EDITORIALE DELLA DOMENICA, DIGNITÀ E POLITICA PER UNA SANNICANDRO NUOVA

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L’ultimo giro di valzer di questa settimana e poi tutto sarà reso noto e si sapranno i nomi dei candidati consiglieri, i simboli delle coalizioni e il programma elettorale. I nominativi dei candidati a sindaco di San Nicandro sono già sulla bocca di tutti e si cominciano a dare i primi giudizi. Ma sarà la pattuglia dei candidati consiglieri che dovrà essere in prima linea nello scontro per un posto al ballottaggio del 24 giugno. Non si vuole credere che qualcuno possa pensare di vincere al primo turno. Certo bisogna far credere al mondo intero che tutto può essere possibile ben sapendo che solo l’aiuto di qualche santo potrebbe cambiare questa previsione.  Ma i santi si tengono lontani da questo tipo di miracolo e quindi tutto è lasciato ad una campagna elettorale studiata a tavolino, al dialogo con la gente per chiedere consensi, ad importunare un po’ tutti e tutti risponderanno con un semplice “si”. Ma quanti di quei “si” saranno poi tali? E allora prevedere il numero di voti per ogni candidato è puramente illusorio e perciò ognuno deve far affidamento su una base certa, magari familiare o di veri amici ed affidarsi alla sua reputazione e al giudizio che gli altri hanno di lui.

È questa anche la fase delle promesse, ossia di voler fare il bene di San Nicandro, di ricambiare il favore del voto, di essere presente nella vita cittadina per risolvere problemi ed altro ancora. Tutte cose che dopo i risultati elettorali vengono affidate ai ricordi e trasferite nel dimenticatoio collettivo di tutti. E la gente lo sa perché nessuno può fare quello che non può. Le promesse facili mettono in mostra una improvvisazione che ha alla base il narcisismo di chi le fa, l’arrivismo di chi non vuole andare oltre l’oggi, la pochezza di una figura che non ha altri discorsi da fare e, quindi, riversa verso gli altri parole affidate al vento che trascina dove nessuno possa più ascoltarle.

L’invito ai consiglieri ed ai candidati a sindaco è quello del realismo più crudo, dell’informazione di un percorso da fare insieme, di una partecipazione collettiva alla cosa pubblica ben sapendo che le promesse non mantenute sono bugie che fanno della bella politica un politica da mestierante. Figure di questo genere San Nicandro ne ha già avute parecchie ed allora presentiamo la realtà dell’oggi e di quella che vorremmo avere nel futuro per costruire insieme una San Nicandro che si riprenda un’immagine di serietà politica che è l’unico requisito per guardare avanti con la certezza di una dignità rimasta sopita per troppo tempo.

Il Direttore