Torremaggiore e Vieste protagoniste al Concorso Mastro d’Oro 2026, promosso dall’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (Aifo) e giunto all’ottava edizione. La Puglia si conferma eccellenza nel panorama olivicolo nazionale, conquistando riconoscimenti di primo piano sia per la qualità degli oli sia per la professionalità dei suoi frantoiani.
Se il titolo di miglior olio extravergine d’oliva d’Italia 2026 è andato al Frantoio Agostini di Petritoli, nelle Marche, con l’etichetta 100% Italiano Bio Ascolana Tenera, motivo di grande orgoglio per il territorio pugliese è il terzo posto assoluto ottenuto dall’azienda agricola Il Mandrione di Vieste, premiata con l’olio Minerva Coratina. Il secondo gradino del podio è stato conquistato dal frantoio Montanaro di Palazzo San Gervasio con l’olio Italiano Coratina.
Accanto al podio nazionale, il concorso ha valorizzato le migliori produzioni regionali, premiando l’Azienda Agricola Il Mandrione per la Puglia, l’Oleificio Andreassi di Poggiofiorito per l’Abruzzo, Montanaro per la Basilicata, il Frantoio Sant’Agata d’Oneglia per la Liguria, Olearia San Giorgio di Morgeto per la Calabria, il Frantoio di Valnogaredo per il Veneto, il Frantoio De Ruosi per la Campania e nuovamente il Frantoio Agostini per le Marche.
Ampio spazio è stato riservato anche agli oli monocultivar, con riconoscimenti assegnati, tra gli altri, alla Coratina di Montanaro, alla Bella di Cerignola dell’Azienda Agricola Il Mandrione, alla Peranzana del Frantoio Paviro di Torremaggiore e all’Ascolana Tenera del Frantoio Agostini. Un quadro che restituisce l’immagine di una qualità diffusa e di un patrimonio varietale unico nel suo genere.
A suggellare il ruolo di primo piano della Capitanata è arrivato infine il premio speciale “Mastro d’Oro 2026”, assegnato all’unanimità al Mastro Oleario Sabino Angeloro, frantoiano di Torremaggiore. Il riconoscimento è stato consegnato dal sottosegretario Patrizio La Pietra, con le motivazioni lette dal presidente Aifo Alberto Amoroso.
La giuria ha voluto premiare la professionalità e la lunga esperienza di Angeloro, il rigore nel lavoro quotidiano, l’impegno associativo e la costante collaborazione con gli enti di ricerca, elementi che ne fanno un punto di riferimento per l’innovazione e la qualità nella produzione olearia italiana. (retegargano)


