Una discarica abusiva davanti al sentiero che conduce verso uno dei più importanti siti paleolitici del mondo: Grotta Paglicci. Una denuncia formale inviata agli enti competenti. Una PEC regolarmente protocollata dalla Provincia di Foggia. E, a distanza di mesi, nessun intervento concreto sarebbe ancora stato effettuato.
La denuncia presentata dal Corpo Forestale Volontario di Rignano Garganico.
È una vicenda che solleva interrogativi e preoccupazioni quella portata all’attenzione delle istituzioni dal Corpo Forestale Volontario OdV di Rignano Garganico. La segnalazione risale al febbraio 2026 ed è stata formalmente trasmessa agli altri Enti competenti.
A firmare la PEC è stato Alessandro Palladino, ex Carabiniere in pensione e attuale presidente del Corpo Forestale Volontario di Rignano Garganico, da tempo impegnato, insieme ai volontari dell’associazione, nella vigilanza e nella tutela del territorio.
Una figura che conosce bene il significato della prevenzione e della segnalazione delle criticità. Proprio per questo, la comunicazione inviata alle istituzioni non rappresentava un semplice richiamo generico, ma una precisa indicazione di situazioni ritenute meritevoli di attenzione e di intervento.
RIFIUTI PROPRIO DAVANTI AL SENTIERO PER GROTTA PAGLICCI
La situazione più grave segnalata riguarda una discarica abusiva presente in prossimità del primo tornante della Strada Provinciale 22, proprio nei pressi del punto in cui inizia il sentiero che conduce verso Grotta Paglicci.
La lapide marmorea dove un tempo era indicata Grotta Paglicci. Fu realizzata dal Parco Nazionale del Gargano. Oggi è un rudere circondato da rifiuti di ogni tipo.
Ed è proprio questo particolare a rendere la vicenda ancora più grave.
Non si tratta di un luogo qualsiasi. Quel sentiero rappresenta un percorso di accesso verso uno dei patrimoni archeologici più importanti del Gargano e dell’intero panorama paleolitico internazionale. Un sito che custodisce testimonianze fondamentali della presenza umana preistorica e che dovrebbe essere motivo di orgoglio e di attenzione per l’intero territorio.
Il Cavallo in ocra rossa dipinto sulle pareti di Grotta Paglicci. Oggi non potrebbe vivere in loco tra tutta questa sporcizia.
Eppure, proprio all’inizio del cammino che conduce verso questo straordinario patrimonio, è stata segnalata la presenza di rifiuti abbandonati.
Un contrasto difficile da accettare tra la straordinaria ricchezza della storia e il degrado del presente.
Come si può parlare di valorizzazione di Grotta Paglicci, di turismo culturale e di promozione del territorio se il sentiero (per fortuna oggi in disuso da qualche tempo) per raggiungere un sito di fama mondiale rischia di essere preceduto da una discarica abusiva?
È questa la domanda che la segnalazione del Corpo Forestale Volontario pone, ancora oggi, con forza.
La denuncia, come detto, risale al febbraio 2026. La PEC firmata da Alessandro Palladino è stata inviata agli enti interessati e regolarmente protocollata dalla Provincia di Foggia.
Il problema, però, è che dopo mesi la situazione denunciata non avrebbe ancora trovato una soluzione concreta.
E allora è inevitabile chiedersi cosa accada dopo l’invio di una segnalazione ufficiale. A cosa serve monitorare il territorio, documentare le criticità, inviare PEC e chiedere l’intervento delle istituzioni se poi tutto rischia di rimanere fermo tra protocolli e uffici?
Il Corpo Forestale Volontario ha fatto la propria parte: ha effettuato il controllo del territorio e ha portato le problematiche all’attenzione delle autorità. Ora spetta agli enti competenti verificare, intervenire e fornire risposte.


