LA PACCHIANA E IL PASTORE, DA UNA ANTICA LEGGENDA DERIVA L’ABITO DELLLA PASTORIZIA

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“A Diomede, uno degli eroi di Troia fu affidato il compito di trasportare gli ori. Fra i tanti viaggi inediti, alla fine approdò presso le isole di Tremiti.

Il re Dauno fece sposare l’eroe con la figlia, dando per dote la Puglia, quindi una parte del bottino lontano, Diomede lo trasferì nel Gargano, che, in seguito, fu ritrovato da un pastorello mentre pascolava capre ed agnello.

Il giovane lo offrì all’amata in occasione del rito nunziale: fermagli, pettini, collane e bracciale; tutti utilizzati per quel dì di festa facendo luccicare il petto e la testa. Quella apparizione fu criticata giacché esagerata e definita una vera pacchianata”.

L’antica civiltà contadina e quella della pastorizia solevano sfoggiare i nuovi abiti per delizia e venivano indossati con sobrietà durante i matrimoni e le festività.

Il vestito della pacchiana è utilizzato attualmente per il Carnevale e viene realizzato dalle sarte con maestria giacché la gonna viene plissettata con simmetria utilizzando la stoffa di fustagno, lunga fino al calcagno; ad essa vengono applicati: fascioni dorate per le famiglie agiate, celesti per quelle del proletariato.

Il davanti è coperto da un grembiule bianco ricamato con fili dorati che non passano inosservati, così per le ciabatte di stoffa, adatte alle lunghe passeggiate; bianco è, lo scialle di seta a coprir le spalle.

I capelli raccolti con ferretti penzolanti oltre agli orecchini luccicanti e il braccialetto e tantissime collane per ornare il petto.

Il corteo carnevalesco delle Pacchiane

A volte il mormorio si disperde nel notare un vestito verde, senza ornamento, viene simulato l’abito di una giovane calabrese non benestante, fidanzata col pastore locale transumante.

Il corteo carnevalesco delle Pacchiane, tutte, col petto dorato convalida il fatto che l’antico tesoro nel Gargano, forse fu davvero ritrovato.

Il Pastore è della Pacchiana l’accompagnatore, anche lui ricopre le spalle col bianco scialle e, oltre ad essere il protettore, tiene nel tascapane i confetti da offrire ai parenti e agli amici diretti.

La consuetudine è di ballare entrambi la tarantella in sintonia, per simulare l’affiatata allegria.

L’abito grezzo, dai lontani prestigi, nel 1867ha partecipato alla Esposizione Generale di Parigi. Nel 2018, in occasione della prima sfilata “Pastore e Pacchiana”, il riconoscimento si è trasformato da Carnevale epico in Carnevale Storico.

Nel 2025 fu premiato anche a Venezia durante il carnevale patrizio, come abito semplice e antico della pastorizia.

Antonio Monte