LETTERA APERTA AI CONSIGLIERI COMUNALI DI SAN NICANDRO, SI PARLA DI METANO MA NON TUTTI SANNO CHE…

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All’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, previsto per il 18 c.m., è stata posta l’indizione di una  nuova  gara di appalto per  la fornitura e distribuzione del  gas  metano negli ambiti territoriali dei  24  Comuni di  “Foggia Nord” , di cui 9 sono montani come il nostro. La distribuzione interessa una popolazione di 295.241 abitanti, con una rete complessiva di km. 948 ed un consumo di circa mc. 65 mila (rif.to al 2012). La tipologia di gara è prevista dal D.Leg.vo del 01.06.2011 e da svarianti altri decreti Ministeriali, nonché dalla delibera n° 407/R/GAS dell’Autorità per l’Energia. Il  regolamentato  ha stabilito, “ sia gli aspetti organizzativi fra gli Enti locali appartenenti all’ambito per l’emissione dei documenti di gara e per la gestione del servizio, gli obblighi informativi del gestore uscente agli Enti locali e al gestore subentrante, i provvedimenti applicativi del calcolo del valore di rimborso in conformità con la normativa primaria vigente, il bando di gara tipo e il disciplinare di gara tipo, includenti i criteri di valutazione dell’offerta, a cui la stazione appaltante deve attenersi, le disposizioni per la verifica di offerte anomali e gli oneri, una tantum e annuali, che il gestore deve riconoscere agli Enti locali ,    sia   i criteri per la definizione del corrispettivo una tantum per la copertura degli oneri di gara per l’affidamento del servizio di distribuzione”.

La storia del “metano“, per quanto è possibile sintetizzare agli attuali e giovani amministratori, riguarda oltre  un  ventennio  di problematiche  insorte dopo l’aggiudicazione alla società MUCAFER srl in ATI (associazione temporanea di imprese),  dalla quale sarebbe poi scaturito il successivo contratto intercorso con il Comune, senza una reale copertura finanziaria. I progetti di massima allegati all’offerta ed al contratto rimasero pressoché abbandonati dal Comune per circa un decennio, tanto da essere diventati, tra i tanti progetti rimasti inutilizzati, gli “scheletri negli armadi”, di cui spesso si sparla nei passaggi tra un’amministrazione ed un’altra, a spunto di accuse reciproche di “mala amministrazione”. Il contratto, in assenza di finanziatori privati, ovverossia di finanziamenti pubblici che si sperava dovessero miracolosamente cadere dal cielo (o per grazia ricevuta dai santi padroni), è stato rescisso   dall’amministrazione Marinacci divenendo ancora oggi il tormentone delle amministrazioni successive a seguito di pronunciamento del Consiglio di Stato. Pure rischia di diventare un tormentone il “collaudo tombale” redatto da una commissione di esperti, sulla concessione della rete metanifera affidata a “trattativa privata “alla società PITTA gas, rimasto da sempre chiuso (e tenuto gelosamente nascosto), nel cassetto di qualche improvvido funzionario, senza una stima del valore residuale attribuito agli impianti. Collaudo che ha ignorato, sia le modifiche arbitrariamente introdotte nella realizzazione ridotta   delle reti metanifere, per circa 2 milioni di euro, sia le somme poste inizialmente a carico del privato a giustificazione dell’affidamento a “trattativa privata”, nonché l’importo annuale del 10% sugli utili di gestione che non risultano essere mai stati versati al Comune per la concessione e gestione del servizio in regime di “qualità” e di manutenzioni  programmate.

Detto ciò, per fare una doverosa informazione di quanto è avvenuto in passato, restando da sempre disponibile al confronto pubblico su queste ed altre problematiche che interessano, per senso civico, tutta la nostra cittadina in stato di “dissesto” finanziario.  Anche perché, per quanto è dato di sapere, le somme riconosciute alla società MUCAFER, non vengono ancora interamente saldate, su un importo di circa un milione di euro, oltre ad interessi e spese legali. Voglio augurami che, in occasione del prossimo Consiglio Comunale, si voglia avviare una seria discussione, per la tutela degli interessi generali del Comune, in presenza di contenzioso ancora in atto con le società subentrate alla Pitta gas nelle gestione dal 2010 del servizio e che dovranno ancora ricevere il pagamento degli indennizzi sullo stato di consistenza delle reti esistenti, se giammai redatto ed approvato compiutamente.

  1. B. Della Torre