È un’attesa che ci portiamo dentro, una trepidazione che profuma di casa, di infanzia, di gesti tramandati senza bisogno di parole. È tradizione viva.
Quest’anno lo sentiamo ancora più nostro, ancora più vero, grazie al riconoscimento dei “”PUPURAT” come prodotto PAT: un dolce che finalmente ottiene il valore che merita, non solo come sapore, ma come memoria collettiva.
Per questo il mio grazie più sincero va a Di Lella Silvana, per il lavoro paziente e scrupoloso di ricerca e registrazione svolto i anche per i “Mulugnam R’Chien”: un lavoro fatto con amore, rispetto e responsabilità verso la nostra storia.
Due prodotti che raccontano chi siamo, molto più di mille parole. Dentro c’è la nostra identità, le cucine delle nonne, le mani infarinate, le feste semplici ma piene.
La mia gioia più grande, ieri, è stata la sorpresa della signora Anna Maria del Ristorante La Costa , che ha preparato e mi ha donato la Pupata e u Crvon. Un gesto che va oltre il cibo: le antiche “pupat (bambole preparate con la pasta dei pupurat)) che si regalavano ai bambini per annunciare l’inizio del Carnevale.
Un gesto che scalda il cuore e ci ricorda che la tradizione vive solo se qualcuno sceglie, ogni giorno, di custodirla e donarla.
E finché ci sarà chi lo farà, il nostro Carnevale non smetterà mai di parlare di noi.
Annamaria Fallucchi


