REGIONE PUGLIA, PROSEGUE IL PERCORSO PER LA LEGGE A TUTELA DELLE FESTE PATRONALI

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Prosegue il percorso di audizioni in VI Commissione, sul testo di legge a tutela delle feste patronali, proposto dal presidente Donato Metallo.

Così come è stato specificato in apertura dei lavori, questa proposta sarà inserita nella norma quadro regionale (legge 17 del 13) di salvaguardia e promozione del patrimonio culturale immateriale.

Nello specifico, il testo proposto si compone di quattro articoli, che però andrebbero a costituire un unico articolo con diversi commi da inserire nella norma quadro regionale, con cui si intende salvaguardare, valorizzare, promuovere e sostenere le feste patronali pugliesi, in quanto espressione del patrimonio immateriale regionale, riconoscendone la funzione culturale, sociale, identitaria, di valorizzazione territoriale e di destagionalizzazione turistica.

Gli interventi previsti vanno dalla promozione della conoscenza delle feste patronali, dotandosi di apposito osservatorio, all’istituzione dell’inventario delle feste patronali e istituzione e diffusione del calendario delle stesse per una programmazione unitaria e di identità visiva. Ma sono previste anche iniziative convegnistiche, seminariali, di ricerca e approfondimento della cultura delle feste patronali, ed un sostegno, alle feste patronali regolarmente iscritte nell’inventario del patrimonio culturale immateriale pugliese, per noleggio luminarie, manifestazioni bandistiche e musicali tradizionali, manifestazioni pirotecniche e acquisto biglietti per accesso al luna park per famiglie meno abbienti. Per il perseguimento di queste finalità, è prevista una dotazione finanziaria pari a un milione di euro.

Nell’ultima seduta sono stati forniti dei contributi dai soggetti intervenuti in audizione in rappresentanza dell’associazione nazionale degli ambulanti e delle fiere e feste, i quali hanno suggerito di identificare le fiere come attività storiche e tutelare anche la presenza degli ambulanti dei prodotti tipici locali.

Nel merito è intervenuto anche il segretario regionale della Commissione pastorale liturgica della Conferenza episcopale pugliese don Mauro Dibenedetto, il quale ha evidenziato quanto sia fondamentale soffermarsi sulla figura del Santo patrono intorno al quale ruota tutto un contesto religioso ma anche quello antropologico e culturale. Don Mauro ha ricordato che il documento emanato dai vescovi nell’ottobre 2020 ha voluto far emergere l’importanza legata alle festività religiose, per evitare che si perda la festa liturgica popolare e che si sfoci in un evento profano. Deve essere considerata dunque un’opportunità per l’annuncio del Vangelo senza molti sfarzi, con un’attenzione al prossimo. Nel documento inoltre è fatto riferimento che nel budget della festa patronale deve essere prevista la parte da destinare alla carità.

Entrando nello specifico del testo della norma, don Mauro ha fatto presente che nel dare la definizione di festa patronale non si può prescindere dal fatto che i Santi patroni di una diocesi sono decretati dal vescovo. Quindi, visto che anche il comitato feste patronali della diocesi è decretato anch’esso dal vescovo, tutti gli altri comitati esistenti sono delle organizzazioni all’interno di un comune con a capo il parroco. Da qui, dunque, la necessità di fare un distinguo fra feste patronali, parrocchiali e confraternali, al fine di giungere ad una definizione di festa patronale che vada nella direzione delle finalità della legge in discussione.