EDITORIALE DELLA DOMENICA. SERVE UN PATTO DI SVILUPPO PER SAN NICANDRO

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Siamo all’inizio di un nuovo anno ed ancora nessuno avverte la necessità di una riflessione sulla tematica dello sviluppo locale. Poiché per raggiungere gli obiettivi devono passare alcuni anni, sarebbe opportuno occuparsene già da ora visto che è passato, purtroppo, già moltissimo tempo per cominciare a trovare soluzioni.

Ogni territorio può generare forme di ricchezza, basta solo avere la certezza di riconoscere al territorio la capacità di produrre un cambiamento verso una destinazione condivisa. È una tematica vasta ma quello che è indispensabile è il recupero della memoria e della identità del territorio, insomma una sfida culturale per orientare una nuova prospettiva. Ma come affrontare questa sfida? Occorre innanzitutto un patto per lo sviluppo locale che coinvolga le istituzioni, le forze sociali, le organizzazioni economiche per definire interventi finalizzati a valorizzare il territorio.

Quali allora gli ambiti di intervento? In tutta l’area esiste un grave problema di occupazione e, siccome almeno ad oggi, è impensabile che ci possano essere investimenti in loco da parte di imprenditori esterni, occorre puntare sul “prodotto culturale” che rappresenta una vera risorsa inimitabile e non trasferibile, né riproducibile in altri ambienti diversi dal contesto territoriale di San Nicandro.

Oltre l’agricoltura e alla intensificazione delle produzioni tipiche e della enogastronomia, occorre intervenire in ambito turistico con una offerta dei servizi turistici del territorio per renderlo definitivamente competitivo.

L’ambito più strategico è sicuramente quello della cultura, anche in relazione all’esigenza di una diversificazione di una proposta di turismo culturale tipica e differente da quella del resto del Gargano. Tale offerta può essere resa in tutti i mesi dell’anno a cominciare con i riti dei fuochi organizzati dalle chiese e dalle associazioni, l’organizzazione del tipico carnevale sannicandrese, la Passione vivente, la festa patronale, gli eventi dell’estate sannicandrese, la Fiera d’ottobre ed il Natale con le manifestazioni di “Aspettando Natale” e “Il villaggio di Babbo Natale” oltre che il ripristino del Presepe Vivente della Chiesa del Convento. A questi eventi aggiungerne (e ce ne sono) altri per ripristinare antiche usanze e tradizioni.

Ed inoltre, sempre sotto l’aspetto culturale, la conoscenza del territorio con Devia, Sant’Annea, il villaggio neolitico di Torre Mileto, il Museo storico etnografico e della Civiltà contadina e il Museo della transumanza (attualmente entrambi chiusi), edifici storici della cittadina, le chiese e la loro storiografia, castello, borgo antico, masserie fortificate. Dal punto di vista naturalistico la dolina carsica di Pozzatina, il Boscoso, Torre Mileto, le grotte e tanto altro ancora.

Insomma San Nicandro ha bisogno solo di una forte scossa culturale e di una programmazione che guardi al futuro. Il lavoro sicuramente è lungo ma se mai si comincia mai si arriva al traguardo.

Sarebbe auspicabile che per un patto di sviluppo per San Nicandro sia prima condiviso da tutti e poi, insieme a tutti gli attori in campo, si definisca un progetto di sviluppo pluriennale su cui lavorare per i prossimi anni.

Il Direttore