LA TRADIZIONE DELLA “CALZA DEI DEFUNTI” NEL GARGANO

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Vi è mai capitata la fortuna di sedervi accanto ad un anziano, casomai dinanzi al caldo focolare di un caminetto, in una di quelle sere autunnali dove la bocca di chi ha visto tanto ed ha tanto da raccontare è una piacevole compagnia… ed iniziano così quelle storie che piacciono tanto ai più piccoli e che li portano a fantasticare e ritrovarsi così in mondi sconosciuti? Sarebbe bello tornare a quella semplicità tipica di chi ha vissuto un’infanzia intesa… e noi nel piccolo tentiamo di far volare la fantasia e ci ritroviamo con le mani protese verso il tanto familiare focolare ed immaginiamo un nonnino che ci racconta la storia della “Calza dei defunti”.
Il periodo che va dalla notte del 1° Novembre al 6 Gennaio è uno dei periodi più misteriosi dell’anno…vediamo la natura spogliarsi della sua bellezza… il buio della notte giungere prima rendendo le giornate più brevi…. ed ecco che le Porte del Cielo vengono aperte e i defunti iniziano il loro viaggio… un viaggio permesso solo in questo periodo dell’anno.

La leggenda narra che i defunti iniziano il loro cammino alla mezzanotte del 2 Novembre entrando dalla porta dei loro cari che, nel frattempo, prima di andar a dormire, accendono dei lumini in loro ricordo, lasciano la tavola imbandita in modo tale da nutrire i parenti al passaggio e abbastanza legna nei caminetti per permettere loro di scaldarsi.

Dal punto di vista dei bambini questa festa rappresentava una gioia immensa… la CALZA DEI DEFUNTI… ecco che appendevano le loro calzette ai caminetti con la voglia di esser già all’indomani per vedere cosa c’era dentro.
E così la mattina al risveglio la si trovava appesa dietro la porta o al camino. La calza dei defunti conteneva ogni tipo di dolce: cioccolatini, caramelle, confetti, biscotti.. ed anche i frutti autunnali come le castagne, le noci, le mandorle, i melograni e le mele…. per i ragazzi monelli, invece, la calza era piena di carbone.

I defunti dopo aver lasciato i doni ai fanciulli, riprendevano il cammino e dopo aver attraversato la Valle di Giosafat, il punto in cui tutte le nazioni, secondo gli scritti biblici, si incontrano… il 6 Gennaio, giorno dell’Epifania rientravano in Cielo!

Qual era il significato della calza dei morti? Portare i bambini a vedere la morte in maniera diversa, rompere la soglia della paura e indurli ad avere un legame affettivo con le anime dei loro defunti. Chi come me ha vissuto questa esperienza nella sua infanzia… la ricorderà sempre con immenso piacere ed affetto. (albumdelgargano)
Michela Colafrancesco