SOSTENIAMO I PASTORI

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Cerco l’estate tutto l’anno oltre Oceano la vo a trovar. Penso gli inverni piovosi con le capre a pascolar. Ora che son un turista non più come allora le campane non sento più. Azzurro il cielo era sempre azzurro sapete perché avevo cane e cavallo tutto per me. All’estero un pastore non mi ritrova più, pensa e ripensa alla sua ricca gioventù. Era meglio che restavo pastore perché il pastore ha un vero cuore. Vita dura dalla mattina alla sera però quando arriva la Primavera si veste di felicità nel vedere nascere la tenera erbetta, il maialino, il vitello e la capretta. Nella foto in mezzo all’armento per facilitare l’accoppiamento.

IL GARGANO Paese mio

Oh apulo paese selvaggio e scosceso, Tu roccaforte del tenace pugliese. Un dì pastori erranti si trasformarono in combattenti, uniti su al castello Ti difesero con forca e coltello dall’invasore violento e forte che voleva espugnare la tua corte. Quella moderna boriosa e scostante è gente inerte o farfalla emigrante. Ad accudire l’orticello è rimasto

Il vecchierello che prega ansioso al Santo miracoloso il rientro della figlia con lo sposo. Lento zappa la sua vigna, spacca ancora tanta legna si rende utile operoso per il suo terreno roccioso. Suda con perseveranza per avere l’abbondanza di olio e di vino ne fa scorta conserva frutta secca nella sporta per donare con amore al suo ospite d’onore. All’occorrenza prepara pietanza e dolci in abbondanza e aspetta, aspetta con il cuore esultante il rientro dell’emigrante. L’ospite rientra indifferente schiamazzando per la strada festante, rientra per fare scorta incurante del vecchio e dell’orto. Rientra per viaggiare, per bagnarsi al mare poi spietato riparte per Torino, per Milano. Oh

Apulo Paese tra vecchio e nuovo vi è tanto divario Tu sempre più solo sempre più solitario, soltanto la rondine, come il pastore, leale e sincera ti allieta puntuale ogni Primavera.

Antonio Monte