SAN NICANDRO: “CH’ NU B’CCHER’ D’ VIN’ T’ ‘CCATT’ U’ V’CIN”

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Continua una nuova serie di articoli che parlano sui modi di dire e degli aforismi locali per capire e analizzare la quo ed offrire una visione chiara, lucida e trasparente della condizione umana in cui ognuno di noi può legittimamente dedurre o trarre da ciascuno di essi le considerazioni che gli sembrano più ovvie in riferimento ai tempi, alle usanze, ai problemi, ai comportamenti e agli altalenanti rivolgimenti che la società sta attualmente vivendo. Gli articoli sono tratti dal libro “Voci di Capitanata” di Donato D’Amico.

Il detto di oggi è: “Ch‘ nu b‘ccher d‘ vin‘ t‘ ‘ccatt‘ u v‘cin” cioè “Con un bicchiere di vino ti compri il vicino

Il motto popolare, almeno per quanto riguarda l‘offerta del vino, ha perso molti della sua validità, nel senso che oggi, il deteriorarsi della situazione, nè il bicchiere di vino, nè la semplice gentilezza valgono ad affascinare e sedurre il prossimo. Ieri ci si accattivava la simpatia del prossimo solo per dare alla nostra vita uno spessore più umano; oggi, viceversa, alla seduzione (già intesa come fascino e prestigio) di sono sostituiti l‘autoritarismo e la corruzione che, spesso, con mezzi illeciti, induce la persona a compiere atti contrari ai suoi doveri.

Come si vede, la situazione è  cambiata in peggio ed è  stata creata un‘altra parola “tangentopoli“, cioè  un complesso di attività  illegali che vedono intrecciarsi gli interessi di amministratori , politici e imprenditori, i quali, attraverso la pratica sistematica della corruzione mediante tangenti, violano e norme legali di appalti, forniture ed altre attività  pubbliche, realizzando, specialmente con il denaro pubblico, ingenti profitti destinati all‘arricchimento personale e finanziamento occulto si partiti.

Avete notato come da un bicchiere di vino, offerto per accattivarci la simpatia di un nostro simile, oggi siamo approdati in tangentopoli. Non è una bella conquista. Auguriamoci solo di uscirne presto per riconquistare la dignità e l‘onore che ci competono come popolo le cui illustri e nobili radici noi ritroviamoci già nel Rinascimento ma, ripercorrendo il tempo a ritroso, ancor prima nell‘impero romano e, infine, nella grandiosa civiltà ellenica di cui, culturalmente, siamo gli eredi legittimi. Inoltre, auguriamoci che l‘offerta del velico, genuino e generoso bicchiere di vino torni a riproporsi come stai di vera e disinteressata simpatia fra gli uomini.