LA NOTTE DEL TRANSUMANTE – I CANTORI DI CIVITATE TRA TRADIZIONE, ATTUALITA’ E TRASMISSIONE DEI SAPERI

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LA NOTTE DEL TRANSUMANTE E LE PARLATE LOCALI COME IDENTITA’ COMUNITARIA, è un progetto dei Cantori di Civitate, Gruppo Folkloristico APS, presieduto da Matteo Longo. 

Presentato al Consorzio Puglia Culture, ha l’obiettivo di portare nelle scuole la conoscenza del dialetto e pratiche della tradizione musicale popolare, all’insegna dei valori della transumanza.

Tre le scuole complessivamente interessate, su San Severo, Apricena e San Paolo di Civitate, che hanno scelta tra i corsi di: “Tamburello – Canto-ritmo-danza – Scrittura del dialetto – Ricerca e produzione, scritta e orale, di motti e proverbi”.

Il progetto è naturale prosecuzione di un percorso che ha visto nei mesi scorsi diversi cultori del dialetto dauno riunirsi intorno alla ricerca di regole comuni per la scrittura degli idiomi locali, e culminerà nella mattinata del 20 dicembre 2025, presso Fattoria Rovello di San Paolo di Civitate. con laboratori didattici tra mestieri e tradizioni della transumanza, stand enogastronomici con degustazione e le esibizioni delle ragazze e i ragazzi dei laboratori e le danze etniche dei transumanti. Mentre dalle 17,00 in Largo S. Paolo si terrà il concerto Canti, suoni e balli della Transumanza con I Cantori di Civitate, gli Aria Sonora, da San Nicandro G.co, Ru’ Maccature, dal Molise e Matteo Grifa, da San Severo.   

La storia e l’attualità della Transumanza in Capitanata hanno un valore significativo per il rilancio culturale, ambientale ed economico. La migrazione stagionale di greggi e armenti secondo i cicli agricoli e climatici è una pratica antichissima, che per molti secoli ha costituito il cardine dell’economia pastorale e rurale dell’entroterra appulo–molisano.

I percorsi usati allora, i cosiddetti “tratturi” e “tratturelli”, strutturavano non solo gli spostamenti animali ma anche le relazioni umane: scambi di bestiame, pascoli, sapienze pastorali, legami tra comunità, riti e culture locali.

Riconosciuta dall’UNESCO come “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” nel 2019, nella transumanza si riflettono identità, rispetto per la natura, stagionalità, filiere tradizionali (carne, latte, lana), memoria collettiva e ritualità.

 Vi riecheggiano inoltre tradizioni, linguaggi, mestieri e rapporti sociali: una vera e propria “colonna” della storia sociale, culturale e ambientale di Capitanata.

Sensibilizzare verso la transumanza significa quindi aprirsi ad un ponte tra memoria e innovazione, in un momento in cui sostenibilità, biodiversità e identità territoriale tornano centrali.

Un contesto che, se adeguatamente valorizzato, può contribuire a rilancio economico, turistico, al radicamento e presidio del territorio.