VIESTE, FESTA DI SANTA MARIA DI MERINO

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La festa di Santa Maria di Merino, che si celebra il 9 maggio, è l’evento religioso più sentito dai viestani. Una celebrazione che affonda le radici in una storia antica e si è consolidata nei secoli come un momento di profonda devozione, ma anche di gioia e aggregazione per tutta la comunità.

L’origine del culto di Santa Maria di Merino: il ritrovamento della statua

La tradizione vuole che la statua lignea della Madonna sia stata trovata sulla spiaggia di Merino (Scialmarino) da due pescatori, uno viestano e uno peschiciano. Entrambi avrebbero desiderato portarla nel proprio paese, ma non trovando un accordo decisero di affidarsi al destino: legarono la statua a un carro trainato da un bue di Vieste e uno di Peschici, lasciando che gli animali scegliessero la loro direzione. Il carro si diresse verso Vieste, segnando così la nascita del culto mariano nella cittadina.

Nei pressi della spiaggia del ritrovamento venne poi costruito il Santuario di Santa Maria di Merino, che ancora oggi è meta di pellegrinaggi e luogo centrale della festa.

Secondo la tradizione, il santuario sorgerebbe dove un tempo si trovava Merinum, un antico insediamento.

Alcuni documenti attestano l’esistenza di un vescovado di Merinum fino al 1099, poi unificato a quello di Vieste da papa Pasquale II. Le ipotesi sulla scomparsa della città spaziano tra inondazioni, terremoti, invasioni saracene, malaria… o una sua semplice inesistenza.

Nel 1954, un terremoto portò alla luce resti romani: una villa e una fattoria agricola del I sec. a.C.-VI sec. d.C., con mosaici, sistemi idraulici e contenitori per olio e vino, confermando l’antica vocazione agricola della zona.

Una campagna di scavi archeologici cercò di dare forma storica al mito di Merino, alimentato per secoli da racconti fantastici. Le aspettative di scoprire una grande città romana vennero però deluse: emersero resti di una semplice villa rustica con tracce di edilizia, cisterne e condotti, testimonianza di un insediamento agricolo e non di un emporio marittimo. Nonostante ciò, Merino resta affascinante per il suo valore simbolico e umano, oggi minacciato dall’abbandono e dall’incuria., molti reperti furono poi danneggiati da incuria e vandalismo.

Secondo studiosi moderni “Merinum” deriverebbeda “Marina”, ossia la marina dell’antica Vieste (Uria), e il santuario potrebbe sorgere su un antico tempio di Demetra, legato ai riti del grano. I resti nei dintorni testimoniano comunque la presenza di insediamenti romani e paleocristiani nell’area. (turismovieste)