FOTO DI GRUPPO DEL NUOVO PARLAMENTO

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Il nuovo Senato. Dopo le montagne russe degli ultimi giorni, sembra proprio che la XVIII legislatura possa finalmente entrare nel vivo. Se dei profili (e del cv) dei membri del nuovo governo si sono già occupati in tanti, di quelli dei nuovi parlamentari sappiamo ancora molto poco.

Non sono molte le informazioni sul nuovo Senato e quelle poche sono principalmente anagrafiche. Per quanto riguarda i 315 senatori eletti (escludendo quindi i sei senatori a vita), le donne sono 109, il 34 per cento del totale. L’età media è di 52 anni (al Senato si può essere eletti dopo aver compiuto 40 anni), poco meno (51) se consideriamo solo le senatrici (53 anni è l’età media dei senatori). I gruppi parlamentari sono sei: in ordine di grandezza, Movimento 5 stelle, Forza Italia, Lega, Partito democratico, Fratelli d’Italia e Autonomie, a cui si aggiunge il Gruppo Misto (tabella 1).

Il gruppo parlamentare con più alta percentuale di senatrici è il Movimento 5 stelle, che rispecchia sostanzialmente lo spirito della nuova legge elettorale; sotto la soglia del 40 per cento, invece, gli altri. I gruppi più giovani sono quelli di Movimento 5 stelle, Lega e Partito democratico, quello più anziano è di Forza Italia.

La nuova Camera. Sui nuovi deputati sono disponibili maggiori informazioni, che riguardano il numero di mandati precedenti, il lavoro e il titolo di studio. Cominciando dalla dimensione dei gruppi, anche alla Camera il più numeroso è quello del Movimento 5 stelle, seguito da Partito democratico, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Liberi e Uguali, che alla Camera ha superato la soglia di sbarramento. Le donne sono 218, il 36 per cento del totale. Anche in questo caso, lo spirito della nuova legge elettorale non è stato rispettato in pieno. Tuttavia, il Movimento 5 stelle ha una quota di elette sensibilmente superiore al 40 per cento, mentre per la maggior parte degli altri partiti si attesta intorno a un terzo degli eletti. Alla Camera si può essere eletti dopo aver compiuto 25 anni e questa volta l’età media è piuttosto bassa, 44 anni (46 per gli eletti e 42 per le elette). Il gruppo più giovane è quello del Movimento 5 stelle, seguito dalla Lega, tanto è vero che quasi tutti i deputati che hanno meno di 30 anni (sono 25) appartengono a uno dei due gruppi. Ovviamente, i gruppi parlamentari più giovani sono anche quelli che presentano i deputati con meno mandati precedenti: oltre il 70 per cento degli eletti dei due gruppi è infatti al primo, anche se il rinnovamento è ben diffuso in quasi tutti i gruppi (ben il 65 per cento dei membri della Camera è al primo mandato), con le eccezioni di Partito democratico (35 per cento) e Liberi e Uguali (31 per cento).

Per quanto riguarda il titolo di studio, hanno conseguito almeno la laurea il 65 per cento dei membri della Camera. Il gruppo con la più alta percentuale è quello di Liberi e Uguali (85), il gruppo con la quota più bassa è quello di Fratelli d’Italia (50). Infine, per quanto riguarda le occupazioni, va innanzitutto notato che 118 deputati non indicano alcuna professione. Tra i lavori più presenti, il Movimento 5 stelle ha la leadership tra insegnanti e impiegati, la Lega tra gli amministratori locali, il Partito democratico tra i giornalisti e Forza Italia tra gli imprenditori.

Il confronto con la Camera nelle legislature precedenti. Rispetto al passato, si può osservare come la nuova legge elettorale abbia mantenuto elevata la quota di elette alla Camera: era solo del 17 per cento nella XV legislatura, del 22 per cento nella XVI e del 31 per cento nella XVII. Tuttavia, non è stato raggiunto l’obiettivo di quota 40 per cento, sia per le note imperfezioni dell’attuale legge sia, naturalmente, per la tradizionale difficoltà del genere femminile a candidarsi o a essere eletta. L’età media è scesa a 44 anni, sempre per merito della Lega e questa volta anche del Movimento 5 stelle. Rispetto alla scorsa legislatura, entrano in Parlamento giovani con meno di 30 anni (non ce n’era nessuno cinque anni fa). Il ringiovanimento del Parlamento è certamente una buona notizia: oltre ad essere notoriamente squilibrato demograficamente, infatti, il nostro sistema bicamerale tende a favorire le classi di popolazione più anziane (il senato, composto da over 40, ha potere di veto su tutte le leggi). È quindi positivo che l’età media del legislatore sia diminuita. Tuttavia, questo vuole anche dire che una quota elevata di deputati è al primo mandato: ciò potrebbe inizialmente rendere più lenta l’attività parlamentare. Paradossalmente, la Lega si conferma partito più tradizionale di tutti, vale a dire mezzo di selezione della classe dirigente attraverso la formazione di personale politico nelle amministrazioni locali. In flessione, la percentuale dei laureati, nelle ultime tre legislature sempre intorno al 70 per cento e ora scesa al 65 per cento

Paolo Balduzzi