NOTIZIE DALL’ITALIA. TRIVELLE, CAOS NEL GOVERNO. COSTA: “NESSUN VIA LIBERA O ME NE VADO”

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Sulle trivelle in mare è scontro nel governo. Da un lato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che annuncia il no politico a qualsiasi autorizzazione. Dall’altro il viceministro all’Economia, il leghista Massimo Garavaglia che respinge: “L’iter è in corso, Costa non può fare quello che vuole”.

“Sono per il no alle trivelle, le trivelle passano per la valutazione di impatto ambientale, e io non le firmo. Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza” ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, intervenendo a un evento a Pescara con il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il M5s.

Il tema riguarda le autorizzazioni: la Lega, secondo indiscrezioni, sarebbe anche favorevole a una sospensione di 18 mesi – come prevede l’ultima versione dell’emendamento sulle trivelle al decreto semplificazioni – ma pretende che l’aumento dei canoni sia compatibile con la tenuta della aziende coinvolte. Mentre Sergio Costa è stato netto nel ribadire la sua contrarietà alle autorizzazioni.

La vicenda trivelle è esplosa dopo l’annuncio di nuove ricerche autorizzate nel mar Ionio. Il governo aveva reagito annunciando un decreto con una moratoria per le autorizzazioni. Ora si registrano nuove tensioni con la replica di Garavaglia a Costa.

“Lo stallo” in commissione Affari costituzionali e Lavori pubblici al Senato, ha detto Garavaglia, “va risolto politicamente: deciderà il Parlamento. Noi l’attenzione che poniamo è a trovare una posizione equilibrata che eviti la chiusura di siti produttivi e quindi conseguentemente la perdita di posti di lavoro. L’importante è non fare danni”.

Infatti questa polemica rischia di far slittare l’esame del decreto Semplificazioni. “Chiederemo di passare a domani”, ha detto il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato e relatore al dl Semplificazioni, Mauro Coltorti (M5S), durante i lavori sul provvedimento anticipando le intenzioni della maggioranza. “La nostra proposta – ha aggiunto il presidente della commissione Affari costituzionali Stefano Borghesi (Lega) – sarà quella di andare a domani mattina. Difficile immaginare che si possa iniziare in modo dignitoso l’esame oggi in Aula”. E su questo arriva il moneti della presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati: “Il richiamo ad una maggiore regolarità dei lavori che è stato espresso oggi con forza è anche il mio richiamo per il rispetto che si deve all’istituzione del Senato e ai senatori tutti”. Il decreto scade il prossimo 12 febbraio. (repubblicabari))