Cresce il reddito medio degli italiani, e dei pugliesi, ma pesa l’inflazione e il guadagno diventa quasi nullo. E se è vero che per la prima volta dopo diversi anni l’incremento del reddito è leggermente più alto dell’inflazione, sul Mezzogiorno pesano le differenze territoriali. Per crescita il Sud va più veloce del Nord ma a guardare la “mappa della ricchezza”, facilmente elaborabile sui dati pubblicati nei giorni scorsi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il gap territoriale è evidente e preoccupante. In media una famiglia in provincia di Milano vive con 36mila euro all’anno, nel Foggiano invece con soli 14mila. L’Italia divisa in due, tra Sud e Nord e tra provincia e grandi città. E anche la Puglia così si divide in due.
L’analisi
L’elaborazione di Nuovo Quotidiano di Puglia sui dati messi a disposizione dal Ministero evidenzia una regione che va a due velocità, non tanto tra la parte settentrionale e quella meridionale, ma tra i grandi centri e i piccoli paesini. O meglio, per essere più precisi: tra le zone a più alta densità urbana – con un maggior sviluppo industriale-economico – e quelle invece “periferiche”, perché distanti dalle grandi città.
L’analisi è stata realizzata rilevando dal Mef le dichiarazioni dei redditi del 2025 per l’anno 2024, relative alle “persone fisiche”. Il reddito medio in Puglia è di 19.936 euro, con oltre 2,6 milioni di contribuenti.
I 10 Comuni più ricchi
Nella “classifica” delle città più ricche, Lecce ha superato già da qualche anno il capoluogo di Regione – potendo contare, per altro, su un numero più basso di contribuenti -, ma la forbice nel “derby” si è assottigliata, diventando adesso di appena poche decine di euro. Per gli amanti delle statistiche – e per il fisco – Lecce è la città più ricca di Puglia, seguita da Bari (26.182 e 26.155 euro). Sul podio si conferma un piccolo paesino del Tarantino: Leporano, con 23.125 euro. Cittadina di mare, a pochi chilometri dal capoluogo, come spesso accade anche a livello nazionale certamente pesa la dichiarazione dei redditi di pochi ricchi o benestanti. Ma per le graduatorie, tanto basta.
Nella top 5 anche Taranto (quarta con 22.867 euro di media) e Maglie. Brindisi è al sesto posto, con 22.393 euro in media di dichiarazione. Chiudono la top 10 alcuni comuni non capoluogo: Bitritto (per cui vale di sicuro la vicinanza al capoluogo Bari e quel fenomeno di benessere diffuso nelle cittadine a due passi dai grandi centri urbani), Sternatia (nel cuore del Salento), San Giovanni Rotondo (che vive di turismo religioso, ma non solo) e Valenzano (anche qui il fattore determinante è la vicinanza a Bari). Tra i capoluoghi: Foggia è al quattordicesimo posto in Puglia, con la provincia, però, più povera d’Italia secondo le dichiarazioni dei redditi. Più in basso Trani, Barletta e Andria, con la prima che ha una posizione leggermente migliore.
I 10 Comuni più poveri
Detto delle differenze tra Nord e Sud a livello nazionale, vale la pena sottolineare anche un gap interno alla stessa regione, in alcuni casi altrettanto profondo ed evidente. Gli oltre 26mila euro di reddito medio di Bari e Lecce, cozzano con i poco più di 12mila all’anno di alcuni Comuni della provincia di Foggia, quali Roseto Valfortore, Zapponeta e Stornara. Una singolare curiosità riguarda proprio il Gargano: negli ultimi dieci posti della graduatoria pugliese, ci sono solo paesini della provincia di Foggia, fatta eccezione per la salentina Alliste, che sconta un ritardo evidente rispetto al capoluogo. E torna qui il tema della Puglia che viaggia a due velocità: per città o cittadine con un reddito medio superiore alla media regionale, ve ne sono altre, in particolare nel Foggiano e nel basso Salento dove invece i numeri sono impietosi. La Puglia che si divide in due non segue una direttrice puramente geografica ma sembra quasi rispondere a criteri di vicinanza socio-economica ai capoluoghi. L’analisi sembra quasi scontata: nei comuni più distanti dai grandi centri urbani e di conseguenza dalle importanti zone industriali della regione, sono più bassi i livelli occupazionali e la qualità del lavoro. In tal senso non può sfuggire alla dinamica tutta pugliese lo svantaggio delle zone nelle quali la principale occupazione è spesso rappresentata dall’impiego nel turismo (che di per sé comporta un alto tasso di stagionalità dell’offerta di lavoro).
Facendo il confronto con le altre zone d’Italia, nonostante la crescita, il Sud è evidentemente più povero. E anche nei casi in cui la crescita è costante e importante (Bari rientra tra le dieci province migliori per incremento rispetto all’anno precedente) non basta per sentirsi ricchi o fortunati.
La classifica completa
Pos. Reddito medio per contribuente
9 FG SAN GIOVANNI ROTONDO 21.892
14 FG FOGGIA 21.509
78 FG MANFREDONIA 19.322
89 FG SAN MARCO IN LAMIS 19.072
92 FG LUCERA 18.997
93 FG MONTE SANT’ANGELO 18.943
97 FG TROIA 18.754
127 FG APRICENA 18.119
135 BT MARGHERITA DI SAVOIA 17.992
136 FG DELICETO 17.981
154 FG SAN SEVERO 17.601
155 FG VOLTURINO 17.601
174 FG ROCCHETTA SANT’ANTONIO 17.148
180 FG ACCADIA 17.084
181 FG ASCOLI SATRIANO 17.034
182 FG ORSARA DI PUGLIA 17.003
186 FG MATTINATA 16.934
187 FG VOLTURARA APPULA 16.929
188 FG RODI GARGANICO 16.882
189 FG CELENZA VALFORTORE 16.875
195 FG CASTELLUCCIO DEI SAURI 16.788
204 FG RIGNANO GARGANICO 16.507
209 FG LESINA 16.416
210 FG VICO DEL GARGANO 16.358
212 FG TORREMAGGIORE 16.251
216 FG CASTELLUCCIO VALMAGGIORE16.099
217 BT TRINITAPOLI 16.060
219 FG SAN NICANDRO GARGANICO 16.010
221 FG VIESTE 15.933
223 FG POGGIO IMPERIALE 15.818
225 FG ORTA NOVA 15.712
227 FG STORNARELLA 15.501
229 FG CASALNUOVO MONTEROTARO 15.484
232 FG FAETO 15.402
233 FG CHIEUTI 15.390
236 FG CERIGNOLA 15.250
237 FG CARAPELLE 15.125
238 FG PESCHICI 15.088
241 FG SAN PAOLO DI CIVITATE 14.943
244 FG PANNI 14.794
245 FG ISCHITELLA 14.764
249 FG SERRACAPRIOLA 14.645
252 FG CAGNANO VARANO 14.413
253 FG CARPINO 13.948
255 FG STORNARA 12.951
256 FG ZAPPONETA 12.316
(fonte: Quotidiano di puglia)


