SOCIETA’ E FAMIGLIA SANNICANDRESE NELLE FONTI DI STORIA LOCALE. SECC. XVI-XX (TERZA PARTE)

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Lo studio dei capitoli matrimoniali è importante per capire come sono evolute le tradizioni locali durante il corso dei secoli. Il legato pio fu scritto il 9 luglio 1699 dal sacerdote don Pietro d’Herrico, il quale, richiesto da Michele Malizia, si è recato presso la sua abitazione, e trovandolo “sano di mente… ed infermo di corpo”, ne ha ricevuto le ultime volontà. Tra le varie disposizioni “vuole, che il suo corpo se seppellisca nel Convento di Santa Maria delle Grazie di questa Terra; dice detto Michele legante, che il debito di fundico, che hà con il quondam Gramatio del Pesaro, e debito di spetiaria, si paghi commune con detto Matteo suo fratello; […] vuole detto Michele legante, che Semiddea d’Ambrosio sua moglie sia signora e padrona guardando il letto viduale, ed in caso si maritasse, che si possa pigliare la sua dote, e che dette sue figliole restino sotto la tutela, e governo di Francesco della Torella suo zio, e di detto Matteo suo fratello, e che siano esecutori del presente legato e di detta pia disposizione, et di quanto in essa si contiene, essendo così la sua ultima volontà, e non altrimente”. Sono presenti come testimoni Luca Malizia, Domenico e Nicola Pallante, Antonia e Grazia d’Ambrosio, nonché don Pietro d’Herrico, che per volontà di Michele Malizia ha sottoscritto il legato pio.

Nella seconda sezione si sono esposti per lo più documenti provenienti dall’archivio comunale. Da esso, come si accennava all’inizio, provengono delibere preunitarie del Decurionato e delibere del Consiglio Comunale dall’Unità d’Italia fino agli anni Venti del Novecento. Il più antico è del 12 febbraio 1827 e riguarda la nomi- na di alcuni eremiti alle cappelle rurali di San Giuseppe, Santa Maria del Monte e Santa Maria dei Mari sul Monte Devio. Altri riguardano la vendita delle carni, il cui prezzo doveva essere fissato dal Decurionato (l’attuale Consiglio Comunale), e il prezzo di vendita del vino. Importante è il documento concernente la tassa di famiglia o di focatico deliberata dal Consiglio Comunale il 9 aprile 1870.

Del 10 ottobre 1871 è la delibera del Consiglio Comunale attestante l’apertura di un asilo infantile guidato dalle Suore della Carità, ordine di suore che andò via da San Nicandro nei primi del ‘900. Del 6 maggio 1851 è una delibera del Decurionato concernente la fida civica degli animali. In questo documento troviamo i cognomi di tantissime famiglie che erano dedite alla pastorizia.

Il 15 settembre 1878 si istituisce una levatrice munita di diploma per l’assistenza gratuita alle partorienti povere. Il giorno 11 giugno 1892 il Consiglio Comunale delibera sul “Concentramento, raggruppamento e trasformazione delle Istituzioni pubbliche di beneficenza”. Tra le varie opere pie viene ricordata quella detta di “S. Michele Arcangelo”, il cui rappresentante locale è il signor Vincenzo La Piscopia. Questo legato dotale “venne fondato anticamente (nel secolo scorso) dal Principe di Sannicandro, Don Augusto Cattaneo, a favore di sei fanciulle nubende povere, alle quali in ciascuno anno e nel 29 settembre, giorno di S. Michele, per testamento del defunto filantropo, si doveva concedere per sorteggio, una dotazione di dieci ducati per ciascuna onde si fosse provveduta, secondo l’intenzione del fondatore, del letto maritale. La tradizione, infatti, chiama questo legato col nome di “letti di S. Michele”. Erano presenti all’estrazione di questi sei letti dotali: il Sindaco, l’Arciprete e l’Amministratore delegato. (continua)

Vincenzo Civitavecchia