EDITORIALE DELLA DOMENICA. PER FERMARE IL VIRUS OCCORRE IL RISPETTO DELLE REGOLE

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Il rispetto delle regole è la forma più grande di una democrazia. Si possono condividere o meno ma bisogna attenersi. Si dice sempre che se anche non si condividono i pensieri degli altri, si ha comunque rispetto per quel pensiero.

Ma, credo, occorre aggiunge qualche altra considerazione su questo aspetto e cioè che il rispetto per il tuo pensiero non debba far male agli altri. Io non ti proibisco di pensare come me ma il tuo pensiero e, quindi, il tuo comportamento non deve farmi male.

Ora proviamo a traslare questo concetto nell’attualità di oggi e mi riferisco particolarmente alle regole imposte dal governo per la prevenzione di questa emergenza sanitaria dovuta al Covid. Posso anche non condividerle, ma devo comunque rispettarle perché il mio mancato rispetto potrebbe farà male agli altri. Sono quindi colpevole del danno che potrei causare ad altri.

Se s’impone un comportamento, quello dello uso della mascherina, del distanziamento e del lavaggio delle mani, non resta che uniformarci tutti al rispetto dello stesso proprio per evitare contatti. Le misure prese da un qualsiasi governo o sono rispettate da tutti oppure il virus continuerà a colpire come, dove e chi vuole.

Perché una persona che si attiene a quanto consigliato dagli esperti deve essere possibile vittima di contagio a causa di qualche insensato che decide di fare come vuole? La tua libertà non ti dà il diritto di mettermi in pericolo.

Purtroppo non ci sono sanzioni tali da poter scoraggiare i comportamenti irresponsabili. Si può immaginare che se a questi trasgressori, come ammenda, si toglie loro il servizio sanitario gratuito, continuerebbero a non attenersi ancora alle regole?

Forse è un esempio troppo forte e che mai si verificherà, ma si vuole segnalare che, certe volte, purtroppo il cattivo esempio deve essere fortemente sanzionato. Come si dice: “Dimmi tutto quello che vuoi ma non toccarmi la tasca”. E’ difficile solo pensare che costoro non hanno la consapevolezza del rischio.

Come Regione Puglia, siamo nella fascia arancione e ci vuole un attimo per passare in quella rossa con tutte le ulteriori restrizioni che causano il passaggio. Perché, allora, non pensare di fare una piccola marcia indietro e andar nella zona gialla? Serve poco per il passaggio: il rispetto delle regole che manca a molti.

Nel nostro piccolo, a San Nicandro, non è difficile capire che non tutti si sono adeguati alle regole, giovani e meno giovani. Solo qualche giorno fa il sindaco ha comunicato il numero dei contagi locali che, fortunatamente, non è ancora allarmante come quello di altri paesi viciniori. Ma sarebbe utile che il sindaco che ha attivato solo qualche giorno fa il Centro Operativo Comunale, quotidianamente rendesse nota la situazione insieme ad una campagna di sensibilizzazione continua e, nel caso, ordinarsi con le forze dell’ordine per i controlli e prendere opportuni provvedimenti amministrativi che possono ulteriormente limitare il contagio.

In conclusione, piacciano o non piacciano i consigli degli esperti, oltre al vaccino che sarà pronto nella primavera prossima, i mezzi di difesa che sono a disposizione li conosciamo e non seguirli vuol dire danneggiare gli altri come gli altri danneggiano noi stessi.

Il Direttore