LADRI SERIALI ARRESTATI DAI CARABINIERI IN DUE DISTINTE OPERAZIONI

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Nell’ambito delle attività condotte dalla Compagnia Carabinieri di Manfredonia, finalizzate al contrasto dei reati predatori, al termine di due complesse e minuziose indagini, la notte scorsa a Manfredonia e Vieste  sono state eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di C. A., 19enne di Monte Sant’Angelo, inoccupato, gravato da numerosi segnalazioni per reati contro il patrimonio, e G. F., 39enne viestano, inoccupato, anch’egli gravato da pregiudizi specifici.

Le due distinte operazioni rientrano nella più ampia strategia di contrasto alla criminalità organizzata e non, dettata dal Comando Provinciale dei Carabinieri Foggia nell’ottica di ristabilire la legalità in ogni sua forma e manifestazione.

In particolare, a Monte Sant’Angelo, è stato tratto in arresto C. A-. I militari della Stazione Carabinieri di Manfredonia, nel corso delle indagini, avevano accertato che lo stesso, in concorso con due minorenni, si era reso responsabile, tra il 24.11.2018 e il 23.03.2019, di quattro furti aggravati, dei quali uno tentato, in danno di altrettanti esercizi commerciali di Manfredonia, prendendo di mira slot machines e distributori automatici di bevande e alimenti di bar e sale giochi. I malviventi, che solitamente si spostavano in scooter, nel corso delle indagini sono anche stati “pedinati” elettronicamente dai Carabinieri grazie anche alle immagini di numerosi sistemi di videosorveglianza. Al C. viene contestato anche di aver agito in concorso con minori degli anni 18 (due fratelli di Monte Sant’Angelo), entrambi denunciati in stato di libertà alla competente Procura della Repubblica di Bari.

La particolare pericolosità sociale e spregiudicatezza criminale del gruppo viene anche ulteriormente confermata dall’arresto già operato dai Carabinieri di Monte Sant’Angelo la notte del 24 aprile scorso nei confronti di uno dei due minori, in esecuzione di un’altra misura cautelare personale emessa dalla Procura dei Minori di Bari, poiché questi, il precedente 6 aprile, in concorso proprio con il C., aveva commesso un furto all’interno dell’abitazione di una signora di 86 anni, asportandole una collana d’oro, poi recuperata e restituita dai Carabinieri.

Lo stesso, in concorso con due minorenni, si era reso responsabile, tra il 24.11.2018 e il 23.03.2019, di quattro furti aggravati, dei quali uno tentato, in danno di altrettanti esercizi commerciali di Manfredonia, prendendo di mira slot machines e distributori automatici di bevande e alimenti di bar e sale giochi. I malviventi, che solitamente si spostavano in scooter, nel corso delle indagini sono anche stati “pedinati” elettronicamente dai Carabinieri grazie anche alle immagini di numerosi sistemi di videosorveglianza. Al C. viene contestato anche di aver agito in concorso con minori degli anni 18 (due fratelli di Monte Sant’Angelo), entrambi denunciati in stato di libertà alla competente Procura della Repubblica di Bari.

I Carabinieri della Tenenza di Vieste, invece, hanno tratto in arresto G. F., anch’egli in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dell’Autorità Giudiziaria di Foggia, per numerosi furti, consumati e tentati, commessi a Vieste dalla fine dello scorso mese di aprile.

In particolare, i Carabinieri di Vieste, dopo aver raccolto diverse denunce per furti commessi in danno di locali esercizi commerciali, quali bar, gelaterie, yogurterie, supermarket e negozi di ottica, grazie a tutto il materiale probante raccolto nel corso degli accurati sopralluoghi negli esercizi colpiti e alle immagini registrate dagli impianti di video sorveglianza del Comune e da quelli installati presso gli esercizi stessi, hanno identificato senza ombra di dubbio il responsabile.

La tecnica utilizzata consisteva nel forzare le saracinesche per poi introdursi nelle attività, per poi asportare il registratore di cassa e il suo contenuto.  L’uomo, ormai illuso della propria acquisita “professionalità”, aveva però commesso alcuni errori, che hanno permesso agli investigatori di consegnare all’Autorità Giudiziaria tutti gli elementi utili poter emettere, in tempi rapidissimi, il più severo dei provvedimenti sulla libertà personale, il carcere.