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IL CONSORZIO GARGANO OK PROMUOVE IL GARGANO ALLE FIERE DI FERRARA, MODENA E PADOVA

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Si prospetta un anno pieno di attività per il Consorzio Gargano Ok, l’insieme di aziende selezionate che operano nel turismo sul Gargano. Nel calendario sempre più fitto di appuntamenti ed eventi non possono mancare le fiere nel settore del turismo che continuano ad essere un momento irrinunciabile per promuovere non solo le aziende turistiche del Consorzio, ma anche tutte le attrazioni del territorio. Le fiere del turismo inoltre offrono l’occasione per incontrare nuove tipologie di viaggiatori, ascoltare i loro desideri, conoscere i nuovi bisogni ed esplorare le nuove tendenze del mercato turistico. Un’importante opportunità per il Consorzio Gargano Ok che mira a soddisfare tutte le esigenze di coloro che giungeranno nel Gargano, una destinazione che risulta essere sempre più desiderata e in grado di offrire esperienze di viaggio ed emozioni.

Di seguito le prossime Fiere del turismo a cui il Consorzio Gargano Ok parteciperà per far conoscere le eccellenze del Gargano e delle sue aziende.

Liberamente” a Ferrara. Dal 27 al 28 febbraio 2016 il Consorzio Gargano Ok sarà a Ferrara per partecipare alla 12esima edizione della Fiera “Liberamente”, il Salone del tempo libero, del divertimento e della vita all’aria aperta. La manifestazione, punto di riferimento per tutte le famiglie e appassionati del tempo libero, è un contenitore dedicato al turismo, alle vacanze, al camper e campeggio, al plein air, alla buona cucina, al ristoro, all’artigianato, al giardinaggio, alla creatività e hobbistica. Qui il Consorzio Gargano Ok punta a promuovere le località del Gargano ideali per una vacanza a stretto contatto con la natura, ma anche le eccellenze delle produzioni artigianali e dei prodotti tipici agroalimentari del territorio.

Children’s Tours” a Modena. Dal 18 al 20 marzo 2016 sarà la volta di Modena con la partecipazione del Consorzio Gargano Ok alla Fiera “Children’s Tours”, l’unico salone dedicato alle vacanze per famiglie con bambini 0-14 anni. L’evento è un appuntamento da non perdere per esplorare le novità del mondo dei viaggi per i più piccoli, del turismo formato famiglia, del turismo scolastico, delle vacanze studio e di ogni genere di viaggio in cui siano le esigenze del bambino a guidare la scelta. Per il Consorzio Gargano Ok sarà un’occasione per incontrare i destinatari finali dei suoi prodotti e servizi, per conoscere le esigenze di una domanda sempre più specifica e per promuovere le destinazioni ideali per le famiglie con bambini.

Turismo & Vacanze” a Padova. Dal 18 al 20 Marzo 2016 il Consorzio Gargano Ok sarà a Padova per la Fiera “Turismo & Vacanze”, il Salone dedicato al settore delle vacanze, del turismo e del relax. L’evento è la nuova tappa nel circuito della promozione turistica rivolta alle famiglie, ai giovani e a tutti gli interessati alle destinazioni più affascinanti abbinate alle migliori offerte disponibili. Qui il Consorzio Gargano Ok offrirà a tutti coloro che vogliono viaggiare, idee e soluzioni “chiavi in mano” per regalarsi qualche giorno di relax nel Gargano.

Passione e Viaggi” a Padova. Dal 14 al 22 maggio 2016 il Consorzio Gargano Ok tornerà a Padova per partecipare ad un’altra importante fiera del turismo. E’ la Fiera Campionaria “Passione Viaggi”, giunta alla sua 97esima edizione, la manifestazione fieristica più visitata dal pubblico del Nord Est. Un’ottima occasione per fornire informazioni, idee e spunti per viaggi e vacanze nel Gargano a chi è in fase di prenotazione o a chi cerca soluzioni personalizzate per l’estate 2016.

Per ulteriori informazioni

Consorzio Gargano Ok

Via delle More s.n.

Lido del Sole – Rodi Garganico (FG)

Tel.: +39 348 730 5610
Email: info@garganook.com

Sito Web: www.garganook.com

ASSUNZIONI PER COMMESSI NELL’ABBIGLIAMENTO CON H & M

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Volete lavorare nell’abbigliamento come commessi? Una grande squadra vi aspetta! Si tratta di H e M che sta cercando personale per incrementare il suo organico. Sono ricercati profili di commessi e addetti alla vendita per i suoi negozi. Ecco quali sono tutte le posizioni disponibili al momento e come partecipare alle selezioni. Il gruppo internazionale H e M, che sta per Hennes & Mauritz AB, può oggi vantare oltre 30o0 punti vendita in tutto il mondo, ed è presente in oltre 53 paesi. Da un originario unico brand, ora i band attivi sono 6 e l’obiettivo è sempre quello di incontrare i desideri del maggior numero di persone in fatto di abbigliamento al miglior prezzo. Il gruppo H&M è al momento alla ricerca di personale in tutte le principali nazioni del Vecchio Continente. Per chi vuole sottoporre la propria candidatura le possibilità sono più di una. Le ricerche sono rivolte alle figure tipiche del settore, quali commessi, responsabili di negozio e cassieri, ma vi sono anche profili più specifici per il marketing e il design.

Diverse sono le posizioni aperte per l’Italia, tra cui:

  • Sales Advisor – Contratto a Chiamata Trentino-Alto Adige, Merano Duomo Full-time
    Sales Advisor – Contratto a Chiamata Lombardia, Brescia Full-time

Ecco quali sono i requisiti richiesti al personale e ai commessi che lavorano in H e M:

  • Un approccio amichevole, socievole e disponibile verso clienti e colleghi
  • La capacità di riconoscere le occasioni di vendita
  • Essere aperti ai feedback e comunicare con la tua squadra in modo chiaro e diretto
  • Capacità di multitasking e gestione di una giornata intensa
  • La volontà di imparare e migliorare.

Per chi volesse candidarsi per queste offerte la pagina internet in cui visionare le ricerche per ogni nazione, Italia compresa, è la seguente:

http://career.hm.com/content/hmcareer/it_it/findjob.html#

SAN NICANDRO DIVENTA BORGO AUTENTICO

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Due giorni fa Civco93 comunicava il deliberato dell’amministrazione comunale per l’adesione del comune di Sannicandro all’Associazione “BORGHI AUTENTICI D’ITALIA”. Sul sito dei Borghi autentici d’Italia è ufficiale l’adesione del nostro comune. Un bel traguardo che consiste nella promozione dello sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio, comprese le loro aree rurali, con particolare riferimento ai patrimoni architettonici, urbani, culturali, turistici, sociali ed identitari e in tale cornice strategica si pone come missione principale quella di supportare i propri associati nella promozione e sviluppo di azioni ed interventi di cambiamento e miglioramento. L’adesione alla associazione comporta una serie di comportamenti da parte del comune nell’ambito dei quali sono stabilite strategie pubbliche e politiche locali coerenti con i principi della sostenibilità ambientale e sociale e con la qualità urbana e culturale al fine di preservare e valorizzare il  patrimonio identitario delle comunità locali e le risorse di valore del territorio, e, nel contempo, sono fissati obiettivi e proposte di iniziative e progetti volti a valorizzare i borghi caratteristici e le loro comunità. Insomma una città più sostenibile per un turismo più integrato.

SAN NICANDRO GARGANICO, CONOSCIAMO MEGLIO QUESTO PAESE (2^ PARTE)

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Poiché i tre articoli sulla “Storia di San Nicandro” hanno fatto rilevare migliaia di visualizzazioni, si vuole proporre un ulteriore contributo (in quattro puntate) di notizie di carattere storico, mitico e turistico per la conoscenza di San Nicandro.

San Nicandro conserva, anche oggi, ancora intatta la sua configurazione di tipico centro montano incastrato in un paesaggio biblico che sembra rimasto intatto dei secoli. Le case, degradanti dolcente verso la vallata sottostante della Piana dei Pozzi, biancheggiano, linde ed ordinate, in una affascinante visione di architettura primitiva e mediterranea, ben conservatasi nel tempo. I rioni antichi, quali: Terravecchia (che è la parte più antica della cittadina), Brenna, San Nicandro nuovo, non sono stati minimamente violati dalle moderno costruzioni che hanno ingrandito il paese, ma che sono sorte fuori della cerchia antica. Molto intelligentemente si è evitato il triste spettacolo che va dilagando in alcuni preziosi centri del Gargano, dove, accanto a costruzioni di un certo valore artistico e monumentale, hanno innalzato moderne costruzioni che deturpano l’armonia paesaggistica dei vecchi centri.

La borgata Terravecchia fu costruita dal Longobardi dopo la loro sconfitta sul Garigliano. Essi eressero l’antica chiesa di San Giorgio ora pressocchè in ruderi, e, successivamente, un’altra chiesa ancora ben conservata in onore di Santa Maria SS di Costantinopoli. Indi, fuori le mura della borgata Terravecchia, costruirono l’attuale cattedrale dedicandola a Santa Maria del Borgo, denominazione restata immutata nel tempo. Dai due finestroni interni, posti in alto della facciata, si deduce l’originale stile gotico della cattedrale. E’ chiaro che i Longobardi costruirono le due chiese, dopo la loro conversione al cristianesimo ad opera del vescovo di Benevento. Del paganesimo longobardo vi è testimonianza in un mobile che ancor oggi, nella sacrestia, è adibito alla conservazione degli arredi sacri e dei paramenti. Esso reca un disegno raffigurante il serpente, simbolo adorato dai Longobardi nei loro riti pagani. Nel 793, accanto alla chiesa, i Longobardi fecero costruire l’attuale campanile, di recente fatto restaurare dall’arciprete don Vincenzo Palmieri, arricchito da un bassorilievo marmoreo raffigurante la Vergine Immacolata. Particolare degno di rilievo è quello della campana di questo campanile: essa, infatti, oltre che di bronzo, è stata fusa con gli ori e gli argenti delle fedeli famiglie di San Nicandro. Il suo suono è suggestivo e solenne si perde, come un potente inno sacro, nelle verdi vallate circostanti. Nell’interno della chiesa cinque doppie colonne quadrate sostengono l’ampia navata. In origine, però, tali colonne avevano forma cilindrica. Per ridare al tempio la sua suggestiva ed antica armonia architettonica occorrerebbe asportare i pannelli attuali che modificano e deturpano le originali colonne gotiche della chiesa. A sinistra di chi osserva l’altare maggiore, ricco di originali sculture, una colonna in pietra ricorda, con la sua epigrafe latina, il miracolo operato dal principe degli Angeli, San Michele, in occasione della pestilenza abbattutasi su San Nicandro. Dice l’epigrafe: “Devoto hanc populus costruxit coirde culumnam a peste ereptus michaelis ope sud d.d. silvestri de afflicto erato. A.D. 1681”, cioè: “Con cuore devoto il popolo, strappato alla peste per opera di Michele eresse questa colonna sotto Erato D’Afflitto di Silvestro. Anno del Signore 1681”. Tale prezioso cimelio è stato rinvenuto dall’arciprete Palmieri che ne ha intelligentemente curato la sistemazione nel luogo descritto.

A destra di chi guarda l’altare maggiore si trova una pregevole tela dell’antica scuola veneziana rappresentante l’Annunciazione alla Vergine. Il dipinto, ben conservato, è soffuso di tenero misticismo che ben si intona alla maestà solenne e raccolta della cattedrale. Usciti dalla chiesa ci si trova dinanzi all’ardito ed imponente castello svevo. Costruito al tempo di Federico II di Svezia, conserva ancora intatte le sue torri dagli spalti delle quali si ammira un paesaggio stupendo. A nord le isole Tremiti, soprastanti al lago Varano, spiccano luminose nell’azzurro del mare. Il paese sottostante, degrada dolcemente verso la Piana dei Pozzi nell’accecante candore delle sue bianche casette. Ad est le colline del Gargano, verdi e maestose, cingono la cittadina di una silvestre zona verde. Il castello, del 1200, è stato di recente restaurato; in antico esso veniva unito alla terra mediante il ponte levatoio e comunicava direttamente con la cattedrale per mezzo di un segreto passaggio sotterraneo. Attaccato ad esso si trova un antico palazzo di fattura cinquecentesca, dai caratteristici archi, soprastante l’arco di ingresso al rione Terravecchia. Esso, durante l’epoca baronale, era la sede dei Principi che governavano la città. Attualmente è stata dichiarato monumento nazionale. (continua)

Luigi Scocco

REFERENDUM CONFERMATIVO DI OTTOBRE, ULTIMO TRENO PER IL PROGETTO MOLDAUNIA

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A rilento la procedura per il referendum per il passaggio della provincia di quella a quella del Molise. Ecco che l’ing. Gennaro Amodeo, padre del progetto Moldaunia, si rivolge al Presidente della Provincia Miglio per la richiesta del referendum consultivo. Ecco la richiesta.

Caro Presidente MIGLIO, al volgere del 15° anno di impegno e di lotta del Movimento Popolare Progetto MOLDAUNIA per l’autonomia della Capitanata, in base al diritto all’autodeterminazione espressamente previsto dall’art. 132 – 2° comma della Costituzione, e dopo la delibera consiliare del Comune di Foggia, inerente la richiesta di referendum consultivo provinciale per il passaggio della provincia di Foggia dalla regione Puglia alla regione Molise, in via confidenziale mi permetto di sottoporre alla sua attenzione le seguenti considerazioni: 1) la delibera consiliare n.113 approvata in data 20/03/2015 dal Comune capoluogo è servita a ratificare definitivamente la volontà popolare già espressa nel 2011 da tutte e tre le Circoscrizioni cittadine con delibere approvate a maggioranza assoluta degli relativi Consigli. 2) la città di Foggia rappresenta, da sola, quasi il 25% dell’intera popolazione provinciale, rispetto al 5% minimo di rappresentanza popolare richiesta dal nuovo Statuto provinciale; 3) precedentemente, nella seduta del 15/06/2011, il Comune di San Severo ha approvato all’ unanimità dei presenti (compreso quindi il suo voto, che va a suo onore) analoga delibera n. 39, di adesione al progetto MOLDAUNIA con relativa richiesta di referendum. In ordine a quanto innanzi esposto, credo che a Lei s’imponga l’obbligo istituzionale, oltre che morale, di adire il referendum, avocando a sé l’iniziativa referendaria quale Presidente della provincia, adottando un’apposita delibera provinciale, sulla scorta delle motivazioni innanzi addotte ed, ancora, sulla base della accertata stragrande volontà popolare espressa con le delibere dei Comuni di: Alberona – Apricena – Carlantino – Casalvecchio di Puglia – Castelluccio Valmaggiore – Celenza Valfortore – Ischitella – Peschici – Roseto Valfortore – San Marco la Catola – Serracapriola – Torremaggiore – Volturino – S. Severo ed infine FOGGIA, corrispondenti ad una rappresentanza popolare del 40,21% dell’intera popolazione provinciale, contro il 5% richiesto dal nuovo Statuto provinciale. E’ bene, peraltro, che alla suddetta delibera si arrivi quanto prima possibile, in modo da agganciare il nostro referendum provinciale a quello confermativo nazionale, previsto per il prossimo ottobre, in modo da sgravare la Provincia dell’onere finanziario dell’operazione referendaria e sgombrare il campo da qualsiasi possibile alibi di compatibilità finanziaria dell’Ente. Nella certezza che Lei non voglia, innanzitutto, sconfessare il suo voto di S. Severo ed a seguire tradire le aspettative del popolo dauno, La saluto con stima e simpatia.

Ing. Gennaro AMODEO

IMPIANTI PRIVATI DI CARBURANTI SENZA REGOLE, FUORI LEGGE IL 50% IN CAPITANATA

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FAIB Confesercenti (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) interviene in merito al progressivo deterioramento della rete carburanti in Provincia di Foggia che ha avuto negativi contraccolpi sulle relazioni contrattuali del settore, così come normate dalle leggi speciali. «Ad oggi, il legale della federazione dei benzinai Confesercenti, l’avvocato Alessandra Granata, oltre il 50% della rete è in mano ad operatori privati che si sottraggono sistematicamente alle previsioni legislative e contrattuali». Per contrastare il progressivo deterioramento dei rapporti contrattuali e delle tutele dei gestori di carburante, FAIB Confesercenti intende opporre una forte azione politica e sindacale, ricorrendo laddove necessario anche al contenzioso giuridico.

«In questo senso – continua l’avvocato Granata – s’intende cogliere l’opportunità offerta dal Jobs Act, per i lavoratori autonomi che siano in una situazione tale da far si che, nella sostanza, sia il committente ad organizzare le modalità di esecuzione del lavoro, di richiedere l’applicazione delle tutele proprie del lavoro subordinato (art. 2, co. 1, d.lgs. 81/2015). La fattispecie della casistica che si sta affermando nella distribuzione carburanti, in costante violazione del quadro giuridici di riferimento (D. Lvo 32/98; L.57/2001; 27/2012), configura in Capitanata, a parere dell’avvocato della Federazione, l’elusione strumentale degli obblighi di legge nell’affidamento a terzi della gestione dei punti vendita. Il ricorso crescente a contratti di appaltatori d’opera, di guardiania/custodia, configurando gran parte di alcune delle mansioni tipiche disciplinate nei contratti di affidamento, vanno in violazione della normativa vigente. La nuova disciplina del diritto del lavoro introdotta dal Job Act (art. 2, co. 1, d.lgs. 81/2015) offre la possibilità di fare chiarezza sui nuovi contratti applicati alla distribuzione carburanti e confinare tali espedienti contrattuali nell’ambito del lavoro dipendente». FAIB Confesercenti, da sempre in prima linea nella lotta al progressivo impoverimento del settore, intende cogliere le opportunità offerte dal Jobs Act promuovendo azioni legali in favore di tutti quei gestori di impianti di carburante che siano in una situazione di dipendenza economica tale da far si che, nella sostanza, sia il committente ad organizzare le modalità di esecuzione del lavoro. L’azione è volta ad ottenere, in favore di detti lavoratori, l’applicazione delle tutele proprie del lavoro subordinato, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 2, co. 1, d.lgs. 81/2015. «Riteniamo che questa soluzione sia inevitabile a fronte dell’ostinazione con cui sia i gruppi indipendenti, ma anche alcune storiche compagnie petrolifere si stanno muovendo nell’ambito della nuova contrattualistica di settore».

Per ulteriori informazioni la FAIB Confesercenti ha attivato uno sportello legale presso la sede di Foggia in Via Manfredonia tel. 0881568423.

CONCORSO PUBBLICO PER IL RECLUTAMENTO DI 559 ALLIEVI POLIZIA DI STATO

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Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4^ Serie speciale – “Concorsi ed esami” del 29 gennaio 2016 è stato pubblicato il bando del concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di n. 559 allievi agenti della Polizia di Stato, riservato ai sensi dell’articolo 2199, comma 4, lettera a), del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, ai volontari in ferma prefissata di un anno o quadriennale ovvero in rafferma annuale i quali, se in servizio, abbiano svolto alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda almeno sei mesi in tale stato o, se collocati in congedo, abbiano concluso tale ferma di un anno.

La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata utilizzando la procedura informatica della domanda online, eseguendo le istruzioni ivi specificate, entro e non oltre il termine di giorni trenta, a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4^ Serie speciale “Concorsi ed esami”, ovvero dalle ore 00,01 del 30 gennaio 2016 alle ore 23,59 del 29 febbraio 2016.

Al termine della procedura di acquisizione informatica della domanda di partecipazione al concorso, il candidato dovrà provvedere a stampare, attraverso l’apposita funzione, la ricevuta di avvenuta iscrizione. Tale documento dovrà essere obbligatoriamente presentato dai candidati, per la successiva sottoscrizione, il giorno della prova scritta d’esame, pena la non ammissione alla stessa. I candidati in servizio dovranno consegnare tempestivamente una copia della ricevuta di avvenuta iscrizione al concorso presso il comando di appartenenza per le incombenze previste dall’art. 9 del bando di concorso.

LO SPORTELLO EUROPA A SAN NICANDRO, INCONTRO IL 26 FEBBRAIO

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Lo Sportello Europa in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia – Dipartimento di Economia ha organizzato un incontro (in)formativo del programma di sviluppo rurale PSR 2014/2020 & OP – stato dell’arte, osservazioni e dibattito, che si terrà venerdì, 26 febbraio 2016, ore 17.30 presso l’Auditorium del Convento Santa Maria delle Grazie. Obiettivo dell’incontro è studiare e comprendere, con il contributo di esperti del settore, il nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR) per il settennio 2014/2020, esaminando lo stato dell’arte ed analizzando i criteri di selezione di alcune misure e le eventuali osservazioni da prescrivere.

Per informazioni: progettieconomima@unifg.it

Comitato Organizzatore Sportello Europa

Dott. Domenico Falluchi – Presidente del Consiglio Comunale di Sannicandro Garganico

Dipartimento di Economia: Prof. Francesco Contò, dott. Stefano Iorio e dott.ssa Elena Lombardi

LA REPUBBLICA NAPOLETANA IN UN INCONTRO CON ANNA MARIA RAO

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“La Repubblica Napoletana. Rivoluzione e Controrivoluzione” è il tema che Anna Maria Rao dell’Università “Federico II” di Napoli discuterà nella prossima conferenza organizzata dal Centro di ricerca e documentazione – Storia di Capitanata. L’incontro si terrà il 25 febbraio 2016, a San Severo, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “Minuziano” (largo Sanità). L’incontro sarà presentato da Giuseppe Clemente, presidente del CRD. La Repubblica Napoletana del 1799, oggetto di ricostruzioni aneddotiche e romanzesche, di celebrazione o di condanna politico-ideologiche, ebbe un ruolo molto importante non solo nella storia del Mezzogiorno ma più in generale in quella italiana ed europea degli anni tumultuosi che seguirono lo scoppio della rivoluzione in Francia. Proclamata dai patrioti il 21 gennaio 1799, la Repubblica Napoletana ebbe una vita difficile e contrastata, a causa sia dell’andamento della guerra tra la Francia e le potenze europee coalizzate contro di essa, sia della fragilità delle istituzioni repubblicane, che non ebbero neanche il tempo di consolidarsi. L’esperienza repubblicana non rimase limitata alla sola capitale, come a volte si tende a ritenere, ma ebbe radici e sviluppi anche nelle diverse province di quello che era stato (e sarebbe tornato ad essere) il Regno borbonico. Ma soprattutto nelle province la vita delle municipalità repubblicane fu un po’ dovunque segnata da scontri spesso acuti e sanguinosi tra gruppi di differente orientamento, rivoluzionari e controrivoluzionari, repubblicani e realisti. Proprio nel confronto tra rivoluzione e controrivoluzione si formò un nuovo linguaggio e si realizzò un più ampio processo di politicizzazione, che fecero della Repubblica napoletana un osservatorio di primo piano agli occhi dell’Europa del tempo e della stessa Francia rivoluzionaria.

Anna Maria Rao

Docente di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, nelle sue numerose pubblicazioni ha approfondito il ‘700 napoletano in ogni suo aspetto, politico, rivoluzionario e sociale. E’ membro del Comitato scientifico della collana di studi storici “Mediterranea” per Edipuglia (Bari), del Comitato di direzione della rivista “Studi storici” e del Comitato scientifico della Società italiana di studi sul secolo XVIII; è socio corrispondente della Società nazionale di Scienze lettere e arti in Napoli, per la sezione di Scienze morali e politiche. E’ membro del Consiglio scientifico dell’Istituto italiano per gli studi filosofici.

SCHIAPPARO, IGNOTI OCCUPANO UNA CASA

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La storia che sto per raccontarvi ha dell’inverosimile. Quando mi è stata raccontata, ho faticato a crederci ma dopo le opportune verifiche ho scoperto che purtroppo era tutto vero. Nelle scorse settimane, degli ignoti – probabilmente gli stessi ignoti che stanno continuando a segnare furti nelle case dello Schiapparo – hanno pernottato di propria iniziativa, per alcuni giorni, in una casa all’insaputa del proprietario. La scoperta è stata fatta dallo stesso proprietario della casa, che quando si è recato sul posto per una visita di routine, ha trovato la finestra scassata, i letti disfatti e il bagno sporco, perché utilizzato da chi per qualche giorno si era fermato in casa sua. Una cosa incredibile. Per un possessore di una casa, non c’è niente di peggio che sentirsi violata la propria proprietà e in questo caso il proprio intimo, il proprio letto, il proprio bagno!

Ovviamente, nessuno si era accorto di nulla, nemmeno la Vigilanza Rurale. E’ vero, è difficile riuscire a mantenere l’intero territorio sotto controllo continuamente, ma allora la domanda sorge spontanea: perché pagare la Vigilanza Rurale se tanto non si riesce a sventare nessun furto e se in tutti questi anni non è stato mai beccato nessuno con le mani nel sacco? (istmoschiapparo.blog)

CARDIOCHIRURGIA A SAN GIOVANNI O A FOGGIA? INTERVIENE USB PUBBLICO IMPIEGO

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E’ notizia di questi giorni, per la verità riportata da poche testate giornalistiche, ma non per questo meno allarmante, che la Cardiochirurgia sarà attivata definitivamente presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, a partire, pare, già dal mese di aprile. Qualora la notizia dovesse essere confermata, è del tutto evidente che lo scenario, prospettato qualche settimana fa a livello regionale è completamente ribaltato. Non si spengono, infatti, ancora gli entusiasmi che allora hanno giustamente contagiato i rappresentanti politici del nostro territorio, la dirigenza aziendale, l’Università di Foggia, allorché, durante la conferenza stampa di fine anno, tenutasi presso la Regione Puglia, il Governatore Michele Emiliano, dichiarò, urbi et orbi, la certezza dell’istituzione della struttura di Cardiochirurgia all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Foggia.

Adesso è necessario fare qualche semplice considerazione. Sono moltissimi anni che si parla di Cardiochirurgia a Foggia, con promesse e impegni assunti dagli organi istituzionale, spesso disattesi e contrastati adducendo ragioni economiche e burocratiche. L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Foggia, secondo Policlinico della regione Puglia, soffre in maniera ingiustificata di un grave squilibrio nella distribuzione dei poli cardiochirurgici, se consideriamo l’attuale istituzione di quattro poli a BARI due a Lecce, uno a Brindisi e uno a Taranto. Il protocollo d’intesa, stipulato tra la Regione Puglia e l’Università di Foggia prevede un reparto di cardiochirurgia negli Ospedali Riuniti, tant’è che la facoltà di Medicina ha da diversi anni e precisamente dal 2006, in organico un professore associato di cardiochirurgia. Ricordiamo inoltre che le caratteristiche orografiche della Capitanata, ponendo la stessa come seconda provincia d’Italia per estensione territoriale, con 61 comuni e 640.000 abitanti, che abbraccia anche parte del territorio della BAT, rappresentano già di per sé una opzione inoppugnabile per essere sede di polo cardiochirurgico. E’ da rilevare, peraltro, che l’assenza di tale attivazione produce naturalmente i processi di mobilità passiva extra territoriale e extra regionale che incidono in maniera importante, a fronte dei ricavi che ne deriverebbero, invece, dalla istituzione del polo cardiochirurgico, oltre a ciò, non secondario per importanza, si eviterebbero i disagi che affrontano i pazienti costretti ad intraprendere i c.d. viaggi della speranza.

Quali ulteriori motivazioni bisogna aggiungere perché la Capitanata debba disporre di un polo cardiochirurgico e, ovviamente, la possibilità di accedere a tutte quelle procedure che girano attorno (Emodinamica, impianto di valvole mediante catetere, estrazione di cateteri infetti e mal funzionanti, angioplastiche coronariche complesse ecc. ).

UNIONE SINDACALE di BASE PUBBLICO IMPIEGO

Coordinamento Provinciale Foggia

OSPEDALE SAN SEVERO: STESSI SERVIZI OFFERTI, CAMBIA SOLO LA CLASSIFICAZIONE

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Il Presidente della Provincia e sindaco di San Severo, Miglio, soddisfatto per l’incontro con Emiliano avvenuto ieri insieme al sindaco del comune di Lucera. Da quanto appreso, sembra che le notizie allarmanti circa gli ospedali della nostra provincia non siano del tutte veritiere in quanto, almeno per gli ospedali di San Severo, di Cerignola e di Manfredonia non dovrebbe cambiare nulla perché rimarrebbero invariati i servizi oggi offerti ai pazienti. Quello che cambia dovrebbe essere solo la classificazione. Insomma una terminologia che non fa variare lo stato attuale. Tutto sarà più chiaro quando, domani 24 febbraio, Emiliano riceverà in Regione i sindaci della Capitanata e poi sabato 27 febbraio i restanti sindaci della Puglia.

SAN NICANDRO GARGANICO, CONOSCIAMO MEGLIO QUESTO PAESE (1^ PARTE)

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Poiché i tre articoli sulla “Storia di San Nicandro” hanno fatto rilevare migliaia di visualizzazioni, si vuole proporre un ulteriore contributo (in quattro puntate) di notizie di carattere storico, mitico e turistico per la conoscenza di San Nicandro Garganico.

La parola “Sannicandro” viene dal greco e vuol dire alla lettera “vittoria dell’uomo” (da NICHE’ – vittoria e ANER – dell’uomo). Nella terminologia dialettale del luogo si notano inoltre molti vocaboli perfettamente identici a quelli greci. Ad esempio “candr” – vaso è identico al greco XANDER – recipiente e quando qui si vuol dire “io vado da mia madre” si dice “vai accatta mamma” dove il termine dialettale “accata” deriva dalla preposizione greca KATA’ che è, appunto, un complemento di moto a luogo con significato di “giù, verso”. Da ciò deriva l’artica leggenda sul nome di San Nicandro Garganico, Eccola. Caduta Troia verso l’anno 1100 A.C. il leggendario Diomede, con alcuni compagni, abbandonò la patria e si diresse verso altri lidi, approdando infine alle incantevoli Tremiti. Durante il viaggio un guerriero geco cadde in mare al largo della contrada Torre Maletta (Mileto). L’uomo lottò contro gli elementi avversi ed, infine, quasi morente, fu scaraventato sul litorale garganico mentre i compagni seguitavano il loro estenuante tragitto verso le isole incantate dove Diomede avrebbe terminato la sua grande avventura, dando loro il suo nome: da lui, infatti, furono chiamate isole Diomedee. Il naufrago venne raccolto e amorosamente curato dai nativi di Montedelio o Montedevio, una piccola cittadina che sorgeva sulla collina omonima. Il naufrago era un giovane avvenente e forte, dai lineamenti puri, caratteristici della stirpe ellenica. Durante la degenza, però, egli pensava sempre ai cuoi compagni ed era fermamente deciso a raggiungerli, non appesa fosse stato in grado di affrontare il mare. “Chissà – pensava – se questa brava gente sarà in grado di fornirmi una qualsiasi piccola imbarcazione, purchè atta al tragitto”. Ma a Montedelio egli doveva rimanere per sempre perché il suo cuore venne legato dalla giovane e bella figlia del capo della comunità. Nelle incantevoli notti stellate del Gargano la voce della fanciulla cantava: “ANER dimentica la tua gente, io sono innamorata di te. Noi andremo su queste fiorite colline a danzare con le deità silvestri che popolano la contrada. Tu sarai il mio grande ANER ed insegnerai a me e alla mia gente la lingua e la saggezza ellenica. Non dovrai più, mio ANEL, affrontare l’amaro mare, né i venti marini morderanno le tue mani quando governerai i remi verso l’ignoto. Tu sarai vicino a me e la tua mano stringerà il manico del lucente aratro, qui, ai piedi della montagna garganica”.

Il greco sposò la fanciulla di Montedelio e, alla morte, del capo, venne eletto successore del suocero nel governo della gente di Montedelio. ANER era un uomo forte, leale e giusto. Disciplinò il suo popolo, educò la gente secondo i principi di giustizia del suo paese di origine, accese nei loro cuori l’amore ed il culto verso la grande madre terra, istruì i giovani nell’arte della guerra. Il che dette i suoi buoni frutti. Prima che ANER giungesse a Montedelio, gli abitanti di Uria erano soliti assalire, depredare, saccheggiare la città, Ma, quando all’ennesimo saccheggio, trovarono un’accanita resistenza loro opposta alle agguerrite schiere del nuovo capo di Montedelio, rimasero assai impressionati dal valore e dalla tecnica di quegli uomini che, nelle precedenti incursioni, non avevano accennato al benchè minimo tentativo di difesa. Gli assalitori furono tutti vinti ed uccisi e nessuno di loro potè tornare ad Uria a riferire la strage avvenuta a Montedelio. ANER però, che era un uomo assai saggio, inviò quattro ambasciatori ad Uria e riferire sull’accaduto. Gli uriani sgomenti e preoccupati decisero di accogliere come alleati quegli uomini che avevano saputo trovare nella vittoria armata la sicurezza della propria terra. Ed ANER acconsentì ad allearsi con Uria. Secondo logica egli deduceva che, quando non si può completamente annientare il nemico, è bene farselo alleato.

A distanzi di millenni un proverbio sannicandrese esprime tale concetto, oggi attuale più che mai: “Quann a un n’ lu pù ‘ccid, t’ l’ada fa cumpar” (in italiano: Quando ad uno non lo puoi uccidere te lo devi far compare).

Questa è la leggenda, ma l’origine e la provenienza degli abitanti di San Nicandro dalla stirpe greca si notano ancora nella purezza dei lineamenti e nelle tradizioni popolari. Infatti, i riti, le usanze, le abitudini di questa gente si differenziano in modo evidente da quelle degli abitanti dei centri garganici viciniori. Un esempio tipico della derivazione greca lo troviamo nel rito funebre. Quando qualcuno muore a San Nicandro i familiari piangono sul suo cadavere con gli stessi genti e gli stessi lamenti delle prediche elleniche. Il canto funebre non viene intonato in nessun altro paese del Gargano, ma è di una tragica potenza che afferra anche il forestiero. Come testimonianza della origine greca del paese i lucenti aratri che smuovono la terra, portano spesso alla luce monete greche, anfore, utensili in coccio e numerosi altri oggetti che confermano l’arrivo e la permanenza in questi luoghi di popolazioni greche. (Continua)

Luigi Scocco

IN ITALIA E’ RECORD OPERE INCOMPIUTE, SONO 868

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Altro che spending review e risparmi: in Italia si registra una abnorme crescita delle opere incompiute, il cui numero ha raggiunto quota 868. Lo denuncia il Codacons, che rende pubblici gli ultimi dati relativi all’Anagrafe delle opere non portate a compimento esistenti nel nostro paese.
Ponti, strade, dighe e infrastrutture di interesse nazionale, iniziate e mai terminate, hanno prodotto un immenso spreco di soldi pubblici pari a 4 miliardi di euro – denuncia il Codacons – Nel 2013 le opere incompiute italiane erano 692; nel 2014, ultimo dato disponibile, sono salite a 868. Il record negativo spetta alla Sicilia, regione che vede sul proprio territorio ben 215 opere rimaste incompiute. In Abruzzo le infrastrutture non portate a compimento sono passate dalle 33 del 2013 alle 40 del 2014; peggiore la situazione della Calabria: 64 incompiute del 2013, 93 nel 2014, mentre in Lombardia in un anno le opere non terminate sono passate da 19 a 35. Male anche la Puglia: 59 nel 2013, 81 nel 2014.
“Queste infrastrutture sono già costate in media 166 euro a famiglia, e per portarle a compimento servirebbero altri 1,4 miliardi di euro – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Risorse sottratte alla collettività costretta a finanziare dighe progettate negli anni ’60 e poi lasciate in stato di abbandono, porti inaugurati e mai utilizzati, strade che non portano in nessun posto perché lasciate a metà, strutture inutilizzate a causa degli elevati costi di gestione, ecc.”.

GOVERNO FA CASSA SULL’EREDITÀ: PRONTO UN INNALZAMENTO DELLE ALIQUOTE FISCALI

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Il Governo sembra intenzionato a far cassa anche sui defunti. A dirlo è Milano Finanze, che appunto ha fatto trapelare che l’Esecutivo starebbe pensando ad una “riforma della normativa sulle successioni”, ponendo in essere una ‘stretta fiscale‘ nei confronti degli eredi sia in linea retta che in linea collaterale. Per la verità, l’idea parte dalla proposta di legge presentata da deputati Sel lo scorso anno, che prevedeva una riduzione delle franchigie (al di sotto delle quali non si pagano tasse di successione) da 1milione a 500mila euro per coniugi e parenti in linea retta e un contestuale aumento delle aliquote, dal 4 al 7%. Il Governo ora invece è intenzionato ad inasprire la tassa di successione per quelle in linea retta (padre-figlio), riducendo da un lato la franchigia fino a 300-400 mila euro e estendendo di conseguenza il bacino di coloro che dovranno pagare l’imposta; dall’altro innalzando indistintamente tutte le aliquote. In breve, gli eredi che devono presentare entro 12 mesi dal decesso del congiunto la dichiarazione di successione, proprio perchè hanno ereditato dei beni immobili e mobili, dovranno pagare un imposta di successione più salata di quella finora pagata. Ricordiamo che in caso di morte infatti, l’insieme dei beni e i diritti appartenuti al defunto (immobili, beni mobili, azioni, gioielli, mobilio) va a costituire l’attivo ereditario. La differenza tra attivo e passivo costituisce l’asse ereditario sul quale, dopo aver calcolato franchigie ed esenzioni, l’erede è tenuto a pagare l’imposta di successione.

Cosa prevede la proposta di legge di iniziativa del Governo?

Nello specifico la proposta di legge prevede che su un patrimonio ereditario che supera i 5 milioni di euro, le aliquote siano pari al:

  •  21%, per coniuge, genitori e figli;
  •  24%, per fratelli e sorelle;
  •  30%, per tutti gli altri parenti sino al 4° grado;
  • 45%, per gli altri soggetti.

L’imposizione della nuova tassa sulle successione, qualora entrasse in vigore, prevede che ci sia un innalzamento delle aliquote che passano:

  • dal 4 al 7%: per il coniuge ed i parenti in linea retta (genitori e figli), con una franchigia  di 400 mila euro;
  • dal 6 al 8%, per fratelli e sorelle, con una franchigia di 1000 mila euro;
  • dal’6 a 10%, senza franchigia, per gli altri parenti fino al 4^ grado, affini in linea retta e in linea collaterale;
  • dall’8 al 15% su tutto il valore ereditato da altri soggetti.

Le stesse modifiche varrebbero pure per le aliquote relative all’imposizione sulle donazioni. Ne discende che tale aumento dell’imposizione fiscale si aggiunge inoltre alle altre imposte che gli eredi devono pagare ovvero le imposte ipotecarie e catastali che devono essere liquidate prima della presentazione della dichiarazione di successione.

Effetti dell’innalzamento della tassa di successione e sulle donazioni

Dietro quindi quella che si presenta una vera e propria patrimoniale, si nasconde l’esigenza del Governo di racimolare circa 5 miliari, per far quadrare i conti del 2016 e del 2017. E ciò perché se da una parte c’è stata una crescita inferiore alle attese, dall’altra le istituzioni Europee ci stanno ancora con il fiato sul collo. Servono quindi soldi per coprire buchi e sicuramente il bene immobile patrimoniale è quello che assicura sempre un certo livello di certezza sulle entrate fiscali. Questo sarebbe l’unico modo per far cassa, anche perché ad aprile arriveranno le nuove stime del DEF e a maggio, il giudizio di Bruxelles sulla legge di Stabilita 2016. Con buona pace degli italiani, che saranno i primi a rimetterci

ASSUNZIONI NEL TEAM DELLA JUVENTUS

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Avete sempre desiderato lavorare per la vostra squadra del cuore? Questa potrebbe essere la vostra occasione! Il team della Juventus, infatti, sta cercando personale per incrementare la squadra invisibile delle persone che ogni giorno rendono possibili i successi dell’intera società. Ecco quali sono tutte le posizioni attive e come è possibile presentare la propria candidatura. All’interno della società della Juventus si trova una squadra vincente, in campo e in azienda, che ogni giorno lavora in ambiente giovane, dinamico e stimolante. In Juventus sono centinaia le persone che formano “la squadra invisibile”: un team che affianca e supporta l’attività dei Campioni e che con loro affronta le sfide di ogni giorno per assaporare il gusto intenso di una vittoria. D’altronde la filosofia della società, fin dal 1897, è andare a caccia di veri talenti.

In questo momento all’interno del grande gruppo della Juventus ci sono una serie di posizioni aperte in tutta l’Italia soprattutto per profili di giovani all’inizio della carriera o per personale già esperto nel proprio ruolo.

Ecco quali sono i posti disponibili al momento in Juventus:

  • DIGITAL MARKETING MANAGER
  • INTERNATIONAL BUSINESS DEVELOPMENT MANAGER
  • BRAND DEVELOPMENT SPECIALIST
  • CRM/FRM SPECIALIST (Fan Relationship Management Specialist)
  • LICENSING SPECIALIST
  • EVENTS SPECIALIST
  • SPORT KIT OPERATOR (ricerca riservata alle categorie protette ex art. 18 Legge 68/99, comma 2)
  • MARKETING AND INNOVATION INTERN
  • TEMPORARY SALES ASSISTANT
  • CONSUMER MARKETING AND FAN RELATIONSHIP MANAGEMENT INTERN.

In alternativa è sempre possibile anche inviare una candidatura spontanea alla propria squadra del cuore.

Si cercando persone responsabili e dinamiche, perseveranti e audaci, indipendenti e innovatrici. Ci sono anche posti alle categorie protette.

Per avere maggiori informazioni sul gruppo, conoscere i requisiti richiesti ad ogni figura professionale individuata e inviare la propria candidatura online, il sito internet da consultare è il seguente:

https://www.juventus.com/it/club/contact-and-press/jobs/index.php

LA ASL FG PRONTA AD AVVIARE INTERVENTI PER POTENZIARE STRUTTURE SANITARIE TERRITORIALI

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La pianificazione degli interventi che potenzieranno la sanità territoriale della ASL Foggia è completa.

Nell’ambito della programmazione regionale (POR Puglia 2014-2020), grazie ai settantatré milioni di euro di finanziamenti ottenuti con fondi FESR e FSE, saranno ampliate le dotazioni strutturali e strumentali dei servizi distrettuali in modo da aumentarne l’accessibilità e migliorare la qualità della vita e la salute della comunità.

L’Obiettivo Tematico IX, in particolare, permetterà di completare il piano di riconversione dei presidi ospedalieri dismessi e trasformati in Presidi Territoriali di Assistenza (PTA), di realizzarne di nuovi e di utilizzare e/o adeguare le strutture che erogano servizi per l’assistenza distrettuale quali, ad esempio, poliambulatori specialistici, consultori. Si punterà al potenziamento delle dotazioni tecnologiche dei servizi di diagnostica specialistica e chirurgia ambulatoriale distrettuali e all’ammodernamento della rete dei punti di raccolta del sangue. In programma l’ampliamento del servizio di telemedicina e il completamento della filiera dei servizi sanitari territoriali e riabilitativi per pazienti cronici in modo da ridurre il ricorso a ricoveri ospedalieri non appropriati. Previsti anche interventi di riconversione di immobili per la realizzazione di strutture sanitarie extraospedaliere che saranno destinate alle cure intensive per anziani gravemente non autosufficienti, alle cure palliative per pazienti oncologici e malati terminali, alla riabilitazione per persone con gravi disabilità. Gli interventi saranno finalizzati, altresì, all’adeguamento delle strutture alle norme in materia di antisismica, antincendio, abbattimento delle barriere architettoniche, risparmio energetico, sicurezza di lavoratori e pazienti. Finalità non secondaria della progettazione è, infine, la riduzione delle strutture in locazione.

I finanziamenti ottenuti – spiega il Direttore generale della ASL Foggia Vito Piazzolla –sono il frutto di un lavoro progettuale di squadra che ha visto collaborare l’intera area tecnica aziendale, dai dirigenti al comparto, in raccordo con la tecnostruttura dell’assessorato regionale e tutti i consiglieri regionali del territorio che hanno confermato la bontà dei finanziamenti. È stato il gioco di squadra che ha permesso di portare a casa il risultato. Ora non ci resta che avviare tutte le procedure e le attività di messa in opera”.

SAN NICANDRO DELIBERA DI ADERIRE ALL’ASSOZIAZIONE “BORGHI AUTENTICI D’ITALIA”

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L’ultimo consiglio comunale ha deliberato l’adesione del comune di Sannicandro all’Associazione “BORGHI AUTENTICI D’ITALIA”, il cui statuto ha come oggetto la promozione dello sviluppo e la  valorizzazione dei Borghi caratteristici italiani, comprese le loro aree rurali, con particolare riferimento ai patrimoni architettonici, urbani, culturali, turistici, sociali ed identitari e in tale cornice strategica si  pone come missione principale quella di supportare i propri associati nella promozione e sviluppo di azioni ed interventi di cambiamento e miglioramento. L’adesione alla associazione comporta una serie di comportamenti da parte del comune nell’ambito dei quali sono stabilite strategie pubbliche e politiche locali coerenti con i principi della sostenibilità ambientale e sociale e con la qualità urbana e culturale al fine di preservare e valorizzare il  patrimonio identitario delle comunità locali e le risorse di valore del territorio, e, nel contempo, sono fissati obiettivi e proposte di iniziative e progetti volti a valorizzare i borghi caratteristici e le loro comunità. Insomma una città più sostenibile per un turismo più integrato.

SERVIZIO ADI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA PER I COMUNI DELL’AMBITO TERRITORIALE

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Il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, è rivolto a d anziani ultra sessantacinquenni, residenti nei comuni dell’Ambito Territoriale di San Marco in Lamis, in condizione di non autosufficienza o ridotta autosufficienza temporanea o protratta, derivante da condizioni critiche di bisogno socio-sanitario ed in particolare in pazienti che si trovino nelle seguenti condizioni: · di fragilità e limitazioni dell’autonomia; · Con patologie sub-acute temporanee invalidanti, trattabili a domicilio; · In dimissione socio-sanitaria protetta da reparti ospedalieri; · Con disabilità, pluripatologie e patologie cronico-degenerative che determinano limitazione dell’autonomia.

LE PRESTAZIONI DEL SERVIZIO · Prestazioni di tipo domestico, Assistenza domestica, le prestazioni sono rivolte al governo dell’alloggio e alle attività domestiche · Prestazioni di aiuto personale, Assistenza all’igiene e alla cura della persona, prestazioni para-infermieristiche: · Prestazioni e sostegno psico-sociale, assistenza tramite il sostegno e stimolo psicologico nel contesto abitativo per rafforzare le capacità residue di autosufficienza, attraverso anche una “messa in sicurezza” dell’abitazione: · Segretariato sociale · Servizi di prossimità, accompagnamento presso ambulatori e centri medici, presidi sanitari e Enti pubblici , Centri presenti sul territori, di diagnosi e cura, di socializzazione e per commissioni varie.

COME SI ACCEDE AL SERVIZIO L’accesso alle prestazioni è riservato ai soggetti che hanno presentato istanza presso la P.U.A. (Porta Unica d’Accesso), per ulteriori e maggiori informazioni rivolgersi ai Servizi Sociali dei Comuni di Residenza.

CASA SOLLIEVO, PRESENTATA DENUNCIA PER PRESSIONI INTIMIDATORIE CONTRO LA DIRIGENZA

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Le minacciose pressioni intimidatorie – ormai di pubblico dominio, poste in atto nei confronti della dirigenza dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, manifestatesi in concomitanza del rinnovo di contratti relativi a forniture e servizi, nonché della selezione per l’assunzione di Operatori Socio-Sanitari – hanno indotto l’Ospedale a sporgere denuncia alle autorità competenti, interessando immediatamente la Procura della Repubblica, per tutelarne il suo buon nome e la sicurezza di quanti si occupano della gestione.

I gravi fatti perpetrati nei confronti dell’Ospedale costituiscono al tempo stesso una circostanza propizia, seppur negativa, per ribadire che l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza voluto da San Pio, senza nulla temere, continuerà ad operare fedelmente alla missione affidata dal Fondatore, per assicurare alla persona ammalata ogni amorevole attenzione e cura possibile, procedendo nella gestione secondo i canoni della trasparenza e delle buone pratiche, per testimoniare, anche mediante tali modelli gestionali, il perseguimento del bene comune, tenendo sempre vivo il carisma del Santo fondatore, agendo in conformità al Magistero e alla dottrina sociale della Chiesa.