ELOGIO DELLE ELEZIONI

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Le votazioni in generale e a San Nicandro garganico in particolare, sono una occasione di festa civile e di democrazia. Quando è tempo di elezioni san Nicandro si sveglia dal suo torpore annoso. I muri si coprono di manifesti colorati con tante facce mai viste prime con sguardi promettenti. Nelle strade si discute animatamente. I ristoranti e le pizzerie accolgono i candidati e i loro sostenitori contenti di mangiare a scrocco. Le masserie e le case di campagna profumano di grigliate e risuonano di tappi di bottiglia che esplodono nel cielo per brindare alla futura vittoria del candidato sindaco intervenuto all’ultimo momento perché trattenuto altrove da altri impegni, che offre a tutti e fa il brillante. Le tipografie fanno affari stampando manifesti, volantini, biglietti da visita e cartelloni pubblicitari. Si tirano fuori i megafoni e si gira per le strade e tra la gente annunciando che questa sera in piazza Domenico Fioritto a una certa ora ci sarà il comizio del candidato sindaco. Interverrà l’onorevole venuto da Foggia. I candidati girano door to door per farsi conoscere e annunciarsi come il nuovo che avanza. La languida economia locale tira un respiro di sollievo. La comunità sembra vivere una nuova vita.

Negli occhi di tutti si legge la luce di chi pensa: sarà la volta buona? Sarà l’occasione per un vero cambiamento? Sui social si contano i like. Il candidato povero conta gli spiccioli in tasca e spera. Investe e spera. La notte prima dell’intervista fa fatica a prendere sonno e al mattino non sa cosa mettersi addosso. Gli emigranti e gli studenti universitari tornano al paesello perché il biglietto del treno lo offre lo stato. Si sospende l’invio delle cartelle esattoriali e i vigili sospendono momentaneamente di fare le multe. Diminuiscono i furti. Cala lo spaccio. Mentre i prezzi si mantengono stabili. Insomma le elezioni sono una grande festa democratica e una vera e propria botta di vita. E allora perché votare solo ogni 5 anni. 5 anni sono lunghi da passare.

Non si potrebbe votare più spesso. Che ne so ogni due anni. Non potrebbe essere questo un primo, timido periodico tentativo per innescare un circolo virtuoso economico quale prodromo di una più massiccia e travolgente ripresa economica, civile, sociale, culturale, morale? No? No.

Emilio Panizio