IERI, 12 GENNAIO 1902, A CARPINO 200 BRACCIANTI INVADONO TERRENI COMUNALI

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(dall’Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

QUANDO LA CAPITANATA ERA DAVVERO AFFAMATA

«Muniti di zappe, al grido di “Abbasso il Municipio”, invasero dei terreni di proprietà comunale in tenuta Petronella». Così “il Foglietto” di Lucera (n. 4 del 12 gennaio 1902) riferiva della rivolta dei 200 contadini di Carpino. Non un fatto estemporaneo, e neppure isolato, in Capitanata; bensì la drammatica manifestazione di una condizione di povertà e disagio vissuta da contadini e braccianti sempre più impoveriti e affamati. Fu così che l’8 settembre di quello stesso anno a Candela si registrò uno degli eccidi più clamorosi della storia della provincia di Foggia (ma ne riparleremo approfonditamente nell’Almanacco del prossimo 8 settembre). Il termometro della preoccupante condizione economica vissuta all’epoca è reso plasticamente dalla cronaca del primo Congresso dei contadini pugliesi che si tenne a a Foggia nei giorni 5 e 6 aprile del 1902. Ne ha riferito Raffaele De Seneen su manganofoggia.

PRIMA GIORNATA Alle ore 11,30 presso il Teatro Politeama di Foggia si apre il 1° Congresso dei contadini pugliesi promosso dalla locale Lega di Miglioramento. Risultano presenti circa 200 rappresentanti di diverse Leghe: Foggia con 1.400 soci, Lucera con 800, Sansevero 400, Deliceto 300, San Giovanni R. 100, Stornarella 200, Carapelle 200, Manfredonia 400, Carpino 100, Cagnano 100, Candela 400, Cerignola 1.200, Orta Nova 200, Troia 100 e poi Torremaggiore, Apricena e Sannicandro. I rappresentanti con diritto di voto deliberativo sono 57 compresi quelli di Andria, Barletta e Bisceglie. La seduta viene aperta dall’avv. Maiolo che dà lettura dell’adesione della Lega di Casamassima. Quindi, viene costituito l’Ufficio di presidenza, che su proposta dell’avv. Fioritto risulterà così composto: Direttori di assemblea, Fioritto, Spagluolo, Quinto e De Palma; Segretari Di Maio, Fischetti, Eugenio Ferri e Magaldi. I lavori vengono introdotti dall’avv. Fioritto che si rivolge ai congressisti dicendo. fra l’altro: “Profugo da una classe a voi sempre avversa, vi porto il saluto della Commissione ordinatrice e della Lega di Foggia. Voi discuterete dignitosamente e serenamente per dare così la prova che siete già educati alla vita pubblica e degni di migliore avvenire”. Subito dopo vengono avanzate le seguenti proposte da inserire nell’ordine del giorno: Statuto fondamentale per tutte le Leghe (proposta Rodoveo), Case operaie (proposta Ferrero), Festa del 1° Maggio (proposta Maiolo). Alle ore 12,00 circa giunge nella sala del Congresso l’on. Enrico Ferri che porta il suo saluto di socialista e come rappresentante della Direzione del partito socialista. Nell’intervento a seguire, l’on. Ferri, definisce il Congresso “un fenomeno storico interessante e un segno dei tempi che preludia a una nuova civiltà”: Poi, termina il suo intervento al grido “Viva il socialismo!” e i congressisti intonano due strofe dell’Inno dei lavoratori. I lavori del Congresso riprendono alle 15 con l’intervento dell’avv. Maiolo, che individua nella “istruzione agraria” la conquista dei miglioramenti da parte dei contadini, e propone il seguente ordine del giorno: “Il congresso dei contadini pugliesi ritenuto che i contadini devono conseguire il loro miglioramento, non solo la lotta economica pel rialzo del salario, ma anche progredendo nella loro professione DELIBERA di promuovere un’agitazione perchè siano istituite scuole professionali pei contadini, e finchè non si giungerà ad ottenere risultati positivi da tale agitazione, d’istituire delle scuole pratiche ad iniziativa delle Leghe, delle Federazioni e delle Camere del Lavoro”. Fa seguito l’intervento sulla “legislazione agraria” tenuto dall’avv. Maiolo che termina chiedendo l’approvazione di un relativo ordine del giorno, in cui, tra l’altro, propone un voto per la socializzazione delle terre. La prima giornata del Congresso si conclude con l’annuncio che in serata, negli stessi locali, vi sarà la festa per l’inaugurazione della bandiera della Lega dei contadini di Foggia.

SECONDA GIORNATA E’ domenica, e il numero dei congressisti aumenta, giungono da San Marco La Catola e da Celenza, inoltre, nei palchi, si nota la presenza femminile. Il primo intervento della giornata è dell’avv. Maitilasso; parla del lavoro delle donne e dei fanciulli e conclude con la proposta di un ordine del giorno: “Il primo Congresso dei contadini delle Puglie, considerato che l’attuale sfruttamento delle donne e dei fanciulli è contro le leggi di natura, che esso è una precipua causa della miseria e del ribasso dei salari DELIBERA 1) Di continuare nell’agitazione perchè la legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli si ispiri ai principi fondamentali del progetto socialista; 2) Di istituire in tutte le Leghe femminili che dovranno sorgere la mutua assistenza all’epoca della gravidanza e del puerperio con il concorso anche di contributi da parte delle Leghe maschili; 3) Di reclamare la refezione scolastica ai figli dei contadini d’ambo i sessi fino ai 15 anni. L’avv. Fioritto, invece, propone il seguente ordine del giorno: “Il Congresso ritenuto che i lavoratori della terra quando hanno dato alla società tutte le loro forze, hanno diritto di ricevere da questa società beneficata l’assicurazione di una vecchiaia non tribolata dalla fame e dalla miseria DELIBERA di promuovere una seria agitazione perchè vengano versate le maggiori quote dell’imposta progressiva, che fin da ora fa voti sia attuata, e frattanto vengano devolute a tale scopo le somme stanziate nel bilancio dello Stato per le inutili spese militari”. L’ulteriore argomento trattato riguarda le “case operaie”. Ad illustrarlo è ancora l’avv. Fioritto che suscita sul tema un’accesa discussione che si tramuta nell’approvazione del seguente ordine del giorno: “Il Congresso convinto che sia tempo di abolire gli immondi abituri destinati fatalmente alla classe lavoratrice e sostituirli con abitazioni igieniche DELIBERA di promuovere un’intensa agitazione a tale scopo e di incitare il lavoratore dell’arte edilizia, perchè costituiscano delle cooperative di lavoro per assumere l’impresa di tali costruzioni assicurandoli intanto della piena solidarietà dei lavoratori della terra. Nell’intervallo che segue, una ventina di congressisti, sotto la direzione di Lorenzo Fischetti intonano e cantano l’Inno dei lavoratori composto da F. Turati nel 1886: “Su fratelli, su compagni, su, venite in fitta schiera: sulla libera bandiera splende il sol dell’avvenir. Nelle pene e nell’insulto ci stringemmo in mutuo patto, la gran causa del riscatto niun di noi vorrà tradir. Il riscatto del lavoro dei suoi figli opra sarà: o vivremo del lavoro o pugnando si morrà”

Il Congresso riprende con una maggior presenza femminile ed è ancora l’avv. Fioritto a parlare di emigrazione facendo voti, in un ordine del giorno, a favore della colonizzazione interna e per l’istituzione di un particolare ufficio di emigrazione. Appena giunto, prende la Presidenza del Congresso l’on, Lollini, ed in assenza dell’avv. Mucci è l’avv. Canio Musacchio di Gravina di Puglia a relazionare sull’opportunità di costituire la Camera del Lavoro. L’argomento è il più interessante all’ordine del giorno ed è dimostrato dal fitto dibattito che ne segue. Dibattito non senza contrasti che viene prima sospeso e poi ripreso. L’on. Fioritto propone la Federazione provinciale delle Leghe dei contadini, e pur convinto dell’utilità della Camera del Lavoro suggerisce una preliminare discussione da parte degli uffici. ‘avv. Maitilasso ravvisa la necessità che a San Severo sia subito costituita una sezione della Camera del Lavoro. Rodoveo, rientrato da poco dalla Liguria, propone che si costituiscono, dove vi sono 5.000 iscritti e tre Leghe, delle distinte Camere del Lavoro. L’avv. Maiolo riassume la discussione o propone l’utilità di costituire una sola Camera del Lavoro a Foggia. Prima del voto, il capolega dei contadini di Foggia, Silvestro Fiore, chiede che la Camera de Lavoro venga istituita prima dell’inizio dei lavori estivi. A conclusione di questo argomento vengono approvati gli ordini del giorno di Fioritto e Musacchio e un altro ordine del giorno provvisorio con cui si delibera di nominare un comitato provinciale formato da tre contadini e due altre persone per provvedere sin dall’immediato agli interessi dei lavoratori negli imminenti lavori estivi. Vengon chiamati a far parte del Comitato: Fiore capolega di Foggia, Quinto capolega di Cerignola, Cristofaro Di Giovine capolega di Lucera, oltre gli avv. Fioritto e Ferreri. Nell’intervallo della discussione sulla Camera del Lavoro si sono toccati altri punti. Rodolfo Asdrubali evidenzia la deficienza dell’attuale legge sugli infortuni e fa voti che essa venga estesa anche ai contadini, che per ora ne sono esclusi. Uno dei congressisti fa voti per il riposo festivo, inoltre, si vota un ordine del giorno contro la progettata spedizione a Tripoli. Fischetti, Clerico e Gaddino proprongono l’istituzione di pubblici dormitori per i lavoratori forestieri. Il Congresso si chiude con i ringraziamenti di Silvestro Fiore, capolega dei contadini di Foggia, ai congressisti intervenuti ed il riconoscimento alla propaganda socialista che ha consentito l’esistente organizzazione proletaria di Capitanata. L’on. Lollini dichiara sciolto il Congresso al grido di: “Viva il proletariato!”, il pubblico applaude e grida: “Viva il socialismo! Viva il proletariato!” Quante cose, che oggi ci paiono scontate, perchè connaturate al diritto naturale, perchè ottenute al tavolo di una contrattazione collettiva di lavoro, senza lotte, scioperi e morti, erano all’epoca, non quella delle palafitte, bensì agli inizi del 1900, solo un libro dei sogni fatto a colpi di ordini del giorno. Diritto all’istruzione, tutela del lavoro femminile e minorile, attenzione e provvidenze per le donne lavoratrici in occasione della gravidanza e del puerperio, le forme assicurative-pensionistiche per tutelare i lavoratori in caso di incidenti e per il momento in cui sarebbero usciti dal mondo produttivo per vecchiaia, quindi non più in grado di procurarsi una paga o un salario. E poi la questione abitativa, quella che oggi in termini più correnti possiamo inquadrare nella politica per “le case popolari”, il senso di appartenenza e di solidarietà che si concretizza e porta all’auspicio che i lavoratori stagionali provenienti da altre zone trovino alloggiamenti decenti: precursori dei tempi su quella tematica che vede oggi proprio le nostre amministrazioni locali impegnate con quel progetto di “albergo diffuso” per venire incontro alle esigenze di lavoratori neocomunitari ed extracomunitari. E gli oneri derivanti dall’attuazione di questi sogni?? Semplice, forse troppo, i congressisti individuano nelle spese per preparare e sostenere una guerra (Tripolitania, guerra italo-turca 1911/1912) le risorse da meglio utilizzarsi rispetto ad un evento che li avrebbe costretti in prima fila per conquistare e difendere interessi propri di altre classi sociali. Riprendiamo dalle cronache del tempo. Il Foglietto di Lucera nel n. 28 di giovedi 10 aprile 1902 dedica ai fatti testè descritti un articolo dal titolo “Dopo il Congresso” nel quale evidenzia che l’organizzazione dei contadini nella nostra provincia è appena iniziata. Prova ne è che i comuni dove esistono le Leghe di miglioramento non raggiungono il numero di 20 e gli iscritti intorno ai 7000 rispetto alla massa dei lavoratori di campagna, e che le loro condizioni si differenziano da centro a centro (Foggia, San Severo, Cerignola, Lucera). Differenze, che pur minime, influiscono sui comportamenti individuali, si è che, commenta il Foglietto “sarebbe difficile precisare quali sono i motivi veri che determinano la costituzione delle nostre Leghe, se un’aspirazione verso il collettivismo, ovvero il più immediato intendo del maggior salario; se con sentimenti di antipatia verso reggitori di comuni e provincia, o un “entrain” per giovani attivi, simpatici, che essi credono debbano sostituire i vecchi arnesi del mestiere politico-amministrativo. Ad ogni modo le Leghe esistono e la loro esistenza la devono al partito sociaslista”. E il Foglietto critica lo stesso Partito Socialista per aver affrettato i tempi di questo congresso che ha messo a nudo “il lato debole della organizzazione” e “la insufficiente preparazione negli elementi direttivi”. Il Foglietto da una parte esalta la bontà e la giustezza di alcuni ordini del giorno come quello per la istruzione agraria e le case operaie da far costruire da una cooperativa di lavoro fra muratori, e rileva “si può prendere sul serio il voto fatto da 57 contadini per la socializzazione della terra? E che valore prossimo ha esso?”, paventando che un certo tipo di propaganda può “dare per risultato immediato l’esaltazione subitanea e gli scoraggiamenti non meno repentini nelle menti incolte”. L’articolo di spalla, in prima pagina su il Foglietto, così conclude “E se un augurio possiamo fare è questo, che un congresso di contadini si ripeta perchè non c’è spettacolo da vedere più confortante di quello di una classe di lavoratori che tenta elevarsi”. Per chi non ha vissuto quell’epoca e quegli eventi, per chi è arrivato molto dopo che la storica e bella testata de “il Foglietto” ha cessato di denunciare, raccontare e commentare, ma che di questi fatti è andato alla ricerca, storicamente legandoli ad altri accaduti e a quelli attraversati dalla propria esistenza, non resta che dire: “Lottare per una vita e un’esistenza più dignitosa non è un reato, sognare non è un furto”.(ilmattinodifoggia)