AL VIA GLI INTERVENTI PER LA VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE DI SITI ARCHEOLOGICI IN PUGLIA

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Con l’adesione al CIS Capitanata da parte dell’amministrazione comunale di San Nicandro Garganico si è ritenuto di promuovere la candidatura a finanziamento di interventi per la valorizzazione delle valenze naturalistiche, artistiche e archeologiche del nostro territorio comunale ed in particolare dei tre importanti siti archeologici: 1) Città di Devia con i nuovi scavi archeologici nell’area circostante, la Chiesa di Santa Maria e vecchia strada (Via Vetere) che conduce all’antico monastero di San Nicola Imbuti in agro di Cagnano Varano per estendere i percorsi escursionistici ed ampliare l’offerta turistica sul territorio;  2) villa romana di Sant’Annea risalente alla seconda metà del 1° secolo a.c. con l’acquisizione al patrimonio comunale del sito delle aree circostanti, l’esecuzione di una campagna di scavi archeologici ed il recupero dell’intera area con la realizzazione di un sentiero pedonale; 3) l’insediamento archeologico di Torre Mileto sito nell’area circostante l’omonima torre aragonese con il recupero del villaggio pescatori e pastori di Torre Mileto databile tra la fine dell’era del bronzo e l’anno 1.000 a.c. ed il collegamento di altri siti archeologici (città di Devia, Idroscalo di Cagnano Varano, Villa romana di Sant’Annea).

Tali interventi sono sicuramente di validissima promozione del territorio sannicandrese in quanto potranno favorire lo sviluppo del turismo di vario tipo (turismo a rete) nell’area vasta del comune di San Nicandro e dei comuni limitrofi che hanno aderito al Programma integrato “I Laghi del Gargano” il cui protocollo d’intesa è stato già approvato.

In relazione a queste scelte, si comunica che è stata approvata dalla Giunta Regionale la proposta di deliberazione che avvia una nuova linea di attività nell’ambito della Valorizzazione dei Luoghi della cultura finanziata nell’ambito del POR Puglia 2014-20.

La delibera stanzia 10 milioni di euro in favore di Enti locali, per realizzare interventi di messa in sicurezza, recupero, sistemazione di siti di rilevanza storica, per garantire continuità alle attività di ricerca archeologica nonché di valorizzazione e promozione del patrimonio archeologico venuto alla luce, con la realizzazione di veri e propri “Laboratori di fruizione”, che vedranno i Comuni in prima linea, come proponenti e attuatori di interventi per i quali sarà attivata ogni necessaria collaborazione con le Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio e  le altre istituzioni pubbliche e private coinvolte sul territorio.

“Quello che auspichiamo – ha dichiarato l’Assessore Massimo Bray – è che gli Enti locali colgano questa importante opportunità per definire progetti connotati da un approccio innovativo e inclusivo, per renderli attivatori di nuove iniziative culturali e di nuovi flussi turistici, e centrali nelle iniziative di promozione di laboratori didattici e ludico-ricreativi connessi alla conoscenza della storia antica e del patrimonio archeologico ed etnoantropologico dei territori, rivolto ai bambini e ai ragazzi oltre che a diversi target di pubblico interessati ad una esperienza di fruizione completa e innovativa del nostro territorio”.

La Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali sta già predisponendo l’Avviso pubblico per la candidature e la selezione di interventi, che potranno essere finanziati da Regione con un contributo massimo di 1.000.000,00 per ciascuno e che saranno considerati ammissibili a finanziamento se riguardano aree e parchi archeologici nella piena disponibilità di Enti Locali e se gli stessi interventi prevedono attività di ricerca scientifica, storica ed archeologica per favorire il miglioramento delle conoscenze del patrimonio archeologico, messa in sicurezza del patrimonio archeologico venuto alla luce con le connesse opere per l’accessibilità e fruibilità degli stessi beni, in ottica di promozione turistica e nell’ambito di iniziative di inclusione sociale e culturale,  implementazione di soluzioni tecnologiche e innovative per accrescere il valore esperienziale della fruizione dei siti medesimi e del patrimonio archeologico e culturale qui presente.

I progetti selezionati e finanziati dovranno contemplare sia opere infrastrutturali e di ricerca e scavo archeologico, sia interventi volti a migliorare la fruizione del patrimonio (nella misura massima del 10% del costo totale del progetto).