EDITORIALE DELLA DOMENICA. SAN NICANDRO, NUOVO ASSESSORE IN GIUNTA?

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Un fine settimana perturbato da parte della maggioranza che governa San Nicandro. Un po’ di colpi di scena che hanno messo in fibrillazione la maggioranza con due esponenti di Forza Italia che hanno costituito un gruppo autonomo lasciando un solo consigliere per il partito di Berlusconi. Poi c’è stata la vicenda, ma tempestivamente chiarita, di un altro assessorato.

Certamente sarà il sindaco a dover ricucire tutto e predisporre sicuramente un nuovo organigramma all’interno della giunta comunale in quanto è impensabile che Forza Italia, con un solo consigliere, possa avere due assessori in giunta. Chi dovrebbe lasciare? Se lascia Villani, per alcuni non sarebbe un dramma.  Se lasciasse Ritoli sorge il problema del rispetto delle quote rosa che devono essere obbligatoriamente rispettate pena il possibile scioglimento del consiglio e questo, evidentemente, sarebbe una ipotesi da scartare. Comunque un assessorato di FI è in bilico per lasciare il posto vuoto ad un esponente indicato dal gruppo autonomo appena costituito. Allora tutto torna nelle mani del sindaco Ciavarella che dovrebbe farsi notaio della nuova compagine.

Se dovesse farsi da parte Ritoli, l’assessorato dovrebbe essere occupato da un’altra donna indicata dal nuovo gruppo. Ma l’eventuale uscita di scena di Villani comporterebbe una perdita grave per l’attuale maggioranza nella considerazione che è l’unico assessore di lungo corso, che conosce i meandri dell’apparato amministrativo e burocratico locale, provinciale e regionale a differenza dei neofiti della politica che sono sulle postazioni di partenza e che, non per colpa loro, non hanno la dovuta esperienza necessaria per incidere sulle decisioni e sulle burocrazia delle scelte.

Proprio per questo pare che il sindaco Ciavarella non sembra affatto intenzionato a perdere l’attuale vice sindaco e quindi sarebbe Ritoli ad essere invitata a farsi da parte. Se poi nemmeno questa soluzione piace a tutti, il primo cittadino potrebbe paventare le proprie dimissioni e, nei successivi venti giorni, valutare ogni aspetto di questa combinazione di eventi inaspettata che potrebbe incidere sul futuro operare dell’amministrazione. Occorre quindi una scelta ponderata, precisa e definitiva per non offrire alla opposizione motivi e ragioni di inefficienza e di approssimazione nella conduzione della cosa pubblica.

Il Direttore