Illustre Sig. Presidente,
ci rivolgiamo a Lei nella Sua alta funzione di garante dell’unità nazionale e custode dei principi fondamentali della Costituzione, per sottoporre alla Sua attenzione una situazione che rappresenta un grave fallimento politico e istituzionale.
Nel territorio di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, migliaia di persone continuano a vivere in condizioni disumane: baracche, fango, assenza di servizi essenziali, sfruttamento lavorativo e totale marginalità. Una ferita aperta nel cuore della Repubblica.
A fronte di questa emergenza, circa 114 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, destinati al superamento dei ghetti, risultano oggi compromessi. Si tratta di una circostanza inaccettabile, che rischia di tradursi non solo in un danno economico, ma in una resa dello Stato proprio dove sarebbe più necessario intervenire.
Per queste ragioni, Le chiediamo di voler esercitare la Sua autorevole moral suasion affinché:
– sia verificata fino all’ultimo ogni possibilità di recupero o riprogrammazione delle risorse;
– si promuova, in ogni caso, l’attivazione urgente di interventi alternativi, anche attraverso risorse nazionali o europee;
– si solleciti il Governo ad assumere decisioni straordinarie, anche mediante poteri sostitutivi, per fronteggiare una situazione che ha ormai assunto i contorni di una vera emergenza nazionale.
Riteniamo, in particolare, non più rinviabile l’attivazione di una procedura d’urgenza, come si fa nel caso delle calamità naturali, per l’utilizzo dei fondi PNRR per l’acquisto e l’installazione di moduli abitativi prefabbricati in aree appositamente individuate, con servizi veri — acqua, fogne, luce — a carico della Regione, quale misura temporanea ma indispensabile per garantire condizioni di vita almeno accettabili.
In tale contesto, appare opportuno richiamare, seppur incidentalmente, le nuove direttive impartite nella riunione del 7 ottobre 2024, che prevedevano semplificazioni e flessibilità per affrontare tale situazione emergenziale.
I prefabbricati non sono la soluzione ideale, ne siamo consapevoli. Ma sono una soluzione. E sono infinitamente meglio del nulla. Perché tra una soluzione imperfetta e lasciare tutto com’è, scegliere il nulla è irresponsabilità.
La verità è semplice: meglio dare oggi condizioni di vita accettabili, anche temporanee, che perdere i fondi e lasciare migliaia di persone nel fango.
Siamo consapevoli, lo ribadiamo, che tale soluzione non rappresenta il traguardo finale. Il superamento dei ghetti richiede politiche strutturali, integrazione e diritti pieni. Ma oggi la scelta è tra intervenire subito, anche in modo imperfetto, o lasciare che tutto resti immobile.
Presidente, questa è una questione non solo amministrativa, ma profondamente politica e morale. In luoghi come Borgo Mezzanone si misura la credibilità stessa della Repubblica.
Confidiamo nel Suo autorevole intervento affinché questa vicenda non si chiuda con l’ennesima occasione perduta, ma diventi il punto di partenza di un’azione concreta e immediata.
Con osservanza,
Nunzio Angiola
Armando Morelli


