AZIONE DI MONITORAGGIO DELLE OPERE INFRASTRUTTURALI DI SAN NICANDRO

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Dopo i tragici fatti di Genova il Governo, come aveva già anticipato, vuole fare un monitoraggio completa di tutto il territorio italiano anche al fine di evitare che accada ancora quello che è successo nel capoluogo ligure.

Il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Campania, Molise, Puglia e Basilicata ha inviato una nota al Presidente della Regione Puglia e ai Sindaci dei comuni della regione Puglia per il monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di propria competenza.

L’azione intrapresa vuole dar seguito agli adempimenti espressi dal Governo e, pertanto, occorre procedere, con la massima urgenza, all’avvio di un’azione di monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere infrastrutturali che ricadono nella competenza del nostro comune.

Anche l’amministrazione di San Nicandro è invitata a tali adempimenti ed a voler comunicare, entro e non oltre il 30 agosto prossimo gli interventi necessari a rimuovere le condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza, corredando le predette segnalazioni di adeguate attestazioni (perizie tecniche, verbali di sopralluogo, ecc.) ed indicazioni di priorità, nonché della stima indicativa dei relativi costi.

In parole povere, nel nostro territorio insistono unicamente il ponte San Giuseppe ultimato nel 1998, quindi di recente costruzione, e gli altri due ponti su Via Marconi (pont’ a curt e pont a longh’). Lodevole l’iniziativa governativa ma la tempistica sembra troppo vicina a causa della immediata scadenza del 30 agosto per ottemperare a tutti gli adempimenti necessari in quanto occorre procedere alle perizie della strutture valutandone l’eventuale pericolosità e alla stima dei costi per gli opportuni adeguamenti.

Ce la faranno i comuni pugliesi ed italiani a stare nei tempi? Il comune di San Nicandro sarà in grado di ottemperare alla formale richiesta governativa?

Tragedie come quelle di Genova sono inaccettabili, tanto più perché si sarebbero potute evitare con un’adeguata opera di manutenzione e prevenzione. Vigilare è doveroso, perché disastri come quello di Genova non debbano mai più accadere. Ma, forse, una tempistica diversa di quella imposta ai comuni poteva meglio rispondere con più precisione alle richieste del Ministero delle Infrastrutture.