TURISMO A SAN NICANDRO: CENTRO STORICO TERRAVECCHIA

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In molti siti di viaggio e di opinion leaders del turismo citano anche San Nicandro come meta da visitare. Lo fa anche il Parco del Gargano sul suo sito che mette in evidenza per tutti i comuni del parco i beni tutto ciò che può essere oggetto di turismo. Solo la Regione Puglia non è molto presente nella pubblicizzazione della nostra cittadina. Allora che fare? Quello che fanno altri comuni e cioè una programmazione a livello culturale e turistico per tutto il territorio di San Nicandro. Un’operazione che interessa un ampio ventaglio di operatori del commercio, dell’artigianato, dell’edilizia, dell’agricoltura ed altro ancora. Può sembrare un percorso lungo ma, se ci si crede e con una progettualità valida, nel giro di un triennio molte cose possono essere realizzate con una ricaduta economica importante per la nostra cittadina.

Solo per un dovere di informazione, iniziamo oggi una serie di pezzi del nostro patrimonio che possono essere artefici di uno sviluppo turistico tutt’altro che marginale.

Centro Storico Terravecchia

San Nicandro Garganico è una cittadina situata tra i laghi di Lesina e Varano. Il primo nucleo abitativo sembra fosse costituito da un casale, detto Difesa di San Nicandro, che doveva sorgere presso la via che conduce alla città federiciana di Apricena, nei pressi di una ben più antica chiesa dedicata a San Nicandro vescovo di Mira, forse una grancia di qualche monastero. A pochi chilometri, su un’altura costeggiata da un profondo canale detto “Vallone”, sorgeva una torre di avvistamento e difesa. Nei secoli successivi al primo millennio, tuttavia, il centro abitato si sviluppò proprio nei dintorni di quella torre, a cui fu addossata la costruzione di un castello già in epoca normanna, a cui si accedeva attraverso un ponte levatoio. Nell’antico centro storico denominato Terra Vecchia, palazzi gentilizi si alternano alle antiche abitazioni sorte in epoche diverse. L’antico centro storico è caratterizzato da stradine e stretti vicoli con archi e scale esterne di accesso alle abitazioni, di varia altezza, terminanti con un piccolo ballatoio, tutto tinteggiato con la bianca calce. I piccoli archi di contrafforte, che uniscono di tanto in tanto le case fra loro, conferiscono al piccolo quartiere un senso di austerità e di mistero. Le più antiche citazioni parlano di un Castrum Sancti Nicandri, quindi di un Castellum e infine della Terra Sancti Nicandri, nel momento in cui l’antico castello diviene un borgo abitato. Il toponimo è riferito al santo omonimo ma è da chiarire di quale San Nicandro si tratti, poiché il martirologio romano conosce almeno tre diversi santi con questo nome.

L’ipotesi più probabile è che il primo insediamento sia stato fondato in un tenimento cenobitico denominato S. Nicandro per la presenza di qualche chiesa dedicata al santo vescovo di Mira. Per cui lo stesso abitato ne avrebbe poi conservato il nome. Successivamente, divenuto desueto (o forse mai praticato a livello popolare) il culto di S. Nicandro di Mira per alcuni secoli, agli inizi del Seicento l’attenzione cultuale, fuorviata dalla omonimia, si traspose su San Nicandro martire di Venafro, per l’arrivo di un frate francescano panegirista, che portò con se nel centro garganico alcune reliquie proprio dalla cittadina molisana. Il culto di S. Nicandro martire di Venafro, insieme ai compagni Marciano e Daria, grazie all’incentivo pastorale della Chiesa locale e alla promozione “mecenatistica” dei feudatari Cattaneo, assunse gradualmente, pur con periodiche difficoltà, i connotati di culto patronale cittadino, fino al giorno d’oggi. Nel 1861, con l’unificazione d’Italia, il nuovo governo piemontese decise di modificare il toponimo, forse per esigenze di duttilità burocratica, che divenne Sannicandro Garganico. Una delibera di Consiglio Comunale del 1998, approvata dal Presidente della Repubblica, ripristina il toponimo in San Nicandro Garganico