UN PIANETA DA SALVARE, INSIEME SI PUO’!

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Il tema è semplice: dalle osservazioni degli scienziati degli ultimi decenni sembra evidente un aumento della temperatura media globale che è direttamente proporzionale all’aumento di gas serra (anidride carbonica, metano e vapore d’acqua principalmente). Esiste un famoso grafico che testimonia tutto questo. Ebbene, la discussione è incentrata sul “tutto questo è opera solo dell’uomo o ci sono altri fattori naturali?”. Naturalmente anche le ricette per modificare gli atteggiamenti produttivi dei singoli paesi cambiano a seconda delle diverse sensibilità. E ancora, scoppiano continuamente polemiche sulla possibilità dei paesi sottosviluppati di poter migliorare la propria economia inquinando, a fronte del fatto che i paesi più ricchi in passato lo hanno fatto senza troppi vincoli. D’altronde se oggi la situazione è questa è anche a causa dell’eredità delle rivoluzioni industriali che hanno fatto evolvere l’occidente e alcuni paesi asiatici. Insomma di motivi per discutere ce ne sono moltissimi. Un dato è comunque certo a prescindere da negazionismi o catastrofismi: il nostro rapporto con il pianeta è profondamente sbagliato. È un rapporto predatorio, incentrato sull’erosione indiscriminata di risorse e purtroppo fondato su un unico dogma: aumentare i consumi! L’indicatore per antonomasia che giustifica ogni scelta economica è il Prodotto Interno Lordo. Noi siamo vincolati ad un numero che cresce se il consumo aumenta e se si esternalizzano costi nascosti a svantaggio di altri popoli e territori naturali. Così oggi è possibile mangiare frutta fuori stagione e proveniente da paesi lontanissimi, incentrare la dieta sul consumo di carne prodotta con metodi industriali, plastificare ogni prodotto per “mantenerne integre le qualità” per più tempo etc. etc.

Tutto questo ha un costo che non è contato direttamente all’atto di acquisto. Tale costo lo paghiamo a livello globale subendo disastri naturali, guerre per le risorse, sfruttamento indiscriminato di interi territori. Anzi lo subiscono maggiormente i poveri della terra. Per poter giustificare tutto questo le grandi lobby dell’industria (anche dell’agroindustria) strangolano i popoli con “la politica del debito pubblico” che da debito fittizio, attraverso la sua finanziarizzazione diviene un vero peso per i popoli che si vedono costretti a liberalizzare ogni tipo di servizio (anche quelli essenziali) a vantaggio dei grandi potentati.

Gli interessi economico-finanziari, con il mantra del consumo, hanno davvero poco a che spartire con la cura ed il rispetto della nostra casa comune.

Gli effetti di tutto questo sono sotto gli occhi di tutti, li elenchiamo senza alcuna pretesa esaustiva, solo per ricordarli: aumento delle temperature, desertificazione, perdita di biodiversità, banalizzazione degli ecosistemi, cementificazione, guerre per le risorse, migrazioni incontrollate, malattie da inquinamento, plastica ovunque, povertà e molto altro ancora.

Oggi più che mai, serve un’azione globale. Sembriamo stanchi di sentire notizie così angoscianti. Il fatalismo ci attanaglia e con esso un immobilismo che non appartiene alla specie umana. Non possiamo subire senza provare a cambiare il nostro destino. La terra ha vissuto nella sua storia di miliardi di anni momenti duri che ne hanno messo a rischio la sua stessa esistenza. L’uomo da poco abita il pianeta blu, eppure non esiste essere vivente così dotato di inventiva e capacità di adattamento. Insieme possiamo costruire un futuro vivibile per le prossime generazioni. Come? Serve un impegno globale che imponga la riduzione drastica del nostro impatto sul pianeta. Serve un consumo intelligente, essenziale. È necessario ritornare a vivere una vita fatta di relazioni, dove lo star bene è legato non al consumo irrazionale e al senso di possesso ma al condividere il cibo, l’arte, la scienza. È necessario sviluppare i mestieri dell’anima: artigianato, agricoltura, espressione artistica, pensiero. Lasciamo un po’ da parte la tecnologia e il consumismo, il principio del “tutto e subito” a vantaggio della pazienti virtù dell’animo.

Oggi con Campagna Amica puoi fare qualcosa in tal senso. La spesa a km zero, in filiera corto, l’utilizzo di plastiche compostabili, la riduzione degli sprechi sono solo alcuni dei must che la Fondazione propone ai cittadini. Campagna Amica porta l’aria festosa delle campagne in città. Grazie ai suoi mercati migliaia di agricoltori possono vendere direttamente al consumatore prodotti freschi, di stagione e del territorio. Ma il mercato di Campagna Amica non è solo un luogo di vendita. Qualunque mercato porti il nostro segno, vuole essere un luogo di incontro, divertimento, conoscenza e cultura. Addirittura l’atto di vendita e acquisto diviene un particolare. Per gli agricoltori di Coldiretti viene prima di tutto il sorriso delle persone. Ecco quindi un piccolo pezzo della ricetta per un mondo più pulito: produttori e consumatori insieme, amministrazioni sensibili e partecipi possono indirizzare gli input globali per un mondo migliore.

Per questo Campagna Amica e Coldiretti oggi più che mai sono accanto ai giovani di tutto il mondo che manifestano per il nostro futuro.

Ragazzi, siamo con voi! Forza! (campagnamica)