REGIONE PUGLIA, LIVELLI DI ASSISTENZA PER IL 2018

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Via libera e approvazione in Giunta della delibera di adozione del Piano Operativo 2016/2018, per la Verifica degli Adempimenti regionali con il Comitato Permanente per la Verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il Programma Operativo affronta i nodi critici della prevenzione, dell’assistenza territoriale, dell’assistenza ospedaliera, della spesa farmaceutica, della gestione amministrativa in maniera trasversale, per superare le inadempienze e rilanciare il sistema configurandolo intorno al miglioramento della qualità della vita dei cittadini pugliesi.

POPOLAZIONE PUGLIESE. I dati ci dicono che la popolazione pugliese sta diventando sempre più anziana: in 10 anni, il numero di soggetti con più di 75 anni è passato da circa 321.000 a 425.000 e la tendenza è confermata nei prossimi anni. Questa variazione nella composizione della popolazione modifica il profilo dei bisogni: il 40% dei nostri assisti presenta almeno una patologia cronica, assorbendo circa l’80% delle risorse sanitarie.
PREVENZIONE. Il punto di partenza è la prevenzione, con la riorganizzazione e il potenziamento degli screening, il consolidamento della pratica vaccinale ma anche la salute animale e degli alimenti.

DATI SULL’ASSISTENZA E SULLA CURA. I dati sull’assistenza del 2016 ci dicono che la direzione intrapresa procede nel senso del miglioramento della qualità. Migliora la tempestività di intervento chirurgico sulle fratture del collo del femore sopra i 65 anni di età, essenziale per ridurre gli esiti negativi dopo il trauma e consentire il migliore recupero funzionale: se nel 2010 solo il 14% dei pazienti pugliesi veniva operato entro due giorni, nel 2016 la proporzione di interventi tempestivi è del 49%. Nell’area cardiologica si registra una riduzione della mortalità a 30 giorni dopo infarto miocardico acuto, che passa dall’11% del 2010 al 9% nel 2016. Sono ben sedici i reparti dove si riscontra una mortalità più bassa della media nazionale dell’8%, con le migliori performance ascrivibili all’Ospedale di Bisceglie, agli Ospedali Riuniti di Foggia e all’ospedale di Gallipoli.
APPROPRIATEZZA. Accanto al miglioramento degli esiti delle cure, si assiste all’incremento di appropriatezza nell’assistenza di patologie che necessitano di una presa in carico da parte delle strutture territoriali: l’ospedalizzazione per diabete senza complicanze passa da un tasso di 0,47 per1000 abitanti a 0,12, anche al di sotto del valore nazionale (che da 0,25 diventa l’anno scorso 0,13); il ricorso al ricovero ospedaliero si è drasticamente ridotto per l’ipertensione arteriosa (era 1,66 nel 2010, diventa 0,39 nel 2016) ma anche per lo scompenso cardiaco (da 5,1 a 3,8); le malattie respiratorie croniche mostrano una riduzione del tasso per 1000 abitanti da 5 nel 2010 a 2 nel 2016, pur con le variazioni territoriali legate alle specificità epidemiologiche (come l’area di Taranto e Brindisi, dove si registrano valori più elevati). Su queste patologie la Regione sta avviano la sperimentazione Care Puglia, un modello di presa in carico delle cronicità che punta al potenziamento della medicina di iniziativa e di prossimità, alla definizione di piani assistenziali individuali che raccolgano le esigenze specifiche di ogni paziente e lo accompagnino nel percorso di cura.

Alcune aree mostrano ancora criticità di sistema, su cui si sta concentrando l’azione del Governo regionale: l’anno scorso il modello di offerta assistenziale in ambito oncologico si presentava ancora estremamente frammentato, con una dispersione della casistica sulla quale si sta intervenendo attraverso la costruzione della Rete Oncologica; e anche sui parti cesarei, nonostante il miglioramento dell’indicatore che passa dal 39% del 2010 al 31% del 2016, non possiamo ancora dirci soddisfatti ed è questo il motivo per cui particolare attenzione stiamo prestando all’assistenza materno-infantile, con la concentrazione dei parti in ospedali sicuri e l’attivazione del trasporto neonatale in emergenza.

SALUTE DONNA. E’ stata predisposta l’Agenda della gravidanza affinché ogni donna possa seguire e comprendere meglio l’andamento della propria gravidanza e possa viverla con maggiore fiducia  e serenità.
Partoanalgesia e Qualificazione del Percorso. Approvazione del protocollo regionale per la partoanalgesia” e adozione del Modello organizzativo implementazione partoanalgesia nei punti nascita con numero parti >1000/anno. Il protocollo è stato predisposto dal Comitato Punti Nascita Regionale (CPNR) e  condiviso  con l’Associazione Anestetisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica (AAROI-EMAC), con la Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) con  la Società Italiana di Anestesia Rianimazione Emergenza e Dolore (SIAARED) nonché con esperti intervenuti, al fine di individuare i criteri clinico-organizzativi per rendere operativo il parto in analgesia epidurale, presso i punti nascita previsti dalla Regione in condizioni di sicurezza.

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