SAN NICANDRO, LA POVERTA’ INCALZA MA NEL SILENZIO GENERALE AUMENTANO LE INDENNITA’ DEGLI AMMINITRATORI

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+47,14% la crescita media delle indennità percepite dai sindaci.

Dopo anni di tagli, con la legge di bilancio per il 2022, il parlamento è intervenuto in senso opposto aumentando le indennità dei componenti delle giunte comunali (voto anche di rappresentanti locali al parlamento).

Si tratta di un aumento considerevole che in vari casi raddoppia gli importi precedentemente ricevuto dagli amministratori locali. Sono molte le regioni alla base di un provvedimento di questo tipo.

“Indennità eccessivamente basse infatti rappresentano un disincentivo alla partecipazione politica a tempo pieno”!

Se ci sono valide ragioni per un provvedimento di questo tipo, sarebbe stato utile affrontarle in un dibattito pubblico.

Tuttavia dopo anni di discussioni sulla riduzione del costo della politica, lascia perplessi che un provvedimento che interviene su questa materia in modo così significativo sia passato praticamente inosservato. Al contrario affrontare pubblicamente il tema sarebbe stato forse più corretto oltre che più efficace per contrastare narrazioni di tipo populista. Questa poi sarebbe potuta essere anche l’occasione per iniziare una più ampia discussione sia sui costi della politica sia sulla capacità dei vari livelli amministrativi di rispondere ai bisogni dei cittadini.

IL CONSIGLIERE BERARDI RINUNCERA’ ALLE INDENNITA’ E AGLI AUMENTI SUI GETTONI DI PRESENZA.

Per Antonio Berardi è più importante il pane e il benessere per i cittadini sannicandresi e non l’accettare questi aumenti in un momento difficile come questo per le famiglie e per i commercianti!! Che sia chiaro, Berardi ha voluto trattare l’argomento nell’ultimo consiglio comunale e come sempre è stato attaccato dal sindaco per farlo tacere in una assise pubblica dicendo (documentato dai video) che “l’aumento non è un problema che riguarda i cittadini”! Si è razzolato bene ma si sta facendo il contrario. Alla faccia della coerenza.

Prima dell’approvazione dell’ultima legge di bilancio le indennità percepite dai sindaci e degli altri amministratori comunali erano regolate da un decreto del ministero dell’interno del 2000. Su questa norma di base il parlamento era già intervenuto. Prima con la legge finanziaria per il 2006 (articolo 1 comma 54), disponendo una riduzione del 10%, e poi nel 2019 (D.l. 124/2019 articolo 57 quater) con un incremento che tuttavia riguardava solo i comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.

La legge di bilancio in ogni caso non ha introdotto questi aumenti già dal primo anno, o almeno non integralmente. L’incremento infatti è applicato per il 45% nel 2022, per il 68% nel 2023 e integralmente dal 2024.

A conti fatti si avrà una indennità per il sindaco che passa da €. 2788 a €. 3624,40. Per il vice sindaco da €. 1533,87 a €. 1994,03. Per gli assessori da €. 1254,99 a €. 1631,48.

Se andiamo a fare un semplice conteggio degli aumenti avremo una somma pari a €. 168.167,40 spalmati nei cinque anni che graverà sulle casse comunali e di conseguenza su ciò che si potrebbe fare per il paese e per i nostri cittadini nei vari capitolati per uno slancio in più per lo sviluppo. Ci si chiede se questa giunta comunale insieme ai suoi consiglieri di maggioranza e parte della opposizione avrà il coraggio di NON ACCETTARE questo aumento in barba alla povertà diffusa nel nostro paese e soprattutto in Italia! Ma del resto questa è la nazione degli aumenti su tutto.

La cosa giusta sarebbe quello di una più viva e concreta partecipazione alla vita politica soprattutto nei Consigli Comunali del nostro comune. Le chiacchiere da bar e le promesse elettorali disattese finora in questi primi mesi di amministrazione preannunciano un percorso pericoloso che fa capire come l’inganno elettorale continua ad essere una forma vincente di voti e che la trasparenza e la lealtà non ancora riesce a convincere i cittadini!

Gino Carnevale