EDITORIALE DELLA DOMENICA. IL COMUNE DI SAN NICANDRO COME UNA CASA DI VETRO

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In politica non è mai successo che ci siano state opinioni totalmente convergenti su tutto. C‘è sempre qualcuno a cui le scelte non piacciono. Ma forse è nella realtà delle cose che tutto debba svolgersi senza l‘unanimità dei protagonisti che poi si riverbera nei giudizi dei singoli cittadini.

È il caso del nuovo governo Draghi sul quale tutti hanno grandi aspettative per la qualità del personaggio e per la competenza dei ministri non politici, mentre sul resto si susseguono critiche sia riguardo alle persone, sia per l‘importanza degli incarichi.

Se da Roma si allarga l‘orizzonte alle periferie, questo discorso si amplifica ancora di più. A San Nicandro si apre il sipario per le prossime comunali. Si sa che difficilmente si elegge un sindaco che abbia competenza nelle questioni che riguardano l‘intera amministrazione di un comune, cioè una competenza riconosciuta da tutti in virtù della sua storia personale. Ed allora occorre trovare un candidato che, per lo meno, abbia un po’ di esperienza dei meandri di cui si compone l‘ente pubblico e che, soprattutto, abbia un riconoscimento collettivo come di una persona capace per il nuovo mandato e che abbia una qualità essenziale per il suo ruolo che è quella di superare le conflittualità interne sia nei confronti di tutti i consiglieri e sia, soprattutto, all‘interno della propria maggioranza perché i maggiori pericoli, si sa, provengono proprio dalla coalizione che ha vinto le elezioni.

Insomma, pare proprio che questi maggiori pericoli si trovano all‘interno soprattutto quando i numeri che tengono in piedi l‘amministrazione siano molto risicati. Renzi ha mancato all‘aria Conte con il due per cento nei sondaggi e il nostro comune, nell‘amministrazione del compianto Costantino Ciavarella, ha visto momenti in cui tutto e il contrario di tutto poteva accadere.

Quindi è facile pensare che non esistono rimedi per correggere questo meccanismo perverso che logora la pazienza dei cittadini e che li allontana dalla politica.

Eppure si potrebbe iniziare a far qualcosa a cominciare dalla composizione delle liste che devono accogliere competenze, senso del dovere, rispetto umano, capacità di dialogo e quanto serve per essere considerato un buon amministratore pubblico. Quasi sempre i partiti, come strategia vincente, inseriscono i portatori di voti perché lo scopo è la vittoria elettorale. Ma se la storia ha un senso, questa vittoria quasi sempre cozza con la realtà di amministrare bene in quanto i voti non sostituiscono le competenze. La vita amministrativa di San Nicandro ci dà tanti esempi di questo genere che sono stati causa di un mancato rilancio della nostra cittadina.

In questi giorni il mondo politico locale si occupa proprio di questa fase, cioè la formazione di una coalizione e la individuazione del primo cittadino. Si fanno i primi nomi, si ipotizzano liste civiche in appoggio ai candidati e si parla di un nuovo rinascimento politico nel senso di una amministrazione che vuol far diventar il comune una casa di vetro, nel senso di una totale trasparenza amministrativa, di una condivisione dei bisogni collettivi, di scelte con impatti forti per la comunità. Insomma, una casa “comune” ove tutti siano protagonisti.

Quale coalizione vincerà questa sfida?

Il Direttore