecco che l’ingegnere De Meo presenta “il ponte delle emozioni” il cui autore così ricapitola gli obiettivi del progetto: «eliminare le barriere naturali ed architettoniche e rendere accessibile il territorio attraverso percorsi e strutture idonee per disabili, portatori di handicap ed anziani; consentire una maggiore fruibilità ed abitabilità delle isole; non imporsi sul paesaggio ma deve diventare parte di esso, in armonia con tutto ciò che lo circonda, deve arricchire il paesaggio ed essere un monumento; porsi come una costruzione reversibile, nel senso che se si decidesse di smontarlo si tornerebbe allo stato iniziale senza danni e tracce residue sull’ambiente come è successo per il vecchio ponte; incrementare il valore scenico e panoramico, sia un valore aggiunto». Sul ponte ci saranno anche dei box, che non «intaccheranno l’economia dei residenti e che avranno la funzione di promuovere le città del Gargano, della Puglia e del Molise, incentivando i turisti a recarsi anche verso le località garganiche e pugliesi, in questo modo si riuscirà a distribuire il turismo su tutto il territorio, facendo diventare le Tremiti ‘il cuore pulsante del Gargano’».

Ma l’opera viene bocciata da Vittorio Sgarbi. «E’ una gran furbata – ha detto il critico intervistato da un noto settimanale – l’opera fa parte della nuova frontiera dello scempio ambientale derivante dallo pseudoecologismo». Secondo Sgarbi, la struttura merita la bocciatura perché «non è sufficiente pensare di realizzare il collegamento in legno per risolvere la questione della compatibilità ambientale, ma un presupposto fondamentale è il rapporto di integrazione con il contesto circostante».

Intanto tutto rimane come prima e di un collegamento tra le due isolette rimane solo bando di gara e nulla più.

Invia una risposta