ACQUEDOTTO RURALE DELLE AREE INTERNE DEL GARGANO: ANCORA SOGNO O FINALMENTE REALTA’?

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L’acquedotto rurale delle aree interne del Gargano da ieri è finalmente una realtà ufficiale, almeno sulla carta. Fino a ieri non lo era neanche su quella ma solo nei sogni di lotta per un futuro meno gramo, spesso, infranti contro il muro di una classe politica insensibile o incapace (di qualsiasi appartenenza e colore) che, ancora oggi, attraverso vari strumenti che avrebbero dovuto essere di sviluppo (come il G.A.L. Gargano…e chi l’ha visto? Neanche alla nota trasmissione RAI), sperperano soldi o è, addirittura incapaci di spenderli perché presentati bandi inutili o facendo, a volte, anche una politica clientelare fatta di idee progettuali pe pochi che portano solo al NULLA MISCHIATO COL NIENTE!! Tanto è vero che i fondi del G.A.L GARGANO o non vengono spesi o vengono rimodulati con altri progetti, altrettanto inutili e, forse, perfino fatti “su misura” pe accaparrarsi qualche spicciolo o altro dal ricevente l’obolo MA CHE, FINO AD OGGI, NON HANNO MAI PORTATO UN SOLO ANELITO DI SVILUPPO DEL TERRITORIO MA SOLO AD ASSUNZIONI, PRO TEMPORE, CLIENTELARI, E NON HANNO DATO NULLA ALLA GENTE DEL GARGANO.

Ora bisogna dare onori e meriti a chi per esso, come chi scrive, si è sempre battuto ma dare soprattutto onori e meriti a chi ha ascoltato, ci ha creduto e ha messo “nero su bianco” un’idea progettuale come il CONSORZIO DI BONIFICA MONTANA DEL GARGANO. Grazie al CONSORZIO DI BONIFICA MONTANA DEL GARGANO ed al suo apparato tecnico-politico, ora i soldi ci sono!! Ora bisogna sedersi intorno ad un tavolo tecnico – politico composto, non solo da esponenti politici e associazioni di categoria (che spesso non conoscono affatto il territorio) ma anche con rappresentanze territoriali di comitati spontanei fatti di gente che nelle aree interne ci vive, soffre, ci lavora…e ci muore per non lasciarci sfuggire tale ultimo treno chiamato “SVILUPPO DELLE AREE INTERNE”.

Un suggerimento a tutti i sindaci del Gargano affinché si attivino immediatamente nei loro Consigli Comunali ad approvare la delibera base di dichiarazione di Pubblica Utilità per tutte quelle opere che portano benessere, vivibilità e condizioni di sviluppo nelle aree interne e ovunque esse siano davvero necessarie del territorio da loro amministrato( es. elettrificazione rurale, acquedotto rurale, strade interne, servizi vari, ecc.) per dare un impulso forte, e forse il primo vero passo definitivo, alla nascita di un’economia di mercato mai decollata e rimasta agli albori della civiltà rurale che vada di pari passo col rispetto e la tutela dell’ambiente derogando e opponendosi perfino ai tanti lacci e laccioli che eventualmente la Sovrintendenza, Parco nazionale del Gargano, Associazioni ambientaliste (o pseudo tali) porranno in essere affinché, com’è loro solito, TUTTO CAMBI PERNON CAMBIARE MAI NULLA!

Oggi l’intera popolazione del Gargano deve sentirsi unita, protagonista, coesa e determinata a non lasciarsi sfuggire tale occasione e saper lottare a viso aperto contro chiunque si opponga a tale esecuzione del progetto acquedotto rurale del Gargano”!!!! Oggi il progetto è uno solo e non dobbiamo farlo fallire, altrimenti non potremo prendercela con nessuno se non con noi stessi:” SVILUPPO DELLE AREE INTERNE DEL GARGANO”!!  Oggi è un giorno veramente importante per il Gargano, per i giovani che voglio restare ancora su questo monte ed intraprendere varie attività ataviche, ambientali ed altre ancora ma con metodi antichi, con mezzi adeguati ai tempi e senza impatto ambientale…ma le opere di sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile devono…e dico devono, essere realizzate: NOI CITTADINI GARGANICI NON SIAMO PUGLIESI E CITTADINI ITALIANI DI SERIE “B”. Bisogna ed urge ormai dare attenzioni a questa montagna isolata tra mare e cielo, specie ora che su questo nostro acrocòro, ci vivono, ormai, sempre più, anziani pensionati ed impiegati e i giovani stanno scomparendo diventando, insieme alla natura, sempre più specie protetta!! Bisogna lottare al fianco di chi ci ha sempre creduto, per chi nelle aree interne ci viveva e ci vive buttando sangue e sudore e ci vive ancora contro tutto e tutti e, magari, non ha potuto avere un’istruzione adeguata! Aree interne nelle quali spesso manca anche il peso della legalità, proprio perché aree belle, sensibili ma inospitali a causa delle infrastrutture che creino sviluppo vero nel rispetto dell’ambiente. Cosa fare ora per non permettere ai “soliti maneggioni” ed “opportunisti dell’ultima ora” di tuffarsi come avvoltoi sul progetto per accaparrarsi solo ghiotti introiti e poi, fermarsi solo alla fase progettuale o perdere i fondi reali per far iniziare i lavori?

Tutti abbiamo il diritto-dovere di essere protagonisti,  vigili e stare attenti , anche con la formazione di comitati spontanei paesani fatti di gente capace, che conosce il territorio comunale di appartenenza e seguire, unitamente ai sindaci, nei vari comuni che i progetti siano veramente equi e rispettino le esigenze della gente che nel territorio del Gargano interno ci vive con sacrificio e ancora non abbandona tali aree bellissime, da sempre benedette da Dio ma, fino ad oggi, spesso, dimenticate o maledette dagli uomini !! La regione Puglia che, troppo spesso, ci ha dimenticati ora, anche grazie ai nostri consiglieri eletti, prenda al balzo la palla e ci faccia sentire che anche noi garganici siamo pugliesi!! Cosa fare subito? 1° Creare dei comitati spontanei in ogni paese fatti di agricoltori, allevatori e gente che, comunque vive ed opera in tali aree; 2° incontrare le autorità locali per capire la eventuale fase progettuale locale a che punto sta…o, addirittura, se c’è; 3° chiedere che i vari consigli comunali adottino tutti gli atti propedeutici ad eliminare lacci, laccioli, impedimenti e dinieghi di sorta sul loro territorio come ATTI DELIBERATIVI DI PUBBLICA UTILITA’; 4° camminare affianco delle istituzioni insieme e sostenerle verso tale importante traguardo anche ai tavoli politico-tecnici; 5° chiedere un incontro ufficiale(leggi COVID permettendo) con gli esponenti tecnici – ed eletti del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano pe capire l’idea progettuale a che punto sta e sorreggerli ad avere, eventualmente, ancora più fondi; L’ACQUEDOTTO RURALE NON DEVE ESSERE PER POCHI…l’ACQUEDOTTO RURALE DEL GARGANO DEVE ESSERE, IN PRIMIS, PER COLORO CHE NELLE AREE INTERNE DEL GARGANO CI VIVONO, CI LAVORANO, CI CREDONO ANCORA, VIVONO UNA VITA AGRO-SILVO-PASTORALE PRIMORDIALE ANCORA FATTA DI STENTI E CHE RESISTONO, COME FANTI IN UNA TRINCEA, AFFINCHE’ PER IL NOSTRO ACROCORO CI SIA UN DOMNANI MIGLIORE!

  1. NINO MARINACCI