L’introduzione di questo rito (inizio anni 70) nelle processioni della Settimana Santa sannicandrese è riconducibile all’iniziativa delle confraternite, in sostituzione dell’Ufficio delle tenebre del Mercoledì Santo, celebrato fino agli anni Cinquanta.
La Via Crucis interparrocchiale abbraccia molti quartieri di San Nicandro e, infatti, le quattordici stazioni sono dislocate nelle strade e piazze principali.
La grande Croce Nera, alta circa 4 metri, (in passato era molto più alta poi fu tagliata per facilitarne il trasporto) è portata da laici e da alcuni componenti delle Confraternite senza che gli stessi indossino l’abito di rito così come vuole la tradizione.
Quando dal campanile della Chiesa Madre si odono i dodici rintocchi che annunciano ormai il nuovo giorno la grande Croce rientra nel silenzio di tutti e viene riposta nella cappella dedicata ai Misteri.
Ma cos’era l’Ufficio delle Tenebre? Era uno dei riti più suggestivi e antichi della Settimana Santa a San Nicandro Garganico, in Puglia, profondamente radicato nella tradizione religiosa locale e nel contesto del Centro Storico Terravecchia.
Ecco i punti chiave del rito:
Si tratta di una celebrazione liturgica basata sulle Lamentazioni di Geremia e sul canto dei salmi (Ufficio delle letture e Lodi mattutine), che simboleggia la passione e morte di Gesù.
La caratteristica principale è il graduale spegnimento delle candele su un apposito candelabro triangolare chiamato lextrinum o fraccia, fino a lasciare la chiesa nell’oscurità totale. Questo simboleggia la fuga degli apostoli e la morte di Cristo, chiudendosi con il strepitus (un rumore sordo) che evoca il terremoto dopo la morte di Gesù.
Nella tradizione sannicandrese, il solenne Ufficio delle Tenebre viene solitamente celebrato nei giorni clou della Settimana Santa, in particolare il Mercoledì Santo e il Giovedì Santo sera.


