AI COMUNI E ALLE SCUOLE 7 MILIONI DI EURO DALLA REGIONE PUGLIA PER “LUOGHI COMUNI”

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Da una nota del consigliere regionale Enzo Colonna si apprende che ‘è stato pubblicato l’Avviso pubblico “Luoghi Comuni” rivolto agli Enti pubblici (comuni, province, scuole, università, altre amministrazioni dello Stato, camere di commercio ecc.) e finalizzato a rivitalizzare spazi e beni immobili sottoutilizzati, attraverso iniziative di innovazione sociale co-progettate tra le amministrazioni proprietarie e realtà giovanili del Terzo Settore. Da tempo la Regione Puglia sta sperimentando un’avanzata strategia finalizzata a recuperare immobili pubblici dismessi o sottoutilizzati allo scopo di renderli luoghi dove poter favorire l’aggregazione giovanile, l’innovazione sociale, la promozione dei talenti e della creatività.

“Luoghi Comuni” rientra perfettamente in questa strategia dal momento che è una iniziativa finalizzata a favorire il riuso di quel grande patrimonio che è rappresentato da tanti beni pubblici sottoutilizzati presenti in tutta la Puglia allo scopo, da un lato, di creare una piattaforma on line condivisa e accessibile contenente il catalogo degli spazi pubblici immediatamente fruibili e, dall’altro, di sostenere le pubbliche amministrazioni nello sforzo di riattivarli attraverso la realizzazione di progetti giovanili di innovazione sociale capaci di coinvolgere le comunità locali e di creare anche opportunità occupazionali e di apprendimento.

Per fare tutto questo, “Luoghi Comuni” si articola in diverse fasi, affidate all’ottima regia dell’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (ARTI). L’Avviso pubblicato rappresenta l’avvio della prima. Il Bando, infatti, prevede che gli Enti pubblici interessati all’iniziativa candidino sulla piattaforma informatica appositamente predisposta (http://luoghicomuni.regione.puglia.it) uno o più spazi pubblici sottoutilizzati (fino a un massimo di tre per volta) di loro proprietà o di cui detengano il pieno possesso, affinché venga alimentato un catalogo aperto e sempre aggiornato di beni da riattivare mediante iniziative di innovazione sociale.
Per poter essere candidati gli immobili devono essere localizzati in Puglia, essere nella piena disponibilità dell’Ente, essere privi di un soggetto gestore ed essere in buono stato di conservazione, immediatamente fruibili e dotati di servizi igienici. L’Ente dovrà anche presentare una descrizione puntuale dello spazio, gli eventuali ambiti di intervento prioritari e gli obiettivi che intende raggiungere in coerenza con il contesto territoriale e con i suoi indirizzi strategici.

Le attività da realizzare possono spaziare tra i più svariati ambiti: dai servizi sociali alle attività educative e formative, passando per la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, la salvaguardia dell’ambiente, le attività turistiche e quelle culturali, la cooperazione allo sviluppo, l’editoria e il volontariato.
La Regione Puglia valuterà le candidature pervenute e, per ciascuno spazio selezionato, l’ARTI pubblicherà un avviso (è la seconda fase della misura) per l’individuazione dell’organizzazione giovanile del Terzo Settore disponibile a co-progettare insieme all’Ente proprietario gli interventi di dettaglio che si svolgeranno nell’immobile e che poi saranno realizzate dal soggetto individuato a seguito di questa procedura ad evidenza pubblica.
I soggetti interessati (associazioni, cooperative sociali, onlus) potranno presentare la propria candidatura per lo svolgimento di attività della durata massima di 24 mesi. Per ciascuno dei progetti selezionati la Regione metterà a disposizione 40.000 euro, mentre le risorse complessivamente stanziate per questa misura sono pari a 7 milioni di euro.

Gli enti pubblici proprietari dell’immobile potranno iniziare a inviare le loro candidature, con l’indicazione degli spazi da valorizzare, a partire dalle ore 12:00 dell’11 dicembre 2018. Si tratta di un’opportunità molto importante, una misura innovativa definita grazie ad un lungo lavoro di elaborazione coordinato dall’assessore regionale Raffaele Piemontese.

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