EDITORIALE DELLA DOMENICA. POLITICA COME MISSIONE E NON SCELTA DI UN MOMENTO

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Tempi di scelte difficili per le prossime elezioni comunali, scelta degli aspiranti consiglieri da parte delle varie coalizioni in campo e scelta da parte dell‘elettore per le preferenze da scrivere sulla scheda. Sembrano scelte distinte ma sono fortemente interconnesse.

Se prendiamo in considerazione la prima, ogni partito o movimento si preoccupa di inserire in lista i portatori di voti che in passato hanno ottenuto buoni risultati o coloro che si presume possano catalizzare voti per la loro conoscenza da parte dei cittadini e tutto questo indipendentemente anche dalla capacità del singolo soggetto ad assolvere ad un ruolo essenziale come quello del destino di una comunità. Insomma raccogliere voti e poi pensare a come amministrare specialmente se mancano le competenze giuste in campo.

Poi c‘è la scelta da parte degli elettori i quali, fatta eccezione di una sparuta minoranza, si indirizzano verso candidati amici, familiari, per condivisione degli ideali di quel partito o movimento, per obblighi morali di percorsi personali e solo una minima parte per la scelta di cercare i candidati più competenti sia dal punto di vista politico che dal punto di vista della conoscenza delle problematiche amministrative, della soluzione dei problemi e che possano saper disegnare il futuro di una comunità.

Difficile allontanarsi da questo schema ed allora è giusto dire che il popolo è sovrano nella scelta di chi si candida ad amministrare una città ma poi bisogna fare un mea culpa quando l‘evidenza ci consegna una classe politica non adeguata a quel ruolo. Non è la classe politica inadeguata ma la scelta fatta quando sono stati eletti, proprio perché i criteri per la loro individuazione sono stati magari errati perché frutto di decisioni alquanto discutibili.

Anche questa tornata elettorale si presenta come le altre precedenti. Ci si augura che in ogni lista ci siano persone degne e capaci di un servizio verso la cittadinanza che riguarda veramente tutti con storie positive a cui affidare una comunità in lenta agonia. Il risultato elettorale potrebbe, in questo modo, andar bene a tutti perché in consiglio siedono le persone migliori che si sono proposte a governare indipendentemente dalla coalizione che vince. Occorre quindi ripartire bene e, soprattutto, disegnare quale futuro dare a San Nicandro che ha potenzialità ancora inespresse e saper dare una spinta sicura verso un unico obiettivo, quello della crescita collettiva.

Il Direttore