LETTERA APEFRTA ALL’ASSESSORE ALLA SNITA’ ROCCO PALESE DELLA REGIONE PUGLIA

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Egregio dott. Rocco Palese,

abbiamo letto con interesse in questi giorni della volontà di riformare la sanità dando più spazio al territorio e alle cure domiciliari con ospedali ricondotti alla loro appropriata funzione.

Lo spirito e la lettera della riforma sanitaria individuavano i tre pilastri interconnessi del servizio sanitario nazionale nelle attività di Prevenzione, Cura e Riabilitazione. Di questi tre pilastri ha funzionato, o meglio ha avuto attenzione e risorse prevalenti, solo la Cura e gli ospedali in articolare, che hanno assolto a quasi tutte le funzioni assistenziali in modo spesso inappropriato e costoso, distraendoli dalle loro attività di cura delle patologie acute e complesse, con le più moderne tecnologie.

Oggi questo modello, specie dopo la pandemia e grazie ai fondi del PNRR, è stato giustamente ripensato e sta per essere attuato in favore delle attività territoriali e domiciliari e della digitalizzazione, che dovrà connettere tutto il sistema fin dentro le case dei cittadini. Tutto bene, se non fosse che ancora una volta gli altri due pilastri portanti del Sistema: la Prevenzione, ma soprattutto la Riabilitazione, sono stati poco trattato il primo e del tutto ignorato il secondo. La Riabilitazione è stata dimenticata e messa in un angolo fin dall’inizio del SSN, affidata prevalentemente ai privati, sotto finanziata e considerata un’attività sanitaria minore.

Vorremmo invece segnalare che le attività di riabilitazione sono il completamento essenziale delle attività di cura, senza le quali il processo assistenziale resta monco, incompleto. Esse si svolgono da sempre sul territorio e a domicilio e si completano per le forme extra ospedaliere, acute e gravi nei centri residenziali. Rappresentano il modello di servizio sanitario, che oggi si vuole perseguire e costano meno di tutte le altre funzioni assistenziali.

Adesso però si sta esagerando con i costi ridotti. Il settore infatti non ce la fa più a reggere il peso di una crescente domanda, che si sta scaricando su un servizio che è fermo a tariffe vecchie di 15 anni (almeno in Puglia) e per alcune attività, come l’assistenza all’Autismo, che è esploso soprattutto dopo la pandemia tra bambini e adolescenti (o meglio è venuto alla luce), le tariffe sfiorano il ridicolo.

La Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio, che opera da cinquanta anni sul territorio della provincia di Foggia, ha rappresentato per anni l’unico riferimento sanitario per le aree più marginali e periferiche di un vasto e popoloso territorio, per dare assistenza riabilitativa e non solo, ma anche conforto ad una popolazione – soprattutto a bambini e adolescenti e alle loro famiglie – abbandonati a se stessi, con uno spirito di servizio e di compassione, voluto dai Padri fondatori: Padre Pio e Padre

Michele. Essi hanno realizzato un modello di servizio sanitario, che era sul territorio e a domicilio degli assistiti e successivamente col Centro residenziale ad alta tecnologia “Gli Angeli di Padre Pio” hanno completato il ciclo.

Il sotto finanziamento e le basse tariffe stanno mettendo in crisi tutto il sistema della riabilitazione e in particolare la qualità delle prestazioni, che hanno bisogno di procedure, tecnologie e standard sempre più complessi, come impongono anche i nuovi regolamenti regionali. Il personale deve essere sempre più aggiornato e professionale, con selezioni e formazione adeguate, ma anche con retribuzioni e contratti altrettanto adeguati, che devono essere omogenei per tutti gli operatori sanitari sia nel pubblico che nel privato. Per fare tutto ciò c’è bisogno di attenzioni e risorse sufficienti, adeguando al più presto e senza altri indugi il fondo regionale e le tariffe, anche per soddisfare un fabbisogno assistenziale in forte crescita.

Gentile Assessore Palese, confidiamo molto sulla sua competenza e sensibilità perché nel riformare il servizio sanitario regionale tenga nella giusta considerazione le istanze che provengono dal “terzo pilastro” rappresentato dalla Riabilitazione, riconoscendo ad esso la sua funzione imprescindibile e fondamentale e, ai suoi operatori, la dignità che meritano. Grazie.

Frate Piero Vivoli, dott. Giovanni Di Pilla

(Presidente e Direttore Generale dei Centri di Riabilitazione P. Pio)