A SAN NICANDRO C’ERA UNA VOLTA LA LETTERINA A GESU’ BAMBINO…

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C’era una volta la letterina scritta dai bambini delle prime classi delle scuole elementari prima delle vacanze di Natale e indirizzata a Gesù Bambino. Allora Babbo Natale non era di casa in quanto importato dall’America dopo la guerra mondiale. Era un mondo con cui la scuola si interfacciava con le famiglie dei piccoli alunni e ci si scriveva di qualche marachella o di scuse per aver disubbidito. Difficile trovare in quelle prime lettere richieste di regali.

Maestri e maestre si facevano portare delle letterine che si vendevano al “tabacchino” e qualcuno portava un foglio in bianco perché la famiglia non aveva soldi sufficienti per comprare letterine che erano di vari tipi, si spaziava da quelle molto semplici e quelle con disegni, finestrelle che facevano intravedere i personaggi del presepe, fino a quelle più costose perché fatti con piccoli frammenti di brillantini.

La letterina, infine, conteneva tante promesse e, soprattutto, di più buoni. Questa, secondo la tradizione, veniva messa sotto il piatto del papà la vigilia di Natale il quale, come un navigato attore di teatro, si meravigliava di aver trovato quella letterina quando si toglieva dalla tavola il suo piatto per la seconda portata. La scena era seguita attentamente dal figlio o dalla figlia che erano impazienti dalla lettura del contenuto della lettera che doveva fare il papà. Poi arrivava “l’afferta”, cioè un po’ di soldi con grande soddisfazione dei bambini per il regalo.

Ebbene, questa tradizione è stata riportata in vita e quest’anno si è celebrata la 2^ edizione del concorso “Letterina a Gesù Bambino” da parte dell’associazione “Gruppo Folk Sannicandrese” e dal prof. Giorgio De Rogatis a cui hanno partecipato gli alunni delle classi secondo delle elementari di San Nicandro. Inoltre, è stato pubblicato il libro “Letterine a Gesù Bambino” regalato alle scuole, alla Dirigente scolastico Vaira e alla Superiora delle Suore Riparatrici di San Nicandro.