In base alla legge 267/2000, testo unico sugli enti locali, un Comune può essere insignito del titolo di città secondo alcune caratteristiche, ad esempio il prestigio.
Peschici entra ufficialmente nell’elenco delle città italiane. Un traguardo storico per la località definita da sempre la “perla del Gargano”, celebrato con una solenne cerimonia nell’aula consiliare del Comune, alla presenza delle autorità civili, religiose e militari. A fare da cornice all’evento, l’esibizione della Fanfara della Marina Militare – presidio del Comando Interregionale Marittimo di Taranto – diretta dal Maestro Michele Di Sabato.
Il sindaco, geom. Luigi D’Arenzo, ha guidato l’iter amministrativo necessario al riconoscimento, in conformità con quanto previsto dall’articolo 18 del Decreto Legislativo 267/2000 (Testo unico degli enti locali), che attribuisce al Presidente della Repubblica la facoltà di conferire il titolo di città su proposta del Ministero dell’Interno ai comuni “insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza”.
Elemento decisivo nella richiesta è stata la relazione La centralità di Peschici nei secoli ed oggi, redatta dal dott. Vincenzo Vescera, direttore del polo tecnologico universitario IUL di Vieste. Frutto di una ricerca approfondita in biblioteche e archivi italiani, il documento evidenzia il ruolo cruciale di Peschici nel territorio, non solo dal punto di vista storico, ma soprattutto nell’attuale dimensione socio-economica, fortemente caratterizzata dalla vocazione turistica. La relazione, discussa in Consiglio comunale nel maggio 2023, è stata poi inviata alla Prefettura e al Ministero dell’Interno, dando avvio all’iter conclusosi oggi.
«Oggi Peschici diventa Città. Ma in realtà lo era già: nella sua storia, nella sua bellezza, nella sua accoglienza, nella sua gente», ha dichiarato Vescera al termine della cerimonia. «Cambia solo una parola; ciò che resta è l’orgoglio e la responsabilità di continuare a valorizzare ciò che Peschici è sempre stata».
Con il nuovo titolo, Peschici consolida la propria identità e il proprio ruolo nel panorama garganico e regionale, aggiungendo un tassello di prestigio alla sua storia millenaria. (retegargano)


