EDITORIALE DELLA DOMENICA. NEMMENO LA PANDEMIA RIESCE A DARE IL SENSO DI COMUNITA’

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Chi ha letto l’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’” certamente ricorderà quelle profonde parole sul senso di comunità: “Non basta che ognuno di noi sia migliore per risolvere una situazione tanto complessa come quella che affronta il mondo attuale ma occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo”.

Questo scriveva il Papa nel 2015 ed ora quelle parole sono profeticamente attuali della situazione di oggi. Mai come ora, con la pandemia Covid i cui numeri sono arrivati a cifre allarmanti, pur nella consapevolezza di una sanità non più impreparata, c’è bisogno di risolvere una situazione complessa con la responsabilità personale verso gli altri. Le iniziative e i comportamenti individuali possono danneggiare gli altri e il cattivo o il buon esempio può fare la differenza.

Tutti i telegiornali e le trasmissioni televisive hanno un solo argomento, l’aumento dei casi da Coronavis. Ma anche tra la gente si respira un’area incredula, quasi di meraviglia come fosse una novità la questione dei contagi. Se ne è sempre parlato ma forse non tutti hanno prestato attenzione pensando di essere immuni e quasi fidando sulla debolezza degli altri. Purtroppo non è così e il contagio può essere lì a portata di mano.

Per combatterlo e vincerlo ci vuole quello che ha detto nel 2015 Papa Francesco e cioè un grande senso di responsabilità verso gli altri e questo si ha soltanto se c’è un senso di comunità, un grande senso civico e cioè l’impegno per il bene comune, che è mio, ma è anche nostro e, quindi, di tutti.

Ognuno di noi è responsabile della politica del proprio paese e ognuno di noi deve essere responsabile della salute del proprio paese. Si può anche non essere d’accordo con i decreti del governo ma le armi per combattere e vincere la battaglia ce li ha ognuno di noi e sono le regole fondamentali che conosciamo da febbraio scorso, dall’inizio di questa assurda avventura.

Se vogliamo bene alla nostra cittadina e far crescere il nostro territorio, la nostra cultura il modo migliore è quello di creare il senso di comunità osservando i comportamenti consigliati che dobbiamo imporre a noi stessi. Cerchiamo di scardinare vizi comuni. Ci fa male sentire che a San Nicandro crescono il numero delle persone contagiate le quali, magari, sono anche amici ed allora pensiamo alle loro famiglie perché il bene che assicuriamo a noi stessi vale ben poco se non viene assicurato a tutti fino a diventare vita comune.

Il Direttore