QUANDO SAN NICANDRO ERA LA CAPITALE D’ITALIA DEI FIORI SECCHI

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Così si parlava di San Nicandro e della sua produzione dei fiori secchi. Una opportunità mancata che difficilmente si potrà ripetere.

Nonostante la sua apparente marginalità si tratta di realtà produttiva quelle quella dei fiori disidratati di San Nicandro Garganico che assume un grosso peso nella economia locale e che incide significativamente sulla produzione nazionale dello specifico settore.

Dai fiori disidratati di San Nicandro emerge un modello di sviluppo sempre basato sulla valorizzazione di alcune risorse locali (fattori climatici ed alcune specie di piante selvatiche particolarmente idonee alla essiccazione), ma determinato da uno stimolo esterno, ossia da una specifica domanda di operatori del settore.

Lo sviluppo della produzione dei fiori disidratati è stato stimolato dalla domanda di un industriale toscano operante nel comparto che negli anni ’60 ha individuato nel Promontorio del Gargano e nei laghi salmastri di Lesina e di Varano aree particolarmente ricche di materia prima per la produzione di fiori, piante ed erbe palustri e di montagna da essiccare ed utilizzare per composizione floreali ad uso ornamentale.

La produzione dei fiori secchi a San Nicandro, secondo stime della Camera di Commercio di Foggia e della locale sezione dell’Istituto Commercio Estero, rappresenterebbe circa l’80 per cento della produzione nazionale del settore, sebbene il fatturato delle 12 aziende operanti nel settore superi appena i 5 miliardi di lire a fronte di un valore di produzione nazionale che si aggira sui 120 miliardi l’anno.