ASP ZACCAGNINO, IL GRANO DURO «DON VINCENZO» ISCRITTO AL REGISTRO NAZIONALE DELLE VARIETÀ

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L’ASP Zaccagnino celebra un traguardo che unisce ricerca sementiera, identità agricola e l’eredità del suo fondatore nella Capitanata.

La comunicazione trasmessa da Semia S.r.l. all’ASP attesta che l’iter sperimentale e burocratico, avviato nel 2023, si è concluso nel settembre 2026 con l’approvazione e l’iscrizione al Registro Nazionale delle varietà di frumento duro della varietà «DON VINCENZO».

Una nuova varietà di frumento duro porta il nome di «DON VINCENZO».

L’ASP Dr. Vincenzo Zaccagnino accoglie con soddisfazione la comunicazione di Semia S.r.l. relativa al completamento, nel settembre 2026, del percorso sperimentale e amministrativo avviato nel 2023 e all’approvazione e iscrizione della varietà al Registro Nazionale.

Il risultato segna un passaggio di grande valore per la cerealicoltura e per la memoria agricola della Capitanata. Non si tratta soltanto di attribuire un nome a un seme: significa collegare il futuro della produzione di grano duro a una storia di responsabilità sociale e di lungimiranza economica.

Il percorso di ricerca ha avuto anche un momento pubblico di confronto sul territorio: il 9 maggio 2025, nell’area agricola di San Nazario, l’ASP e Semia hanno organizzato una visita ai campi dimostrativi di frumento duro per presentare agli operatori le prove e le prospettive della sperimentazione. Il lavoro congiunto collega così la selezione varietale alle esigenze concrete della cerealicoltura della Capitanata.

La varietà è frutto del lavoro di genetisti e sperimentatori, orientato a tre requisiti fondamentali: produttività, qualità merceologica e qualità tecnologica. Dopo il riconoscimento, si apre la fase della moltiplicazione sementiera e della diffusione presso il mondo agricolo e le filiere di trasformazione.

Un ringraziamento particolare è rivolto a Semia S.r.l. per il lavoro scientifico, sperimentale e tecnico svolto lungo l’intero percorso. L’ASP esprime speciale riconoscenza a Fabio Fuselli, CEO di Semia, per la guida e l’impegno profuso nel progetto, e all’agronomo Nicola Maucione per il contributo professionale e l’assistenza agronomica prestati nelle attività di sperimentazione e valorizzazione della varietà «DON VINCENZO». Il risultato testimonia l’importanza della collaborazione tra istituzioni, ricerca sementiera e competenze agronomiche.

Don Vincenzo Zaccagnino seppe imprimere una direzione nuova al valore della proprietà terriera.Con  il suo lascito, il patrimonio agricolo divenne il fondamento di un’opera durevole di assistenza e promozione sociale. In una provincia nella quale la terra è da sempre parte essenziale dell’economia e dell’identità collettiva, quella scelta trasformò una ricchezza individuale in una risorsa per la comunità. Oggi l’ASP che porta il suo nome prosegue quella missione, coniugando la gestione del patrimonio agricolo con i servizi alla persona, l’educazione alimentare e la valorizzazione dei territori. Intitolare a Don Vincenzo una varietà di grano duro significa rendere tangibile questo legame tra memoria, produzione e futuro.

La dichiarazione della Presidente Patrizia Lusi: «Desidero rivolgere un ringraziamento sentito a Semia, al suo CEO Fabio Fuselli e all’agronomo Nicola Maucione. La loro competenza, la dedizione e il lavoro condiviso hanno contribuito a trasformare un progetto dal forte valore simbolico in un risultato concreto per l’agricoltura. È attraverso collaborazioni di questo livello che la memoria di Don Vincenzo può diventare nuova capacità di innovazione e sviluppo per la Capitanata», aggiunge la Presidente Patrizia Lusi.

Abbiamo voluto che questo seme portasse il nome di Don Vincenzo Zaccagnino perché il modo più autentico di onorare un’eredità è farla continuare a generare valore. Don Vincenzo comprese che la ricchezza della terra poteva diventare benessere collettivo. Oggi quel nome entra nella storia dell’innovazione sementiera italiana: un riconoscimento che ci emoziona e ci responsabilizza. In un momento difficile per il grano duro nazionale, crediamo sia necessario tornare a parlare non soltanto del prezzo del grano, ma del suo valore economico, culturale e sociale. La nostra sfida è far crescere, insieme alle spighe, le opportunità per la Capitanata e per le nuove generazioni».

Il valore di una filiera radicata nel territorio

L’iscrizione della varietà «DON VINCENZO» è un risultato significativo e, insieme, un punto di partenza. La sua diffusione potrà contribuire a rafforzare il dialogo tra ricerca, produttori, industria molitoria e trasformazione, affinché il grano duro italiano possa essere valorizzato per le sue caratteristiche e per il territorio da cui nasce.

«Ci sono eredità che si custodiscono. E altre che, per continuare a vivere, si seminano», conclude la presidente dell’ASP avv. Patrizia Lusi.